10 quartieri europei da visitare almeno una volta

Da Parigi a Bratislava, da Praga a Napoli, 10 quartieri europei da visitare almeno una volta.

Montmartre a Parigi

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Immaginate Montmartre sul finire dell’800, quando la collina era ricoperta da inebrianti vitigni e il vento muoveva incessante i suoi mulini. In questa atmosfera romantica traevano ispirazione inesauribile artisti arrivati a Parigi come degli sconosciuti poi diventati celebri in tutto il mondo. Nel tempo, la Butte (collina in francese) è diventata il centro del fermento creativo parigino ospitando pittori, musicisti e poeti, che iniziarono a vivere nella zona anche per gli affitti più bassi rispetto a Parigi.

Montmartre, che un tempo era il cuore della trasgressiva Parigi di Delacroix, Picasso, Modigliani, Van Gogh e Utrillo, oggi brulica di turisti a tutte le ore. L’anima bohémienne di questa parte di Parigi lascia il posto a un’immagine meno poetica e anche un po’ costruita, fatta di locali a luci rosse e artisti di strada. Ma nonostante questo, Montmarte resta una delle cose da vedere assolutamente a Parigi. Per cogliere il vero fascino di questa collina, quindi, bisogna salire per stradine e ripide viuzze lontano dagli itinerari turistici, dove casette in pietra e vecchi mulini rimandano ad atmosfere di fine ‘800, quando è iniziato il mito di Montmartre.

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Place du Tertre a Montmarte
Place du Tertre a Montmarte

Spaccanapoli

2Spaccanapoli è la strada che va dai Quartieri Spagnoli al quartiere di Forcella, tagliando in linea retta la città di Napoli. Capirete meglio perché viene chiamata così se la guarderete da San Martino nella parte più alta della città. Quest’arteria ha origini antichissime: è infatti uno dei tre decumani (quello più vicino al mare) in cui i romani, basandosi sulla costruzione greca, organizzarono la città.Un giro per Spaccanapoli è un percorso (a ostacoli) lungo la millenaria storia della città ed è assolutamente una delle 10 cose da vedere a Napoli. Qui non ci sono solo i palazzi antichi, le chiese, ma anche le leggende e gli inconfondibili odori della cucina napoletana. Non stupitevi di nulla: lungo il percorso di Spaccanapoli potrete incontrare splendide chiese e famiglie che vivono nei bassi, artisti-artigiani e abusivi che vendono di tutto. Da un po’ di anni piccoli hotel e bed and breakfast sono sorti lungo il percorso, permettendo ai turisti di vivere Napoli proprio come fanno i napoletani. Spaccanapoli è un budello stretto, in cui napoletani, turisti e motorini convivono, non molto pacificamente. Ma non c’è un luogo della città che potrà raccontarvi meglio l’anima di Napoli, la sua essenza che qui si svela senza trucchi. Spaccanapoli non è una cartolina turistica: è Napoli.

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spaccanapoli

Il Barrio Gotico di Barcellona

3Si arriva al Quartiere Gotico dalla Rambla, dal lato destro se si va dal Porto verso Piazza de Catalunya. Abbandonata l’agitazione del viale alberato, si entra nei vicoli e le atmosfere diventano più rarefatte, soprattutto di sera, quando cala il sole e si accendono le luci gialle di case e strade. Si entra così in uno dei luoghi imperdibili di Barcellona, una delle 10 cose da vedere anche se si resta in città solo poche ore. Il nome deriva dalla presenza al suo interno di splendidi monumenti gotici, anche se sono ben visibili le tracce dell’antica città romana e dall’insieme degli edifici medievali che qui si conservano come importanti testimoni del glorioso passato. Quartiere dall’indiscutibile storia che, per il suo splendido labirinto di stradine deve essere visitato esclusivamente a piedi, il Barrio Gotico occupa la zona che era precedentemente di un antico villaggio romano fortificato.

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Il Barrio Gotico di Barcellona
Il Barrio Gotico di Barcellona

L’Alfama di Lisbona

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I vecchi seduti fuori gli usci delle porte, annunciano che siete arrivati nel quartiere dell’Alfama. Nei vicoli stretti, con le case addossate, l’una all’altra, arriva sempre troppa poca luce e aria, quindi gli abitanti del quartiere passano gran parte della loro giornata per strada, chiacchierando coi vicini, incuranti del continuo passaggio di turisti. L’Alfama, quartiere sdraiato sulla collina alla destra della Baixa, è certamente uno dei luoghi più caratteristici e autentici di Lisbona. Poco colpito dal grande terremoto del 1755, ha conservato l’architettura spontanea con cui era cresciuto con l’espansione della città fuori dalle mura antiche.
 Vicoli stretti e case addossate l’una all’altra ne disegnano la fisionomia, insieme agli anziani del quartiere che passano gran parte della loro giornata sugli usci delle porte delle loro case chiacchierando coi vicini, incuranti del continuo passaggio di turisti.

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Il quartiere dell'Alfama a Lisbona
Il quartiere dell'Alfama a Lisbona

Mala Strana a Praga

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Non è mai chiaro e non è mai compiuta notte”, ha scritto Angelo Maria Ripellino per spiegare l’atmosfera magica ma inquietante di Malà Strana, il Quartiere Piccolo di Praga. Più che un quartiere, Malà Strana è una città nella città, che ha attraversato i secoli intatta, restando uguale a quella ricostruita dopo il devastante incendio del 1541.

Oggi questa parte di Praga, appena sotto al Castello, è famosa nel mondo per i caffè, le birrerie e gli artisti squattrinati che contribuiscono a creare quell’atmosfera bohemien. Ma Malà Strana è anche il quartiere delle ambasciate di molte nazioni del mondo che hanno sede nei bei palazzi barocchi di Via Nerudova. Popolare e aristocratica, Malà Strana convive con questa duplice anima da quando i nobili viennesi abbandonarono il quartiere per tornare a Vienna e i poveri di Praga vi fecero ritorno. Da allora, per fortuna, Malà Strana ha attraversato i secoli sfuggendo ad ogni forma di risanamento edilizio, che invece hanno subito gli altri quartieri di Praga. Le case ed i palazzi portano ancora i nomi e i simboli che si usavano nel Medioevo: unicorni, aquile, chiavi, cervi, violini. Designavano quasi sempre il mestiere di chi abitava la casa o simboli naturali e religiosi scelti dai proprietari.

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Mala Strana a Praga

Il Kazimierz di Cracovia

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Ad oriente della Città Vecchia di Cracovia sorge il quartiere di Kazimierz, dal nome del suo fondatore, Re Casimiro il Grande.  Edificata nel 1335 come cittadina distinta, nel 1800, a seguito dell’allargamento dei confini amministrativi di Cracovia, divenne un quartiere della città.

Il Kazimierz è diviso in due parti: ad ovest c’è quella cristiana, ad est quella ebraica.Nella parte cristiana potrete ammirare la Piazza del Mercato (Wolnica), le chiese gotiche di Santa Caterina e del Corpus Christi e la chiesa barocca di San Stanislao sulla roccia, luogo del suo martirio.

Ma il Kazimierz è stato, soprattutto, il centro della vita religiosa e sociale della Cracovia ebraica fino a quando la comunità semita che lo abitava (circa 65.000 persone) venne deportata nei vari campi di sterminio durante l’occupazione nazista. Passeggiando per le vecchie stradine in pietra si avverte lo spirito della cultura ebraica in ogni dive: le sinagoghe, le facciate delle case in via Jozefa con le scritte in yiddish e, in alcuni casi, la stella di David, l’affollato mercato quotidiano di Plac Nowy, la piazza principale del quartiere.

Il quartiere trascurato ed abbandonato fino ad una decina di anni fa, ha ritrovato lustro e notorietà anche grazie alle scene del film Schindler’s List che vi sono state girate. Oggi è un quartiere molto vivace in cui aprono botteghe di artisti, locali alternativi e negozi di moda.

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Temple Bar a Dublino

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Benvenuti nel cuore pulsante della vita di Dublino. Il quartiere di Temple Bar è senza dubbio il più vivo dell’intera città; ricco di pub, bar, locali, spazi espositivi, ristoranti e teatri. Stando alla leggenda sul nome, pare che questa zona prenda il nome da Sir William Temple, rettore del Trinity College e che qui si stabilì con la sua famiglia. Entrare in uno dei tanti storici pub di Temple Bar è un’esperienza indimenticabile. Fiumi di birra e musica dal vivo qui sono la norma e ogni pub ha una propria band musicale, che accompagna le chiacchiere e i balli dei giovani.Situato a sud del fiume Liffey e non molto distante dal centro storico, il Temple Bar è un luogo da vivere sia di giorno che di notte. Le strade di giorno sono affollate da tanti mercatini e atelier storici, dove è possibile acquistare prodotti di ogni genere,si può passare dagli alimentari fino ad arrivare ai vinili più rari; di notte le strade in pavè di questo quartiere si popolano invece di giovani dublinesi alla ricerca di divertimento.

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Temple Bar a Dublino
Temple Bar a Dublino

La Città Vecchia di Bratislava

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La Città Vecchia (Stare Mesto) di Bratislava si stende ai piedi dell’imponente Castello. L’ingresso nel nucleso più antico della città è segnato dalla caratteristica Porta di San Michele (Michalská brána), l’antica porta di accesso alla città medioevale sulla cui torre con campanile a bulbo spiccano le statue di San Michele e il Drago. Il piccolo nucleo storico dell’antica Presburgo è stato oggetto di un accurato restauro che l’ha finalmente, riportato allo splendore della sua tradizione e reso ai pedoni.

Così, dopo decenni di abbandono e grigiore comunista, sono riapparsi i bei decori delle case signorili e il pastello giallo, rosa ed azzurro dei palazzi rinascimentali, le fontane hanno ripreso a zampillare e la campana del Vecchio Municipio ha ricominciato a suonare. Il piccolo centro storico fatto di strade strette e acciottolate, ricco di splendide testimonianze artistiche ed architettoniche – segno del passaggio di civiltà e culture diverse – ha dunque, ritrovato il suo antico fascino. E’ proprio vero, come ha scritto Claudo Magris in Danubio che “girando per la città, fra incantevoli piazze barocche e angoli abbandonati, si ha l’impressione che la storia, passando, abbia dimenticato qua e là tante cose, ancora piene di vita, che riaffiorano”. Tra i vicoli sinuosi del centro non si trovano però solo i monumenti più belli di Bratislava, i musei, i teatri e le chiese ma anche svariati negozietti che vendono praticamente di tutto, accoglienti caffè, e poi tante birrerie e locali tipici dove avvolti da un’atmosfera piacevole e cordiale si possono gustare ottimi vini slovacchi e sensazionali birre locali.

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La Città Vecchia di Bratislava
La Città Vecchia di Bratislava

Il canale di Nyhavn a Copenaghen

9Tra i posti più affascinanti di Copenaghen c’è sicuramente il pittoresco canale di Nyhavn, la zona del vecchio porto della città, da sempre rifugio di marinai e scrittori, compreso Andersen che qui abitò per circa venti anni (ai civici 20, 67 e 18). Porto commerciale attivo fino al 1950, oggi “il Porto Nuovo” è il quartiere a più alta frequentazione turistica di Copenaghen. Nyhavn è un luogo carico di atmosfera: le coloratissime case in stile danese che si affacciano sulle sue rive, gli edifici sei – settecenteschi che ospitano taverne e locali di ritrovo e le vecchie e caratteristiche barche in legno e i romantici velieri che costeggiano le sue sponde. All’inizio del canale è posta un’enorme ancora (Mindeankeret), il monumento che commemora i marinai danesi (più di 1.700) che hanno perso la vita durante la seconda guerra mondiale al servizio delle marine alleate.

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Il Canale di Nyhavn a Copenaghen
Il Canale di Nyhavn a Copenaghen

L’Ilot Sacrè di Bruxelles

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Proprio a ridosso della Grand Place, batte il cuore antico di Bruxelles: l’Îlot Sacré, un labirinto di stradine e vicoli dichiarato Patrimonio dell’Umanità che ha saputo resistere alla modernizzazione urbana, racchiuso tra rue de l’Ecuryer, rue du Marchè aux Herbes e rue des Bouchers.

Il quartiere dell’Îlot Sacré è una vivace isola pedonale ricca di pregevoli abitazioni sei – settecentesche completamente ristrutturate e animata da negozietti, rinomate botteghe del merletto, caffè, birrerie.

La zona prospera di ristoranti tipici, i cui tavoli si susseguono lungo le pittoresche vie che portano nomi a dir poco eloquenti (via del Pane, del Burro, delle Aringhe, etc …), con le loro specialità di pesce e frutti di mare.

Non c’è posto migliore per provare i piatti tipici della gastronomia belga anche se è concreto il rischio di ritrovarsi in posti molto turistici. Assolutamente da non perdere le famose moules et frites(cozze e patatine fritte). Nel quartiere va segnalata la presenza della Maison de Toone, il popolare teatro delle marionette. Una tradizione che va avanti dal 1835. Oltre ad essere un laboratorio, un colorato museo di marionette provenienti da tutto il mondo ed un teatro dove i burattini si esibiscono in divertenti spettacoli, la Maison è anche un tipico estaminet, un bistrot con muri di mattoni rosa, travi annerite e suolo lastricato. (La Maison è visitabile tutti i giorni tranne il lunedì a partire da mezzogiorno da Febbraio a Dicembre; orario spettacoli: 20.30, sabato pomeriggio ore 16).

Ogni angolo dell’Isolotto Sacro è dunque, una piccola scoperta per il visitatore. Ovunque uno spettacolo di persone che popolano giorno e notte le strade del quartiere, dappertutto un’aria di freschezza ed allegria che avvolge piacevolmente tutto e tutti.

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L'Ilot Sacré di Bruxelles
L'Ilot Sacré di Bruxelles