10 cose da vedere a Spaccanapoli a Napoli

Non c’è un luogo della città che potrà raccontarvi meglio l’anima di Napoli, la sua essenza che qui si svela senza trucchi. Spaccanapoli non è una cartolina turistica: è Napoli.

 Spaccanapoli è la strada che va dai Quartieri Spagnoli al quartiere di Forcella, tagliando in linea retta la città di Napoli. Capirete meglio perché viene chiamata così se la guarderete da San Martino nella parte più alta della città. Quest’arteria ha origini antichissime: è infatti uno dei tre decumani (quello più vicino al mare) in cui i romani, basandosi sulla costruzione greca, organizzarono la città.Un giro per Spaccanapoli è un percorso (a ostacoli) lungo la millenaria storia della città ed è assolutamente una delle 10 cose da vedere a Napoli. Qui non ci sono solo i palazzi antichi, le chiese, ma anche le leggende e gli inconfondibili odori della cucina napoletana. Non stupitevi di nulla: lungo il percorso di Spaccanapoli potrete incontrare splendide chiese e famiglie che vivono nei bassi, artisti-artigiani e abusivi che vendono di tutto. Da un po’ di anni piccoli hotel e bed and breakfast sono sorti lungo il percorso, permettendo ai turisti di vivere Napoli proprio come fanno i napoletani. Spaccanapoli è un budello stretto, in cui napoletani, turisti e motorini convivono, non molto pacificamente. Ma non c’è un luogo della città che potrà raccontarvi meglio l’anima di Napoli, la sua essenza che qui si svela senza trucchi. Spaccanapoli non è una cartolina turistica: è Napoli.

Piazza e Chiesa del Gesù Nuovo

1

Nata per caso, mentre la città si ampliava verso occidente, Piazza del Gesù è una delle piazze più importanti di Napoli. La piazza si apre all’improvviso lungo il percorso di Spaccanapoli, svelando in un solo colpo d’occhio i tre gioielli: la Chiesa del Gesù Nuovo, l’Obelisco dell’Immacolata e il Monastero di Santa Chiara. La Chiesa, è una tipica costruzione del barocco napoletano, con marmi, decorazioni e dipinti.

Chiesa e piazza del Gesù a Napoli
Chiesa e piazza del Gesù a Napoli

Una leggenda vuole che l’edificio sia stato costruito con pietre magiche capaci di attrarre energie positive. Non di leggende ma di miracoli, parla la cappella di San Giovanni Bosco che si trova all’interno della chiesa. Migliaia di ex voto sono appesi alle pareti, come ringraziamento lasciato dai miracolati. L’Obelisco della Piazza è anch’esso avvolto da un’aura leggendaria: osservato in alcune ore della giornata, grazie ad un gioco di luci ed ombre, permette di intravedere l’immagine della morte…aguzzate la vista!

Monastero di Santa Chiara

2

Prima edificio gotico, poi completamente sovvertito in esempio di arte barocca, per ritornare, dopo la restaurazione del dopoguerra, al fascino e alla semplicità delle origini.

Monastero di Santa Chiara
Monastero di Santa Chiara

Il Monastero di Santa Chiara nasce per volontà di Roberto D’Angiò ed è stato, sotto gli Angioini, il fulcro delle cerimonie civili e religiose. Accanto al monastero il Chiostro maiolicato con i pilastri interamente ricoperti da maioliche in cui predominano il blu, il giallo e il verde: colori che s’intonano perfettamente con l’ambiente circostante. Il chiostro costituisce una vera e propria oasi di pace nel cuore della Napoli caotica.

Piazza San Domenico Maggiore

3

Piazza San Domenico Maggiore si erge al centro di Napoli come una realtà assolutamente estranea al caos e al traffico che la circondano. Lontana da tutto ciò che è moderno, la piazza rapisce lo sguardo di chi vi passa.

Piazza San Domenico Maggiore
Piazza San Domenico Maggiore

Al centro il monumentale obelisco voluto dai Domenicani come ringraziamento per la fine della pestilenza nel 1556 e poi la Basilica in perfetto stile barocco. Turisti e giovani popolano la piazza sia di giorno che di notte, ma se vi trovate qui, oltre ad ammirare l’armoniosa diversità di stili architettonici che la compongono, conviene fare un salto da Scaturchio, la più rinomata pasticceria napoletana.

Cappella Sansevero a Spaccanapoli

4

A San Domenico, percorrendo la salita accanto alla piazza, una piccola deviazione dal percorso ci porta in un luogo misterioso di Napoli: la Capella Sansevero. 

Cappella San Severo a Napoli
Cappella San Severo a Napoli

Una leggenda racconta di un uomo ingiustamente arrestato che, mentre veniva trasportato in carcere, vicino al muro della proprietà dei De Sangro, invocò l’aiuto della Beata Vergine. In quel momento il muro crollò portando alla luce un dipinto della Madonna. Scagionato, l’uomo fece restaurare il dipinto, divenuto poi oggetto di devozione, intorno al quale è sorta la Cappella. Il luogo divenne presto meta di pellegrinaggio, la gente si rivolgeva al dipinto sacro per ottenere le più svariate grazie. Ma la storia di questo luogo prosegue, tra storia e magia. Leggetela nella nostra pagina dedicata alla Cappella Sansevero e al Cristo Velato.

Piazzetta Nilo a Spaccanapoli

5

Piazzetta Nilo era la patria degli Alessandrini: qui coltivavano i propri interessi, qui avevano le loro botteghe e le loro abitazioni.

Piazzetta Nilo a Spaccanapoli
Piazzetta Nilo a Spaccanapoli

Per imprimere nel tempo il ricordo del loro passaggio ed il ricordo della loro terra lontana, fecero costruire una statua del Dio Nilo raffigurato come un vecchio barbuto, seminudo, che appoggia i piedi sulla testa di un coccodrillo. Da oltre duemila anni la Piazza conserva questa denominazione e insieme alla statua, anche se i napoletani preferiscono chiamare questo luogo “Corpo di Napoli” perché si erge proprio nel cuore del centro antico.

Altarino di Maradona a Spaccanapoli

6

Maradona, El Pibe de Oro, incarna lo spirito di rivincita dei cittadini, rendendoli fieri di essere napoletani e accomunandoli in un’unica fede. Il calciatore è ormai divenuto una leggenda e continua ad essere amato dai napoletani e non, al punto da essere diventato oggetto di devozione.

Altarino di Maradona a Spaccanapoli
Altarino di Maradona a Spaccanapoli

Subito dopo Piazzetta Nilo, incontrerete un Altarino costruito in suo onore: una teca custodisce la foto di Maradona ed un suo capello. Alcuni tifosi, prima di una partita importante, si recavano qui per chiedere la “grazia“. L’altarino, in teoria, è “gestito” dal bar adiacente: mettetevi in fila per farvi la foto e poi prendetevi un caffè come partecipazione alle spese! Almeno questo è quello che invita a fare un cartello!

Sacro Monte di Pietà a Spaccanapoli

7

Il Sacro Monte di Pietà è un vecchio Palazzo risalente al 1539, quando un gruppo di nobili napoletani vollero creare un’istituzione benefica per elargire prestiti senza scopo di lucro. Un’iscrizione sulla facciata premette gli scopi benefici dell’associazione, in più essa è arricchita da sculture di Pietro Bernini e sul frontone da La Pietà di Michelangelo Naccherino. Gli affreschi all’interno sono avvolti da cornici di stucco dorato, mentre le tre sale, adibite un tempo per le aste, e la Cappella accolgono il Museo che custodisce arredi e dipinti del Banco di Napoli e una collezione di oggetti liturgici.

San Gregorio Armeno

8

Ed eccoci giunti a San Gregorio Armeno, la Via dei Presepi, una delle strade più celebri di Napoli dove l’arte presepiale la fa da padrona. Una strada in cui anche nei mesi più caldi si può respirare l’atmosfera natalizia grazie ai bottegai che lavorano tutto l’anno per creare presepi di sughero e pastori di terracotta.

San Gregorio Armeno
San Gregorio Armeno

Le loro creazioni vengono poi esposte ad un’orda di cittadini e turisti che affollano questa strada nei mesi più vicini al Natale. Non solo figure canoniche, ma le statuine raffigurano anche personaggi legati all’attualità. Proprio l’estro creativo di questi maestri ha reso così longeva l’arte di una Napoli che ancora sopravvive.

Basilica di San Lorenzo Maggiore

9

Alla fine di San Gregorio Armeno si incrocia il Decumano maggiore, detto Via dei Tribunali. Sulla destra noterete subito la facciata di San Lorenzo Maggiore, importante espressione dell’arte gotica nel Sud Italia. Al suo nome sono legati diversi personaggi celebri: qui trovano sepoltura molti membri della famiglia angioina, nonché il musicista Francesco Durante e il letterato Giovan Battista della Porta.

Basilica di San Lorenzo Maggiore
Basilica di San Lorenzo Maggiore

In più, la Chiesa è stata il palcoscenico del celebre e piacevole incontro tra Giovanni Boccaccio e Fiammetta e anche Petrarca pare abbia alloggiato nel convento annesso per qualche giorno. La Torre Campanaria che sovrasta la Chiesa, invece, è stato il rifugio di armi duranti i moti del 1647, tant’è che prende il nome di Torre di Masaniello. La chiesa conserva importanti scavi archeologici che permettono di fare un giro nell’antica agorà greca, uno dei luoghi da cui è partita la storia di Napoli.

Lunedì al Sabato: 9.30 – 17.30. Domenica: 9.30-13.30

L'Ospedale delle Bambole a Napoli

10

C’è un luogo straordinario alla fine di Spaccanapoli, un Ospedale delle Bambole che dal 1840 si prende cura dei giochi preferiti delle bambine. Se da piccoli avete avuto qualche problema a guardare film horror in cui la protagonista era una bambola assassina, magari limitatevi a guardare l’ospedale dalla vetrina.

L'Ospedale delle Bambole a Napoli
L’Ospedale delle Bambole a Napoli

Se invece di problemi non avete, entrate e godetevi questo meraviglioso viaggio nel tempo. Teste, braccia, piedi, occhi, un’interna anatomia delle bambole è disponibile sotto i vostri occhi: alcune bambole sono in cura da molto, altre solo di passaggio e presto torneranno dai loro bambini.

L’idea geniale venne nel 1840 a Luigi Grassi, scenografo dei teatri di corte e dei teatrini dei pupi, lavorava in una stradina di “Spaccanapoli”. Fu una mamma a chiedergli di aggiustare una bambola rotta e da quel giorno l’ospedale non ha smesso di curare i suoi particolari “malati”. Il nome venne da una persona del popolo che passando da fuori disse in napoletano, “sembra proprio l’ospedale delle bambole“. Luigi Grassi prese allora una tavoletta di legno e ci scrisse “OSPEDALE DELLE BAMBOLE” aggiungendo anche una croce rossa. Da 170 anni quella insegna è ancora lì.