Cosa fare e vedere a Milano: 16 luoghi imperdibili

Una guida completa e dettagliata alle cose da fare e vedere a Milano in 1, 2 o 3 giorni.

Milano
Milano

Milano è comunemente conosciuta come la capitale economica dell’Italia, una definizione che sembra sottolineare che girano molti soldi ma c’è poco di interessante da vedere. E invece di cose da fare e vedere a Milano ce ne sono tante: si può partire dalla Milano – Cartolina, quella di Piazza Duomo, della Galleria Vittorio Emanuele II e del Castello Sforzesco, simboli della ricchezza antica di Milano.

Poi c’è la Milano di Leonardo Da Vinci, che mise il suo genio di architetto all’opera per rendere navigabili i navigli, recentemente recuperati e luogo alla moda. Sempre Leonardo ha donato a Milano uno dei suoi più grandi capolavori: il Cenacolo, dipinto nel refettorio di Santa Maria delle Grazie. Poi c’è la Milano internazionale, quella che richiama ricchi da tutto il mondo: quella di San Babila con la bella chiesa in stile neo-romanico, ma soprattutto con le vie della moda, le vetrine dei grandi marchi, le modelle in giro e le fuoriserie parcheggiate. Insomma, le cose da fare e vedere in questa città, non sono certo poche, a cui bisogna aggiungere il fascino di una grande metropoli europea e una cucina ingiustamente sottovalutata rispetto a quella di Roma, Napoli o Firenze.  Ecco quindi 10 cose da vedere a Milano per iniziare a scoprire questa grande e bella città, anche solo in un week end.

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Il Duomo di Milano

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Cosa può essere più rappresentativo di Milano se non il Duomo? La chiesa dedicata a Santa Maria Nascente, costruita per volere di Gian Galeazzo Visconti, è il simbolo della città, nonché una delle prime cose da vedere appena si mette piede a Milano.

Il Duomo di Milano
Il Duomo di Milano

I lavori per il Duomo di Milano cominciarono nel 1386 e favorirono la nascita di un monumento stupendo, dotato di meravigliose vetrate e di bellissime decorazioni scolpite. Questa maestosa struttura è la testimonianza più significativa di architettura gotica, che non lascia spazio ad alcun dubbio: è l’unica in cui si fondono caratteri nordici ed elementi lombardi. La bellezza del Duomo è completata dalla guglia maggiore dove troneggia la celebre Madonnina, statua di rame dorato, alta ben 4 metri. Se visiterete la chiesa in una bella giornata di sole, potrete godere dalla terrazze una meravigliosa vista sulla città e sulle Alpi. All’interno non dovete perdere la zona del presbiterio, messa a nuovo nella seconda metà del 500. All’apice della volta absidale è situata la reliquia del Sacro Chiodo della Croce. Giusto per dare un po’ di numeri sappiate che: nel Duomo ci sono 3.500 statue, compresi i 96 giganti dei doccioni, e che la struttura è lunga 157 metri, larga 92 metri e che la guglia è alta 108,50 metri.

Orari di apertura e costo del biglietto per il Duomo di Milano

Orari di apertura: tutti i giorni dalle ore 9.00 alle ore 19.00. Ultimo ingresso ore 18.00. Domenica e festivi prenotazione anticipata obbligatoria.
Costo del biglietto: si va dai 9 euro senza salire sulle terrazze ai 15 salendo a piedi o ai 20 con l’ascensore. Tutti i biglietti includono: visita a Cattedrale, Area Archeologica, Museo del Duomo e Chiesa di San Gottardo.
Tutti i giovedì sera dal 10 giugno 2021 apertura prolungata delle terrazze fino alle ore 22.00 (ultima salita ore 21.10) con salita in ascensore
Come arrivare: sta lì, nel centro di Milano, non si può sbagliare! Metro M1 e M3 fermata Duomo.
Sito ufficialehttp://www.duomomilano.it/

Museo del Novecento

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A pochi passi dal Duomo c’è il Palazzo dell’Arengario con il meraviglioso Museo del Novecento. 

Museo del Novecento
Museo del Novecento

Una collezione di oltre 400 opere di arte italiana disposta in ordine cronologico: si parte quindi subito con “Quarto Stato” di Giuseppe Pellizza da Volpedo, a cui è dedicata un’intera sala. Tra gli autori dei primi del ‘900 incontriamo le opere di Picasso, Braque, Klee, Kandinskij e Modigliani. Si passa poi al Futurismo con Balla, Boccioni, Carrà, Depero, Severini e Soffici. Gli anni ’20 e ’30 sono rappresentati da de Chirico, Morandi e un’intero spazio dedicato a Marino Marini. Nel terzo piano ci sono opere degli artisti informali (Burri, Vedova, Licini e altri) e gli anni ’50 e ’60 con Piero Manzoni e artisti di Azimuth. Il quarto piano è tutto per Lucio Fontana con il grande “soffitto spaziale” del 1956 (proveniente dall’Hotel del Golfo dell’Isola d’Elba), il Neon e i Concetti spaziali degli anni ’50. La grande sala dedicata a Fontana ha grandi vetrate che permettono una spettacolare vista sul Duomo. La passerella sospesa porta a Palazzo Reale con la sezione dedicata alle opere dagli anni ’60 agli ’80: Arte Cinetica e Programmata, Pop, dipinti analitici e arte concettuale con Kounellis, Paladino e altri.

Orari di apertura e costo del biglietto per il Museo del Novecento

Orari di apertura: tutti i giorni dalle ore 10.00 alle ore 19.30. Giovedì fino alle 22.30.
Costo del biglietto: intero 10 €. Ridotto adulti 8 €, Ridotto giovani e bambini 5 €.
Come arrivare: Accanto al Duomo. Metro M1 e M3 fermata Duomo.
Sito ufficialehttp://museodelnovecento.org/it/

Il Cenacolo di Leonardo da Vinci a Milano

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L’Ultima Cena di Leonardo da Vinci è custodita gelosamente all’interno del refettorio del convento domenicano di Santa Maria delle Grazie di Milano. Leonardo realizzò quest’opera di sorprendente bellezza sulla parete nord della grande sala tra il 1494 e il 1498, nel corso della signoria di Ludovico il Moro.

Il Cenacolo di Leonardo da Vinci a Milano
Il Cenacolo di Leonardo da Vinci a Milano

Il geniale Leonardo eseguì questo capolavoro a “secco“, invece che con la tecnica ad affresco usata di solito per le pitture a muro. Purtroppo nel corso del tempo, a causa delle condizioni ambientali e degli eventi storici, l’opera ha subito dei pesanti deterioramenti e si riesce a vedere solo in parte. Numerose sono state le opere di restauro sull’Ultima Cena, e in particolar modo quella del 1999 ha restituito al dipinto i suoi colori originali e ha rimosso gli interventi precedenti di pittura. Per evitare che il dipinto possa ancora essere danneggiato, è conservato in particolari condizioni ambientali, determinate dal trattamento dell’aria, ed è visitabile soltanto da gruppi di massimo 25 visitatori per volta, ogni 15 minuti.

Orari di apertura e costo del biglietto per il Cenacolo di Leonardo

Orari di apertura: dal martedì al sabato, dalle ore 9.45 alle 19.00 (con ultimo ingresso alle 18.45). Domenica dalle 14.00 alle 19.00 (con ultimo ingresso alle 18.45)
Possono visitare il Refettorio solo 15 persone ogni 15 minuti.
Costo del biglietto: 15 euro con prenotazione obbligatoria sul sito di Vivaticket

Come arrivare: Piazza Santa Maria delle Grazie. Linea Metro 1: Cadorna o Conciliazione
Linea Metro 2: Cadorna o Sant’Ambrogio

La Pinacoteca di Brera a Milano

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La Pinacoteca di Brera nacque nel 1776 e come collezione di opere significative destinate alla formazione degli studenti dell’Accademia di Belle Arti.

La Pinacoteca di Brera a Milano
La Pinacoteca di Brera a Milano

Quando Milano fu proclamata capitale del Regno Italico da Napoleone, a Brera arrivarono i quadri espropriati alle chiese e agli aristocratici (quelli non portati a Parigi). La Pinacoteca di Brera, quindi,  si differenzia quindi dagli altri prestigiosi musei italiani perché non ha origine dal collezionismo privato dell’aristocrazia e dei principi, ma da quello di Stato e politico. Ricchissima la collezione con alcune delle opere più famose del mondo: dalla Cena in Emmaus di Caravaggio al Cristo Morto di Mantegna, dalla Pala Brera di Piero della Francesca allo Sposalizio della Vergine di Raffaello. Accanto a queste opere famose ce ne sono molte altre, eccezionali anche se meno conosciute. Uno dei simboli di Brera è il quadro del Romanticismo per eccellenza: il Bacio di Hayez. La collezione arriva fino al ‘900 con opere di Braque, Modigliani, Picasso, Morandi, De Chirico e molti altri.

Orari di apertura e costo del biglietto per la Pinacoteca di Brera

Orari di apertura: (validi dal 1 giugno al 4 luglio compreso):
• martedì: 9.30-14.30 (ultimo ingresso alle ore 13.30)
• mercoledì: 12.30-17.30 (ultimo ingresso alle ore 16.30)
• giovedì: 12.30-17.30 (ultimo ingresso alle ore 16.30)
• venerdì: 9.30-17.30 (ultimo ingresso alle ore 16.30)
• sabato: 9.30-17.30 (ultimo ingresso alle ore 16.30)
• domenica: 9.30-17.30 (ultimo ingresso alle ore 16.30) minuti prima)

Chiusura: tutti i lunedì, 1 gennaio, 1 maggio, 25 dicembre.
Costo del biglietto: 15 € intero, 10 € ridotto.
Come arrivare: Via Brera, 28. M2 fermata Lanza, M3 fermata Montenapoleone. Tram: 1-4-8-12-14-27. Bus: 61, 97
Sito ufficialehttp://pinacotecabrera.org/

I Navigli di Milano

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Non si pensa quasi mai a Milano come città d’acqua, invece è così. Il sistema dei Navigli nasce con l’ambizioso progetto di collegare Milano con il Lago di Como, l’Adda, il Lago Maggiore e il Po, arrivando nel nord Europa e poi fino al mare. La storia dei Navigli comincia nella seconda metà del XII secolo, con la costruzione del primo tratto navigabile. Il primo canale, il Ticinello, venne inaugurato nel 1179, e con i suoi ben 50 chilometri di lunghezza, diede il via all’edificazione del Naviglio grande. Nel 1457 Francesco Sforza affidò a Bertola da Novate la costruzione del Naviglio della Martesana ma fu con Ludovico il Moro che si ebbe la vera svolta.

I Navigli di Milano
I Navigli di Milano

E quale genio poteva completare un’opera idraulica così complessa se non Leonardo Da Vinci?  Con un geniale sistema di chiuse, Leonardo da Vinci riuscì a collegare Milano con il Lago di Como. Mancava solo il collegamento con il mare attraverso il Po: a questo pensò Napoleone nel 1805 che completò la costruzione del Naviglio pavese. I Navigli hanno vissuto epoche alterne: hanno portato ricchezza ma poi hanno subito l’abbandono e l’inquinamento, una buona parte sono stati interrati. Nonostante tutto, i milanesi li hanno sempre amati, andando a passeggiare o frequentando le osterie e i locali che vi nascevano intorno. Oggi vivono una rinascita e sono al centro di numerosi progetti di riqualificazione: il primo portato a compimento è quello della nuova Darsena, nel Naviglio Grande, avvenuto con l’Expo 2015. Piste ciclabili, battelli, zone relax si affiancano alle tradizionali osterie, le boutique e i negozi degli artisti. Da non perdere anche se siete solo per poche ore a Milano!

Il Castello Sforzesco di Milano

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Il Castello Sforzesco accompagna da 750 anni anni la storia di Milano e ne è stato luogo determinante in molte occasioni. La prima costruzione fu voluta da Galeazzo II ma fu Francesco Sforza (da cui il nome), a dargli la forma attuale.

Il Castello Sforzesco di Milano
Il Castello Sforzesco di Milano

Il Castello ha svolto quasi sempre il ruolo di cittadella militare ed è, ancora oggi, uno dei castelli più grandi d’Europa. Da sempre luogo legato alla guerra, alle dominazioni e ai lutti, quindi amato e odiato dai milanesi, nel Novecento il Castello cambiò volto e assunse l’aspetto confortante di un luogo di cultura, impiegato per tutelare le testimonianze dell’arte lombarda. Attualmente il Castello Sforzesco è ricco di musei: al piano terreno della Corte Ducale c’è il Museo d’Arte Antica, al primo piano la raccolta dei mobili e la Pinacoteca, al primo e secondo piano della Rocchetta ci sono le raccolte d’Arte Applicata e il Museo degli Strumenti Musicali, nel sotterraneo della Corte Ducale ci sono il Museo della Preistoria e Protostoria e il Museo Egizio. Il Castello contiene alcuni capolavori dell’arte italiana: la Pietà Rondanini di Michelangelo, gli affreschi di Leonardo nella VIII sala del Museo d’Arte Antica, la Madonna in gloria e santi Giovanni Battista, Gregorio Magno, Benedetto e Gerolamo del Mantegna nella Pinacoteca e lo straordinario ciclo di arazzi raffiguranti i dodici mesi del Bramantino, nella Sala della Balla. Alle spalle del Castello Sforzesco c’è Parco Sempione, il polmone verde di Milano. Un’immensa area verde dove i milanesi rifuggono dallo smog e dallo stress cittadino andando a correre, passeggiare o fare pic-nic.

Orari di apertura e costo del biglietto per il Castello Sforzesco

Orari di apertura: cortili dalle 7 alle 19.30. Musei del Castello: martedì-domenica ore 10-17.30 (ultimo ingresso ore 17).

Chiusura: ingresso gratuito ai cortili. Musei 5 €. Ridotto 3 €.
Come arrivare: Piazza Castello. Linea rossa (M1): fermate Cairoli e Cadorna FN
Linea verde (M2): fermate Lanza e Cadorna FN

Tram
Linea 1, 2, 4, 12, 14, 27

Autobus
Linea  50, 57, 58, 61, 94
Sito ufficialehttps://milanocastello.it/

La Galleria Vittorio Emanuele di Milano

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La Galleria Vittorio Emanuele II, il cosiddetto salotto di Milano, fu costruita perché nella prima metà del XIX secolo la città guardava con invidia le evoluzioni urbanistiche delle grandi capitali europee e desiderava esserne all’altezza.

La Galleria Vittorio Emanuele di Milano
La Galleria Vittorio Emanuele di Milano

Nel 1859 l’idea di un passaggio coperto che mettesse in comunicazione Piazza Duomo e Piazza della Scala si fece sempre più concreta e così fu indetto un concorso internazionale per valutare le proposte di diversi architetti. Ben 176 architetti proposero le loro idee e fra tutte spiccò quella di Giuseppe Mengoni, che pensò ad una lunga galleria attraversata da un braccio, con un’ampia sala ottagonale al centro dell’incrocio. Nel 1865 cominciarono i lavori con la sistemazione della prima pietra direttamente da parte di re Vittorio Emanuele II di Savoia, e due anni dopo la Galleria venne inaugurata anche se ancora incompleta e senza la presenza del re. Ma la costruzione della Galleria Vittorio Emanuele II ha un epilogo tragico: il suo ideatore, Giuseppe Mengoni, morì proprio durante un’ispezione della sua “creatura”. Molti non pensarono ad un incidente casuale, ma ad un vero e proprio suicidio dovuto alle numerose critiche rivolte alla sua opera e alla delusione causata dall’assenza del re all’inaugurazione: nessuno poteva immaginare che il re era in pessime condizioni di salute e che sarebbe morto solo pochi giorni dopo. La Galleria è il salotto buono di Milano, dove ci si dà appuntamento per farsi vedere, acquistare (a caro prezzo), o semplicemente prendersi un caffè.

Chiesa di San Maurizio al Monastero Maggiore

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Dopo 30 anni di restauri la magnifica chiesa rinascimentale di San Maurizio è tornata a splendere. Edificata ai primi del ‘500 sui resti di un antico luogo di culto, la chiesa era annessa al Monastero  Maggiore dell’ordine delle Benedettine (demolito nel 1799), di cui oggi rimane il chiostro d’ingresso, parte integrante del Museo Archeologico. La suddivisione dello spazio interno in due parti (uno aperto ai fedeli, e un altro, quello posteriore, riservato alle monache del monastero che assistevano alla messa da una grata) testimonia l’antica destinazione della struttura.

Chiesa di San Maurizio al Monastero Maggiore
Chiesa di San Maurizio al Monastero Maggiore

La semplice  e lineare facciata dell’edificio su Corso Magenta non lascia presagire il sorprendente interno ricco di meravigliosi affreschi che ricoprono l’intera struttura architettonica, dalle pareti alla volta, motivo per cui la chiesa è stata definita la Cappella Sistina di Milano. Le decorazioni ad affresco dai colori vivaci si estendono per ben 4mila metri quadri e sono opera di alcuni fra i più grandi Maestri della pittura lombarda del Cinquecento: Bernardino Luini, al quale si devono, tra gli altri,  le “Storie di Santa Caterina” (cappella Besozzi), le “Storie della vita di Cristo” (coro monache, parete del tramezzo); Simone Peterzano, maestro del Caravaggio, autore de “Il ritorno del figliol prodigo” e “Cristo che caccia i mercanti dal tempio” che decorano la facciata interna della chiesa; Antonio Campi al quale si deve l’”Adorazione dei Magi” sull’altare maggiore; Bergognone (coro); Lomazzo; Boltraffio, allievo di Leonardo. Di grande pregio nel coro claustrale, l’organo realizzato da Gian Giacomo Antegnani (1557) destinato in origine a concerti liturgici, ed oggi utilizzato in occasione degli eventi concertistici che si svolgono in città. Da vedere!

Orari di apertura e costo del biglietto per San Maurizio al Monastero Maggiore

Orari di apertura: ogni venerdì, sabato e domenica con ingressi dalle 10 alle 16. Prenotazione obbligatoria su Eventbrite
Costo del biglietto: gratis
Come arrivare: Corso Magenta 15. M2 (linea verde) fermata Cadorna, M1 (linea rossa) fermata Cordusio.
Tram 19 – 20- 24; Bus 19 – 50 – 59

Basilica di Sant’Ambrogio a Milano

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La chiesa intitolata al santo protettore della città è considerata la seconda chiesa per importanza, dopo il Duomo. Fondata nel IV sec. per volere di Ambrogio, vescovo di Milano (qui sepolto nel 397), nell’area del cimitero dei cristiani martirizzati (in origine era chiamata Basilica Martyrum), la chiesa fu ricostruita secondo i canoni dell’architettura romanica tra il 1088 e il 1099.

Basilica di Sant'Ambrogio a Milano
Basilica di Sant’Ambrogio a Milano

Pur considerata il più importante esempio di architettura romanica lombarda, la basilica deve il suo aspetto anche agli interventi edilizi e agli adattamenti condotti nei secoli successivi. La basilica,  preceduta da un atrio a quadriportico, presenta una facciata a capanna caratterizzata da due logge sovrapposte ed è incorniciata da due campanili: quello dei Monaci a destra, risalente al IX sec., e quello dei Canonici, a sinistra, eretto nel XII sec., ad eccezione degli ultimi due pianni aggiunti nel 1889. L’interno è articolato in tre navate, ognuna delle quali termina con un abside ed è divisa in quattro campate quadrate coperte da volte a crociera. Da segnalare nel presbiterio il ciborio del IX sec., baldacchino a stucchi lombardo-bizantini poggiante su quattro colonne di porfido rosso sotto al quale è posto l’Altare d’oro, capolavoro di oreficeria carolingia, opera di Vuolvino. Di notevole pregio anche il sarcofago paleocristiano detto di Stilicone risalente al IV sec. Suscita interesse invece, la colonna romana su cui poggia una singolare scultura in bronzo, il cosiddetto “serpente di Mosè”: seconda la leggenda la fine del mondo sarà preannunciata dalla discesa dell’animale dalla colonna.

Nella cripta ipogea sono conservate le spoglie dei santi Ambrogio, Gervaso e Protaso. All’interno della basilica ambrosiana si può ammirare la piccola cappella (sacello) di San Vittore in Ciel d’Oro costruita nel IV sec. per riporvi le spoglie del martire Vittore, famosa per la presenza di mosaici di epoca paleocristiana  sulle pareti e nella cupola raffiguranti alcuni santi, tra cui anche sant’Ambrogio. Vicina alla basilica di Sant’Ambrogio fa bella mostra di sé una colonna di epoca romana su cui si trovano due buchi fatti, secondo la leggenda, da Satana. Si dice infatti che il diavolo non essendo riuscito a sedurre Ambrogio cercò di trafiggerlo ma colpì la colonna rimanendovi incastrato con le sue lunghe corna. Arrabbiato, sotto forma di fumi di zolfo, il maligno utilizzò quegli stessi fori per far ritorno agli inferi. Niente paura quindi se da quei fori sentite uscire un leggero odore di zolfo o se appoggiandovi l’orecchio sentite strani rumori provenire da essi…

Orari di apertura e costo del biglietto per la Basilica di Sant’Ambrogio

Orari di apertura: Dal Lunedì al Sabato: 10.00 – 12.00; 14.30 – 18.00; Domenica 15.00 – 17.00.
Costo del biglietto: gratis
Come arrivare: Piazza Sant’Ambrogio. M2 (linea verde) fermata S. Ambrogio
Bus 50 – 58 – 94
Sito ufficialehttp://www.basilicasantambrogio.it/

San Bernardino alle Ossa a Milano

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A circa 500 metri da Piazza del Duomo, in piazza Santo Stefano, c’è uno dei luoghi più insoliti, affascinanti e macabri di Milano. È il Santuario di San Bernardino alle Ossa e il nome dice già tanto.

San Bernardino alle Ossa
San Bernardino alle Ossa

Questa piccola cappella poi diventata chiesa, infatti, per secoli ha svolta la funzione di “ossario” e quindi ha le pareti interne completamente decorate con le ossa dei morti. La storia inizia nel 1145 quando in zona fu edificato un ospedale e un cimitero per seppellire i malati che morivano. Dopo pochi anni lo spazio disponibile si dimostrò insufficiente e fu necessario costruire una camera per ospitar le ossa dei defunti esumati dalle tombe più vecchie.

Dopo il crollo del vecchio ossario, alla fine del 1600 fu costruito il nuovo ossario che i frati decorarono con le ossa dei morti e fecero affrescare nel 1693-94 dal pittore veneto Sebastiano Ricci.

Le pareti sono completamente ricoperte di ossa, fondendo il macabro con la delicatezza delle decorazioni rococò. Anche se la leggenda dice che siano le ossa dei cristiani martiri, in realtà sono i resti dei malati dell’ospedale, dei fratelli che vivevano nella chiesa, dei carcerati di Milano e di alcuni esponenti delle famiglie nobili milanesi. Da vedere assolutamente!

Orari di apertura e costo del biglietto per San Bernardino alle Ossa

Orari di apertura:

lunedì – venerdì: 8.00 alle 18.00
sabato: 9.30 alle 18.00
domenica: chiesa aperta dalle 9.30 alle 12.00. Ossario CHIUSO.

Costo del biglietto: gratis con offerta libera.

Come arrivare: in Piazza Santo Stefano. A piedi da Piazza del Duomo in circa 5 minuti.

Parco Sempione a Milano

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In una città caotica come Milano, Parco Sempione è un polmone verde dove godere di una boccata d’ossigeno lontani dal traffico. Il parco è ampio e ben tenuto, si sviluppa dal Castello Sforzesco all’Arco della Pace costeggiando l’Arena Civica, l’Acquario e la Triennale.

Parco Sempione a Milano
Parco Sempione a Milano – Foto di Luca Volpi

Per i milanesi è il posto dove fare jogging, passeggiare o rilassarsi stesi sul prato, portare a spasso il cane e i bambini a giocare all’aria aperta nelle giornate soleggiate. Il parco ospita diverse aree sgambamento per cani, un’area gioco con giostrine per le famiglie, campetti da basket e pallavolo, una biblioteca e vari percorsi vita attrezzati.

Caro ai milanesi – specialmente dalle coppie – è il Ponte delle Sirenette che attraversa un laghetto artificiale, un angolo indubbiamente pittoresco. Si dice che passare sul ponticello porti fortuna, un buon motivo per andarci quindi.

Il Parco Sempione viene utilizzato dal comune per allestire periodicamente manifestazioni, fiere ed eventi. Una passeggiata è piacevole tutto l’anno e ogni stagione regala colori particolari.  L’autunno è senza dubbio uno dei momenti più suggestivi, con il suo tappeto di foglie e le castagne che cadono spontaneamente. Le giornate primaverili invece si prestano per mangiare qualcosa presso i chioschi sparsi nel parco, bere una bibita o leggere un libro seduti sull’erba.

Parco Sempione è uno dei simboli di Milano, nonché tappa obbligata per una sosta mentre si è in giro per musei. Consigliabile andarci fuori dal weekend per goderselo appieno quando è meno affollato. Vale la pena ritagliarsi una mezz’ora per passeggiare tra la ricca flora e fauna che lo abita. Gli appassionati di percorsi didattici possono partecipare a tour guidati da volontari per scoprire specie arboree e alberi monumentali.

Come arrivare

Il Parco Sempione è centralissimo. Le fermate metro di riferimento sono: Cairoli (Linea M1 rossa), Lanza (Linea M2 verde) e Cadorna (Linea M1 rossa e M2 verde).

Cimitero Monumentale di Milano

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Se è vero che la visita ad un cimitero non è sempre ben vista, garantiamo che quella al Cimitero Monumentale di Milano è un’esperienza da non farsi mancare. Insigni architetti e artisti hanno lasciato la loro firma: edicole, cappelle, templi e sculture hanno un altissimo valore artistico oltre che simbolico. Le correnti scultoree sono le più disparate, dal Liberty al Simbolismo passando per la Scapigliatura.

Cimitero Monumentale di Milano
Cimitero Monumentale di Milano

Consigliamo quindi anche solo una passeggiata in questo un museo a cielo aperto che esprime tutta la grandezza dei personaggi illustri della storia italiana e milanese che qui sono sepolti: Wanda Osiris, Giorgio Gaber, Alda Merini, Dario Fo, Franca Rame e Enzo Jannacci solo per citarne alcuni.

Il Cimitero Monumentale di Milano si può visitare gratuitamente. È possibile girarlo in autonomia scegliendo tra una serie di itinerari consigliati che portano alla scoperta delle varie aree. In alternativa, opzione che ci sentiamo di consigliare, si può partecipare ad un interessante tour guidato dai volontari del Servizio Civile previa prenotazione.

Il percorso A include 24 monumenti e dura circa un’ora mentre, per chi ha meno tempo a disposizione, c’è il percorso B con 12 monumenti della durata di mezz’ora.

Da non perdere la visita al Famedio o “Tempio della Fama” che si trova nella parte principale del cimitero monumentale. Vale la pena entrare a visitare gli interni per la bellezza e ricchezza decorativa, oltre che per le illustri sepolture di Manzoni, Carlo Cattaneo, Luca Beltrami, Salvatore Quasimodo, Carlo Forlanini, Bruno Munari e Leo Valiani. È possibile scendere anche nella cripta del Famedio.

Tra gli altri punti di interesse del cimitero segnaliamo: il Monumento ai Caduti nei campi di sterminio nazisti, il Tempio crematorio, l’Edicola Bocconi, il Monumento Bistoletti, l’Edicola Toscanini e l’Ossario centrale.

Come arrivare al Cimitero Monumentale di Milano

In metro:
Fermata Monumentale (Linea M5)
Fermata Garibaldi (Linea M2). Da qui proseguire per 7/8 minuti a piedi.

In Autobus:
94 (fermata P.ta Volta)
70 (fermata Ceresio)

In tram:
2, 4, 33 (fermata Farini)
10 (fermata Monumentale)
12 e 14 (fermata Bramante)

L’Albergo Diurno Venezia di Milano

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A Milano c’è un posto dove fare un viaggio nella Belle Époque: è l’Albergo Diurno Venezia. Si trova al di sotto di Piazza Guglielmo Oberdan vicino all’ingresso della Metropolitana Porta Venezia (linea M1).

L'Albergo Diurno Venezia di Milano
L’Albergo Diurno Venezia di Milano

Per entrare bisogna prenotare una visita guidata organizzata dai volontari FAI (Milanoguida) che dura circa un’ora. Da tesserati FAI si accede gratuitamente. È un’esperienza curiosa e fuori dalle rotte turistiche, da fare per scoprire un pezzo di storia moderna milanese.

Questo albergo giornaliero, progetto di Piero Portaluppi, veniva utilizzato negli anni ’20 del Novecento come “tappa di ristoro” dai milanesi che, rientrati da lavoro o da un viaggio, volevano rilassarsi e prendersi cura del proprio corpo per qualche ora. Al tempo era un lusso concederselo, considerando che non tutti disponevano di un bagno privato nelle proprie case. Nell’Albergo Diurno c’era l’angolo dedicato al barbiere, quello della manicure, delle terme – i cosiddetti Bagni” – e così via. Ad oggi potremmo associarlo alle nostre SPA e centri benessere.

L’ambiente ha quel fascino di un’altra epoca che piacerà sicuramente agli estimatori dello stile Liberty/ Art Déco. Purtroppo L’Albergo Diurno è in condizioni di inagibilità a causa del disuso per cui necessita di lavori di restauro e messa in sicurezza. Attualmente non è aperto al pubblico e visitabile. Una riapertura è in programma ma la data certa non è stata ancora annunciata, probabilmente avverrà tra qualche anno in concomitanza con l’inaugurazione del nuovo Museo dell’Arte Digitale.

Il quartiere La Maggiolina a Milano

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La Maggiolina è un quartiere storico di Milano situato al confine con il Quartiere dei Giornalisti. Prende il nome da un’antica cascina che in passato si trovava sulle rive del Seveso, oggi scomparsa.

La Maggiolina non fa parte delle classiche rotte turistiche, eppure meriterebbe attenzione per la sua atmosfera fuori dagli schemi. Non aspettatevi monumenti, chiese, noti luoghi di interesse o grattacieli. Il quartiere è dislocato dal centro, si trova in periferia a nord-est della città.

Il quartiere La Maggiolina a Milano
Il quartiere La Maggiolina a Milano

Milano non smette mai di stupire e la Maggiolina ne è la dimostrazione. Un posto che nel corso degli anni ha subìto diverse trasformazioni, oggi è conosciuto per le sue case curiose a forma di igloo e di fungo (per i milanesi sono le “case degli gnomi” o “case dei puffi”).

Molte delle abitazioni a fungo furono demolite negli anni Sessanta, ne sono rimaste solo alcune che oggi si trovano in via Lepanto. Gli “igloo” della Maggiolina sono costruiti su due livelli e sono tuttora abitati. Una passeggiata per le vie del quartiere vi farà conoscere una Milano insolita, sperimentale e anche molto tranquilla rispetto al più caotico centro.

Un altro edificio degno di nota è Villa Figini in via Perrone conosciuta come la “Palafitta”, progettata dal suo proprietario, l’architetto Luigi Figini.
Inoltre, in occasione delle Giornate FAI non può mancare una visita alla vicina Villa Mirabello risalente alla seconda metà del XV secolo con la cappellina privata e il cortile con il loggiato.

È il tipico esempio architettonico di cascina suburbana che nel corso del tempo è stata trasformata da casa di campagna in villa privata.

Per apprezzare a pieno la Maggiolina consigliamo di partecipare ad un tour organizzato, solo in questo modo sarà possibile approfondire la storia, l’architettura e tutte le curiosità connesse al quartiere. Sapevate che al di sotto delle sue strade scorre il fiume Seveso?

Come arrivare alla Maggiolina

In Metro: Linea M3 Rossa fermata Zara oppure fermata Sondrio, da qui pochi minuti a piedi
In Autobus: n. 81, 42, 43

Villa Invernizzi e i fenicotteri rosa a Milano

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In pieno centro a Milano esiste un giardino dove vivono i fenicotteri rosa, un’attrattiva senza dubbio singolare. È il giardino di Villa Invernizzi, dal nome dei proprietari della fabbrica dei famosi formaggini. Se vi resta un po’ di tempo, va inserita nella lista delle cose da vedere a Milano!

La facciata del palazzo in stile Liberty si affaccia su Corso Venezia al civico 32 ed è già motivo di interesse ma il vero richiamo sono i fenicotteri che vivono nel parco retrostante da decenni. Per vederli basta svoltare l’angolo con via Serbelloni e spostarsi in via Cappuccini.

Villa Invernizzi e i fenicotteri rosa a Milano
Villa Invernizzi e i fenicotteri rosa a Milano

Importati a Milano dall’Africa e dal Sud America, si racconta che il primo fenicottero arrivò dal Cile verso la metà del Novecento quando ne era ancora concessa l’importazione e da quel momento la colonia si è popolata grazie al proprietario della villa, l’imprenditore Cavalier Invernizzi che ha ricreato l’habitat ideale per poterli ospitare. Amante della campagna, siccome la moglie amava la città decise di realizzare questo angolo verde dove vivere nel cuore di Milano.

Oggi la villa è di proprietà della Fondazione Romeo ed Enrica Invernizzi che si occupano di tutelare i volatili. È chiusa al pubblico però vale la pena fare una piccola deviazione rispetto alle vie della moda e dello shopping per passare a vedere questo posto che è motivo di interesse per milanesi e non. In genere i fenicotteri non si avvicinano alla cancellata ma si lasciano osservare attraverso le siepi e si riescono a fotografare mentre vagano tra il giardino e la fontana.

La zona di per sé vale una passeggiata, è conosciuta come Quadrilatero del Silenzio perché come dice il nome è molto tranquilla. Passeggiate tra palazzi in stile Liberty e tra un’architettura signorile e l’altra raggiungete la più inconsueta del quartiere. Degni di nota l’Arco di via Tommaso Salvini, Palazzo Rocca Saporiti, Casa Berri Meregalli e Villa Necchi Campiglio.

Come arrivare a Villa Invernizzi:

Metro Palestro (Linea M1 rossa), da qui 200 metri a piedi.

Cosa mangiare a Milano

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Come per tutte le città italiane, anche Milano vanta una sua grande tradizione culinaria. Il vero re della cucina milanese è il burro, usato nella maggior parte dei piatti, dal risotto, alla cotoletta alla milanese, fino al panettone.

Cosa mangiare a Milano
Cosa mangiare a Milano

Per iniziare con i piatti della tradizione, il più conosciuto è sicuramente il risotto alla milanese, fatto con lo zafferano. Quello tradizionale prevede l’uso del midollo di bue, ma attualmente non sono in molti a cucinarlo in questo modo. Un altro primo piatto tipicamente milanese è la “busecca” (da cui il soprannome di “busecconi”), fatto con trippa cotta in umido. Tra i secondi, il più conosciuto ed apprezzato è la cotoletta alla milanese, che secondo la tradizione è fatta con carne di vitello, alta almeno un dito, e fritta nel burro, anche se oggi si preferisce il più sano e meno grasso olio d’oliva o di semi. Non dimentichiamo l’Ossobuco (òsbus a la milanesa): trancio di stinco di vitello o manzo in umido . La “cassoeula” invece è un piatto molto ricco, fatto con verze e le parti “povere” del maiale come le cotenna, la testa, le costine e i piedini. Passando invece ai dolci, hanno origine nella capitale meneghina il panettone e la colomba. I latticini sono invece tra i prodotti tipici della zona: lo stracchino, il mascarpone, il grana di Lodi e, ovviamente, il gorgonzola.

Dove dormire a Milano

Non più solo meta di manager e business man, Milano già prima dell’Expo 2015 è punto di arrivo di un turismo culturale: il rilancio dei Navigli, il moltiplicarsi delle mostre e l’apertura di nuovi musei, hanno attirato un gran numero di nuovi visitatori nella città.

Dove dormire a Milano
Dove dormire a Milano

Vista la grande affluenza di gente, Milano ha dovuto ampliare le sue proposte ricettive e oggi più di ieri, è pronta ad accogliere i suoi turisti nei suoi numerosi alberghi, hotel, bed & breakfast, appartamenti e ostelli, sparsi in ogni zona della città. Accanto alle grandi e lussuose catene alberghiere, troverete anche hotel più modesti e accoglienti, affittacamere confortevoli, bed & breakfast familiari e persino stravaganti case liberty degli inizi del ‘900. Non è facile trovare una camera a buon prezzo, soprattutto in centro e in occasione di eventi internazionali. I prezzi partono da 80 € per notte in hotel 3 stelle per poi salire. Il consiglio è di prenotare in anticipo. Tutte le strutture ricettive sono perfettamente collegate con il centro di Milano, grazie ad un sistema di trasporti efficiente e funzionale, quindi se volete risparmiare un po’ potrete scegliere di dormire in periferia, senza porvi il problema degli spostamenti.

Se invece state cercando un hotel, vi consigliamo di scegliere tra quelli offerti da Booking.com. Ci sono circa 2000 hotel a Milano con prezzi, foto e i commenti di chi ha soggiornato prima di voi. Vai a Booking.com

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Alfonso Cannavacciuolo è un copywriter e redattore professionista. Scrive per aziende e agenzie pubblicitarie. Insegna scrittura in master e università e ha pubblicato tre manuali di scrittura con Hoepli editore. Appassionato di viaggi e fotografia, scrive guide e reportage. Ha fondato 10cose.it nel 2009. Oggi 10cose.it è uno dei principali portali turistici italiani.