Il borgo di Montagnana

Una guida dettagliata alle cose da fare e vedere a Montagnana: le mura, piazza Vittorio Emanuele II, il Duomo, i palazzi e gli itinerari più belli del borgo.

Montagnana
Montagnana

Il borgo di Montagnana appare come una visione di pietra nella quiete della pianura veneta. Si può solo immaginare lo stupore di un viandante medievale che dalla nebbia corposa di queste valli vedeva emergere le possenti mura alte 20 metri e le 24 torri di guardia. Tutto intorno, in quello che oggi è un verde fossato, un acqua paludosa e scura era un ulteriore messaggio a chi pensava di avvicinarsi: “non ci conquisterete mai“, sembrava gridare ogni singola pietra rossa. Aveva cominciato Ezzelino III a fortificare il borgo dopo averlo incendiato e razziato. Alleato di Federico II, non era altrettanto illuminato come il sovrano definito “Il sole del mondo“. Era, invece, un condottiero feroce e crudele, che nel 1242 rase al suolo il vecchio castello per costruire il Mastio che oggi porta il suo nome. Dopo 14 anni la città di Padova riconquistò il borgo con la consapevolezza che non sarebbe passato molto tempo da un nuovo assedio. Verona e gli Scaligeri del vicino castello di Bevilacqua bramavano la conquista di Montagnana e le mura sarebbero servite presto. La storia di uno dei borghi più belli d’Italia inizia così, con una pietra, poi un’altra e poi un’altra ancora. Se oggi possiamo rivivere lo stesso stupore del viandante medievale è grazie alla ferocia di Ezzelino e all’amore per la propria terra di tutti quelli che hanno conservato queste pietre nei secoli.

Le mura e le porte di Montagnana

Porta Padova a Montagnana
Porta Padova a Montagnana

Il modo migliore per iniziare la visita a Montagnana è parcheggiare l’auto lungo la strada che costeggia le mura e passeggiare nel vallo che le circonda. In primavera ed estate qui è tutto un risplendere di verde e fioriture mentre in inverno e autunno potrebbe essere più complicato! La passeggiata è di circa 2 km e  permette di vedere, da vicino, le mura originali del 1300 volute durante la signoria dei Carraresi di Padova.  Realizzate in trachite, mattoni e scaglie di calcare, nel corso dei secoli, infatti, le mura di Montagnana non sono state mai cambiate: non è stata aperta nessuna breccia dai cannoni, non sono state modificate dagli uomini o dalla natura. Sono intatte e questo rende Montagnana un borgo unico in Europa, un primato che condivide solo con Avila in Spagna e Carcassonne in Francia. La porta di accesso più importante di Montagnana è Porta Padova che attraversa il Castello di San Zeno (vedi paragrafo successivo).

Porta Vicenza a Montagnana
Porta Vicenza a Montagnana

Proseguendo a destra di Porta Padova si percorrono le mura Nord e si incrocia, a metà, Porta Vicenza. Questa porta fu aperta nel 1500 per permettere un accesso più semplice al fiume Frassine. Continuando nella stessa direzione si incontra la seconda porta storica di Montagna, Porta Legnago con la Rocca degli Alberi (vedi paragrafo successivo).

Ancora una svolta e si apre il lungo panorama sulle mura Sud con Porta XX settembre e la sagoma inconfondibile del campanile della Chiesa di San Francesco. Se avete mai visto una foto di Montagnana, molto probabilmente ritrae questo scorcio.

Le Mura Sud di Montagnana
Le Mura Sud di Montagnana

Consigliamo di ripetere la passeggiata delle mura però dall’interno, costeggiandole. Qui si aprono gli scorci più belli di Montagnana che i turisti più frettolosi si perdono. Sono due i percorsi imperdibili: il tratto di mura prima e dopo la chiesa di San Francesco e le case colorate e addossate ai muri a destra e sinistra di Porta Vicenza.

Il Mastio di Ezzelino e il Castello di San Zeno

Il Mastio di Ezzelino
Il Mastio di Ezzelino

Il Mastio di Ezzelino è stato il lascito più importante del condottiero medievale. Una visita alla possente torre è fondamentale per scoprire la geometrica bellezza di Montagnana. Dall’alto dei suoi 38 metri (200 scalini) si ammira una vista spettacolare sull’interno del borgo e sui vicini Colli Euganei e Iberici.

Il Castello di San Zeno visto da fuori le mura
Il Castello di San Zeno visto da fuori le mura

Il Mastio costruito domina sul Castello di San Zeno che nel corso dei secoli ha svolto la funzione di nucleo di difesa di Montagnana, ma anche deposito per la canapa durante il dominio veneziano e caserma sotto il dominio austriaco. Dopo decenni di abbandono, nel 1994 è stato recuperato e adibito a sede per l’Ufficio Turistico, la biblioteca e l’archivio comunale nonché sede del Museo Civico Giacomelli con reperti neolitici, romani, affreschi di scuola veneta e ceramiche.

Orari di apertura e costo del biglietto

Mastio di Ezzelino

Orari delle visite:

Orario estivo
Dal martedì al sabato: 9.30-12.30, 16.00-19.00
Domenica e festivi: 10.00-13.00, 16.00

Orario invernale
Dal martedì al sabato: 9.30-12.30, 15.00-18.00
Domenica e festivi: 10.00-13.00, 15.00-18.00
Chiuso: lunedì, Natale e Capodanno
Costo del biglietto: € 1.50

Museo Civico

Al museo si accede solo con visita guidata.
Mercoledì, giovedì e venerdì: ore 11.00

Orario estivo
Sabato: ore 10.30, 11.30, 16.00, 17.00, 18.00
Domenica e festivi: ore 11.00, 12.00, 16.00, 17.00, 18.00

Orario invernale
Sabato: ore 10.30, 11.30, 15.00, 16.00, 17.00
Domenica e festivi: ore 11.00, 12.00, 15.00, 16.00, 17.00
Chiuso: lunedì, martedì, Natale e Capodanno
Costo del biglietto: 2,50 €

Se si voltano le spalle al Castello e si guarda dall’altra parte della strada si può ammirare Villa Pisani realizzata nella metà del 1500 dal Palladio, oggi privata. Il Palazzo ospitava la ricca famiglia veneziana ed era la sede amministrativa delle attività agricole che questa famiglia aveva a Montagnana. Si riconoscono tutti gli elementi dello stile palladiano: un edificio bello ma funzionale, perfettamente inserito nell’ambiente in cui è costruito.

Villa Pisani
Villa Pisani

La Rocca degli Alberi

La Rocca degli Alberi a Montagnana
La Rocca degli Alberi a Montagnana

La Rocca degli Alberi ha condiviso con il Castello di San Zeno il ruolo di protagonista delle mura di Montagnana. Oggi non è visitabile perché in attesa di restauro. Fu costruita tra il 1360 e il 1362 per volontà di Francesco il Vecchio da Carrara. Era circondata dall’acqua e difesa da un sistema di ponti levatoi e saracinesche che rendeva impossibile l’accesso da Porta Legnago. Sono ancora visibili gli stemmi cittadini sia sulla facciata interna ed esterna.

Vista interna di Porta Legnago nella Rocca degli Alberi
Vista interna di Porta Legnago nella Rocca degli Alberi

Piazza Vittorio Emanuele

Piazza Vittorio Emanuele a Montagnana
Piazza Vittorio Emanuele a Montagnana

Il centro di Montagnana è Piazza Vittorio Emanuele II su cui si affacciano i palazzi più belli del borgo e in cui entra in modo prepotente la sagoma del Duomo. Con le spalle alla statua del Re si susseguono il palazzo della Cassa di Risparmio, in stile liberty del 1924 che riprende lo stile tipico dei castelli medievali. Seguono Palazzo Zanella con i camini a corolla, Palazzo Valeri del 1700, il Monte di Pietà e il Palazzo della Loggia. Al centro della piazza, come nella migliore tradizione veneta, il liston, il pavimento che ricopre la piazza da cui deriva l’espressione “far el liston“, che significa passeggiare per la piazza.

Vittorio Emanuele II occupa il piedistallo che era stato del Leone di Venezia e dà le spalle alla facciata del Duomo. Nel simbolismo delle statue questo significa che voleva fare un dispetto alla chiesa. Dobbiamo ricordare che Vittorio Emanuele fu il primo Re d’Italia, quello che strappò allo Stato Pontificio la Romagna, le Marche e altri territori italiani. La particolarità della statua è che il Re non si limita a dare le spalle ma lo fa con una giacchetta corta, quindi mostrando il sedere…

Il Duomo di Montagnana

Il Duomo di Montagnana
Il Duomo di Montagnana

Il Duomo di Montagnana è una nave di pietra arenata in una piazza. È questa la sensazione che si prova quando si entra in piazza Vittorio Emanuele II e la si vede lì, messa di traverso. Non è la tipica chiesetta da borgo, piccola e spoglia. È una vera cattedrale dedicata a Santa Maria Assunta, portata a termine intorno al 1500. La posizione asimmetrica rispetto alla piazza in realtà segue la direzione dei punti cardinali. Infatti, se vi trovate a Mezzogiorno in piazza, potete osservare come l’ombra appaia sulla facciata partendo dalle due sfere poste sulle colonne ai lati del portone. La facciata della chiesa, quindi, svolge la funzione di meridiana. Sempre in tema “tempo” da ammirare l’orologio a unica lancetta in alto.

Il David di Giorgione
Il David di Giorgione

Entrati in chiesa resistete alla tentazione di correre subito all’altare per ammirare la Trasfigurazione di Cristo di Paolo Veronese. Voltatevi indietro, invece, ad ammirare gli affreschi di Giuditta e David di Giorgione. A sinistra c’è un’opera che ritrae la battaglia di Lepanto in cui i veneziani respinsero le flotte turche pronte a conquistare l’Europa. Il valore dell’opera non è legato alla sua fattura artistica ma perché rappresenta un documento che racconta in modo dettagliato quella storica battaglia, quasi una moderna fotografia di guerra.

Poco più avanti, sulla sinistra, una bellissima Madonna in legno con sullo sfondo cieli stellati e simboli astrologici. Arrivati all’abside colpiscono subito i due catini con decorazioni a forma di conchiglia, simbologia sempre associata a Maria Vergine. Si giunge quindi all’altare con sopra la Trasfigurazione di Cristo del Veronese, pittore che insieme a Tiziano e al Tintoretto ha dominato la pittura veneta del 1500.

Cosa e dove mangiare a Montagnana

Montagnana ha un prosciutto crudo dolce che rispetto al Parma e al San Daniele ha un limite rilevante: il marketing. Il DOP di Montagnana, infatti è eccellente e per molti versi superiore ma molto meno conosciuto. Ebbene, qualche giorno a Montagnana è ideale per scoprirlo in tutte le sue varianti: c’è in ogni antipasto di ristoranti e trattorie, è protagonista di ogni aperitivo e si trova anche in formato “cono da passeggio” nella storica Gastronomia Zanini. Se volete portarvene a casa una scorta, fuori dalle mura c’è il Salumificio Brianza con lo spaccio aperto al pubblico. Sempre per uno spuntino veloce si assaggia lo schizzotto o schissotto, una focaccia senza lievito che si sposa benissimo col crudo dolce e i formaggi locali.

Per un pranzo più consistente ritroviamo i piatti tipici della cucina padovana: bigoli (spaghetti grossi e ruvidi) e i tradizionalissimi risotti: non solo “risi e bisi“, riso e piselli ma anche con asparagi, o il radicchio. I bigoli si sposano splendidamente con “l’Oca in Onto“, carne d’oca disossata, salata e conservata nel suo stesso grasso, usata anche come secondo piatto. I secondi seguono la linea della tradizione: bollito misto alla padovanaprosciutto di petto d’oca, i salami, la soppressa, la salsiccia luganega e il cotechino. Il borgo offre diverse trattorie: La Rocca alle spalle di Rocca degli Alberi e un più sofisticato ed eccellente Ristorante Aldo Moro. Abbondano le pasticcerie, tra le quali le due storiche: Miola, accanto al Duomo e Cuccato che ha inventato il Pandolce di Ezzelino.

Il Pandolce di Ezzelino

Feste ed eventi a Montagnana

Il prosciutto di Montagnana è protagonista di una festa che si tiene ogni anno a maggio. Se passate da Montagnana il 15 agosto potrete assistere alle celebrazioni per la Sagra dell’Assunta: un’occasione imperdibile perché una parte del vallo viene allagato riportando Montagnana indietro nei secoli, quando era circondata d’acqua. Il palio dei 10 comuni, invece, rievoca la fine della dominazione di Ezzelino su Montagnana. Considerato uno dei Palii più belli d’Italia, si svolge dentro e fuori le mura a fine agosto e inizio settembre. Nel vallo intorno al borgo si sfidano i cavalieri di Montagnana e altri 9 comuni: giostre, corse, musiche, sbandieratori, mercato medievale e anche l’incendio della Rocca degli Alberi.