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I carruggi ed i crêuza di Genova

I carruggi ed i crêuza di Genova

L'anima della città antica

Il centro storico di Genova è un luogo affascinante. La città è divisa in rioni, chiamati comunemente sestieri, i principali e più antichi sono sei, sebbene attualmente la città sia divisa amministrativamente in municipi che sono più numerosi degli originali, sei di questi mantengono il nome degli antichi sestieri. I caruggi sono invece gli stretti vicoli e portici della città, il più conosciuto è probabilmente Via di Prè. Avventurandovi tra queste stradine potrete scoprire degli stupendi scorci della città o opere d’arte inaspettate (a via degli Orefici potrete scoprire un bassorilievo raffigurante l’Adorazione dei Magi e un’edicola dipinta su ardesia da Pellegrino Piola). Essi spesso portano nomi suggestivi, taluni derivano dai mestieri che in passato vi avevano sede (così ci sono Via degli Orefici, o Via dei Fabbri), di altri invece l’origine non si sa ma aumentano il fascino proprio per il loro essere caratteristicamente evocativi (come ad esempio vico dell’Amor Perfetto o vico Carabaghe, Vico Cicala, Vico Boccadoro…). Le crosa, o meglio le crêuza, sono invece le scalinate che si trovano spesso nei pressi di punti in cui convergono tre stradine, accomunate ai caruggi proprio per le dimensioni piccole. Purtroppo data la loro originaria conformazione di spazi piccoli ed angusti, i caruggi, soprattutto quelli non interessati dalla movida notturna, spesso versano in condizioni di grande degrado nonostante i continui interventi di recupero tentati dall’amministrazione della città.

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La Lanterna di Genova

La Lanterna di Genova

Il simbolo della città

Prova della vocazione marina di questa città che si allunga quasi interamente sulla costa è il suo faro, chiamato comunemente “La Lanterna”. Alta 117 metri la sua storia è piuttosto lunga e travagliata, pare infatti che la prima torre fosse già stata costruita nel 1100 circa. Fu poi danneggiata durante la guerra tra Guelfi e Ghibellini e nel 1300 fu posto alla sua sommità la prima lanterna che era alimentata ad olio d’oliva. Per prendere le sue forme attuali dobbiamo aspettare il XVI secolo circa. L’importanza della Lanterna è testimoniata anche dalla cura a cui nei secoli è stata sottoposta. In passato infatti, i custodi avevano l’obbligo di residenza al suo interno ed avevano il compito di mantenere sempre pulitissimi i vetri del lanternino, testimonianze del passato raccontano che venivano infatti riforniti con bacinelle e spugne di mare, panni di cotone e per rendere trasparenti i vetri veniva usato il bianco d’uovo. Oggi la Lanterna svolge ancora la sua funzione di faro del porto di Genova, ed è visitabile, al suo interno c’è un museo sulla città e il territorio della provincia di Genova.

Dove: A piedi: La Lanterna di Genova si raggiunge a piedi, attraverso la “passeggiata della Lanterna”, un percorso di circa seicento metri che parte da Via Milano tra il parcheggio dello Shopping Center del Terminal Traghetti e l’hotel Columbus Sea. Con la macchina: C’è un parcheggio del terminal che si raggiunge facilmente dall’uscita autostradale di Genova ovest.
Quanto: Il biglietto intero per visitare il Museo e la Lanterna costa 6 €. Biglietto ridotto 4 €
Quando: Il Museo e la Lanterna sono visitabili tutti i sabati e le domeniche e nei giorni festivi (incluso Ferragosto) dalle ore 10 alle ore 18 (ultimo ingresso alle ore 17), oppure su prenotazione telefonando a Muvita al numero 010 910001. Durante le festività natalizie, il Museo e la Lanterna saranno aperti regolarmente tutti i sabati, domeniche e festivi ad esclusione del giorno di Natale e Capodanno.

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Palazzo Carignano e il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano di Torino

Palazzo Carignano e il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano di Torino

Il palazzo che accolse il primo parlamento italiano

Il Palazzo fu chiesto da Emanuele Filiberto di Savoia - Carignano (detto il sordomuto) a Guarino Guarini, che progettò uno stupendo palazzo in stile barocco-piemontese. Risalente alla seconda metà del XVII secolo e caratterizzato da una torre di forma ellittica dalla quale partono due ali laterali che formano un cortile quadrangolare, il palazzo ha una particolarissima facciata, decorata con mattoni a vista, che risulta ondulata. Nel 1848 l’edificio fu destinato a sede della Camera dei Deputati del Parlamento Subalpino, fu poi dal 1861, di fatto la prima sede del neonato Parlamento Italiano. A causa dell’elevato numero di deputati e della mancanza di un’aula abbastanza grande per contenerli tutti, in un primo momento fu costruita una sala lignea provvisoria nel cortile del palazzo per ospitare le sedute del parlamento, poi furono fatti dei lavori di ristrutturazione del Palazzo, che furono completati nel 1864. Ma i lavori si rivelarono completamente inutili perché nel frattempo la capitale era stata trasferita a Firenze. Le sale al piano nobile del Palazzo attualmente accolgono il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano (prima ospitato dalla Mole Antonelliana), istituito nel 1878 in seguito alla morte del primo re d’Italia, Vittorio Emanuele II. Attualmente il Museo è chiuso al pubblico per lavori di ristrutturazione.

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Piazza San Carlo

Piazza San Carlo

Il salotto della città

Piazza San Carlo è una delle piazze principali di Torino. E’ collegata a Piazza Castello tramite via Roma ed ha una forma quadrangolare, è considerata il salotto buono della città. Al centro della piazza spicca la statua raffigurante Emanuele Filiberto a cavallo nell’atto di rinfoderare la spada dopo la vittoria di San Quintino, questa statua viene chiamata “Caval d’Brons”. Su di un lato della piazza è da segnalare il palazzo seicentesco Solaro del Borgo, sul lato sud due chiese barocche gemelle: quella di Santa Cristina del 1639 e quella di San Carlo del 1619, le cui facciate sono state successivamente ridisegnate, rispettivamente nel ‘700 e nell’800. Ma sicuramente la particolarità di Piazza San Carlo è il ruolo che ha sempre ricoperto nella vita politica e culturale di Torino. Infatti i caffè che si trovano nella piazza, e cioè il Caffè San Carlo ed il Caffè Torino, sono da sempre ritrovo di intellettuali, nobili e politici. Da segnalare poi c’è il negozio delle Confetterie Stratta, che si trova lì dagli inizi del 1800, che produce dolci che l’hanno resa famosa in tutta Italia e che mantiene l’aspetto originario, vale la pena di entrarvi anche solo per ammirare il negozio, ma visto che vi trovate lì, perché non comprare i loro squisiti cioccolatini?

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Shopping a Bruxelles

Shopping a Bruxelles

Una città di moda e design da non sottovalutare

Non tutti sanno che Bruxelles è una delle città della moda e del design. Le numerose e riconosciute scuole e accademie di moda e design (La Cambre, Saint-Luc, CAD, Hoge School Sint Lukas, l’Accademia Reale delle Belle Arti di Bruxelles) fanno in modo che questa città sia un vero punto d’incontro tra giovani aspiranti stilisti e designer che, con le loro idee innovative, rendono effervescente il clima della città. Se amate il lusso dovete fare una passeggiata ad Avenue Louise, (nei pressi della quale c’è anche il consolato italiano) dove i negozi delle firme più famose mettono in mostra il meglio della moda mondiale. Se invece preferite negozi più alla portata di tutti, recatevi in Rue Neuve: vi sembrerà di essere in un enorme centro commerciale a cielo aperto. Evitate il sabato o il venerdì pomeriggio, perché è quasi impossibile camminare a causa della folla. Se preferite i mercatini, visitate quello di Marolles, senza dubbio il più famoso. A giugno, nel quartiere di Ixelles, c’è l’annuale mercato dell’antiquariato, che è una vera e propria festa con spettacoli, animazione e concerti. L’associazione Archéos-Expo organizza spesso mercatini delle pulci e di Natale: se volete sapere quali sono gli eventi in programmazione nel periodo in cui siete a Bruxelles, tenete d’occhio il loro sito.

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