10 cose da fare e vedere a Lecce

Una guida completa e dettagliata alle 10 cose da fare e vedere a Lecce in 1, 2 o 3 giorni.

Lecce cosa vedere
Cosa vedere a Lecce

Ad un certo punto Lecce è emersa dall’elenco affollato delle città d’arte italiane e si è imposta come una meta non più solo estiva. La moda della “vacanza in Salento” ha favorito molto la conoscenza di questa splendida cittadina pugliese, che fino a quel momento era apprezzata soprattutto dagli amanti dell’arte.

Lecce, infatti, oltre che punto di passaggio verso le “Maldive d’Italia” è prima di tutto una città ricca di testimonianze e opere d’arte di epoca romana, medievale e rinascimentale.

Ma Lecce è principalmente una città barocca, che qui si esprime come mai in nessuna altra città, esplode in una declinazione del tutto particolare e specifica, fino a meritarsi l’appellativo di barocco leccese. Decorazioni sgargianti che arricchiscono i rivestimenti degli edifici, i colori intensi della pietra leccese: un calcare tenero e compatto, dai colori caldi e dorati che si presta molto bene alla lavorazione con lo scalpellino.

L’arte barocca si diffuse a Lecce nel Seicento, durante la dominazione spagnola, sostituendo l’arte classica e creando uno stile che lasciava spazio alla fantasia e all’immaginazione. Il centro storico è ricco di esempi della lavorazione di questa pietra in monumenti, chiese ma anche balconi e terrazze delle abitazioni private.

Ma non è solo il Barocco a caratterizzare Lecce: ospitale, ordinata, con una grande gastronomia e un mare eccezionale a pochi passi, è una delle mete imperdibili da visitare in Italia. In questa pagina vi consigliamo le 10 cose da vedere assolutamente durante una visita a Lecce.

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Il centro storico di Lecce

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Lecce viene definita la “Signora del Barocco“, ed è proprio l’arte barocca quella che caratterizza le guglie, i portali, le chiese, i monumenti e le abitazioni del centro storico. Attraversando Porta Napoli eretta nel 1548 in onore di Carlo V, si accede alla città vecchia.

Il centro storico di Lecce
Il centro storico di Lecce

Da qui si ramificano alcune tra le più importanti strade di Lecce sulle quali si affacciano raffinati palazzi e interessanti  botteghe artigianali dove vengono realizzati oggetti in cartapesta e in pietra leccese.

Passeggiando comodamente a piedi per le vie del centro si incontrano la Chiesa di Santa Maria della Provvidenza, in piazzetta Baglivi, e quella di Santa Maria di Costantinopoli in piazzetta Addolorata. In Via Umberto I, invece, potrete ammirare il cinquecentesco Palazzo Adorno e la Basilica di Santa Croce, simbolo della città e del barocco leccese.

Senza grossa fatica si raggiunge il nucleo centrale della città, ovvero l’elegante Piazza Sant’Oronzo, cuore pulsante della vita cittadina, nella quale campeggia la celebre colonna del Santo patrono, e la scenografica Piazza del Duomo con la sfarzosa facciata laterale della Cattedrale e il suo alto campanile, il quattrocentesco palazzo del Vescovado contraddistinto dal loggiato angolare ad arcate, e il palazzo del Seminario risalente al 1700, oggi sede del Museo Diocesano di Arte Sacra, della Biblioteca Innocenziana e dell’Archivio Storico Diocesano.

Per gli amanti dei giardini la Villa Comunale, situata nei pressi di Piazza Sant’Oronzo, costituirà una piacevole sosta. Intitolata a Giuseppe Garibaldi, la Villa un tempo era chiamata dai leccesi “Villa della Lupa” per la presenza di una gabbia in cui erano rinchiusi dei lupi (la lupa campeggia nello stemma della città chiamata Lupiae dai Romani).

L'Anfiteatro e il Teatro romano di Lecce

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Insieme al Teatro (in via Arte della Cartapesta), è la più importante testimonianza di epoca romana. L’Anfiteatro venne costruito nel II secolo d.C. per intrattenere, con gli spettacoli e i giochi che si svolgevano al suo interno, gli appassionati spettatori (l’edificio poteva ospitarne circa 20.000).

L'Anfiteatro romano di Lecce
L’Anfiteatro romano di Lecce

La monumentale struttura venne completamente sepolta dalle macerie in seguito a terremoti e devastazioni e solo all’inizio del XX secolo, grazie ad alcuni lavori di scavo, è stata riportata alla luce.

La parte oggi visibile posta più in basso rispetto al livello stradale, è però appena un terzo dell’intera struttura (in pratica la metà inferiore delle tribuna coperta) che resta, probabilmente, ancora nascosta nel sottosuolo della centralissima Piazza Sant’Oronzo in quanto su di essa sorgono alcuni degli edifici storici della città.

L’Anfiteatro romano venne costruito con pilastri di tufo sormontati da un’architettura ad arcate. Delle opere scultoree recuperate, le più interessanti sono: una statua della Dea Athena (oggi esposta al Museo Castromediano), ed alcuni rilievi in marmo del parapetto che separava le due serie di gradinate raffiguranti scene di caccia e combattimenti tra uomini e animali feroci. Oggi l’Anfiteatro fa da cornice a rappresentazioni teatrali e concerti.

A circa 300 metri dall’Anfiteatro c’è l’altro grande lascito romano a Lecce: è il Teatro Romano, costruito nella stessa epoca dell’Anfiteatro, fu scoperto per caso nel 1929, durante alcuni lavori nei giardini di due palazzi adiacenti. Ancora perfettamente visibile, il Teatro poteva ospitare fino a 5.000 spettatori.

Orari di apertura e costo del biglietto per l’Anfiteatro di Lecce

Orari di apertura: è visitare l’Anfiteatro romano (eccetto nei giorni in cui sono programmati spettacoli) previa prenotazione presso l’Info Point Castello Carlo V (+39 0832.246517 – castellocarlov@gmail.com).

Costo del biglietto: Tariffa intera € 2,00; tariffa ridotta riservata a gruppi composti oltre le 10 persone: € 1,00. Servizio visita guidata: € 1,00 in più sul prezzo del biglietto di ingresso.

Come arrivare: a piedi.

Il Castello di Carlo V a Lecce

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Nei pressi di Piazza Sant’Oronzo sorge il Castello voluto dal Re Carlo V nel 1539. Il progetto dell’edificio venne affidato all’architetto Gian Giacomo dell’Acaya e richiese la demolizione della Cappella di Santa Trinità e del Monastero Celestino di Santa Croce a cui furono intitolati due dei torrioni che compongono la fortezza.

Il Castello di Carlo V a Lecce
Il Castello di Carlo V a Lecce

Il Castello, costruito su una pre- esistente fortificazione realizzata tra il XIII e il XIV secolo, presenta due strutture concentriche separate da un cortile intermedio, quattro bastioni angolari (S. Giacomo, S. Croce, S. Trinità e S. Martino)a punte lanceolate, mura possenti e un fossato colmato nel 1872.

Per lungo tempo la fortificazione ha svolto funzioni di difesa del territorio, successivamente una delle sue sale fu adibita per ospitare spettacoli teatrali (XVIII secolo), in seguito funzionò come caserma e distretto militare (dal 1870 al 1979).

Oggi il Castello, proprietà del Comune di Lecce, è sede dell’Assessorato alla Cultura e le sue sale sono utilizzate per eventi cultuali, mostre d’arte, manifestazioni eno-gastronomiche. Di grande pregio la grande sala (Salone della Duchessa) al primo piano del mastio con la volta a crociera e costoloni sorretti da capitelli tardo gotici scolpiti con decorazioni a foglie e figure allegoriche.

Orari di apertura e costo del biglietto per il Castello di Carlo V

Orari di apertura:

Giugno e Settembre: Lunedì – Venerdì dalle ore 9.00 – 21.00.
Sabato, Domenica e festivi dalle ore 9.30 – 21.00.
Luglio e Agosto: lunedì – venerdì dalle ore 09:00 – 23.00
Sabato, Domenica e festivi dalle ore 9.30 – 23.00.
Costo del biglietto: 5 €
Come arrivare: a piedi.

Piazza Sant'Oronzo a Lecce

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Piazza Sant’Oronzo è la principale piazza di Lecce, il salotto cittadino, da sempre luogo di incontro e di ritrovo. Negozi, caffè, uffici affollano la suggestiva piazza ovale la cui pavimentazione è ornata da un mosaico raffigurante lo stemma della città: la Lupa sotto un albero di leccio e la corona con 5 torri.

Piazza Sant'Oronzo a Lecce
Piazza Sant’Oronzo a Lecce

Gli edifici che la compongono, costruiti tra il Medioevo e l’Ottocento, costituiscono un insieme architettonico eterogeneo, frutto di stili differenti che però convivono armoniosamente.

In passato era conosciuta come la “piazza dei mercanti” per la massiccia presenza di botteghe e attività commerciali poi scomparse per far spazio all’edificio che avrebbe dovuto ospitare la sede della Banca d’Italia (XX secolo).

Dal 1656 la piazza è intitolata al Santo patrono della città: si racconta che durante l’epidemia di peste che si abbatté su tutto il Regno di Napoli, Lecce venne risparmiata grazie alla mediazione di Oronzo, protovescovo della città. Come segno di ringraziamento, i leccesi fecero erigere sulla piazza una colonna votiva (29 m.) sulla quale venne posta la statua del santo nell’atto di benedire la città.

La colonna di Sant’Oronzo è solo una delle tante attrattive della piazza che in parte è occupata dai resti dell’Anfiteatro Romano, ma che racchiude anche il Sedile, anche noto come Palazzo del Seggio (1592) – o meglio quel che ne resta (una loggia quadrangolare con arcate ogivali) – ex sede del Municipio e oggi adibito per ospitare mostre d’arte ed esposizioni.

C’è poi l’antica Chiesa di San Marco (a lato del Sedile), ricordo di un insediamento veneto presente in città (da notare la lunetta in cui è scolpito un Leone di San Marco, simbolo della Serenissima), e la Chiesa di Santa Maria della Grazia, eretta nel 1590 in seguito al ritrovamento di un affresco trecentesco raffigurante la Vergine col Bambino, tutt’ora custodito nella chiesa.

Il Duomo di Lecce

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Il Duomo di Lecce si erge nell’omonima Piazza e rappresenta il fulcro della vita religiosa della città. La Cattedrale dedicata a Maria SS. Assunta, venne costruita nel 1144, fu ristrutturata nel 1230 per essere poi completamente ricostruita nel 1659 da Giuseppe Zimbalo per volere del vescovo Luigi Pappacoda.

Il Duomo di Lecce
Il Duomo di Lecce

All’architetto leccese si deve anche il campanile a cinque piani, l’ultimo dei quali è sormontato da una cupola ottagonale sulla quale è posta una statua in ferro raffigurante Sant’Oronzo.

Il Duomo presenta due ingressi, quello principale rivolto al Palazzo Vescovile e l’altro, sul fianco sinistro che guarda l’entrata della Piazza.

La facciata principale sulla quale sono scolpite le statue dei santi Gennaro e Ludovico e degli apostoli Pietro e Paolo, è molto sobria e raffinata a dispetto di quella secondaria più sfarzosa, disegnata secondo le linee del barocco leccese, culminante con la statua di Sant’Oronzo tra le statue di San Giusto e San Fortunato, compatroni di Lecce.

La facciata principale lascia percepire l’organizzazione della spazio interno diviso in tre navate separate da pilastri a semicolonne. La navata centrale e il transetto sono sormontati da un soffitto in legno dove sono incastonate alcune opere di Giuseppe di Brindisi tra cui “Il Martirio di Sant’Oronzo” e “L’Ultima Cena”.

L’interno barocco conserva pregevoli stucchi, pavimenti in marmo e altre numerose tele di grande valore artistico e ben dodici altari riccamente ornati tra cui quello maggiore dedicato alla Vergine Assunta in marmo e bronzo dorato di fattura napoletana.

Orari di apertura e costo del Duomo di Lecce

Orari di apertura: 

da aprile a settembre: dalle 9 alle 21 ogni giorno
da ottobre a marzo: dalle 9 alle 18

Costo del biglietto: 9 €.
Include il percorso LeccEcclesiae: Duomo – Santa croce – Santa chiara – San matteo – Museo d’Arte Sacra.

Come arrivare: a piedi in Piazza Duomo.

La Basilica di Santa Croce a Lecce

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La Basilica di Santa Croce con l’attiguo Convento dei Celestini (ora Palazzo del Governo) è uno dei maggiori complessi architettonici della città e soprattutto, il più significativo esempio di barocco leccese, specialmente per l’opulenza delle decorazioni della facciata principale.

La Basilica di Santa Croce a Lecce
La Basilica di Santa Croce a Lecce

Tra il XVI e XVII secolo, i più grandi architetti salentini – Riccardi, Penna e Zimbalo – coadiuvati da abilissimi maestri scalpellini e intagliatori, si avvicendarono nella realizzazione della grandiosa opera commissionata del ricco ordine religioso dei Celestini.

Il risultato fu sorprendente: mai prima di allora elementi rinascimentali e ricercatezza barocca si erano fusi così armonicamente dando vita ad un monumento di così spettacolare bellezza. La facciata della basilica si compone di tre parti.

La parte inferiore, in stile rinascimentale, è divisa da sei colonne lisce con capitelli zoomorfi che sostengono una trabeazione riccamente decorata con leoni e donne dal seno nudo. Al di sopra del fregio, sei figure umane e sette animali (telamoni) sorreggono la balaustra in pietra leccese ornata da 13 puttini che abbracciano i simboli del potere temporale e spirituale.

Sulle porte laterali vi sono gli stemmi dell’ordine dei Celestini e di Santa Croce, mentre sul portale maggiore, fiancheggiato da due coppie di colonne, si trova lo stemma di Filippo III di Spagna. La seconda parte della facciata è dominata dal bellissimo rosone centrale di ispirazione romanica affiancato da due nicchie con le statue di San Benedetto e San Celestino.

All’estremità si ergono due statue femminili simboleggianti la Fede e la Fortezza. Infine, sulla sommità, il timpano con al centro il trionfo della Croce. L’interno articolato in tre navate suddivise da alte colonne è altrettanto sontuoso. La navata centrale è sormontata da un soffitto ligneo a cassettoni dorati mentre quelle laterali hanno volte a crociera e presentano sette cappelle per lato ognuna delle quali ospita altari riccamente decorati e tele del XVII e XVIII secolo.

Di notevole pregio nella cappella di San Francesco da Paola, l’altare a sei colonne realizzato da Zimbalo (1614-15) decorato con 12 formelle raffiguranti episodi della vita del santo, considerato tra le massime espressioni scultoree del barocco leccese.

Orari di apertura e costo del biglietto per la Basilica di Santa Croce

da aprile a settembre: dalle 9 alle 21 ogni giorno
da ottobre a marzo: dalle 9 alle 18

Costo del biglietto: 9 €.
Include il percorso LeccEcclesiae: Duomo – Santa croce – Santa chiara – San matteo – Museo d’Arte Sacra.

Come arrivare: a piedi in Via Umberto I.

Le chiese di Lecce

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Lecce, città delle chiese. E’ così che veniva definito in passato il capoluogo pugliese per il gran numero e la bellezza dei suoi edifici sacri. Oltre al Duomo e alla Basilica di Santa Croce, una miriade di altre chiese (circa 40) sono disseminate per la città.

Le chiese di Lecce
Le chiese di Lecce

Tra le più antiche, va menzionata la Chiesa dei Santi Nicolò e Cataldo nel cimitero della città: costruita in epoca medievale (1180) per volere di Tancredi d’Altavilla, ultimo re dei Normanni, venne ristrutturata nel 1716 acquistando un’impronta barocca ma preservando sempre elementi del suo stile originario.

Il portale è decorato con arabeschi e motivi vegetali mentre l’interno è a croce latina a tre navate alte e strette.

L’annesso convento si sviluppa intorno a due chiostri, nel più antico dei quali si può ammirare una magnifica edicola su colonne a spirale riccamente scolpite posta come copertura del pozzo rinascimentale.

Tra le più originali, non si può non citare la Chiesa di San Matteo (1667 – 1700) con la sua singolare facciata curvilinea che ricorda la chiesa romana di San Carlo alle Quattro Fontane.

L’edificio presenta una complessa facciata barocca a due ordini mentre l’interno a pianta ellittica è delimitato da cappelle ad arco contenenti altari ricchi di decori.

Magnifico quello di San Matteo con al centro la statua lignea del santo (1691). E’ collocata perfettamente al centro della città la bella chiesa intitolata a Sant’Irenepatrona di Lecce fino al 1656.

Edificata nel ‘500 dall’ordine dei Teatini sul modello delle chiese di Sant’Andrea della Valle a Roma, di Sant’Andrea delle Dame e di San Paolo Maggiore di Napoli, l’edificio religioso presenta sul portale maggiore la statua della santa e sull’alto frontone lo stemma della città (la lupa sotto il leccio coronato).

L’interno è a navata unica con tre cappelle per lato; spiccano l’altare dedicato a Santa Irene ricco di decorazioni e statue e la grandiosa tela del Tiso, il “Trasporto dell’Arca Santa ” (1758) alle spalle dell’altare maggiore e la tela raffigurante la Madonna della Libera, custodita nella sagrestia.

Che siano di impianto medievale, rinascimentale o barocco, tutte le chiese di Lecce, di cui quelle citate sono solo pochi esempi, custodiscono il patrimonio storico, artistico e religioso della città.

Museo Faggiano a Lecce

Museo Faggiano di Lecce
Museo Faggiano di Lecce

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Nel centro storico c’è un posto che apparentemente è solo una casa, in realtà è un museo unico nel suo genere. Si chiama Museo Faggiano e si trova in Via Ascanio Grandi, è poco pubblicizzato e fuori dai classici giri turistici ma è da vedere assolutamente per scoprire la Lecce più nascosta e “segreta”.

Varcata la porta di ingresso, i proprietari raccontano la storia di questo posto e di come abbia rivoluzionato la vita della loro famiglia. Durante i lavori di ristrutturazione per adibire l’abitazione a ristorante, rompendo i pavimenti i Faggiano iniziarono a trovare inaspettatamente tutta una serie di reperti.

Più scavavano, più si rendevano conto che la loro casa era un vero e proprio sito archeologico!

Oggi i quattro piani della casa-museo ospitano testimonianze che hanno più di duemila anni, molti di questi ritrovamenti sono stati dati alla Soprintendenza mentre altri sono rimasti qui e sono visitabili: un pavimento del V secolo su cui i Messapi costruivano capanne, un antico silos per la conservazione del grano, una cisterna del Cinquecento, un essiccatoio per decomporre i cadaveri e cunicoli sotterranei che collegavano la casa ad altri luoghi della città.

Ci sono anche delle tombe e un pozzo profondo dieci metri da cui si può vedere l’acqua del fiume Idume. I proprietari introducono la visita che poi prosegue autonomamente servendosi di descrizioni che spiegano i vari reperti e i diversi strati dell’edificio.

Questo museo è una scoperta, proprio come quella che ha fatto la famiglia Faggiano quasi per caso nel 2001.

Giorni e orari di apertura del Museo Faggiano

Aperto tutti i giorni dalle 9:30 alle 20:00

Costo del biglietto

Intero: 5 euro; Ridotto (da 8 a 16 anni): 3 euro; Gratis fino a 8 anni.

Il Museo Sigismondo Castromediano di Lecce

Museo Castromediano di Lecce
Museo Castromediano di Lecce

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Il Museo Sigismondo Castromediano è poco pubblicizzato ma merita perché è veramente ricco di reperti! Tanto più, perché è il museo pubblico più antico della Puglia e l’ingresso è gratuito.

Fu fondato a metà Ottocento dall’archeologo leccese Sigismondo Castromediano, è stato ristrutturato di recente e, rispetto a qualche anno fa, attualmente è gestito e organizzato con più cura. Entrando sembra un Guggenheim salentino: la rampa elicoidale ricorda, ovviamente in piccolo, quella del celebre museo di New York.

Passiamo alla collezione. Il museo Castromediano ripercorre la storia del Salento e dei popoli che lo hanno abitato e si sono succeduti nei secoli dalla Preistoria, passando per la civiltà messapica, a quella dei greci e dei romani.

Le sale sono dotate di touch screen che permettono di consultare una mappa interattiva con i vari periodi storici e i rispettivi insediamenti, cliccabili per leggere informazioni e dettagli. Le sezioni sono organizzate in ordine cronologico e sono piene di reperti di ogni genere: anfore, vasi in ceramica risalenti all’antica Grecia, iscrizioni funerarie romane e oggetti di uso quotidiano ritrovati nelle grotte preistoriche della zona sono stati portati alla luce nel corso dell’Ottocento durante le campagne di scavo.

A questi si sono aggiunti i pezzi della collezione del fondatore del museo. Una bella parentesi di storia e archeologia non solo per appassionati, da scoprire anche in compagnia dei bambini. Per entrare al Museo Castromediano è preferibile prenotare. La prenotazione è necessaria per partecipare alle visite guidate gratuite che si svolgono il venerdì pomeriggio con una ventina di partecipanti per volta.

Giorni e orari di apertura del Museo Castromediano

Aperto dal martedì alla domenica: dalle 8:30 alle 20:00.
Chiuso: lunedì

Costo del biglietto: gratis

Come arrivare: Viale Gallipoli, a piedi nel centro storico.

Abbazia di Santa Maria di Cerrate a Lecce

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Magnifico esempio di architettura romanica salentina, l’abbazia di Cerrate è un piccolo gioiello situato sulla strada provinciale che collega Squinzano a Casalabate.

Abbazia di Santa Maria di Cerrate a Lecce
Abbazia di Santa Maria di Cerrate a Lecce

Secondo la leggenda, l’abbazia fu costruita intorno al XII secolo per volere di Tancredi d’Altavilla nel luogo in cui ebbe una visione: la Madonna tra le corna di una cerva (da qui il nome Cervate poi Cerrate).

Importante centro religioso fino al ‘500, il complesso fu successivamente saccheggiato (1711) e lasciato in uno stato di totale abbandono fino al restauro del 1965.

Poco o nulla rimane del monastero ma per fortuna la chiesa conserva ancora, nonostante i segni del tempo, la sua antica bellezza.

La facciata presenta un piccolo rosone centrale, una monofora per lato e un elegante portale (da notare i rilievi raffiguranti l’Annunciazione della Vergine, la Visita di Santa Elisabetta, i Magi e la Fuga in Egitto scolpiti nel portale). Addossato alla chiesa (lato sinistro) si trova un portico duecentesco abbellito da colonne cilindriche e poligonali di fronte al quale c’è un pozzo rinascimentale.

L’interno dell’abbazia è diviso in tre navate. Di grande valore artistico e religioso gli affreschi duecenteschi e trecenteschi che abbelliscono absidi, sottarchi e pareti. Risalgono invece al XV secolo alcuni degli affreschi rimossi durante i lavori di restauro e conservati nell’attiguo Museo delle Tradizioni Popolari che ha sede nell’ex frantoio del complesso. Attualmente l’abbazia rientra tra i beni tutelati dal Fondo Ambiente Italiano.

Orari di apertura e costo dell’Abbazia di Santa Maria di Cerrate

Orari di apertura:

Da martedì a domenica: marzo, aprile, maggio, settembre ed ottobre: ore 10.00 – 18:00
novembre e dicembre: ore 10:00 – 16:00
Tutti i giorni: giugno, luglio e agosto: ore 9.30 – 13:00 e 15.30 – 19.30
Ultimo ingresso: 30 minuti prima della chiusura.

Costo del biglietto: iscritti FAI: ingresso gratuito. Intero: € 8

Come arrivare: L’Abbazia si trova tra Lecce e Brindisi. Si raggiunge con la statale
613 (Lecce-Brindisi), uscita per Squinzano verso Casalabate (SP 100).

La Chiesa di San Fulgenzio a Lecce

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La Chiesa di Sant’Antonio a Fulgenzio, dedicata a Sant’Antonio da Padova, risale ai primi anni del Novecento e fu affidata storicamente ai frati Minori dell’ordine dei francescani per dargli un luogo definitivo dove sistemarsi dopo aver girato diversi conventi in città.

È leggermente dislocata ma non ha nulla da invidiare in quanto a bellezza alle più famose chiese del centro di Lecce dalle quali, tra le altre cose, si discosta per stile architettonico. Non troviamo infatti il classico aspetto barocco degli edifici religiosi leccesi, bensì un mix tra romanico e neo-gotico pugliese.

La Chiesa di San Fulgenzio a Lecce
La Chiesa di San Fulgenzio a Lecce

La facciata, romanica, è sobria con finestre gotiche e un grande rosone centrale. Gli interni sono il trionfo del neo-gotico con tre navate, quella centrale e le due laterali con cappelle e piccoli altari.

Quello che colpisce della Chiesa di Sant’Antonio a Fulgenzio è il senso di spiritualità tipicamente francescana che si respira.

L’atmosfera è resa ancora più suggestiva dai raggi del sole che entrando dalle finestre creano suggestivi fasci di luce che ne esaltano la bellezza e la particolarità.

Elemento di interesse, che è forse il principale motivo di visita della chiesa, è il complesso iconografico che fu fatto realizzare appositamente dai frati per attirare l’attenzione della popolazione su questa parrocchia periferica rispetto a quelle più note nel cuore di Lecce.

Tra le opere d’arte sono interessanti anche il pavimento in graniglia di cemento lucida, i dipinti di pittori salentini, gli otto altari in marmo e una serie di affreschi di pregio realizzati da artisti locali.

Dopo la visita alla Chiesa di Sant’Antonio a Fulgenzio, consigliamo una sosta nella vicina Piazza Mazzini con la fontana monumentale della Vita, un punto di riferimento cittadino grazie alla presenza di bar e soprattutto di negozi per lo shopping.

Come arrivare alla Chiesa di San Fulgenzio

In Bus: Linea M1 City Terminal fermata in via Cesare Battisti, da qui 400 metri a piedi.

Il Salento

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Negli ultimi 15 anni il Salento leccese è diventato la meta di mare più famosa d’Italia. Cosa spinge tante persone a raggiungere il tacco d’Italia, questo lembo di terra stretto diviso tra Ionio e Adriatico? Il primo motivo è ovviamente la bellezza mare, cristallino come lo si può trovare solo in pochi altri posti del Mediterraneo.

Otranto
Otranto

Qui ci sono alcune delle spiagge più belle del mondo: Punta Prosciutto, Punta della Suina, Porto Selvaggio e altre, non a caso, hanno tutte denominazioni che rimandano alle Maldive e ai Caraibi.

Il secondo motivo è l’ospitalità dei salentini, un popolo che ha vissuto l’incontro secolare con tutte le altre culture del Mediterraneo di cui ancora oggi possiamo sentire l’eco nell’architettura, la lingua, la musica e la cucina.

Poi ci sono i borghi, alcuni molto famosi, anche troppo, come Otranto e Gallipoli, presi d’assalto a luglio e agosto e da godersi un po’ fuori stagione. Poi ci sono quelli meno famosi, ma vere scenografie in pietra da non perdere: Galatina, Nardò, Specchia, non sono il primo pensiero del turista in Salento ma meritano più di qualche giorno di attenzione.

Partiamo quindi da Lecce scendendo per la costa adriatica per poi risalire lungo lo Ionio. In questa pagina vi consigliamo le 10 cose da fare e vedere assolutamente nel Salento

Cosa mangiare a Lecce

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La buona cucina è di casa a Lecce: i frutti della terra e del mare offrono una miriade di piatti tipici della tradizione culinaria salentina. Le spezie della macchia mediterranea (salvia, menta, origano, rosmarino…) contribuiscono, poi, ad accrescere il sapore di ogni pietanza.

Cosa mangiare a Lecce
Cosa mangiare a Lecce

Verdure e legumi sicuramente non mancano sulle tavole: vengono solitamente cucinati un una pentola di terracotta, conditi con olio extravergine di oliva e serviti con le friselle (pane tostato e biscottato).

Tra i piatti tipici sono da menzionare il rustico leccese, due dischi di pasta sfoglia ripieni di mozzarella, besciamella, pomodoro, pepe e noce moscata; la puccia, un pane di grano duro di forma tonda e piccolina che, se non deve essere farcito, prevede nell’impasto le olive nere: attenti a i denti, perché le olive non sono snocciolate!

Se non avete gusti difficili, sono da provare anche le municeddhe, lumachine che si raccolgono quando hanno formato intorno all’apertura una membrana bianca che ricorda il colore del vestito monacale (mudiceddhe significa appunto monache).

Per i dolci non c’è che l’imbarazzo della scelta; oltre al famosissimo pasticciotto leccese, che va mangiato rigorosamente caldo, c’è da provare un’infinità di delizie preparate con la pasta di mandorla. Cosa dire dei vini? Il Negramaro, il Salice Salentino e il Primitivo di Manduria sono solo alcuni dei vini autoctoni salentini che si contraddistinguono per la corposità del colore e del sapore.

Dove dormire a Lecce

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Lecce ha vissuto negli ultimi anni una vera esplosione turistica a cui la città ha risposto con il fiorire di strutture di accoglienza. Oggi la città pugliese dispone di un’ottima offerta di hotel, bed&breakfast, agriturismi e camere da affittare che dà ai visitatori un’ampia possibilità di scelta.

Dove dormire a Lecce
Dove dormire a Lecce

Nel centro storico sono presenti alcuni hotel di lusso, qualche hotel 3 stelle e soprattutto, meno costosi ma molto accoglienti bed&breakfast. Nel centro storico i prezzi sono un po’ più alti di quelli che si praticano nei quartieri periferici. Un’ottima alternativa sono i casali e gli agriturismi che si trovano appena fuori la città, vicino al mare o tra gli ulivi. Si tratta perlopiù di vecchie masserie ristrutturate, molte delle quali con piscina.

Se state cercando un hotel a Lecce, vi consigliamo di scegliere tra quelli offerti da Booking.com Ci sono circa 80 hotel con prezzi, foto e i commenti di chi ha soggiornato prima di voi. Vai a Booking.com

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Bari
"Se Parigi avesse il mare sarebbe una piccola Bari", recita un proverbio barese. Questo, anche se oggettivamente difficile da affermare, è comunque indicativo dell'amore e la considerazione che i baresi hanno per la propria città. Anche se non è Parigi è comunque una bella...