Cosa fare e vedere a Reggio Emilia e dintorni

Le cose da fare e vedere assolutamente durante una week end o una vacanza a Reggio Emilia e dintorni.

Reggio Emilia
Reggio Emilia

Reggio Emilia condivide con la vicina Modena uno strano destino: è una bella città d’arte, ospitale e molto vivibile, ma è quasi mai citata come meta per un week end o una vacanza. Eppure di motivi per visitare Reggio Emilia ce ne sono diversi: prima di tutto è la “Città del Tricolore“. La nostra bandiera nazionale, a cui è dedicata una bellissima sala e un piccolo museo, infatti è nata qui. Poi ha una bellissima piazza, Piazza Grande o Piazza Prampolini, su cui affacciamo il Palazzo Comunale e il Duomo. A poca distanza c’è la Chiesa di San Prospero, con uno dei cicli di affreschi più belli d’Italia: il Giudizio Universale di Camillo Procaccini. Un’opera del Guercino, la “Crocefissione di Cristo, con ai piedi la Madonna e i Santi Maria Maddalena, San Giovanni e San Prospero“ è già un motivo sufficiente per visitare la bellissima Basilica della Ghiara.

Reggio Emilia, poi, incarna una caratteristica tipicamente emiliana: è una città che cambia sempre pur restando fedele a sé stessa. Questo è evidente nel recupero dei Chiostri di San Pietro, nell’arte contemporanea della Collezione Maramotti, nelle architetture dei tre ponti e nella nuovissima Stazione Mediopadana per l’Alta Velocità entrambi progettati dall’archistar Santiago Calatrava. Poi a Reggio Emilia si mangia benissimo, una delle migliori cucine del mondo. In questa pagina vi consigliamo le 10 cose da fare e vedere assolutamente a Reggio Emilia durante un week end o una vacanza. L’itinerario richiede almeno 2-3 giorni, ma se vi resta tempo i dintorni di Reggio Emilia offrono natura e borghi a volontà!

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Piazza Grande o Piazza Prampolini

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Anche se il nome ufficiale è Piazza Prampolini, per tutti è Piazza Grande. Non perché sia in realtà così grande ma per distinguerla da Piazza San Procopio che è ancora più piccola. Piazza Grande è il centro di Reggio Emilia: su di essa affacciano il Palazzo Comunale (vedi punto 3), il Duomo (vedi punto 2), la Torre del Bordello e quella dell’Orologio, il Battistero, il Palazzo del Monte e delle Notarie.

Piazza Grande o Piazza Prampolini
Piazza Grande o Piazza Prampolini

La Torre del Bordello, alta 51 metri, è l’edificio più alto del centro storico. Prende il singolare nome dal fatto che dall’anno di costruzione (1468) è sempre stata accanto al “castelletto”, ovvero il bordello comunale. La torre è quasi sempre chiusa, ma se siete fortunati nelle rare occasioni speciali in cui viene aperta, la vista è magnifica. Dall’altro lato di Piazza Grande, proprio di fronte, c’è Palazzo del Monte di Pietà con la Torre dell’Orologio.

Nella torre, del 1216, ci sono tre campane: il Campanoun (o Forcarola), il Bariloun e la Céca. La forcarola prende il nome dalla macabra funzione, svolta per secoli, di avvisare la popolazione sulle esecuzioni a morte. L’ingresso al palazzo, che dal 1500 al 1700 fu sede del primo teatro cittadino, è dal retro, dalla piccola Piazza del Monte. Davanti al palazzo c’è la Fontana del Dio Crostolo, il fiume che scorreva dentro Reggio di cui fu poi modificato il percorso. La fontana faceva parte di un trittico di statue raffiguranti anche il Secchia e il Panaro del bellissimo Castello Ducale di Rivalta. Le altre due statue sono visibili sulla spalletta del Ponte di San Pellegrino. Accanto al Duomo c’è l’ingresso al Broletto, caratteristico passaggio coperto che porta su Piazza San Prospero. Al di là dell’attuale aspetto romantico, il Broletto è nient’altro che il vecchio cimitero cittadino. La funzione attuale inizia nel 1700 quando  Francesco Fontanesi decorò l’arcata d’ingresso sul lato di Piazza Grande. Qui si legge “Stat regensium fides nulla sub aevo interora” (Resiste la fedeltà dei reggiani mai perirà in nessuna epoca). Nel Broletto oggi ci sono negozi e locali e l’ingresso laterale del Duomo.

Il Duomo e il Battistero di Reggio Emilia

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Il Duomo è, insieme al Palazzo Comunale, l’edificio più importante di Piazza Grande. La prima pietra della Cattedrale fu posata intorno all’857 anche se quella che vediamo oggi è il rifacimento del 1500 circa. La facciata incompleta è la caratteristica del Duomo, dovuta a Prospero Sogari, detto il Clemente. Sue e della sua bottega sono anche le statue di Adamo ed Eva sul portale centrale e i Santi Crisanto e Daria e i Santi Venerio e Gioconda.

Il Duomo e il Battistero di Reggio Emilia
Il Duomo e il Battistero di Reggio Emilia

Nella torre sulla facciata luccica la statua della Madonna col Bambino con i coniugi Fiordibelli, capolavoro di arte orafa eseguito nel ‘400 da Bartolomeo Spani. Nell’interno spiccano alcune cappelle rivestite di marmi pregiati: il sepolcro di Orazio Malaguzzi (a destra dell’ingresso), il monumento funebre di Valerio Malaguzzi (1510) di Bartolomeo Spani (terza cappella sul lato destro), il sepolcro Rangoni (Clemente) e la Cappella Fiordibelli, con l’Assunzione di Maria Vergine San Pietro in cattedra e San Girolamo (1626) del Guercino. Dal 2010 il Duomo ospita opere di arte contemporanea di Ettore Spalletti, Hidetoshi Nagasawa, Claudio Parmiggiani, e Jannis Kounellis. Nella cripta del 1200 ci sono un altare e tre cripte. In quella centrale c’è l’arca con i corpi dei Santi Crisanto e Daria.

Accanto al Duomo c’è il Battistero di San Giovanni, con la facciata rinascimentale e al centro il fonte battesimale e l’affresco con Battesimo di Cristo (Francesco Caprioli) del 1497-98. Una curiosità: all’esterno del Battistero, sulla colonna sinistra, sono ancora visibili il “braccio reggiano” (0,641 metri) e la “pertica” (3,846 metri). Questi sistemi di misurazione erano lo standard dell’epoca, e da questa usanza discende il detto “San Giovanni fa vedere gli inganni” perché queste misure evitavano le truffe commerciali.

Orari di apertura e costo del biglietto per il Duomo e il Battistero

Orari d’apertura: dal Lunedì al Sabato ore 07:30 – 19:30.
Domenica e festivi 08:30 – 19:30.
Costo del biglietto: gratis
Per il Battistero visita guidata il sabato alle 9:00 con partenza dal Museo Diocesano.

Palazzo del Comune e Sala del Tricolore

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Dal 1434 il potere civile di Reggio Emilia ha sede nel Palazzo Comunale con portico a tre arcate che affaccia su Piazza Grande. La facciata, con lo stemma del Comune, è del 1774 su disegno di Ludovico Bolognini. All’interno ci sono alcune sale impreziosite con affreschi del 1700 e dipinti del 1800. All’ingresso si può vedere la statua di Marco Emilio Lepido, il fondatore della città romana da cui Reggio prende il nome.

Palazzo del Comune e Sala del Tricolore
Palazzo del Comune e Sala del Tricolore

Il pezzo forte del palazzo è la Sala del Tricolore, progettata e realizzata dall’ingegnere bolognese Ludovico Bolognini nel 1774. La sala è uno dei luoghi fondamentali della storia italiana: qui, il 7 Gennaio 1797, si riunirono i rappresentanti di Reggio, Modena, Bologna e Ferrara per proclamare la Repubblica Cispadana. Fu in quell’occasione che fu adottata la bandiera a tre colori (verde-bianco-rosso) che poi nel 1848 diventerà la bandiera nazionale italiana. La sala non è sempre visitabile perché qui si svolge il Consiglio comunale ma anche i matrimoni civili, conferenze ed altre manifestazioni culturali. Accanto alla sala c’è il Museo del Tricolore che racconta la storia della bandiera italiana dal 1796 all’Unificazione. Nel museo c’è anche l’omaggio di 90 artisti che hanno rielaborato l’idea del tricolore italiano in occasione del 150 anni dell’Unità d’Italia.

Orari di apertura e costo del biglietto per il Palazzo Comunale e la Sala del Tricolore

Orari d’apertura:

Settembre-Giugno
Martedì, Mercoledì e Giovedì 15-18
Venerdì, Sabato, Domenica e festivi 10-18
Apertura al mattino su richiesta (9-12) e con almeno 24 ore di preavviso, tranne i giorni festivi.

Luglio-Agosto
Martedì, Mercoledì e Giovedì 20-22
Venerdì, Sabato, Domenica e festivi 10-13 e 17-22

Costo del biglietto: gratis
Come arrivare: si accede da Piazza Casotti, alle spalle del Municipio.

La Chiesa di San Prospero

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Se da Piazza Grande si prende il Broletto si spunta in Piazza San Prospero, la più piccola ma scenografica piazza di Reggio Emilia. Il tradizionale mercato del martedì e venerdì è il momento ideale per visitarla in piena attività, anche se la folla e le bancarelle dei venditori ostacolano la vista della protagonista della piazza: la Chiesa di San Prospero.

La Chiesa di San Prospero
La Chiesa di San Prospero

Costruita nel 997 fu rifatta completamente nel XVI secolo. La chiesa è il luogo di culto più amato dai reggiani perché sotto l’altare maggiore ospita le spoglie di San Prospero, patrono di Reggio Emilia. Secondo la leggenda fu lui a salvare la città dagli Unni di Attila nascondendola nella nebbia. Qualcosa di simile a quelle che fece San Geminiano per la vicina Modena. La facciata del 1800 ospita 11 statue in marmo di Santi protettori e dottori della Chiesa. Sul sagrato sono collocati i sei caratteristici leoni in marmo rosso di Verona. L’interno nasconde uno dei cicli di affreschi più belli d’Italia: il Giudizio Universale di Camillo Procaccini che per intensità non ha nulla da invidiare a quello della Cappella di San Brizio a Orvieto. Da non perdere anche il prezioso coro in legno (1546) e una copia de “La Notte”, famoso capolavoro del Correggio rubato dal Duca di Modena che ora si trova alla Galleria dei Maestri di Dresda.

Orari di apertura e costo del biglietto della Chiesa di San Prospero

Orari d’apertura:

Feriali
08:00 – 12 / 16:00 – 19:00

Festivi
08:00 – 12:00

Costo del biglietto: gratis.

Basilica e chiostro della Ghiara

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La Basilica della Ghiara merita una visita soprattutto per ammirare il capolavoro del Guercino: la “Crocefissione di Cristo, con ai piedi la Madonna e i Santi Maria Maddalena, San Giovanni e San Prospero“. Questa pala d’altare, donata dal comune nel 1624, rappresenta il culmine delle donazioni fatte alla basilica in cui si venera da secoli l’immagine miracolosa della Madonna.

Basilica e chiostro della Ghiara
Basilica e chiostro della Ghiara

Già dal 1313 si venerava un’immagine sul muro esterno della chiesa ma il dipinto che oggi possiamo vedere è una nuova immagine realizzata nel 1573 da Giovanni Bianchi, detto Bertone. Ventitré anni dopo, un giovane di circa 15 anni di nome Marchino, orfano, sordomuto e privo di lingua dalla nascita, si recò all’oratorio della Vergine e pregando intensamente, riacquistò l’udito, gli crebbe la lingua e iniziò a parlare.

Quattro giorni dopo, mentre la notizia aveva già fatto il giro di Reggio e dintorni, il Comune decise di proteggere l’immagine con la costruzione di un grandioso santuario. La Basilica della Ghiara che vediamo oggi fu quindi costruita in pochissimi anni (1597-1619) e questo spiega la coerenza architettonica e stilistica della chiesa. Le opere realizzate per la nuova costruzione sono tutte al loro posto e questo rende la Ghiara un piccolo museo in cui quadri e sculture sono esposte per il luogo in cui sono state pensate e collocate la prima volta. Eravamo in piena Controriforma quindi le opere dovevano anche svolgere un ruolo di persuasione dei fedeli: vennero così chiamati artisti “in linea” con il nuovo linguaggio da seguire: Leonello Spada e Alessandro TiariniCarlo Bononi, Camillo Gavassetti, Ludovico Carracci, e come già detto, Il Guercino. 

Orari di apertura e costo del biglietto per la Basilica della Ghiara

Orari d’apertura:

Da Lunedì a Sabato
10:00 – 12:00 / 16:30 – 17:30
Domenica e festivi
16:30 – 17:30

Costo del biglietto: gratis. È possibile l’illuminazione turistica su richiesta in sagrestia con un’offerta minima di € 5,00.
Come arrivare: Corso Garibaldi. Autobus n° 4 e 6 e Minibù G.

I Musei Civici

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Dei Musei Civici di Reggio Emilia fanno parte diverse istituzioni: il Palazzo dei Musei, il piccolo museo della Giara, il Museo di Storia della Psichiatria (vedi punto 11), il Museo del Tricolore e la Galleria Parmeggiani. La sede centrale è nel centralissimo Palazzo dei Musei che ospita una varietà di collezioni che ne fanno un luogo quasi unico in Italia:

I Musei Civici
I Musei Civici

Archeologia (Mosaici romani, Museo Chierici, Portico dei Marmi-sezione romana, Museo Romano, Museo di Preistoria e Protostoria), Etnografia, Storia dell’Arte (Galleria dei Marmi-sezione medievale, Mosaici medievali), Storia Naturale (Collezione Spallanzani, Raccolte zoologiche, anatomiche, botaniche, geo-mineralogiche e paleontologiche) e una sezione dedicata alla Storia della città. Si passa così da un mosaico romano a una testa di Mososauro, dalla Balena Valentina a una maschera africana del 1800, dalle raccolte di funghi a un terribile campionario di malformazioni umane. Si tratta di un viaggio nella scienza e nella natura, ideale non solo per gli adulti ma molto istruttivo anche per i bambini.

Orari di apertura e costo del biglietto dei Musei Civici (sede centrale)

Orari d’apertura: martedì, mercoledì, giovedì 15.00 – 18.00
venerdì, sabato, domenica e festivi 10.00 – 18.00
Chiuso il lunedì.

Costo del biglietto: gratis.

I Chiostri di San Pietro

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Nel cuore di Reggio Emilia c’è un complesso architettonico discreto e grandioso, che molti turisti frettolosi evitando di visitare. Eppure i Chiostri di San Pietro sono uno degli edifici più grandiosi del Rinascimento italiano in cui appare inconfondibile la mano di Giulio Romano. Anche se oggi è uno spazio aperto che ospita mostre, eventi, spazi per il lavoro e il tempo libero, i chiostri dal 1400 in poi sono stati monastero benedettino, caserma, scuola per ragazze, tribunale e molto altro.

I Chiostri di San Pietro
I Chiostri di San Pietro

La visita inizia dal chiostro piccolo che subito ci fa scoprire la caratteristica principale di San Pietro: l’atmosfera di pace e tranquillità, il silenzio in una città di per sé non rumorosa. Il rifacimento della pavimentazione ad acciottolato ha restituito al piccolo chiostro l’originale atmosfera raccolta e meditativa che tanto lo caratterizza. Se il Chiostro piccolo colpisce per l’atmosfera, quello il Chiostro grande lo fa per la monumentalità: costruito tra 1541 e il 1622, porta indelebile il segno dell’architetto Giulio Romano, in quel periodo attivo a Mantova. Tutto intorno si susseguono colonne doriche con al piano superiore finestre e nicchie decorate da statue di santi dell’ordine benedettino. Se siete fortunati, durante la vostra visita a Reggio Emilia potreste trovare ai chiostri una mostra di arte contemporanea, un balletto o una rappresentazione teatrale. Ma anche “fuori stagione” non sarà difficile trovare un corso di cucina, la presentazione di un libro o semplicemente, fermarsi a prendere un caffè nel bistrot e godersi questo luogo incantevole.

Orari di apertura e costo del biglietto dei Chiostri di San Pietro

Orari d’apertura:

Martedì-Venerdì: 16.00 – 18.00
Sabato–Domenica:
10.00 – 18.00
Lunedì chiuso.

Costo del biglietto: gratis senza visita guidata. 5 € con visita guidata di circa 45 minuti.

Come arrivare: da Piazza Prampolini, lungo la Via Emilia, circa 800 metri a piedi.

Il Teatro Valli

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Reggio Emilia è anche conosciuta come “città dei teatri”. Ne ha tre, tutti raccolti intorno a Piazza della Vittoria nel centro città: il Teatro Valli, il Teatro Ariosto e il Teatro Cavallerizza. Se il Cavallerizza ospita soprattutto rappresentazioni moderne e il Teatro Ariosto quelle di prosa, è il Teatro Valli il “pezzo forte” dei Reggio Emilia. Qui, dal 1857, si susseguono grandi stagioni di lirica e concerti.

Il Teatro Valli
Il Teatro Valli

In questo teatro, il 29 aprile 1961 debuttò  Luciano Pavarotti, interpretando il ruolo di Rodolfo La bohème. Il teatro prende il nome dal grande attore di Reggio Romolo Valli morto in un incidente stradale a 59 anni. Il Teatro Valli è il classico teatro all’italiana: più di 1.000 posti divisi in una struttura a ferro di cavallo con quattro ordini di palchi ed un loggione. La bellezza del Valli colpisce già dall’esterno: ispirato al Grand Theatre di Bordeaux, la facciata principale ha un portico dorico, con dodici colonne. La vera meraviglia, però, è all’interno, da scoprire con una delle tante visitate guidate: dalla sala al palcoscenico passando per le Sale dell’Astrolampo e dei Pittori, passando per scale e corridoi normalmente chiusi al pubblico.

Orari di apertura e costo del biglietto del Teatro Valli

Orari ingresso: variabili. Di solito 4-5 visite al giorno per 2-3 giorni a settimana. Informarsi presso la biglietteria del teatro.

Costo del biglietto: visita guidata 5 euro.

La Collezione Maramotti

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Dove un tempo c’era la fabbrica di abbigliamento di Max Mara oggi c’è un grande spazio espositivo dedicato all’arte contemporanea: è la Collezione Maramotti, voluta da Achille Maramotti, il fondatore della casa di moda Max Mara. Più di 200 opere di arte contemporanea che coprono il periodo dal 1945 ad oggi includendo le principali tendenze artistiche italiane e internazionali della seconda metà del 1900.

La Collezione Maramotti
La Collezione Maramotti

Si tratta in gran parte di dipinti ma sono presenti anche sculture e installazioni delle tendenze degli anni ’50: gli informali,  la Pop art romana e opere di Arte Povera. A queste opere seguono la Transavanguardia italiana, tedesca e americana e un gruppo considerevole di opere della New Geometry americana degli anni Ottanta-Novanta. Ci sono anche opere del XXI secolo che però non fanno parte della collezione permanente ma sono esposte solo in occasione di mostre tematiche. Tra gli artisti presenti ricordiamo Francis Bacon, Jean-Michel Basquiat, Alberto Burri, Richmond Burton, Pier Paolo Calzolari, Giuseppe Capogrossi, Lucio Fontana, Jannis Kounellis, Piero Manzoni, Henry Moore, Mimmo Paladino, Claudio Parmiggiani, Michelangelo Pistoletto, Mario Schifano, Bill Viola. Della Collezione Maramotti fa parte una ricca biblioteca con circa 15.000 oggetti tra libri d’artista, monografie, saggi e cataloghi.

Orari di apertura e costo del biglietto per la Collezione Maramotti

Orari di apertura: giovedì e venerdì ore 15.00; sabato e domenica ore 10.30 e ore 15.00.
La visita alla collezione permanente è su prenotazione e riservata a un massimo di 25 visitatori per volta. Prenotazione qui: https://www.collezionemaramotti.org/it/prenotazione-online 

Costo del biglietto: gratis.

Chiuso: 1 e 6 gennaio, 25 aprile, 1° maggio, dall’1 al 25 agosto, 1° novembre, 25 e 26 dicembre.
Come arrivare: in via Fratelli Cervi a circa 2 km dal centro storico.
Minibù E, da Porta S. Pietro, direzione Park-Volo, fermata Park Volo.
Autobus n.2, da fermata RE-Stazione FS, direzione Sant’Ilario, fermata Pieve-Peep.

Le architetture di Calatrava

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Se c’è una caratteristica di Reggio e di tutta l’Emilia, questa è certamente la capacità di cambiare restando sempre sé stessa. Ed è in quest’ottica  che bisogna osservare le architettura di Santiago Calatrava che interrompono la piatta Pianura Padana emergendo come giganti bianchi. Sono 4 le opere che l’architetto spagnolo ha progettato per Reggio Emilia: ci sono i 3 ponti nella zona Nord della città lungo la strada che porta a Bagnolo. Qui un ponte centrale di 220 metri scavalca l’Autostrada in modo parallelo.

Le architetture di Calatrava
Le architetture di Calatrava

Ai lati, altri due ponti (Nord e Sud) posti in modo ad arco perpendicolare all’asse stradale, chiudono questa arteria di collegamento creando un paesaggio spettacolare, soprattutto di sera. L’opera certamente più conosciuta è la stazione Mediopadana della linea Alta Velocità. L’hanno vista tutti, anche chi non ha preso mai un treno per Reggio Emilia, in quanto corre parallela all’Autostrada A1. Anche questa avveniristica struttura risponde all’esigenza di “movimentare” la Pianura Padana: come ha dichiarato lo stesso Calatrava, “il paesaggio della Pianura Padana è sostanzialmente piatto e verde. Ogni tanto emergono alberi o un campanile che si stagliano su un cielo blu. Era necessario sviluppare degli elementi che dessero vita al luogo: archi, semiarchi, onde, in modo da creare dei segni distintivi sul territorio”. La stazione Mediopadana, infatti, disegna un’onda dinamica grazie alla ripetizione per venticinque volte di un modulo di circa 45 metri.

Il Museo di Storia della Psichiatria

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Nella zona di San Lazzaro, in un bellissimo parco tra studenti di Medicina e vecchietti in visita ambulatoriale, emerge un edificio che ha una storia lunga e triste: è il padiglione Lombroso dell’Ospedale Psichiatrico San Lazzaro. In queste stanze, dal 1891, sono stati ospiti migliaia di malati psichiatrici. Dal 2 marzo 1945 al 6 dicembre 1948 il padiglione ha ospitato anche il pittore Antonio Ligabue. Oggi il “Lombroso” è una straordinaria testimonianza dell’evoluzione della storia della psichiatria.

Il Museo di Storia della Psichiatria
Il Museo di Storia della Psichiatria

E anche se un po’ inquietante e certamente triste, è una delle cose di Reggio Emilia che meritano di essere viste. L’ospedale fu inaugurato nel 1891 come reparto per malati cronici tranquilli e intitolato al primo direttore del San Lazzaro, Antonio Galloni. Nel 1911 fu trasformato nella Sezione Lombroso per ospitare “pazzi criminali dimessi” e “detenuti alienati”. Questo spiega la presenza nel padiglione dei terribili strumenti di “cura” che la medicina ha usato per secoli nei confronti dei malati psichiatrici: camicie di forza, macchine per l’elettroshock, i famigerati “caschi del silenzio” e un apparecchio per il cosiddetto “bagno di luce”, che nelle intenzioni degli ideatori avrebbe dovuto produrre sui pazienti un effetto calmante. La visita permette di rivivere l’atmosfera terribile dell’ospedale, perché il recupero ha lasciato intatti i materiali, i colori, i letti, i mobili e gli strumenti originari, permettendo a tutti un terribile ma educativo viaggio nel tempo.

Orari di apertura e costo del biglietto per il Museo della Psichiatria

Orari di apertura: Sabato e domenica: 15:00 – 18.00.
Visita guidata gratuita alle ore 15.00 e 16.30.

Costo del biglietto: gratis, compresa la visita guidata.

Chiuso: 1 e 6 gennaio, 25 aprile, 1° maggio, dall’1 al 25 agosto, 1° novembre, 25 e 26 dicembre.
Come arrivare: Dalla Stazione FS l’autobus n° 2 (direzione Rubiera / Via Curie), scendere alla fermata Villa Marchi.
Con il Minibus E scendere al Parcheggio scambiatore Funakoshi e attraversare il complesso del San Lazzaro (circa 10 minuti a piedi).

La pietra di Bismantova

12C’è chi fa migliaia di chilometri per andare in Australia per visitare la Ayers Rock, la montagna sacra, ignorando che ci sia qualcosa di molto simile appena fuori Reggio Emilia. La Pietra di Bismantova, infatti, condivide con la roccia “più famosa” molte cose. Prima di tutto una storia di milioni di anni: la pietra di Bismantova, con il suo profilo a forma di nave, domina questo tratto dell’Appennino Tosco-Emiliano da circa 15 milioni di anni.

La pietra di Bismantova
La pietra di Bismantova

Secondo, la pietra è considerata sacra: lo stesso nome deriverebbe dall’etrusco man (pietra scolpita) e tae (altare per sacrifici). oppure dal celtico vis (vischio), men (luna) e tua, che rimanderebbe al culto lunare di raccolta del vischio. Non abbiamo certezza dell’origine, ma sappiamo che il primo a usare Bismantova fu Dante nel Purgatorio per paragonare il luogo in cui si trova a località famose per la loro altezza, come Bismantova. Alta più di un chilometro, la pietra ha una vegetazione molto variegata: sulla cima c’è un bosco di noccioli, mentre via via che si scende si incontrano querce, siepi e campi. La Pietra di Bismantova è famosa anche per la fioritura di orchidee. Ovviamente c’è una ricchissima fauna selvatica. Per visitare la pietra ci sono 7 percorsi di diversa difficoltà. Per chi non ha molto allenamento, consigliamo i percorsi 1 e 2 su strada asfaltata e con vista costante sulla pietra.

Orari di apertura e costo del biglietto la Pietra di Bismantova

Orari: sempre accessibile. Preferibile l’escursione in primavera e autunno per evitare caldo eccessivo e neve.

Costo biglietto: gratis.

Come arrivare: la Pietra di Bismantova si trova nel comune di Castelnovo ne’ Monti a circa 40 km da Reggio Emilia.

Cosa mangiare a Reggio Emilia

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Come per la vicina Modena il cibo di Reggio Emilia rappresenta una delle motivazioni principali per cui si decide di visitare la città emiliana. Gli ingredienti sono sempre quelli genuini e consistenti della cucina emiliana: carne soprattutto di maiale, Parmigiano Reggiano, paste fresche. Partiamo quindi dall’Erbazzone, forse il piatto più conosciuto di Reggio: torta salata di pasta sfoglia farcita con un ripieno di verdure e Parmigiano.

Cosa mangiare a Reggio Emilia
Cosa mangiare a Reggio Emilia

Abbastanza simili sono le Chizze, di origine ebraica: la stessa pasta dello gnocco fritto ripiegata a tortello e farcita con Parmigiano filante. Tra gli antipasti, “il” gnocco fritto da servire con salumi e formaggi. Tra i primi, anche a Reggio troviamo l’ennesima variante della tipica pasta fresca emiliana che assume forme e nomi diversi tra Bologna, Parma, Modena e Reggio. Qui trionfano soprattutto i cappelletti da gustare i brodo e i tortelli verdi con ripieno di spinaci e bietole. Una pasta più povera e contadina è la “Rasa” in brodo, fatta con un impasto di uova, Parmigiano Reggiano e pan grattato grattugiato con una grattugia direttamente nel brodo. Tra i secondi, come dicevamo, regna il bollito di maiale (zampetto, cotechino, zampone) accompagnati da salsa verde (sedano, carote, uova sode, cipolla, aglio e prezzemolo). Il coniglio alla reggiana con cipolle, vino bianco e concentrato di pomodoro unisce con un ipotetico filo Reggio Emilia e Ischia, di cui è uno dei piatti tipici. Impossibile dimenticare che Reggio è terra di due prodotti straordinari: il Parmigiano Reggiano che prende il nome dalla città è l’Aceto Balsamico IGP e DOP, storico condimento che ritroviamo in molti piatti locali. Il vino che regna sulla tavola è il Lambrusco, in tutte le varianti locali. Tra i dolci trionfa la torta di riso, il Sugo d’Uva fatto con mosto e farina fatti bollire e lo zabaglione, inventato per caso dalle truppe francesi nel 1560 durante l’assedio del vicino borgo di Scandiano.

Hotel a Reggio Emilia

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