Il borgo e il Castello di Montebello

Il borgo e il Castello di Montebello in Emilia-Romagna: la rocca con la leggenda di Azzurrina, le chiese, cosa mangiare e altre informazioni utili per visitare il paese in provincia di Rimini.

Il borgo e il Castello di Montebello
Il borgo e il Castello di Montebello

Il Castello di Montebello con il piccolo borgo che lo circonda sono saliti alla fama nazionale soprattutto per la leggenda di Azzurrina, il fantasma di una bambina albina che vivrebbe nel Castello. Siamo in provincia di Rimini, a pochi chilometri dalla costa romagnola, nello scenario della Valmarecchia. Il comune è quello di Poggio Torriana di cui è Montebello è una frazione, ma è il Castello la vera attrazione del luogo. La storia di Azzurrina è antica, triste, e si trasmette da secoli tra generazioni del borgo. Ma è solo da quando è arrivata nelle trasmissioni televisive che trattano di misteri e leggende che il Castello è diventato famoso ed è stato invaso da frotte di turisti in cerca di un brivido. Peccato che molti se ne vadano delusi senza neanche ammirare come si dovrebbe questo castello, che ha una lunga storia da raccontare, come il borghetto che lo circonda e tutto quello che i dintorni offrono e che noi vi raccontiamo in questa pagina. 

In giro per il Borgo di Montebello

Il borgo di Montebello
Il borgo di Montebello

Montebello domina la Valmarecchia in una spettacolare posizione panoramica. I romani nel III secolo avevano già capito che questo luogo a 500 metri sul livello del mare era praticamente inattaccabile, quindi vi costruirono una fortezza a difesa della Romagna. Il nome Montebello, quindi, non sta a indicare la bellezza del luogo ma viene da Mons Belli, Monte della Guerra. Si accede al borgo fortificato da una porta e subito tutto appare per quel che è: un piccolo mondo antico composto da case basse, una torre di difesa, qualche bottega e negozietto, la chiesa di San Pietro Apostolo e poi il Castello, meta di tutti i visitatori.

La Torre Civica di Montebello
La Torre Civica di Montebello

Il Castello di Montebello

La Pieve e il Castello di Montebello
La Pieve e il Castello di Montebello

Dove i romani costruirono una postazione di difesa composta da una semplice torre a pianta quadrata, i Malatesta costruirono invece una vera fortezza. Siamo nel 1186 quando il castello viene venduto da Ugolinuccio di Maltalone a Giovanni Malatesta. I Montefeltro, storici nemici, erano vicinissimi quindi la torre viene trasformata in una vera fortezza. Persa dai Malatesta nel 1393 e riconquistata nel 1438 da Sigismondo Pandolfo Malatesta, con la sconfitta definitiva della famiglia passa allo Stato Pontificio e da questi ai conti Guidi di Bagno.

Questa famiglia è ancora oggi proprietaria della Rocca e nel corso dei secoli ne trasformato gran parte in una dimora nobiliare. Ristrutturato, curato e abbellito, dal 1989 il Castello è un museo ed è considerato Patrimonio Nazionale per il suo alto valore storico. L’antica pieve del castello ha svolto la funzione di armeria e oggi ospita una rivendita di miele, prodotto tipico di Montebello. Nel Castello si possono ammirare gli arredi storici tra cui alcuni pezzi davvero inquietanti.

Uno di questo è una cassapanca islamica con una tavola che raffigura una donna legata mentre sta per partorire. Portata in Italia nell’anno 1000 come bottino delle crociate, la cassapanca in realtà racconta un metodo di controllo delle nascite usato in una tribù locale.

Superato il numero di bambini ritenuto accettabile, al momento di partorire le donne incinte venivano legate e morivano tra atroci sofferenze insieme al feto. La leggenda vuole che in quella stanza ci sia un’atmosfera molto particolare e molte persone si sentono male ancora prima di aver saputo la vera funzione della cassapanca.

La leggenda di Azzurrina

L'interno del castello di Azzurrina
L'interno del castello di Azzurrina

Guendalina era figlia di Ugolinuccio o Uguccione, feudatario del Castello di Montebello. La bambina era albina e viveva segregata in casa, perché allora i capelli bianchi erano considerati segno del demonio. La madre aveva anche provato a tingerli ma i capelli non trattennero il colore, assumendo una colorazione azzurrina, da qui il soprannome della bimba. Il 21 giugno del 1375, mentre giocava con una palla di pezza, la bambina si avventurò lungo le scale che portano al nevaio per non tornare mai più. Secondo una leggenda che dura nei secoli, ogni 5 anni, il 21 giugno Guendalina fa ritorno al Castello gridando “mamma” e strazianti urla di dolore. Puntualmente cacciatori di fantasmi e studiosi di parapsicologia effettuano registrazioni che si possono ascoltare alla fine della visita guidata.

Informazioni per la visita al Castello di Montebello

Le visite al Castello sono sempre guidate. Non è prevista visita libera.

Orario Estivo

Dal 1 Giugno al 17 Settembre

Diurno:
Tutti i giorni escluso il Lunedì dalle 14:30 alle 19:00
La Biglietteria chiude mezz’ora prima della chiusura del Castello (18:30)
Nel mese di Agosto è aperto anche il Lunedì 7, 14, 21, 28
Notturno (apertura biglietteria dalle 21:30 alle 23):

Dal 1 Giugno al 18 Giugno / dal 4 Settembre al 17 Settembre
Venerdì, Sabato e Domenica
Un ingresso alle 22.30 e uno alle 23.00
Dal 20 Giugno al 2 Settembre
Tutti i giorni escluso il Lunedì ( Agosto anche il Lunedì 7, 14, 21, 28 )
Un ingresso alle 22.30 e uno alle 23.00
Se il numero di visitatori è eccessivo si prolunga l’orario

Orario Invernale

Dal 18 settembre al 31 Maggio

Diurno:
Sabato, Domenica e festivi dalle 14:30 alle 18:00 ad esclusione del 25 Dicembre
La biglietteria chiude mezz’ora prima della chiusura del Castello (17:30)

Notturno (apertura biglietteria dalle 21:30 alle 23) :
Sabato sera un ingresso alle 22:30 e uno alle 23:00.

Costo del biglietto

Biglietto individuale diurno 8.00 €
Bambini da 0 a 5 anni Gratis

Biglietto individuale notturno 9.00 €
Bambini da 0 a 5 anni Gratis

I borghi di Poggio Berni e Torriano

La Rocca di Torriana

Fino a qualche anno fa erano due comuni diversi: Poggio Berni e Torriana, oggi unica cittadina di cui Montebello è una frazione. I due comuni non hanno molto da offrire: a Poggio Berni merita uno sguardo Palazzo Marcosanti, che è stato per secoli il luogo dove si sposavano i rampolli delle nobili famiglie dei Malatesta, Montefeltro e Gonzaga. Oggi il palazzo è un lussuoso agriturismo. A Torriana, invece, spicca la Rocca anch’essa in via di ristrutturazione. Qui risuona la storia di Paolo e Francesca come nella vicina Gradara. Secondo la leggenda, nelle segrete di questo castello fu ucciso (dai figli di suo fratello Paolo) Gianciotto Malatesta che pochi anni prima aveva fatto uccidere Paolo, amante di Francesca.

La Valmarecchia e i mulini

Non dimenticate poi che siamo in Valmarecchia, lungo il corso di questo fiume che nel corso dei secoli ha alimentato molti mulini, alcuni dei quali ancora visitabili. Merita una visita il Museo Mulino Sapignoli in cui si può visitare la sala delle macine e l’abitazione con i ricordi del vecchio mugnaio. Soprattutto in primavera e autunno vale la pena farsi un giro lungo le sponde del Marecchia dove si può passeggiare, andare in bici e pescare.

Cosa mangiare a Montebello

La Romagna è a pochi chilometri, con tutto il suo corteo di paste fresche, piadine, salumi, vino. Nella zona di Montebello il prodotto principe è il miele: le api trovano in questo ambiente incontaminato il luogo ideale e grazie alla cura di apicultori esperti. Insieme al miele ci sono tutte le produzioni correlate come il polline, il propoli e la pappa reale. Ravioli, tagliolini, tagliatelle e tutte le paste fresche dominano tra i primi. Tra i secondi dobbiamo ricordare i salumi di carne di Mora Romagnola (un’antica razza suina) Tra i vini ricordiamo l’ormai mitico Sangiovesee tra i bianchi il Pagadebit e l’Albana che faceva impazzire Federico Barbarossa.

I dintorni di Montebello

Se avete ancora un po’ di tempo nei dintorni di Montebello consigliamo una visita ai borghi di BrisighellaSan Leo, Gradara, a San Marino e Ravenna.