10 cose da fare e vedere a Rimini

Le 10 cose da fare e vedere a Rimini durante una vacanza o un week end.

Rimini
Rimini
Rimini non è solo una città ma un intero immaginario collettivo. Cartoline, film, canzoni, tramandano da decenni il sogno di questo luogo diventato nel mondo sinonimo di mare, estate e divertimento. Eppure, dietro la reputazione di città da visitare solo per le vacanze, Rimini ha un’anima che accontenta anche il viaggiatore in cerca di arte, monumenti e testimonianze storiche. Per scoprire questo lato nascosto di Rimini basta percorrere la strada principale della città romagnola, Corso d’Augusto. Si parte dall’Arco di Augusto, il più importante del nord Italia, segno evidente della grandezza della Rimini colonia di Roma. Poco più avanti Piazza Tre Martiri, l’antico foro romano, dove Giulio Cesare parlò dopo aver superato il Rubicone. Lì vicino il Tempio Malatestiano, il Duomo con il Crocifisso di Giotto e affreschi di Piero della Francesca. Continuando sul corso si arriva a Piazza Cavour e al centro storico, ricco di monumenti e di zone della movida fino a giungere alla “Domus del Chirurgo”, straordinario lascito della Rimini romana insieme al vicino Ponte di Tiberio. Oltre il ponte il Borgo San Giuliano, il luogo più pittoresco e autentico di Rimini, dove si respirano ancora le atmosfere di Fellini, maestro nato in questa città che ha contribuito più di tutti a far conoscere una Rimini diversa da quella che tutti immaginano. E che vale la pena di scoprire. Ecco quindi le 10 cose da fare e vedere assolutamente a Rimini.

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Il Tempio Malatestiano (Duomo)

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Partiamo dal nome: Tempio Malatestiano, che potrebbe far pensare a un monumento che con la religione cattolica non c’entra nulla. Invece è una chiesa, dedicata a Santa Colomba nonché Duomo di Rimini. La definizione di Tempio deriva dalle sue forme classiche mentre malatestiano perché fu voluto da Sigismondo Pandolfo Malatesta, Signore di Rimini dal 1432 al 1462.

Il Tempio Malatestiano (Duomo)
Il Tempio Malatestiano (Duomo)

Per sostituire la pre-esistente chiesa di San Francesco, Sigismondo chiamò il più illustre architetto del Rinascimento: Leon Battista Alberti che si ispirò per la facciata all’arco di trionfo romano. Usò marmi proveniente dall’Arco di Augusto (vedi punto 2) e sul basamento in pietra d’Istria fece inserire delle ghirlande con i simboli malatestiani: l’elefante, la “I” e la “S” intrecciate (sigla di Sigismondo e Isotta, sua moglie), la doppia fascia a scacchi e il fiore di Isotta. Prima di entrare, visitate il lato destro con sette arcate che ospitano i sarcofagi dei personaggi più illustri della corte di Sigismondo. L’interno invece è gotico con una sola navata con sei cappelle laterali. Meritano una visita “La Cappella dei Pianeti” con la più antica immagine di Rimini e “La Cappella degli antenati” con “L’Arca degli antenati e dei discendenti” scolpita da Agostino di Duccio. Qui sono ospitate le spoglie degli antenati dei Malatesta. Le opere principali del Duomo sono il crocifisso di Giotto del 1312 e un affresco di Piero della Francesca in cui è raffigurato Sigismondo inginocchiato ai piedi di San Sigismondo.

Orari di apertura e costo del biglietto del Tempio Malatestiano

Dal lunedì al venerdì: 8,30 – 12,00   15,30 – 18,30
SABATO: 8,30 – 12,30   15,30 – 19,00
DOMENICA: 9,00 – 12,30   15,30 – 18,30
Costo del biglietto: gratis

L'Arco di Augusto e Piazza Tre Martiri

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Dal Tempio Malatestiano in 1 minuto si arriva a Piazza dei Tre martiri, l’antico foro romano della città. Dalla fondazione di Ariminum, nel 268 a.C, la piazza ha sempre svolto il ruolo di centro politico e commerciale di Rimini. La statua di Giulio Cesare ci ricorda che un tempo questo spazio era dedicato a lui. Un cippo messo nel 1.500 ricorda che proprio qui l’imperatore avrebbe rivolto un discorso alle sue legioni dopo il passaggio del Rubicone e aver pronunciato il famoso “il dado è tratto“.

L'Arco di Augusto e Piazza Tre Martiri
L’Arco di Augusto e Piazza Tre Martiri

Oggi la piazza è dedicata ai tre giovani partigiani (Mario Capelli, Luigi Nicolò e Adelio Pagliarani) impiccati dai nazisti il 16 agosto 1944. Il luogo dell’impiccagione è ricordato da una lastra di marmo obliqua sulla piazza e si trova a pochi metri dal Tempietto dedicato a Sant’Antonio da Padova. Il monumento più fotografato della piazza è la Torre dell’Orologio costruita nel 1547 con un quadrante con calendario, movimenti zodiacali e fasi lunari. Piazza Tre Martiri è, insieme a Piazza Cavour, il centro della vita cittadina di Rimini e punto di passaggio obbligato di ogni visita in città. Dalla piazza si intravede l’Arco di Augusto, il più antico conservato nell’Italia settentrionale. Costruito nel 27 a.C come porta monumentale, da qui entrava in città che arrivava dalla Flaminia. Sul tetto doveva essere posta una statua dell’imperatore a cavallo o su di una quadriga. Da notare i tondi con Giove ed Apollo rivolti verso Roma e, dall’altro lato, Nettuno e la dea Roma. Una curiosità: l’arco era talmente ampio da non permettere di inserirci delle porte. Questa grandezza voleva simboleggiare che con Augusto Rimini non aveva nulla da temere.

Piazza Cavour e il centro storico

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Percorrendo il Corso d’Augusto si incontra Piazza Cavour, la più importante piazza di Rimini, luogo di incontro di cittadini e turisti. La “Fontana della Pigna” è un punto di riferimento certo per darsi un appuntamento in questa piazza affollata in ogni periodo dell’anno grazie al richiamo di bar e ristoranti. La fontana, in origine, aveva alla sommità una statua di San Paolo, sostituita dalla pigna nel 1809. Fino al 1912 è stata l’unica fonte d’acqua potabile nel centro di Rimini. L’armonia della forma e dei giochi d’acqua affascinò anche Leonardo da Vinci, come ricorda l’iscrizione. Accanto alla fontana il Monumento a Paolo IV e di fronte il Palazzo dell’Arengo, massima espressione dell’architettura civile medievale a Rimini. Nel palazzo si riuniva il consiglio del popolo riminese e nel loggiato a livello stradale c’era la “Pietra dello scandalo”, dove i debitori dovevano battere tre volte il sedere dopo il loro fallimento! Accanto c’è il Palazzo del Podestà del 1300: nell’arco centrale penzolava la corda per le impiccagioni. Accanto c’è il bellissimo Teatro Comunale in stile neoclassico, inaugurato da Giuseppe Verdi nel 1857. Dalla piazza si accede alla Pescheria Vecchia, uno dei luoghi più caratteristici di Rimini: sotto gli archi e sui banchi di marmo si vendeva il pesce.

Piazza Cavour e il centro storico

Subito dopo c’è la “Piazzetta delle poveracce”, le vongole in dialetto, perché qui si vendevano insieme al pesce di valore inferiore che non era ammesso nella Pescheria. Oggi questa zona è è il centro della movida riminese con un numero infinito di locali, ristorantini, bar e birrerie. Da non perdere una visita alla Libreria Riminese, una delle più antiche della città.

La Domus del Chirurgo

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Nel 1989, durante dei lavori stradali in Piazza Ferrari, una scavatrice andò per sbaglio troppo a fondo. Fu immenso lo stupore degli esperti arrivati sul posto quando cominciarono a comparire le mura di un edificio romano, poi dei mosaici, poi monete e strumenti medici.

La Domus del Chirurgo
La Domus del Chirurgo

Era stata appena scoperta quella che poi sarà chiamata la “Domus del chirurgo”, la casa del chirurgo. In realtà si tratta di un complesso di origine romana che nel corso dei secoli è stato usato anche come orto, chiesa, cimitero, come dimostrano le 30 tombe con scheletri ancora visibili. La struttura più bella è la villa abitata fino al II secolo d.C da un certo Eutyches (Eutiche) un medico militare di origine greca che doveva averne viste di tutte i colori. La sua collezione di 150 strumenti chirurgici, infatti, era specializzata nelle ferite e i traumi da guerra, compreso un rarissimo Cucchiaio di Diocle, che serviva per estrarre le punte di freccia conficcate nel corpo. Nella villa sono ancora perfettamente visibili i bellissimi mosaici, tra cui quello di Orfeo nello “studio medico” del chirurgo di Rimini. Grazie a delle passerelle che camminano sopra i mosaici e le fondamenta del complesso è possibile ripercorre l’architettura e la storia di questa abitazione. Per completare la visita è fondamentale visitare il Museo della Città di Rimini (vedi punto 5) dove sono ospitati gli strumenti e altri reperti e dove è possibile ammirare la ricostruzione in scala originale degli ambienti della domus.

Orari di apertura e costo del biglietto della Domus del chirurgo e Museo della Città

Dal 13 giugno al 31 agosto
Lunedì chiuso (se non festivo)
dal martedì al sabato ore 10-19
domenica e festivi ore 10-13 e 16-19
mercoledì anche 21-23

ORARIO INVERNALE
Lunedì chiuso (se non festivo)
dal martedì al sabato ore 9: 30 – 13 e 16-19
domenica e festivi ore 10-19

Costo del biglietto: 7 euro

Il Museo della Città

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A pochi passi dalla “Domus del Chirurgo” c’è il Museo della Città di Rimini. Ospitato in un ex-convento dei Padri Gesuiti ed ex-Ospedale Civile, il museo raccoglie reperti e opere recuperata da chiese ed edifici cittadini. Le due collezioni principali sono quella archeologica e la pinacoteca con opere del ‘300. La raccolta archeologica inizia già nel giardino d’ingresso con le lapidi recuperate dalle varie necropoli sparse intorno a Rimini e prosegue con i reperti della Domus (vedi punto 4). La pinacoteca anche se meno conosciuta di quelle di altre città italiane conserva molti capolavori dell’arte italiana. Molto ricca la sezione con le opere del ‘300 di scuola riminese, fortemente influenzata dall’arrivo in città, nel 1303, del maestro Giotto. Fra i capolavori esposti nel Museo c’è un Crocifisso di Giovanni da Rimini, il polittico con “Crocifissione e i santi Damiano, Cosma, Caterina e Barbara” e un prezioso polittico di Giuliano da Rimini. Magnifico il Giudizio Universale, un affresco attribuito a Giovanni da Rimini proveniente dalla chiesa di San Giovanni Evangelista (S. Agostino). Nelle sale Malatestiane sono raccolte le opere che la potente famiglia riminese commissionò a grandi artisti come Giovanni Bellini, Domenico Ghirlandaio, Agostino di Duccio, Pisanello e Matteo de’ Pasti, Guido Cagnacci, il Centino e il Guercino. Molto bella la sezione dedicata all’artista riminese René Gruau. Famosissimo illustratore di moda ha lavorato per le più importanti riviste del mondo (Vogue, Marie Claire) e per le case di moda più esclusive (Dior, Biagiotti, Balenciaga). Fu lui a disegnare la locandina per “La dolce vita” di Fellini.

Orari di apertura e costo del biglietto del Museo della Città e Domus

Dal 13 giugno al 31 agosto
Lunedì chiuso (se non festivo)
dal martedì al sabato ore 10-19
domenica e festivi ore 10-13 e 16-19
mercoledì anche 21-23

ORARIO INVERNALE
Lunedì chiuso (se non festivo)
dal martedì al sabato ore 9: 30 – 13 e 16-19
domenica e festivi ore 10-19

Costo del biglietto: 7 euro

Il Ponte di Tiberio

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Ci hanno provato le ripetute piene del fiume Marecchia, i nazisti e prima di loro i bizantini a buttare giù il Ponte di Tiberio, ma le cinque arcate non si sono smosse di un centimetro. Costruito nel 14 a.C per volontà dell’imperatore Augusto, fu terminato nel 21. a.C da Tiberio, da cui prende il nome.

Il Ponte di Tiberio

Da 2.000 anni il ponte segna inizio di due strade storiche dell’Impero romano: la Emilia verso Piacenza e la Popilia verso Aquileia. Costruito interamente in pietra d’Istria, il ponte è un piccolo gioiello di architettura e funzionalità: i piloni hanno degli speroni verticali utili per ridurre la forza d’urto dell’acqua e la struttura del ponte poggia su un sistema di pali di legno perfettamente isolati dall’acqua. Questa sua resistenza ha fatto nascere diverse leggende sul ponte, compresa quella che vuole che lo ritiene un “ponte del  diavolo” costruito in un’intera notte in cambio dell’anima del primo che ci sarebbe passato sopra. Quando Tiberio non rispettò il patto, il diavolo cerco di buttarlo giù a calci: le sue impronte caprine sono visibili sulla balaustra del ponte. Per ammirarlo meglio (ci passano le auto) consigliamo di scendere nella nuovissima “Piazza sull’acqua”, un parco ai piedi delle arcate dove passeggiare e rilassarsi e scoprire la storia del ponte con il percorso archeologico “Le pietre raccontano”.

Borgo San Giuliano

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Superato il Ponte di Tiberio Rimini cambia volto: l’atmosfera cittadina lascia spazio a quella di un borgo di mare, con case basse e colorate, vicoli, panni stesi ad asciugare e piccole osterie tipiche. Siamo in San Giuliano, un borgo di pescatori che dall’anno 1.000 abitano in queste case a ridosso del fiume Marecchia. Arrivando dal mare, potevano “parcheggiare” le loro barche direttamente sotto casa.

Borgo San Giuliano
Borgo San Giuliano

Dopo aver rischiato l’abbattimento negli anni ’90, borgo san Giuliano oggi è uno dei ritrovi della movida riminese, anche se diversa da quella del lungomare. Nel borgo si dà appuntamento chi cerca un aperitivo in un’atmosfera rilassata e più autentica o una cena a lume di candela nei ristoranti con pochi posti. La storia del borgo è indivisibile da quella di Federico Fellini che amava molto questo luogo e i suoi personaggi, riproposti poi nei film, in particolare in Amarcord. Il borgo ha reso omaggio al maestro con una serie di murales che ritraggono situazioni e citazioni dalle sue pellicole: c’è Scureza, c’è la tabachera, ci sono Benigni e Villaggio, Mastroianni e la Ekberg oltre ai murales dedicati ai personaggi storici del borgo. Se passate da Rimini la prima settimana di settembre degli anni pari (2020-22), non perdetevi la Festa de’ Borg un evento che si svolge nel Borgo San Giuliano con cibo di strada, spettacoli e racconti della storia del borgo.

I luoghi di Federico Fellini

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Rimini e Fellini, un binomio indissolubile. Molti dei luoghi a cui il regista era molto legato sono ancora attivi e visitabili. Del borgo San Giuliano che lo abbiamo già parlato al punto 4 ma mancano all’appello due posti bellissimi: il Cinema Fulgor e il Grand Hotel sul Lungomare.

Il cinema Fulgor e il Grand Hotel
Il cinema Fulgor e il Grand Hotel

Nella palazzina Liberty di Corso d’Augusto Fellini vide i primi film, pagandosi l’ingresso disegnando locandine promozionali per l’allora proprietario. Qui si formò tutto il suo immaginario che riverserà poi nei film: guardò il primo film sulle ginocchia del padre e si innamorò di Gradisca, il personaggio femminile che porterà in Amarcord. Chiuso per 20 anni, nel 2018 il Cinema Fulgor ha riaperto con una nuova scenografia realizzata dal più volte premio Oscar Dante Ferretti. Sembra di essere sul set di un film anni ’40 e ’50, l’epoca tanto amata da Fellini. Il Grand Hotel sul Lungomare aveva sempre una camera riservata per Fellini che viveva a Roma ma tornava spesso a Rimini. Da piccolo Fellini era affascinato da questo edificio maestoso in stile Liberty e vi si riferì per alcune delle scene del film Amarcord. Ai piedi dell’hotel c’è il Parco Fellini. Per godersi l’hotel per qualche minuto non è necessario prenotare una sua costosissima camera: si può anche semplicemente fare un aperitivo in terrazza! Sulla destra del Parco Federico Fellini, troviamo la Fellinia, una gigantesca macchina fotografica superfotografata dai turisti. Per i veri appassionati del maestro da non perdere una visita alla Fondazione Federico Fellini, in Via Gambalunga 27.

I luoghi del divertimento

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Siamo a Rimini, una delle capitali mondiali del divertimento estivo, in cui non c’è che l’imbarazzo. Partiamo dalle famiglie che possono regalarsi qualche ora con i più piccoli all’“Italia in miniatura” o in uno dei 16 parchi tematici della Riviera Romagnola, tra cui Mirabilandia e Aquafan. Per i più giovani il divertimento serale si concentra a sul lungomare, il porto e Marina Centro. All’ombra della ruota panoramica vista mare si snoda un percorso chilometrico fatto di bar, ristoranti, locali di tendenza, posti dove ascoltare musica e così via, in un’offerta che non finisce mai. Alcuni locali fanno ormai parte del mito: l’Altromondo Studios che stupisce dal 1967 con le spettacolari scenografie futuristiche; il Coconut, con le sue quattro piste da ballo e la sua atmosfera alla moda; il Carnaby, nato negli anni ’60 come pub inglese e trasformato successivamente in discoteca. Tra quelli più spettacolari, da non perdere il Bounty arredato come un antico vascello del ’700 e il Rock Island a strapiombo sul mare di Rimini.

Cosa mangiare a Rimini

10Siamo in Romagna, nel cuore di una delle più importanti tradizioni gastronomiche italiane. In ogni momento della giornata è sempre disponibile una piadina (farina, acqua, sale e strutto) farcita con il formaggio Squacquerone Dop e i salumi locali, in particolare quelli di maiale Mora romagnola. Si trovano nei tanti chioschi in tutta Rimini anche se il consiglio è di provare quelle “dalla Lella” e alla “Casina del bosco“. Ma non limitatevi alle pur buonissime “piade” ed esplorate la ricchezza della cucina locale. Tutto l’anno, ma soprattutto quando fa freddo e a Natale, i cappelletti (ricotta, formaggio, uova o aromi) in brodo o al ragù sono il piatto della festa. sono il piatto tipo farina, sale, acqua e strutto. La Romagna ha una grande tradizione di pasta fresca e le “sfogline” locali tirano fuori altre prelibatezze come passatelli, tagliatelle, lasagne da fare con sughi di carne, pesce o in brodo. La grigliata di pesce o la frittura di pesce sono sempre presenti nei menu locali ma bisogna fare attenzione che sia prodotto dell’Adriatico perché a Rimini d’estate c’è troppa gente e il surgelato abbonda. Per essere sicuri di gustare pesce locale, bisogna chiedere dei sardoncini (anche in piadina) o un brodetto, ricetta antichissima che i pescatori mangiavano sulle barche. Da provare, spingendosi anche nei borghi intorno a Rimini, il coniglio in porchetta, prelibato piatto che unisce coniglio, pancetta e un misto di erbe aromatiche. Non ci sono dolci molto rinomati mentre si beve benissimo: Sangiovese, Albana bianco, Pagadebit, Trebbiano e Colli di Rimini.

I dintorni di Rimini

Alle spalle di Rimini ci sono colline, valli e borghi che per bellezza della natura non hanno nulla da invidiare a quelle più famose di Toscana e Umbria.

Piazza della Libertà e Palazzo Comunale di San Marino
Piazza della Libertà e Palazzo Comunale di San Marino

Quindi, se siete stanchi di mare e divertimento e avete un po’ di tempo, potete inoltrarvi e visitare Montebello, il borgo-castello legato alla triste vicenda di Azzurrina. Montebello è un piccolo mondo antico composto da case basse, una torre di difesa, qualche bottega e negozietto, la chiesa di San Pietro Apostolo e poi il Castello, meta di tutti i visitatori. Non molto distante c’è uno dei borghi più belli d’Italia: San Leo. Due chiese, una piazza, una fortezza e uno sperone roccioso a 600 metri sul livello del mare, rendono questo borgo un luogo fuori dal tempo. Un po’ più distante c’è San Marino, la Repubblica più antica del mondo ideale anche per un po’ di shopping meno costoso.

Hotel a Rimini

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