10 cose da fare e vedere a Piacenza

Una guida completa e dettagliata alle 10 cose da fare e vedere a Piacenza

Piacenza Piazza Cavalli
Piazza Cavalli

Piacenza è terra di passo, scriveva Leonardo da Vinci nel suo Codice Atlantico. In effetti da qui ne sono passati di pellegrini, Papi, principi, avventurieri e poeti, santi e templari. Ma fu solo con i Farnese, nel 1500, che questa antica colonia romana vicina al Po divenne la città ricca, potente e bella che ancora oggi possiamo ammirare. Bastano poche ore per innamorarsi di Piacenza e anche al viaggiatore più distratto salteranno agli occhi gli affreschi del Guercino nella cupola della Cattedrale e quelli del Pordenone in Santa Maria di Campagna. Il Tondo del Botticelli e il fegato etrusco da soli giustificano la visita al Palazzo Farnese e ai suoi Musei Civici, così come l’Ecce Homo di Antonello da Messina è un ottimo motivo per visitare la Galleria Alberoni. Le opere della Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi dimostrano quanto può fare l’amore di un unico uomo per l’arte: Boccioni, Mancini, Fattori sono solo alcuni degli artisti esposti. Piacenza si raggiunge facilmente e si visita in un week end: in bassa stagione si trova alloggio a prezzi accettabili e si mangia divinamente. Del resto, siamo in Emilia ma già un po’ in Lombardia e Piemonte, e questo si sente a tavola, nel clima e anche nei colori. Insomma, una bella metà italiana di cui vi invitiamo a scoprire le 10 cose da fare e vedere assolutamente durante un week end o una vacanza. 

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Piazza Cavalli a Piacenza

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Piazza Cavalli è il cuore di Piacenza: è obbligatorio passare di qui anche se si resta in città solo per qualche ora. Prende il nome dai due cavalli in bronzo che rappresentano Alessandro Farnese e suo figlio Ranuccio. I cavalli furono fusi dallo scultore toscano Francesco Mochi intorno al 1612 per volontà di Ranuccio che voleva ricordare suo padre e anche aggraziarsi i favori dei piacentini che non l’amavano molto.

Piazza Cavalli a Piacenza
Piazza Cavalli a Piacenza

La statua di Ranuccio guarda a destra, verso il Palazzo Gotico ed è raffigurato in costume romano mentre della statua del padre Alessandro colpisce lo straordinario dinamismo rappresentato dal mantello e dalla gualdrappa gonfiati dal vento. Sui basamenti in marmo bianco di Carrara ci sono i bassorilievi in bronzo con le Allegorie della pace e del Buon Governo (Ranuccio) e l’incontro ad Anversa tra Alessandro e gli ambasciatori inglesi. L’altro simbolo della piazza è il Palazzo Gotico, con la base in marmo rosso di Verona e la parte alta in cotto. Fu voluto nel 1281 dal signore di Piacenza Alberto Scoto, capo dei mercanti, come luogo del potere politico. Ha la struttura tipica dei palazzo del comune del Nord Italia: il porticato basso per le adunanze popolari, la balconata da cui parlava il potere, le grande finestre per dare luce all’unico salone superiore dove si riunivano le assemblee politiche. Nel corso dei secoli il palazzo è stato usato come magazzino e teatro. Qui nel 1351 fu ospitato Petrarca.

Il Duomo di Piacenza

2Non è facile dare un’età al Duomo di Piacenza. Sorge, probabilmente, dove un tempo c’era la chiesa dedicata a Santa Giustina e prende le forme attuali intorno al 1122. L’esterno colpisce per il doppio colore della facciata: marmo rosa fino all’altezza dei tre portali con colonne; in pietra arenaria la parte in alto.

Il Duomo di Piacenza
Il Duomo di Piacenza

Sul lato sinistro della facciata si innalza la torre campanaria di 72,5 metri con in cima la statua dell’angelo segnavento che i piacentini chiamano “Angil dal Dom“. Sotto la cella della campana c’è una gabbia, presente anche in altre città del Nord Italia, che veniva usata come minaccia e prigione per chi non rispettava le leggi. L’interno della cattedrale è a tre navate a croce latina. Da non perdere il fonte battesimale del V secolo e la cripta medievale, la parte più antica della chiesa con 108 colonnette e l’altare maggiore dedicato a Santa Giustina con le reliquie. Alzando lo sguardo si scorge la meraviglia della cupola del Guercino che la completò tra il 1626 e il 1627. Il modo migliore per visitarla è comprare un biglietto per la sola salita o cumulativo con il Museo Kronos. Il museo è disposto su tre livelli: nel primo si ammira l’esposizione permanente con il trittico trecentesco di Serafino De’ Serafinico, il San Gerolamo e l’angelo di Guido Reni, la Morte di San Francesco Saverio di Robert De Longe, sculture e oggetti della liturgia. Al secondo livello c’è un’esposizione dedicata alle reliquie ma è al terzo che consigliamo di prestare più attenzione: qui è conservato il Libro del Maestro (o Codice 65), un misterioso volume medievale del 1100 che contiene nozioni di astronomia e astrologia, cicli lunari e agricoltura, consigli su come combattere le malattie, tutto riccamente spiegato grazie e splendide miniature. Molto bella la sala multimediale con un racconto della storia del libro e schermi per sfogliarlo ad alta risoluzione. Dal terzo livello inizia la salita verso la cupola e il campanile: scalette, strettoie, balconi, aprono meravigliose viste sia verso l’opera del Guercino (Profeti, Infanzia di Gesù, Annuncio, Adorazione, Presentazione al tempio e Fuga in Egitto) sia verso i tetti di Piacenza. Unico l’ingresso nella “camera segreta” del campanile dove sono nascosti i meccanismi che fanno funzionare l’orologio.

Orari di apertura e costo del biglietto del Museo

Orari d’apertura Cattedrale
Feriali e festivi: 
7.30-12.30 e 15.30-19.30

Orari d’apertura Museo e Cupola (ingresso da Via Prevostura)
Da martedì a venerdì: 9:00 – 12:00. Cupola chiusa.
Sabato e domenica: 10:00 – 19:00 compresa Cupola. Da Marzo a ottobre 15:00-18:00
Lunedì: tutto chiuso.

Costo del biglietto
Museo: 8 €
Cupola: 10 €
Combinato: 14 €

Info-line Museo e Salita alla cupola: 331 4606435
Ufficio beni culturali – Diocesi di Piacenza Bobbio: 0523 308329
Parrocchia: 0523 335154
E-Mailcattedralepiacenza@gmail.com

La Basilica di Santa Maria di Campagna

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La chiesa di Santa Maria di Campagna sorge in un luogo carico di significato e leggende. Secondo la tradizione qui si trova il pozzo (ora chiuso da una lapide) dove furono gettati molti martiri cristiani durante le persecuzioni di Diocleziano e Massimiano. Ma non solo: sempre in questo luogo, Papa Urbano II diede l’ordine per la prima Crociata in Terra Santa nel 1095.

La Basilica di Santa Maria di Campagna
La Basilica di Santa Maria di Campagna

Visto il gran numero di fedeli che accorrevano in questo luogo sacro, nel 1522 inizia la costruzione dell’attuale chiesa affidata all’architetto piacentino Alessio Tramello. La chiesa è a pianta centrale, struttura molto diffusa in quegli anni, e colpisce dall’esterno per l’armonia e la semplicità. Non lascia quindi trasparire che all’interno vi sia uno dei cicli pittorici più importanti del Nord Italia: la cupola affrescata dal Pordenone. Basta alzare gli occhi in alto per vedere Dio Padre che scende dal cielo con intorno profeti, sibille e altre figure dell’Antico Testamento. Negli ovali si raccontano alcuni episodi biblici a partire dalla Creazione del mondo, episodi con Dei pagani e della tradizione classica. Non tutto è merito del Pordenone perché gli Apostoli, le Storie della Vergine e gli Evangelisti sono opera di Bernardino Gatti detto il Sojaro, dal 1543, con gli Apostoli nelle lesene, con le storie della Vergine nel tamburo e i quattro evangelisti nei pennacchi. Se siete fortunati e scegliete il periodo giusto, potreste salire fino alla cupola per percorrere il “camminamento degli artisti”, un corridoio che permette di ammirare gli affreschi da vicino. Veniva usato dagli studenti di Storia dell’arte che hanno lasciato le loro firme (!) su alcuni affreschi. Da non perdere anche la vista sui tetti di Piacenza dalle finestre intorno. Tornati in basso merita una visita la Cappella di Santa Caterina, affrescata sempre dal Pordenone. Nella lunetta sono raffigurati due episodi della vita della santa (Martirio della ruota dentata e la Decollazione di S. Caterina) mentre sulla parete è affrescata la Disputa di S. Caterina e sulla pala d’altare, lo Sposalizio Mistico di S. Caterina. Secondo la leggenda il volto di S. Paolo sarebbe l’autoritratto del Pordenone e il volto della Vergine quello di sua moglie. L’architetto Tramello, che realizzò la chiesa, è l’uomo col Basco nella Disputa.

Orari di apertura e costo del biglietto

Orari d’apertura
Dalle 10 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 17.40
Chiuso Natale, Pasqua, 15 agosto.
Costo del biglietto
Biglietto intero: 5 euro
Biglietto ridotto (studenti e over 65): 4 euro

Il Palazzo Farnese e i Musei Civici

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Nel 1558, riconquistato il potere, i Farnese volevano dare segno della loro potenza facendosi costruire un meraviglioso palazzo ai margini di Piacenza, non lontano dal centro e dal fiume Po. In realtà, l’ambizioso progetto di costruzione affidato al Vignola (lo stesso di Palazzo Farnese a Roma e Caprarola) restò incompleto fermandosi definitivamente nel 1602.

Il Palazzo Farnese e i Musei Civici
Il Palazzo Farnese e i Musei Civici

Con la fine dei Farnese e il passaggio dei loro beni ai Borbone, la ricca collezione di opere e mobilio fu portata a Napoli dove si può ammirare al Museo Archeologico Nazionale (MANN). La decadenza continuò fino al 1975 passando per il saccheggio delle truppe napoleoniche, quello degli austriaci e l’occupazione degli sfollati della Seconda Guerra Mondiale. Oggi il palazzo ospita i Musei Civici di Piacenza divisi in quattro sezioni:

Museo della Carrozze: se amate scoprire come si viaggiava fino a qualche decennio fa, questo è il posto giusto. Il museo è tra i più prestigiosi d’Italia per la varietà dei pezzi e per la loro integrità.
Pinacoteca: pezzo forte della collezione è il Tondo di Botticelli raffigurante la Madonna adorante il Bambino con San Giovannino.
Armeria: armature, spade, pugnali e altri armi da attacco e da difesa. Circa 400 pezzi che faranno la gioia degli appassionati di armi antiche.
Museo del Risorgimento: per Piacenza è passata la storia dell’Unità d’Italia, quindi questo museo è il posto giusto per saperne un po’ di più.
Museo Archeologico: qui si trova il famoso Fegato Etrusco, un modello in bronzo di fegato di pecora che riporta i nomi delle divinità venerate dagli etruschi e anche una mappa del cielo visto da questo straordinario popolo. Rappresenta una rarissima testimonianza delle pratiche religiose etrusche.

Orari di apertura e costo del biglietto

Orari di apertura:

  • Martedì, mercoledì, giovedì, 9 – 13
  • Venerdì e sabato: 9 – 13 e 15 – 18
  • Domenica: 9.30 – 13  e 15 – 18

La biglietteria chiude 30 minuti prima della chiusura dei musei
Chiuso: lunedì (escluso Lunedì dell’Angelo)  1° maggio, 1  gennaio,  4 luglio, 15 agosto, 1 novembre, 25 e 26 dicembre.

Costo del biglietto: 6 euro tutte le sezioni. 3 euro una sola sezione.
Il museo aderisce al Biglietto Unico di 17 euro per visitare la Galleria Ricci Oddi e i Musei del Collegio Alberoni, il Museo di Storia Naturale e Kronos – Museo della Cattedrale.

Chiesa e Pozzo di Sant'Antonino e la Sala dei Teatini

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La Sala dei Teatini e la Chiesa di San Antonino sono due capolavori che distano pochi metri e meritano qualche ora di visita. Dopo due anni di restauro la vecchia chiesa di San Vincenzo (1612) di proprietà dell’Ordine dei Teatini è stata trasformata in uno splendido auditorium in cui suona l’orchestra giovanile di Piacenza guidata dal maestro Muti.

Chiesa e Pozzo di Sant'Antonino e la Sala dei Teatini
Chiesa e Pozzo di Sant’Antonino e la Sala dei Teatini

Tutte le pareti della Sala dei Teatini sono sono affrescate con santi, angeli e profeti, scene bibliche e allegoriche. Se siete fortunati potrete ascoltare un concerto o assistere a uno dei numerosi eventi organizzati. La vicina Chiesa di Sant’Antonino ha perso molto del suo aspetto originario ma merita una visita perché è un luogo di devozione fondamentale per la città: qui sono ospitate le spoglie del santo patrono di Piacenza e si possono ammirare gli affreschi di Camillo Gavasetti nel presbiterio. Nel Museo Capitolare sono conservati la “Brandazza” un crocefisso barocco molto amato dai piacentini e altre opere di pregio . In questa chiesa, nel 1183, iniziarono i colloqui per la Pace di Costanza tra Federico Barbarossa e i Comuni italiani. Usciti dalla Basilica è il caso di raggiungere la vicinissima Chiesa Santa Maria in Cortina dove si può visitare il pozzo in cui fu ritrovato il corpo di Sant’Antonino. Si scende per circa 4 metri nel sottosuolo di Piacenza fino a incontrare questo ipogeo affrescato di origine romana.  Si ascolta prima un racconto multimediale sulla vista di Sant’Antonino e poi con imbragature e caschetti si scende nel pozzo uno alla volta. La piccola chiesa merita una visita anche per il “Marmo Cecilio” e l’affresco.

Orari di apertura e costo del biglietto

SALA DEI TEATINI
Indirizzo: 
Via Scalabrini 9
Orari di apertura
: Aperto tutto l’anno
Aperture: Orario Feriale: Sabato dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19
Orario Festivo: Dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19;

Costo del biglietto: gratis

CHIESA SANT’ANTONINO
Feriali: 8-12 e 16-18.30
Festivi: 
9-12.30 e 20-21.30

CHIESA DI SANTA MARIA IN CORTINA E POZZO

Orari di apertura.
Venerdì 17:00 – 20:00
Sabato e domenica, prefestivi e festivi 14:00 – 18:00
Costo del biglietto: intero 6 €. Ridotto 4 €

La Galleria Ricci Oddi

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Giuseppe Ricci Oddi amava l’arte ma odiava mostrarsi in pubblico: così, quando nel 1931 venne inaugurata la Galleria, lui non c’era. Non si prese quindi il giusto riconoscimento per aver prima messo insieme una straordinaria collezione d’arte che aveva donato alla Città e per aver creato anche un magnifico edificio per ospitarla.

La Galleria Ricci Oddi
La Galleria Ricci Oddi

La collezione raggruppa un nucleo di opere tra Ottocento e Novecento divise in una ventina di sale. Tra le opere dell’Ottocento ci sono “Ritratto d’uomo” di Francesco Hayez del 1834, “La partenza del coscritto” di Girolamo Induno e molti dipinti dei due massimi esponenti piacentini del realismo del secondo Ottocento: Stefano Bruzzi e Francesco Ghittoni. Alcune sale sono interamente dedicate a Fontanesi, Mancini, Bruzzi, agli artisti preferiti di Ricci Oddi. Imperdibili le opere del movimento dei Macchiaioli con dipinti di Fattori, Lega, Signorini, Sarnesi e Abbati. La parte che riguarda il ‘900 raccoglie alcuni lavori di grande rilievo, a partire dal “Ritratto della madre” di Boccioni. Della collezione faceva parte ”Ritratto di signora” di Klimt rubato dalla galleria il 22 febbraio 1997 e intorno al quale c’è un fitto mistero.

Orari di apertura e costo del biglietto

Indirizzo: La Galleria si trova in Via San Siro, 13, a 5 minuti a piedi da Piazza Cavalli.
Orari di apertura
: Da martedì a domenica: 9,30 – 12,30 e 15,00 – 18,00.
Chiuso tutti i lunedì non festivi, 1° gennaio, Pasqua, 1° maggio, 4 luglio, 15 agosto, Natale e S. Stefano.
Costo del biglietto: intero 8 €. La Galleria aderisce al Biglietto Unico di 17 euro per visitare i Musei Civici e i Musei del Collegio Alberoni, il Museo di Storia Naturale e Kronos – Museo della Cattedrale.

La Galleria Alberoni

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La Galleria Alberoni di Piacenza merita una visita prima di tutto per l’Hecce Homo o Cristo alla Colonna (1473) di Antonello da Messina con la sua intensa carica drammatica accentuata dall’ambientazione della sala in cui è ospitato. Questo dipinto è il “pezzo forte” della collezione che il Cardinale Giulio Alberoni costruì durante la sua vita.

La Galleria Alberoni
La Galleria Alberoni

Il collegio è il lascito più importante di questo uomo di origini molto umili (1664-1752) che divenne prima sacerdote e poi capo del Governo di Spagna dopo aver favorito il matrimonio tra Filippo V ed Elisabetta Farnese. Riorganizzò la Spagna e cercò di darle una politica estera coerente fino ad essere eletto Cardinale. Usò i soldi e i beni accumulati durante la carriera per costruire il Collegio che porta il suo nome trasformandolo come istituzione per la formazione dei giovani chierici poveri. Si possono visitare le tre stanze del cardinale con alcuni buoni dipinti tra cui il dittico di Provost e gli argenti del cardinale. Pregevole la collezione di arazzi lasciata dal cardinale. Si tratta di 18 capolavori, suddivisi in tre serie diverse: gli 8 pezzi della Serie di Enea e Didone, gli 8 pezzi della Serie di Alessandro Magno e i 2 arazzi più antichi e preziosi, quelli della cosiddetta Serie di Priamo.

Orari di apertura e costo del biglietto

Indirizzo: Galleria Alberoni, Via Emilia Parmense 67. Sono circa 3 km da piazza Cavalli quindi è utile l’autobus N. 3 che passa proprio dalla piazza.
Orari di apertura: domenica dalle 15.30 alle 18 (ingresso 4,50 €). Dal lunedì al venerdì è possibile contattare la Galleria Alberoni per verificare la possibilità di un percorso accompagnato della durata di un’ora. (Ingresso €. 10,00) . Alle ore 16 di ogni domenica si tiene una visita guidata al Collegio e alla Galleria Alberoni, indispensabile per vedere l’Ecce homo di Antonello da Messina, l’appartamento del cardinale, la Biblioteca monumentale, la sezione scientifica. (Ingresso €. 6,00)

Le Chiese di San Savino e San Sisto

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Ci sono ancora due chiese nel nostro itinerario in giro per Piacenza: la chiesa di San Savino, con la meravigliosa cripta e la Chiesa di San Sisto, ricca di opere d’arte. Cominciamo da quest’ultima. La chiesa di San Sisto ha origini medievali: fu fondata nell’874 dalla regina Angilberga, moglie dell’imperatore Lodovico il Pio, che vi affiancò un monastero di benedettine di cui diventò badessa nell’882.

La chiesa di San Savino
La chiesa di San Savino

Nel 1425 il monastero, con i suoi ricchi possedimenti, fu assegnato all’ordine dei “benedettini di Cassino. La chiesa attuale è la ricostruzione del 1500 della chiesa medievale: al progetto collaborò Alessio Tramello (vedi sopra). Per questa chiesa Raffaello dipinse la “Madonna Sistina” (da cui il nome) che i benedettini vendettero nel 1754 ad Augusto III re di Polonia ed è ora esposta alla Gemäldegalerie di Dresda; l’originale è sostituito da una copia ad opera del pittore piacentino P.A. Avanzini (1656-1733). Si passa attraverso il portale e si accede ad un bellissimo chiostro con 21 arcate. La facciata a tre ordini con la statua di San Sisto conduce verso un interno a tre navate a croce latina. Le due absidi al termine del transetto principale ospitano il monumento funebre a Margherita d’Austria e la cappella monumentale di Santa Barbara.  Per San Savino, invece, non fatevi ingannare dall’austera e anonima facciata rifatta nel 1721: visitate a Cripta con i mosaici del 1100 d.C che raffigurano i mesi e i segni zodiacali su sfondo a onde marine. Non perdetevi anche l’altro mosaico nel presbiterio, con scene di combattimento, di una partita a scacchi e una raffigurazione di Cristo.

Orari di apertura e costo del biglietto

Orari di apertura San Sisto:
Orario Feriale: 8.00-12.00/16.00-18.30; sabato 8.00-11.00/15.00-18.00
Orario Festivo: 8.00-12.00/15.30-18.00

Orari di apertura San Savino:
Orario feriale: 9.30-12.00/16.00-18.00; sabato 9.00-10.00/16.00-17.00
Orario Festivo: 9.00-10.30/16.00-17.30

Costo del biglietto: gratis

Cosa mangiare a Piacenza

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Piacenza è una terra di confine: verso la fine dell’Emilia-Romagna, già quasi Lombardia, ma che si incunea verso il Piemonte e la Liguria. E anche se i piatti principali sono tipicamente emiliani, questa vicinanza ad altre culture gastronomiche è evidente. Partiamo dagli antipasti: Piacenza è l’unica provincia in Europa ad avere 3 salumi DOP: salame, coppa e pancetta che trovate in ogni tagliere insieme ai 2 formaggi DOP Provolone Valpadana e Grana Padano.

Cosa mangiare a Piacenza
Cosa mangiare a Piacenza

Di solito si accompagnano con la burtleina o con i chissulein, eccellenti sostituti del pane. Tra i primi piatti sono imperdibili Pisaréi e Fasö, gnocchetti e fagioli borlotti conditi con passata di pomodoro, lardo o pancetta. Immancabili nei menù i tortelli con la coda, creati in onore di Francesco Petrarca, una pasta ripiena simile ai tortelli ma con la coda! Non confondete gli anolini di Piacenza con i tortellini che i locali si offendono! Sono il vero piatto della tradizione con il ripieno di stracotto o senza. Nella cucina piacentina si fa largo uso di carne equina, da qui viene la pìcula ‘d caval un ragù di carne trita di cavallo accompagnato con la polenta. Il cavallo è protagonista anche dei secondi piatti con lo stracotto alla piacentina, anche se spesso si usa anche il manzo. Se amate le lumache, questo secondo è per voi: vengono lessate e quindi insaporite con vino bianco, chiodi di garofano, salsa di pomodoro e brodo. Per i vini abbiamo una scelta ampissima: 18 DOC ma non ci si può alzare da tavola senza una bottiglia di Gutturnio, un misto di Barbera e Bonarda, classico o frizzante. Tra i dolci ricordiamo il latte in piedi, una versione locale del crème caramel. Tipicamente piacentino sono anche i Busslanein e i Turtlitt, biscotti locali allo zucchero e ripieni di mostarda. I dolci locali di solito si accompagnano con il Bargnolino, digestivo a base di bacche di prugnolo.

I dintorni di Piacenza

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Se vi resta ancora un po’ di tempo per girare, vi proponiamo qualche meta d’arte non troppo lontana da Piacenza: a 40 minuti di treno c’è Milano così come Parma e Cremona

Piazza del Comune a Cremona
Piazza del Comune a Cremona

A 40 km c’è il borgo di Bobbio, uno dei più belli d’Italia, con il suo Ponte Gobbo o del Diavolo. Il ponte, con le sue 11 arcate sospese sul fiume Trebbia, vale da solo la visita al borgo. Ma i motivi per andarci sono tanti: il centro storico perfettamente conservato, l’ottima cucina locale e il Santuario di Santa Maria in Monte Penice.

Hotel a Piacenza

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