10 cose da fare e vedere a Pistoia

Una guida completa e dettagliata alle 10 cose da fare e vedere a Pistoia

Cosa vedere a Pistoia
Cosa vedere a Pistoia

Il titolo di Capitale della Cultura italiana 2017 ha fatto conoscere Pistoia a molti italiani, dando il giusto merito a questa bella cittadina italiana, fino a quel momento un po’ in ombra rispetto agli altri gioielli toscani, Firenze e Siena prima di tutte. Chi ama le città d’arte, probabilmente la conosceva già da prima: Piazza del Duomo è una delle più belle d’Italia, piccola e armoniosa; il Duomo, il Battistero e il Palazzo del Comune osservano da secoli la vita dei pistoiesi scorrere oltre le loro pietre. Poco distante il Fregio robbiano dello Spedale del Ceppo è un tripudio di colori e anche un invito a essere uomini migliori. Pistoia è piccola, tranquilla, si gira a piedi e si mangia bene, come in tutta la Toscana e ci sono molte altre cose da visitare, oltre quelle già indicate.

In questa pagina vi invitiamo a scoprire le 10 cose da fare e vedere assolutamente a Pistoia durante un week end o una vacanza. 

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Piazza del Duomo

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Piazza del Duomo è il cuore monumentale di Pistoia dove si concentrano tutti i simboli del potere religioso e civile della cittadina toscana.

Piazza del Duomo
Piazza del Duomo

Rimasta intatta nei secoli, unisce in modo armonico costruzioni secolari e questo la rende una delle più belle piazze italiane. Il Duomo (punto 2) è fiancheggiato a sinistra dal campanile di 67 metri e a destra dal Palazzo Vescovile. Di fronte al sagrato del Duomo si staglia la sagoma ottagonale del Battistero. Dall’altro lato della piazza ci sono i simboli del potere civile: accanto al battistero la sagoma imponente del Palazzo del Podestà (oggi tribunale) e il Palazzo del Comune (punto 3) che dal 1294 ospita il potere politico di Pistoia, con un cavalcavia che lo collega al Duomo. Alla destra del Palazzo del Comune c’è la torre di Catilina, dove, secondo la leggenda, si trovano i resti del militare romano che nel 62 a.C. cercò di sovvertire la Repubblica Romana. Dal 998 (1020 anni!) in Piazza del Duomo si svolge, il mercoledì e il sabato, il mercato, un appuntamento imperdibile per pistoiesi e turisti. Se passate da Pistoia il 25 luglio, giorno dedicato al patrono San Jacopo, non perdetevi la Giostra dell’Orso, il palio che si svolge proprio in Piazza del Duomo dal 1200.

Il Duomo di Pistoia

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Per comprendere il Duomo di Pistoia bisogna fare riferimento a San Jacopo uno dei dodici apostoli di Gesù e patrono della città. San Jacopo non è altro che San Giacomo Maggiore, lo stesso Santiago che milioni di pellegrini vanno a venerare con il cammino che porta in Galizia.

Il Duomo di Pistoia
Il Duomo di Pistoia

Nell’anno 849, temendo l’arrivo dei Saraceni, i pistoiesi chiesero a San Jacopo la sua protezione. In effetti Pistoia non venne invasa e da quel momento i cittadini lo scelsero come loro patrono. 200 anni dopo il vescovo Atto chiese al vescovo di Santiago de Campostela una piccola reliquia del corpo dell’apostolo (un frammento di osso del cranio) che venne portata a Pistoia e deposta in un apposito altare. Da quel momento Pistoia diventa meta di pellegrinaggio per i pellegrini che chiedevano protezione alla partenze e ringraziamento per essere tornati da Campostela. Nonostante la venerazione, però, il Duomo non è dedicato a San Jacopo ma a San Zeno, perché la chiesa era già esistente prima del culto. Le statue dei due santi si dividono la cuspide della chiesa. L’ingresso del Duomo (con tre ordini di logge) è preceduta da un portico con decorazioni in terracotta vetriata di Andrea della Robbia (1505). L’interno è a tre navate in cui spiccano il Crocifisso di Coppo di Marcovaldo, il monumento tombale di Cino da Pistoia e, soprattutto, la Cappella del Crocifisso. Qui è ospitato il Dossale di San Jacopo, che ospita la reliquia, costruito lungo due secoli da orafi pistoiesi e fiorentini (tra cui forse anche Brunelleschi) capolavoro dell’oreficeria toscana. Nel 1293 l’altare subì il furto di alcuni elementi da parte di Vanni Fucci, citato anche da Dante Alighieri, come il personaggio più bestiale di tutto l’Inferno. Il ladro viene morso dai serpenti che emergono dalla fossa e ogni volta viene incenerito per ricomporsi senza mai trovare pace.

Orari di apertura e costo del biglietto

Il Duomo è aperto tutti i giorni. Visite 8.30 – 12.30; 15.00 – 19.00 Luglio e agosto 8.30 – 19.00 L’Altare d’Argento è visitabile chiedendo al Sagrestano negli orari della Cattedrale.
Si può fare una visita guidata comprando il biglietto (2,50 € al vicino Battistero).
Durante le funzioni religiose le visite turistiche sono sospese.
Costo del biglietto:

Il Campanile il Battistero di Pistoia

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Il Campanile e il Battistero completano il trittico dei monumenti religiosi di Piazza del Duomo. Il Campanile, alto 67 metri, fu costruito su un’antica torre di guardia longobarda e più volte rimaneggiato nei secoli.

Il Campanile il Battistero di Pistoia
Il Campanile il Battistero di Pistoia

Si possono infatti ammirare tre stili diversi: la base con l’orologio e i successivi due piani, sono longobarde e quasi prive di elementi decorativi. Gli altri due piani sono di stile pisano e pisano-lucchese. Vale davvero la fatica percorrere i 200 scalini che portano alla torre campanaria per ammirare il panorama sulla piazza e sui tetti di Pistoia. Nelle giornate limpide si riescono a vedere anche il Campanile di Giotto e la Cupola del Duomo di Firenze. Una curiosità: se guardate l’orologio e vi sembra che non segni l’orario giusto è perché dal 2011 la lancetta dell’orologio è ferma sulle 3:47, da quando la persona che se ne occupava è andata in pensione. Il Battistero di San Giovanni in Corte fa bella mostra nel centro della Piazza dove un tempo sorgeva la chiesa di Santa Maria in Corte. Costruito tra il 1301 e il 1366 come accadeva anche a Firenze, Pisa e Siena, il Battistero ha un esterno gotico slanciato verso l’alto e un interno spoglio. Spicca la fonte battesimale costruita da Lanfranco da Como, la cui firma è leggibile dentro la vasca in caratteri onciali (scrittura maiuscola). Merita una visita anche il vicino Palazzo dei Vescovi, ristrutturato negli anni ’70 con un percorso nella Pistoia Antica e la visita alla Sagrestia di San Jacopo, la sagrestia de’ belli arredi citata da Dante che un tempo ospitava il dossale e in cui Vanni Fucci compì il furto sacrilego.

Orari di apertura e costo del biglietto

Il Campanile si visita accompagnati dalla guida e comprando il biglietto al Battistero (7 euro). Le partenze partono ogni ora. Per informazioni, associazione culturale Musikè 334 1689419. Il Battistero si visita tutti i giorni dalle 10.00 alle 18.00. Ingresso gratuito.

Il Palazzo del Comune

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Dal 1294 il potere politico di Pistoia è ospitato nelle stanze del Palazzo del Comune, o di Giano, completato solo nel 1348. L’ultima aggiunta architettonica fu il cavalcavia Pantaleone Quadri che lo collegò al duomo, costruito nel 1637.

Il Palazzo del Comune
Il Palazzo del Comune

L’armonia della facciata è rotta solo dalla quinta arcata, aggiunta in seguito e quindi leggermente difforme dalla prime quattro. Al centro del palazzo campeggia lo stemma dei Medici con con la tiara e le chiavi in onore di Papa Leone X, illustre di questa grande famiglia. Secondo la leggenda sulla facciata c’è anche la testa di marmo nero con una mazza in ferro, simbolo del traditore della città Filippo Tedici. In realtà, la testa simboleggia quasi sicuramente il ritratto di Re Musetto II di Maiorca, ucciso dal capitano pistoiese Grandonio dei Ghisilieri proprio con la mazza sovrastante la testa. Il cortile interno del palazzo ospita la scultura intitolata Il Miracolo, di Marino Marini, grande scultore contemporaneo locale. Nel palazzo ha sede il Museo Civico disposto su tre piani con opere dal ‘200 al ‘900. Segnaliamo un Compianto sul Cristo Morto, le Storie della vita di San Francesco e le tavole cinquecentesche di Lorenzo Credi e Ridolfo del Ghirlandaio.

Orari di apertura e costo del biglietto

Orari di apertura: dal martedì al venerdì 10.00/14.00.
Sabato, domenica e festivi 10.00/18.00.
Natale e Capodanno 16.00/19.00.
Costo del biglietto: 3,50 euro.

L'Ospedale del Ceppo

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Se avete mai visto un’immagine di Pistoia, probabilmente ritraeva due luoghi: o Piazza del Duomo, o il fregio posto sopra il loggiato esterno dello Spedale del Ceppo. Considerato un capolavoro della scultura rinascimentale, il fregio fu realizzato in terracotta invetriata policroma dalla bottega del Della Robbia.

L'Ospedale del Ceppo di Pistoia
L’Ospedale del Ceppo di Pistoia

La decorazione, che corre in orizzontale lungo tutta la facciata, racconta la lunga storia sanitaria e assistenziale di questo luogo con riferimenti alle virtù cardinali e teologali. Da sinistra a destra troviamo Vestire gli ignudiAlloggiare i pellegriniVisitare gli infermiVisitare i carceratiSeppellire i mortiDar da mangiare agli affamatiDar da bere agli assetati). Le scene raffiguranti le opere sono intervallate dalle figure di Virtù (PrudenzaFedeCaritàSperanza e Giustizia). A volere il fregio fu Leonardo Buonafede, frate certosino che svolse il ruolo di Spedalingo (amministratore) per questo ospedale nato nel 1277 nel luogo in cui due coniugi molto devoti, Antimo e Bendinella, trovarono, dopo l’apparizione della Madonna, un ceppo fiorito in pieno inverno. IN quel luogo fondarono questo ospedale per accogliere e curare poveri e malati. L’ospedale è uno dei più antichi del mondo e ha operato ininterrottamente fino al 2013, quando è stato sostituito dal nuovo ospedale San Jacopo. Oggi ospita il Museo dei ferri chirurgici, un laboratorio di farmacia con vasi e arredi per la preparazione dei farmaci e la conservazione delle essenze e il Teatro Anatomico più piccolo del mondo. L’ospedale è anche il punto di partenza per un viaggio nella Pistoia Sotterranea, un percorso di circa 600 metri che permette di scoprire un ponte romano, i lavatoi medievali, una porta della città con relativo ponte di accesso e due mulini.

Orari di apertura e costo del biglietto

Orari di apertura: dal martedì al venerdì 10.00/14.00.
Sabato, domenica e festivi 10.00/18.00.
Natale e Capodanno 16.00/19.00.
Costo del biglietto: 3,50 €

La Chiesa di Sant'Andrea a Pistoia

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Della piccola Chiesa di Sant’Andrea colpiscono subito due cose: la decorazione sulla facciata che ritrae la cavalcata e il viaggio dei Re Magi è il Pergamo di Giovanni Pisano, uno dei capolavori della scultura del 1300. I Re Magi rappresentano una decorazione unica nell’iconografia cristiana, perché di solito questo spazio dell’edifico è riservato a Cristo, alla Madonna e ai Santi.

La Chiesa di Sant'Andrea a Pistoia
La Chiesa di Sant’Andrea a Pistoia

Molto probabilmente la scelta è dovuta al fatto che nel 1100, quando fu costruita, Pistoia era già un importante luogo di passaggio per i pellegrini in viaggio sulla Via Francigena verso Santiago de Compostela, sulla cui strada si trovava la chiesa. L’interno è un tripudio di colonne e archi in cui spicca il pergamo è 7 colonne di porfido: due poggiano su leoni, due sull’aquila e sul grifo che simboleggiano le virtù di Cristo, un’altra su una figura umana ricurva: è Adamo, che si sta piegando sotto il peso dei suoi peccati. Sugli spigoli dei capitelli e della cassa sono raffigurati profeti e profetesse dell’Antico Testamento, figure di apostoli, evangelisti e Cristo. Sugli specchi della cassa sono illustrati Annunciazione, Presepio, Adorazione dei Magi, Annuncio a Giuseppe, Strage degli innocenti, Crocifissione e Giudizio universale. Sempre di Giovanni Pisano sono il Crocifisso nella navata destra e il fonte battesimale. Una curiosità: sul portale della chiesa si trova la testa del Tedici, traditore di Pistoia (vedi punto 4). Secondo la leggenda è nera perché vi si spegnevano sopra le torce in segno di disprezzo prima di entrare in chiesa.

Orari di apertura e costo del biglietto

Indirizzo: via di Sant’Andrea, 21.
Orari di apertura
: tutti i giorni dalle 8 alle 18.
Costo del biglietto: gratis

Piazza della Sala a Pistoia

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Se Piazza del Duomo è la cartolina di Pistoia, Piazza della Sala è forse la più suggestiva. In questa piccola piazzetta che si trova dietro al Battistero, da più di 1.000 anni i pistoiesi vanno a fare la spesa.

Piazza della Sala a Pistoia
Piazza della Sala a Pistoia

I nomi delle strade intorno alla piazzetta dicono già tutto della funzione di questo spazio: via del Cacio, via dei Fabbri, via degli Orafi, via del Lastrone, che prende il nome dalla grande pietra su cui veniva venduto il pesce. Al centro della piazza c’è il pozzo con il Leoncino: in questa fontana i venditori tiravano l’acqua con la carrucola legata all’architrave, ma è stata usata per molti secoli come “discarica” dei macellai della piazza. Accanto alla Sala c’è Piazza degli Ortaggi, una piazzetta nella piazza, riservata esclusivamente alla vendita delle verdure. Qui, dal 1996, fa bella mostra l’opera il Giro del sole dell’artista pistoiese Roberto Barni. La scultura rappresenta tre ragazzi a grandezza naturale che partono da uno stesso punto ma sono diretti in tre direzioni differenti. Ognuno di loro è bendato e con una lampada in mano, come segno della gioventù che va incontro alla vita. Piazza della Sala e degli Ortaggi sono ancora luogo di mercato ma sono anche il centro della movida pistoiese: ristoranti, bar, luoghi per aperitivo abbondano richiamando ogni giorno centinaia di giovani. Se volete ammirare le due piazze senza gente, bisogna andare al mattino molto presto, di notte, o dopo le 12 quando i venditori se ne vanno ma non sono ancora arrivati turisti e pistoiesi per mangiare.

Chiese di San Giovanni Fuorcivitas e del Tau

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Anche se il nome ci indica che quando è stata costruita era fuori dalle mura cittadine, in realtà San Giovanni Fuorcivitas è a pochi passi da Piazza del Duomo. La facciata è quasi invisibile, perché nascosta da uno stretto vicolo addossato ad altri palazzi, mentre emerge meraviglioso il lato settentrionale in marmo bianco e verde che funge da facciata.

La Chiesa di San Giovanni Fuorcivitas
La Chiesa di San Giovanni Fuorcivitas

Qui spicca uno dei capolavori della chiesa: l’architrave che raffigura la Cena di Gesù con gli apostoli, opera di Gruamonte (1162). Nell’interno ci sono altri quattro capolavori: il pulpito di Fra’ Gugliemo da Pisa (1270), l’acqusantiera di Giovanni Pisano, una notevole Visitazione in terracotta invetriata di Luca della Robbia, un polittico di Taddeo Gaddi. Magnifico anche il rosone e le vetrate. Consigliamo di fare qualche passo (200 metri) e visitare anche la Chiesa del Tau o Sant’Antonio Abate, un ex complesso ospedaliero del 1300 con un importante ciclo di affreschi. Il nome deriva dal bastone a forma di T su cui si appoggiava il santo. L’ex convento ospita anche la Fondazione Marino Marini con più di 350 opere dell’artista pistoiese: meraviglioso l’inserimento di grandi bronzi nella chiesa in un dialogo tra opere di due periodi storici differenti.

Orari di apertura e costo del biglietto

San Giovanni: aperta dalle 7:30 alle 12:00 e dalle 17:00 alle 18:30. Luglio e agosto aperta solo al mattino.
Biglietto: gratis

Chiesa del Tau: lunedì – sabato (8,15 – 13,30)
Chiuso domenica, 1 gennaio,  25 dicembre.
Biglietto: gratis.

Cosa mangiare a Pistoia

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Siamo in Toscana, quindi prodotti di eccellenza, semplicità e sapori forti sono le basi della cucina. Intorno a Pistoia trovano terreno e aria buona gli ulivi che danno un ottimo olio, i pascoli per le carni, gli orti per le verdure. Superati i consueti antipasti toscani (bruschette, salame toscano e finocchiona, fegatini), nel menu dei primi piatti potete trovare la il carcerato, tipico di Pistoia.

Cosa mangiare a Pistoia
Cosa mangiare a Pistoia

Il piatto nasce nel carcere di Santa Caterina, dove i reclusi usavano le carni di scarto del vicino macello per insaporire i loro miseri piatti: un semplice pane raffermo cotto nel brodo di interiora di vitello e spezie. Non è facile trovarlo, ma conviene andarlo a cercare nei vari menu dei ristoranti locali. Molto simile è la concia (servita come secondo), che veniva cucinata dalle fabbriche di pelli con quel che restavo della testa del vitello insieme a pane raffermo e odori. Più facili da trovare i maccheroni col sugo d’anatra e la farinata con le leghe, striscioline di farina di mais con cavolo nero. Tra i contorni, oltre quelli classici, da provare assolutamente i fagioli IGP di Sorana, leggere e gustoso. Tra i dolci da provare il berlingozzo, il confetto di Pistoia, i brigidini di Lamporecchio (cialde dorate con uova, farina, zucchero e anice) e, soprattutto, conviene andare a farsi un giro tra Agliana e Monsummano, nella Chocolate Valley. Di solito si accompagnano con l’ottimo Vin Santo ottenuto con le uve delle colline della vicina Montalbano.

I dintorni di Pistoia

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Pistoia si trova in una posizione eccellente per scoprire altre città d’arte della Toscana. Firenze con le sue meraviglie dista circa 45 minuti in treno così come Pisa.

La Torre pendente di Pisa
La Torre pendente di Pisa

La più piccola e raccolta Lucca si raggiunge in auto o in treno, sempre in meno di un’ora. Se invece amate rilassarvi in una SPA, intorno a Pistoia ci sono alcune delle terme più antiche e famose del mondo: Montecatini e Monsummano. Se invece volete andare alla scoperta di qualche qualche borgo, vi raccomandiamo Pescia, Collodi con la sua cascata di case e il parco dedicato a Pinocchio e Cutigliano, piccolo gioiello medievale.

Hotel a Pistoia

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