Cosa fare e vedere a Spoleto

Le cose da fare e vedere assolutamente durante un week end o una vacanza a Spoleto

Cosa vedere a Spoleto
Cosa vedere a Spoleto

Spoleto non aveva bisogno della serie televisiva “Don Matteo” per far apprezzare le proprie bellezze, perché è da tempo una delle destinazioni umbre più amate dagli italiani. Il successo di massa, però, ha permesso a tanti italiani di scoprire le meraviglie di questa millenaria cittadina. Spoleto è prima di tutto una città scenografica: la Rocca Albornoz e il Ponte delle Torri creano uno scenario che si staglia nelle dolci colline umbre in perfetta armonia tra costruzioni umane e natura. Il centro storico, poi, è un piccolo gioiellino: a partire da Piazza del Duomo con la famosa scalinata, una delle cartoline più fotografate d’Italia.

Spoleto è stata prima una grande colonia e poi un municipio romano, e di questa epoca resta la Casa Romana, il Teatro, diversi archi e un Anfiteatro ancora da recuperare. Appena fuori dal centro storico si incontrano le chiese di San Ponziano e San Salvatore, quest’ultima Patrimonio UNESCO perché luogo dei Longobardi. Poi Spoleto ha una grande tradizione di accoglienza, si mangia benissimo e la città, seppur verticale, è organizzata con scale mobili che portano dappertutto. Per visitare la cittadina consigliamo l’acquisto di una “Spoleto Card” che dà diritto all’entrata in tutti i principali monumenti cittadini (Rocca Albornoz, Teatro Romano e Casa Romana). Se vi resta ancora un po’ di tempo, a pochi chilometri di auto ci sono altre meraviglie umbre come le Fonti del Clitunno, Foligno, Montefalco, Bevagna e altri (vedi punto 14)

In questa pagina vi consigliamo le 10 cose da fare e vedere assolutamente a Spoleto durante una vacanza o un week end.

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La Rocca Albornoz

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La prima immagine che compare a chi visita Spoleto è la sagoma della Rocca Albornoz sul Colle Sant’Elia, che domina tutta la vallata spoletina. Insieme a quella di Orvieto, la Rocca è stata l’edificio più importante voluto nel 1359 da Papa Innocenzo VI per riprendersi i territori del centro Italia al ritorno dalla cattività di Avignone.  La fortezza prese il nome dal potente Cardinale spagnolo Egidio Albornoz che su incarico del Papa affidò a Matteo di Giovannello (Il Gattapone) la direzione dei lavori.

 

La Rocca Albornoz di Spoleto
La Rocca Albornoz di Spoleto

La Rocca fu costruita non solo come struttura difensiva ma anche come palazzo per accogliere illustri ospiti: nei secoli è stata residenza dei rettori del Ducato, dei governatori della città e dei legati pontifici. Gran parte degli affreschi si sono perduti nel 1900, quando la rocca è stata usata come carcere. L’ospite più celebre della rocca è stata Lucrezia Borgia, a cui pare sia dedicato il nome della Torre della Spiritata. Il castello rettangolare è difeso da sei torri, con all’interno due cortili: quello delle Armi e il Cortile d’Onore.

All’interno spicca il Salone d’Onore, l’ambiente più grande della Rocca che ospitava cerimonie e banchetti; da non perdere anche la “Camera Pinta“, o “picta”, con due bellissimi affreschi. Oggi la Rocca ospita il Museo Nazionale del Ducato di Spoleto: sui due piani sono distribuiti sia reperti del periodo ducale (IV – XV secolo d.C) ma anche sculture e pitture dal periodo romanico al Rinascimento.

Orari di apertura e costo del biglietto per la Rocca Albornoz

Orari di apertura:

dal 10 gennaio al 31 marzo 2022
Dal lunedì al venerdì: 9.00 – 13.45 (ultimo ingresso ore 13.15);
sabato: 9.00 – 18.30 (ultimo ingresso ore 17.45); domenica 16 e 30 gennaio, 13 e 27 febbraio, 13 e 27 marzo: 9.00 – 13.45 (ultimo ingresso ore 13.15); domenica 23 gennaio, 6 e 20 febbraio, 6 e 20 marzo: 14.15 – 18.30 (ultimo ingresso ore 17.45).

Costo del biglietto: intero € 7,50 (oltre 25 anni); ridotto € 2,00 (tra 18 e 25 anni);

Il Ponte delle Torri di Spoleto

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L’altro grande colpo d’occhio di Spoleto è il “Ponte delle Torri” che collega il colle in cui si trova la Rocca Albornoz con il Monteluco. In realtà si tratta di un acquedotto romano poi convertito in ponte, forse intorno al 1400. Alto 80 metri e lungo circa 230, è realizzato interamente in calcare locale. Ai due lati del ponte ci sono la Rocca Albornoz e il Fortilizio dei Mulini. Questa torre, ormai diroccata, serviva per sorvegliare l’accesso al ponte dal lato di Monteluco. Fino a inizio ‘900 qui c’era anche un mulino che sfruttava l’acqua che arrivava da due acquedotti prima di prendere il ponte e raggiungere il centro di Spoleto. L’acqua scorreva in un canale scavato sopra il muraglione che divide in due il ponte creando anche una strada pedonale.

Il Ponte delle Torri di Spoleto
Il Ponte delle Torri di Spoleto

Sempre dal fortilizio inizia il “Giro dei Condotti“, un percorso quasi del tutto pianeggiante che segue il percorso dei vecchi acquedotti che alimentavano il ponte. Lungo i sentieri si incontra il luogo di una sorgente ormai scomparsa,  chiama la “Fontanella dei Nove mesi” per la leggenda che l’acqua favorisse la fertilità. Ci sono anche diversi edifici religiosi in rovina o trasformati. Oggi il Ponte delle Torri è chiuso a causa dei danni procurati dai terremoti susseguitesi in Umbria negli ultimi anni. Il giro dei condotti si può iniziare da Via del Tiro a Segno.

Il Duomo di Spoleto

3Il miglior colpo d’occhio sul Duomo di Spoleto si ha dalla famosa scalinata di Via dell’Arringo, che dalla parte alta del borgo porta verso la Piazza del Duomo. Una visione straordinariamente armonica grazie al portico rinascimentale e alla facciata illuminata dal superbo mosaico del Cristo benedicente di Solsterno e abbellita da due ordini di rosoni. Al fianco della chiesa si erge un grandioso campanile. All’interno del duomo sono conservati diversi affreschi tra cui il più significativo è l’ultima opera di Filippo Lippi, le “Storie della Vergine” affrescate tra il 1467 e il 1469. Nella navata destra si può vedere il monumento funebre di Filippo Lippi, opera commissionata da Lorenzo de’ Medici con iscrizione di Angelo Poliziano.

Il Duomo di Spoleto
Il Duomo di Spoleto

Assolutamente da non perdere anche gli affreschi del Pinturicchio nella Cappella Eroli. Nella cappella della S. Icone (nel transetto destro) è conservata la preziosa tavoletta donata nel 1185 dall’imperatore Federico Barbarossa alla città. La Cappella delle Reliquie, invece, custodisce la statua lignea trecentesca della Madonna col Bambino e il passo di una lettera autografa di san Francesco a frate Leone. Il Santo ha lasciato solo due lettere, l’altra si trova ad Assisi. La cripta di S. Primiano, del IX sec., è quel che resta della costruzione originaria su cui fu ricostruita l’attuale chiesa.

Orari di apertura e costo del biglietto per il Duomo di Spoleto

Orari di apertura:

1 marzo – 31 ottobre
lunedì-sabato 10.30 – 18.00
domeniche e festivi 12.30 – 18.00

1 novembre – 28 febbraio
lunedì-sabato 10.30 – 17.00
domeniche e festivi 12.30 – 17.00

Costo del biglietto: Cattedrale gratis.

Percorso Arte dello Spirito- Spirito dell’Arte
(comprende parte alta della Cattedrale, Campanile, Basilica di Sant’Eufemia e Museo Diocesano)
€ 9,00 con audioguida gratuita

€ 7,50 (oltre 25 anni); ridotto € 2,00 (tra 18 e 25 anni);

Piazza del Duomo a Spoleto

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Diventata famosa con la serie “Don Matteo”, la celebre scalinata di Piazza del Duomo è solo una delle meraviglie di questa che possiamo considerare una delle più belle piazze d’Italia. Costruita come una scenografia per far risaltare il Duomo, è incorniciata da palazzi, case e teatri.

Piazza del Duomo a Spoleto
Piazza del Duomo a Spoleto

Con il Duomo alle spalle, sulla destra si incontra il Teatro di Caio Melisso, uno dei più eleganti d’Italia dedicato al bibliotecario di fiducia dell’Imperatore Augusto. Anche se non ne ha l’aspetto, la costruzione accanto è la “Chiesa della Manna d’Oro” con un tamburo ottagonale alle spalle. Fu costruita nel 1527 come ringraziamento per essersi salvati dai Lanzichenecchi che invasero Roma, ma anche per ringraziare la Vergine per tutti i soldi che gli spoletini fecero trafficando con gli invasori.

A sinistra del Duomo si incontra Casa Menotti, appartenuta al fondatore del Festival dei Due Mondi che oggi ospita una bella mostra multimediale e poi il palazzo più importante della piazza: Palazzo Racani Arroni, costruito nei primi anni del 1500, una delle migliori testimonianze del Rinascimento a Spoleto.  Nel cortile c’è un bellissimo ninfeo da non perdere. Di fronte al Palazzo si può ammirare la scultura bronzea Stranger III, di Lynn Chadwick, del 1959.

Sull’altro lato della scalinata c’è l’abside della Chiesa di Sant’Eufemia, unica e sola chiesa umbra a possedere i matronei, ovvero i loggiati interni riservati alle donne. La piazza si chiude con una delle facciate del Palazzo Comunale, a cui si accede da via Saffi e di cui parliamo al punto 5. Giunti alla fine della scalinata è d’obbligo voltarsi e ammirare la Piazza con il Duomo e scattare una fotografia!

Casa Romana e Palazzo Comunale

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Nel 1885 e il 1886, grazie ai finanziamenti dell’ambasciatore inglese sir Savile Lumeley, iniziarono i lavori di scavo di questa Casa Romana che si ritiene sia appartenuta a Vespasia Polla, madre di Vespasiano, che era nata a Norcia e proprietaria di molti beni nel territorio di Spoleto. La domus è del I secolo d.C., quindi alla fine dell’età repubblicana e l’inizio di quella imperiale. Ha diversi ambienti e bellissimi pavimenti a mosaico quasi intatti.

Casa Romana e Palazzo Comunale
Casa Romana e Palazzo Comunale

La Casa Romana fa parte del complesso del Palazzo Comunale, che il restauro del 2007 ha riportato all’antico splendore. Merita una visita soprattutto per le opere d’arte provenienti dalla ex Pinacoteca Comunale, tra le quali, una grande tela del Guercino e due affreschi staccati del pittore rinascimentale Giovanni di Pietro detto “Lo Spagna”. Da non perdere anche la Sala dei Duchi, con nel soffitto i ritratti dei più importanti duchi longobardi di Spoleto e la Sala Caput Umbriae, il con decorazione che esaltano gli spoletini più illustri delle varie epoche. Il palazzo ha anche una cappella interna dedicata a San Ponziano.

Orari di apertura e costo del biglietto per la Casa Romana

Orario di apertura:
dal mercoledì al lunedì
10:00-13:30/14:00-17:30
Chiuso il martedì

Costo del biglietto: € 3,00 oppure inclusa nella Spoleto Card.

Il Teatro Romano e il Museo Archeologico

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Come ogni importante città romana, anche Spoleto aveva il suo Teatro per ospitare spettacoli e rappresentazioni. Costruito nel primo secolo a.C., il Teatro Romano conserva ancora 27 scalinate su cui prendevano posto gli spettatori, il palcoscenico e lo spazio riservato all’orchestra e al coro con ancora i pavimenti colorati.

Nel corso dei secoli sulla scena furono costruiti il Complesso di Sant’Agata con la chiesa e Palazzo Corvi. Il Teatro Romano è ancora attiva e ospita gli spettacoli e i concerti organizzati nell’ambito del Festival dei Due Mondi.

Il Teatro Romano e il Museo Archeologico
Il Teatro Romano e il Museo Archeologico

Il monastero di Sant’Agata, invece, ospita oggi il Museo archeologico nazionale di Spoleto. Il primo piano è dedicato alle testimonianze archeologiche di Spoleto da metà del II millennio a. C.) alla fase preromana, quando Spoleto divenne un importante insediamento del popolo degli Umbri fino all’arrivo dei Romani con la fondazione della colonia nel 241 a.C. e la costituzione del municipium nel 90 a.C. Nel secondo piano sono imperdibili le armi in ferro (spade e lance) rinvenute in tombe del VI secolo a.C. Da questa stessa necropoli proviene il celebre carro rivestito da lamine di bronzo purtroppo portato negli Stati Uniti conservato al Metropolitan Museum di New York.

Orari di apertura e costo del biglietto per Teatro e Museo Archeologico

Orari di apertura:

dal mercoledì al sabato
8.30 – 19.30 (ultimo ingresso ore 18.30)
domenica 23 gennaio, 6 e 20 febbraio, 6 e 20 marzo
8.30 – 13.30 (ultimo ingresso ore 12.30)
domenica 16 e 30 gennaio, 13 e 27 febbraio, 13 e 27 marzo
14.30 – 19.30 (ultimo ingresso ore 18.30)
Chiuso: lunedì e martedì

Costo del biglietto: 4 € oppure incluso nella Spoleto Card

Piazza del Mercato, Arco di Druso e Mascherone

7Anche se Piazza del Duomo è quella più scenografica ed amata dai turisti, Piazza del Mercato non è da meno. In questo spazio, il Foro della città romana, ha ospitato per secoli il mercato cittadino. Oggi è una vivace piazzetta su cui si affacciano bar, ristoranti botteghe e bei palazzi.

Piazza del Mercato a Spoleto
Piazza del Mercato a Spoleto

Il “pezzo forte” di Piazza del Mercato è la fontana che dal 1200 portava acqua dal Monteluco fino al centro città. La vecchia fonte si trovava di fronte alla fontana attuale che fu costruita tra il 1746 e il 1748. La facciata con l’orologio è molto scenografica su cui spicca il monumento dedicato alla famiglia Barberini. Per edificare questa fontana fu smembrata la chiesa romanica di San Donato di cui restano solo gli archi delle campate trasformate in botteghe nell’adiacente Via Palazzo dei Duchi.

Nel 1968 in occasione del Festival dei Due Mondi, l’artista Christo, famoso per le sue installazioni spettacolari, “impacchettò” la fontana e il Fortilizio dei Mulini (Vedi punto 2).

Attraversando la piazza si prende Via Arco di Druso per giungere all’arco che dà il nome alla strada. Si tratta di un arco che il senato spoletino decise di costruire in onore di Druso Minore e di Germanico, figlio naturale il primo e adottivo il secondo dell’imperatore Tiberio. Erano gli eredi del grande imperatore ma non ricoprirono mai il ruolo perché morirono prematuramente.  Inglobato nelle costruzioni durante il Medioevo, è stato liberato un solo pilone e parte dell’arco. Accanto all’arco  sorgeva un tempio di circa 12 metri di altezza, quasi 16 di lunghezza e quasi 9 di larghezza.

Superato l’arco, prendendo a sinistra per Via Brignone, si arriva alla Fontana del Mascherone, tanto amata dagli spoletini. Prende il nome dall’imponente maschera umana incorniciata di alloro dalla cui bocca fuoriesce l’acqua. Sulla destra una fontanina invita il viandante a bere e rinfrescarsi (Bibe Viator).

Ex Ferrovia Spoleto - Norcia e Giro dei Condotti

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La ferrovia che dal 1926 al luglio 1968 ha collegato Spoleto con Norcia oggi è diventata uno straordinario percorso che attraverso colline, fiumi, borghi, 19 gallerie e 24 viadotti, ideale da percorrere in bici o a piedi. Sono 51 km divisi in quattro tratte:

Ex Ferrovia Spoleto - Norcia
Ex Ferrovia Spoleto – Norcia
  1. Spoleto – Santa Anatolia di Narco: tanti dislivelli ma davvero spettacolare con ponti, viadotti e gallerie.
  2. S. Anatolia di Narco – Borgo Cerreto: un tratto meravigliosa in cui la ferrovia costeggiava il fiume Nera per lunghi tratti con panorami su borghi ed edifici storici.
  3. Borgo Cerreto – Serravalle: attraversa la galleria di Triponzo, lunga quasi 500 metri, questo tratto porta alla gola di Balza Tagliata con due imponenti massicci calcarei alti circa 700 metri  divisi dal fiume Corno
  4. Serravalle – Norcia: attraverso la stretta di Biselli si arriva a Villa di Serravalle nel Parco Nazionale dei Sibillini e si arriva alla Stazione di Norcia.

Oggi la stazione di partenza a Spoleto, in via Fratelli Cervi, è diventata un Museo che espone cimeli, documenti, parti di impianto, oggetti e fotografie della vecchia ferrovia .

Per informazioni: Umbria Mobilità S.p.A. Tel. 075 9637925 – 347 3765007 – info@umbriamobilita.it – oppure Servizio Accoglienza e Informazioni Turistiche: Tel. 0743 218 620

Portico e Chiesa della Madonna di Loreto

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Quando si parla di portici, la prima città che viene in mente è Bologna, con i suoi portici di San Luca che portano all’omonima chiesa. Anche Spoleto, pure se in pochi lo sanno, ha un tratto di portici che conduce a una chiesa. In questo caso, sia i portici, sia la chiesa, sono dedicate alla Madonna di Loreto di cui si venera l’immagine sacra.

La chiesa fu costruita nel 1572 ed è considerata uno degli edifici di culto rinascimentali più belli dell’Umbria. Qui, nel 1537, il pittore lo spoletino Jacopo Siculo aveva dipinto una Maestà che divenne subito oggetto di venerazione da parte del popolo.

Portico e Chiesa della Madonna di Loreto
Portico e Chiesa della Madonna di Loreto

Quando nel 1571 un terremoto colpì Spoleto il popolo invocò il miracolo della Madonna che, a quanto pare, molti videro muovere gli occhi. Per ospitare il quadro miracoloso si decise di costruire una grande chiesa con dentro una cappella ad imitazione della Santa Casa di Loreto a Recanati, che è poi la casa della Madonna a Nazaret. Alla chiesa si giunge attraverso un portico lungo circa 300 metri costruito per riparare i pellegrini in visita alla chiesa con i soldi elargiti dalle ricche famiglie di Spoleto. Purtroppo la chiesa è chiusa al pubblico e viene aperta ai visitatori solo in particolari occasioni.

La Chiesa di San Ponziano

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San Ponziano è il patrono di Spoleto e a lui è dedicata una chiesa con annesso monastero che si trovano appena fuori Spoleto, a poca distanza dalla Chiesa di San Salvatore (vedi punto 10). Seconda la leggenda, Ponziano fu perseguitato dai romani al tempo di Marco Aurelio in quanto cristiano.

Portato nell’anfiteatro di Spoleto, i leoni si rifiutarono di sbranarlo; fatto camminare sui carboni ardenti, non ebbe nessuna ferita; lasciato in carcere senza acqua né cibo, fu salvato dagli angeli. Solo la decapitazione riuscì ad ucciderlo ma la testa rotolò fino al luogo dove ora si trova la chiesa creando una fonte di acqua purissima. Subito definito santo, Ponziano fu anche nominato patrono di Spoleto.

La Chiesa di San Ponziano
La Chiesa di San Ponziano

Si ritiene che difenda Spoleto dai terremoti perché ce ne fu uno durante il martirio e un altro il 14 gennaio 1703 che colpì anche Abruzzo e altre città umbre ma senza procurare danni a Spoleto. Gli viene inoltre attribuita una profezia che recita “Spoleto tremerà ma non crollerà”.

La chiesa attuale fu edificata tra XI e XIII secolo in stile romanico, anche se di questa resta solo la facciata. Nel 1788 il giovane architetto romano Giuseppe Valadier ristrutturò gli interni secondo il nuovo gusto neoclassico.

La Chiesa è sempre stata accompagnata da un monastero che ha ospitato sia uomini sia donne. Dal 1905 è presente una comunità di suore lateranensi di sant’Agostino che custodiscono anche il teschio del santo martire. La presenza discreta delle suore in clausura è percepibile nella parte sinistra della cripta dove è visibile una grata dalla quale possono seguire le celebrazioni eucaristiche.

Una curiosità: il cranio di San Ponziano viene portato in processione dalla Chiesa al Duomo ogni 14 gennaio dove resta esposta fino alla domenica successiva. In qui giorni gli spoletini non tagliano il pane con il coltello per non replicare il gesto del boia che uccise il santo.

Orari di apertura e costo del biglietto per Chiesa e Monastero di San Ponziano

Orari di apertura: orari di culto
Costo del biglietto: gratis
Come arrivare: Via di San Salvatore

Chiesa di San Salvatore

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A pochi metri dalla Chiesa di San Ponziano c’è la Chiesa di San Salvatore, patrimonio UNESCO per essere uno dei luoghi del potere longobardo in Italia insieme a BeneventoBresciaCampello sul Clitunno, Monte Sant’Angelo nel Gargano Cividale del FriuliLa Basilica di San Salvatore è stata costruita interamente con materiale di spolia, cioè proveniente da altre costruzioni antiche.

Chiesa di San Salvatore
Chiesa di San Salvatore

La sua origine è funeraria, perché fu costruita per i martiri Concordio e Senzia, sepolti lì vicini ed entrambi con poteri di guarigione (in realtà a far bene era l’acqua del Colle Ciciano). La chiesa ha tre navate ed è ormai spoglia di tutto, tranne gli stucchi in controfacciata ed alcuni elementi dell’apparato pittorico nell’abside. Ciò non l’ha privata dell’atmosfera che la rende straordinariamente bella e scenografica.

Orari di apertura e costo del biglietto per la Chiesa di San Salvatore

La Basilica di San Salvatore è inagibile. Non è possibile entrare ma si può ammirare l’interno affacciandosi dal portone principale.

Cosa mangiare a Spoleto

12Siamo nel cuore dell’Umbria, quindi i piatti sono poveri ma buoni. Olio, carne, verdure e qualche cereale sono i protagonisti della tavola. Nei menu dei ristoranti si trovano tutti i piatti tipici dell’Umbria quindi ci concentriamo su alcune specialità tipicamente spoletine. Partiamo dai primi: zuppa di farro, soprattutto d’inverno e di lenticchie sono i due antichi piatti contadini.

Cosa mangiare a Spoleto
Cosa mangiare a Spoleto

Forse il primo umbro più famosi sono gli strangozzi, pasta fresca spessa e sostanziosa, che nelle versione “alla spoletina“, con sugo piccante a base di aglio e pomodoro, oppure nella classica versione al tartufo o con asparagi selvatici. Siamo molto lontani dal mare, quindi il pesce che si trova più spesso sulla tavola è il baccalà alla spoletina, cioè in umido. Tra le torte salate, a Spoleto si mangia la Fojata, arrotolata su se stessa come uno strudel e farcita con verdure e formaggio poi cotta al forno. Un piatto molto particolare è la parmigiana di gobbi, cioè i cardi preparati con salsa di pomodoro e parmigiano. Come in tutto il centro Italia, cinghiale e agnello non mancano dai menu nella versione in umido o alla cacciatora.

Tra i dolci tipici ricordiamo la Crescionda, fatta con formaggio pecorino, uova, brodo di gallina, pane grattugiato, buccia di un limone, zucchero, cioccolato fondente o cacao amaro anche se oggi la tradizione è stata in parte abbandonata e il brodo di gallina è quasi scomparso dalla ricetta. Oggi è un dolce tradizionale del Carnevale ma non è raro trovarlo in altri periodi dell’anno. Simile, ma con ingredienti diversi, è l’Attorta: interno di mele, frutta secca e spezie che nella vicina Foligno chiamano Rocciata. Tra i vini da assaggiare lo Spoleto Bianco Doc tipico di questo territorio.

Fonti del Clitunno

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A soli 15 km da Spoleto ci sono le Fonti del Clitunno un fiore all’occhiello del paesaggio naturalistico umbro. Queste sorgenti sotterranee nascono a Campiello sul Clitunno, tra Spoleto e Foligno lungo la via Flaminia. Scorrono poi per 60 km fino a buttarsi in un affluente del Tevere.

Le Fonti del Clitunno in Umbria

Il loro suggestivo aspetto con la vegetazione che circonda le rive riflettendosi nelle acque dai colori intensi, è stato fonte d’ispirazione per molti scrittori e poeti. Nell’antichità si credeva che nei fondali di queste acque dimorasse il Dio Clitunno, in onore del quale sorsero tre templi andati poi perduti. Unico superstite di quelle costruzioni, un piccolo tempietto in cui sono custoditi alcuni antichi affreschi dell’Umbria. In più, l’Imperatore Caligola si recava qui per consultare l’oracolo e pare che venissero svolti anche riti religiosi. Non solo un’importanza ambientale, quindi, ma le Fonti hanno anche una certa valenza storica e culturale. Sono infatti inseriti nella lista UNESCO dei luoghi dei Longobardi in Italia.

Dintorni di Spoleto

14Intorno a Spoleto ci sono alcuni dei borghi più belli dell’Umbria e d’Italia: in non più di 20 minuti d’auto si possono raggiungere Spello, Foligno, Montefalco, Bevagna, il gioiellino Rasiglia e la già citata Campello sul Clitunno. Con un po’ di strada in più si raggiunge il capoluogo regionale, Perugia, Gubbio e anche Orvieto.

Dove dormire a Spoleto

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