Il borgo di Cividale del Friuli

Il borgo di Cividale del Friuli: uno dei borghi più belli d'Italia con il Ponte del Diavolo. Monumenti, storia, cosa vedere e cosa mangiare.

Il borgo di Cividale del Friuli
Il borgo di Cividale del Friuli

Cividale del Friuli è uno dei borghi più belli e magici da visitare del Friuli Orientale. Si trova in provincia di Udine, nel territorio delle Valli del Natisone, dove persistono tradizioni, miti e dialetti sloveni, ma con una storia che parte da più lontano. Cividale infatti è stata fondata da Giulio Cesare nel II secolo a. C, con il nome di Forum Julii da cui, per contrazione, è nato il nome “Friuli”. I reperti artistici e i monumenti di Cividale fanno parte del Patrimonio dell’Umanità dal 2011 e si possono ammirare tutti in una giornata. Il nome Cividale, invece, deriva da “civitas Austriae”, la residenza ufficiale del Patriarca, vassallo
dell’Imperatore di Germania, fino al 1238. Oggi Cividale testimonia con fierezza lo splendore del primo Ducato Longobardo in Italia, e ha saputo armonizzare il suo passato romano con i tesori bizantini che custodisce, oltre alle influenze tardomedievali e ai legami mitteleuropei che prendono vita ogni anno nel suo Mittelfest, il festival di letteratura, musica e poesia a cui partecipano i paesi della Mitteleuropa.

In giro per il Borgo di Cividale del Friuli

Il borgo visto dal Ponte del Diavolo
Il borgo visto dal Ponte del Diavolo

Nel centro di Cividale si passeggia a piedi, dopo aver lasciato l’auto in uno dei parcheggi poco fuori dal borgo. La piazza di Cividale è dominata dal Duomo, costruito nel 1457 e rimaneggiato nei secoli successivi. L’interno merita una visita per la preziosa Pala d’argento di Pellegrino II. Accanto al duomo, con ingresso di 4 euro, si può visitare il Museo Cristiano, che ospita alcune tra le testimonianze più preziose della dominazione Longobarda. Tra queste, l’Ara di Ratchis, un altare in pietra carsica decorato con bassorilievi, e la cattedra su cui si sono celebrate le insediazioni di molti patriarchi. Da non perdere poi la spada del Patriarca Marquardo di Randeck. Sulla piazza si affaccia inoltre il palazzo dei Provveditori Veneti, che oggi ospita il Museo Archeologico Nazionale (vedi paragrafo più in basso), e dopo una sosta in uno dei bar ci si sposta nei vicoletti che circondano la piazza: basta seguire i cartelli per trovarsi davanti a meraviglie come la casa medievale, la più antica di Cividale, perfettamente conservata ancora oggi, e il prezioso Tempietto Longobardo (vedi paragrafo), l’espressione artistica più importante in Italia della cultura Longobarda.

La piazza di Cividale
La piazza di Cividale

Il Museo Archeologico Nazionale di Cividale del Friuli

Questo museo raccoglie tutti i preziosi reperti trovati durante una campagna di scavi finanziata dall’imperatore d’Austria Francesco I in queste zone. Patrimonio Mondiale dell’Umanità, il museo sorge sui resti del Palazzo Patriarcale di epoca medievale e la collezione è divisa in reperti romani e testimonianze longobarde e bizantine. Tra i tesori longobardi sono da ammirare i corredi delle necropoli e l’oreficeria. In particolare, una sezione del pianterreno documenta la vita quotidiana del Forum Julii, una delle quattro
città romane del Friuli (insieme ad Aquileia, Trieste e Zuglio). Le dominazioni bizantine e longobarde sono rappresentate sempre al piano terra, con arredi sacri e sculture. Cividale come sede dei Patriarchi si può ammirare nel cortile del pianterreno, con statue, rilievi, decorazioni dei palazzi. Tra le molte opere da vedere, consigliamo inoltre una visita al cimitero ebraico, con lastre tombali che risalgono al medioevo, e all’area archeologica nelle sue fondamenta, che custodisce un insieme di abitazioni rimane del III secolo d.C.

Il Museo Archeologico Nazionale di Cividale del Friuli

Orari di apertura: dalle 8.30 alle 19.30 da martedì a domenica, dalle 9 alle 14 il lunedì. Chiuso a Capodanno, A Natale e il primo maggio.
Costo del biglietto: 4€ adulti, 2€ per ragazzi da 18 a 25 anni, gratis fino a 18 anni.

Il Tempietto Longobardo e il monastero di Santa Maria in Valle

Il Tempietto Longobardo e il monastero di Santa Maria in Valle
Il Tempietto Longobardo e il monastero di Santa Maria in Valle

Il Tempietto Longobardo è una cappella in pietra costruita nel 1700 e fino al 1893 è stato usato dalle monache come oratorio. È una struttura unica in tutto l’Occidente, in particolare per il grande arco decorato con trafori a giorno e le grandi statue di santi e martiri. Il colpo d’occhio che si riceve all’ingresso è mozzafiato. Una cappella alta e stretta, sormontata da un arco di pietra decorato con tralci di vite e sei statue femminili, più alte del normale. Il soffitto e le pareti recano tracce di affreschi realizzati tra l’XI e il XIV secolo, e le navate sono separate da colonne con capitelli corinzi.  Il tempietto si trova nel Monastero di Santa Maria in Valle, poco lontano dal centro, sulle sponde del fiume Natisone. Il Tempietto e il Monastero sono Patrimonio dell’Umanità dal 2011.

Informazioni per la visita al Tempietto Longobardo

Orari di apertura
da aprile a settembre: dal lunedì al venerdì’ dalle 10 alle 1 e dalle 15 alle 18, sabato, domenica e festivi orario continuato.

Da Ottobre a marzo: dal lunedì al venerdì’ dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 17 sabato, domenica e festivi orario continuato.

Costo del biglietto: 4€ adulti, 3€ per ragazzi da 18 a 25 anni, 1,50 fino a 18 anni e studenti fino a 18 anni. Al costo di 9 € è disponibile un biglietto combinato che dura 72 ore e comprende anche l’accesso al Museo Cristiano e al Museo Archeologico Nazionale.

L’Ipogeo Celtico di Cividale

L’Ipogeo Celtico, che si raggiunge a piedi con pochi passi dalla piazza, è un insieme di stanze sotterranee scavate nella roccia lungi gli argini del Natisone, di epoca preromana e utilizzato da tutte le popolazioni successive come carceri o cisterne. Non sono chiare le funzioni originarie di questo posto, che è avvolto da tante leggende, così come non si conosce il significato di tre grandi mascheroni di pietra scavati nelle nicchie. Oltre a camere e corridoio, sono stati scavati gradini, panchine, volti. Un mistero da scoprire in silenzio.

Informazioni per la visita all’Ipogeo Celtico

Orari di apertura: l’ipogeo si può visitare tutti giorni dalle 10 alle 12 e dalle 14. 30 alle 16.30 da ottobre a marzo, e dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 17 da aprile a settembre. L’ingresso è gratuito: le chiavi si ritirano allo sportello Informacittà di Cividale: tel. 0432 710 460.

Il Ponte del Diavolo di Cividale del Friuli

Il Ponte del Diavolo di Cividale del Friuli
Il Ponte del Diavolo di Cividale del Friuli

Sospeso sulle acque verdi e freddissime del Natisone, il Ponte del Diavolo risale al 1442 ed è uno dei simboli di Cividale, testimone anche delle guerre che di qui sono passate, perché è stato distrutto la prima volta nel 1917 e la seconda nel 1945, anche se questa volta con danni minori. È un massiccio ponte di pietra con due grandi arcate: il pilastro centrale poggia su di una roccia naturale e, fino al secolo scorso, ogni estremità era protetta da una torre. Oggi, dall’estremità di sinistra, il borgo di Cividale con le sue casette colorate ammassata una sull’altra si ammira nel suo intero, e si può scendere anche lungo il greto del fiume grazie a una scalinata, oppure fermarsi ad assaporare l’atmosfera dal Belvedere. Ma perché si chiama Ponte del Diavolo? La leggenda narra che il successo della costruzione di questo ponte fu merito del diavolo in persona, che chiese in cambio l’anima del primo passeggero del ponte. Il mito, a seconda delle sue versioni, racconta che i cividalesi si presero gioco del maligno facendo passare di lì un cane, un gatto, una pecora.

Cosa mangiare a Cividale

Cividale è terra di frontiera e nella cucina questo si sente: Italia, Slovenia e Austria si uniscono a tavola mettendo insieme le rispettive tradizioni. Dall’Italia arrivano il Frico, il Prosciutto di San Daniele, muset (cotechino di muso del maiale) e brovada (rapa). Dal vecchio Impero Asburgico piatti stranieri già nel nome: Stakanje (patate, zucchine e tegoline condite con ciccioli, aglio e aceto) Bizna (Minestra con rape, fagioli e grano turco). Basta qualche ora per prendere le buone abitudini alcoliche dei friulani. Si fermano alle osterie per un taj (il bicchiere di vino), e per stuzzicare qualcosa. I vini rossi da provare sono Refosco e Cabernet; tra i bianchi non può mancare il Verduzzo e il Tocai friulano. Se volete fare come i locali, ordinate uno spritz, nero o bianco.

Il frico
Il frico