Cosa vedere al Palazzo Reale di Napoli

La reggia costruita per un re che non è mai arrivato.

Cosa vedere palazzo reale di napoli

Alla fine del 1500 la notizia della possibile visita del Re Filippo III a Napoli, creò una certa agitazione. La capitale del Viceregno, infatti, non aveva luoghi per ospitare l’uomo più potente del mondo. Dopo infiniti ripensamenti, il viceré don Fernando, ordinò la costruzione di una residenza per l’illustre ospite. Il Palazzo Reale fu commissionato a Domenico Fontana nel 1600, che lo consegnò dopo solo due anni, anche se non completamente finito. Peccato però, che il capriccioso Re Filippo III cambiò idea senza avvisare: rimandò la sua visita a Napoli a data da destinarsi. Oggi è uno dei monumenti di Napoli da vedere assolutamente e Voi che siete più fortunati del Re, potete visitare l’Appartamento Reale, la Cappella Reale, i giardini e il Teatrino di corte. C’è molto altro da vedere e in questa pagina vi consigliamo le 10 cose da non perdere durante una visita al Palazzo Reale di Napoli.

dalla stazione centrale, bus R2 con fermata San Carlo. Dall’aeroporto di Capodichino, Alibus fermata Piazza Municipio.

tutti i giorni dalle 9:00 alle 20:00
Mai ogni mercoledì, il 25 dicembre, il 1 gennaio, il 25 aprile e il 1 maggio.

intero 4 €, ridotto € 2.

Facciata del Palazzo Reale di Napoli

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I 169 metri della facciata sono tutti opera del Fontana, fatta eccezione per le arcate inferiori che nel Settecento, per dare maggiore stabilità all’edificio, furono chiuse dal Vanvitelli. Sopra l’ingresso principale, un balcone di parata ai cui lati gli stemmi reale e vicereale sovrastano quello dei Savoia. Le otto statue custodite nelle rispettive nicchie esterne raffigurano otto dei più importanti Re che sono saliti sul trono del Regno di Napoli. La varietà degli stili artistici è dovuta al fatto che ogni statua è frutto di uno scultore diverso, e tutte insieme raccontano un po’ di Napoli che a questi Re deve la sua storia.

Appartamento Storico del Palazzo Reale di Napoli

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Dal 1919 l’Appartamento Reale è adibito a museo con il nome di Appartamento Storico, esso racchiude tutte le stanze ‘di etichetta’ al Piano nobile. Si tratta di sale usate all’epoca per cerimonie istituzionali e di rappresentanza. Sebbene molte camere e molti arredi, soprattutto quelli usati quotidianamente, siano andati persi, la sale più antiche sembrano non aver subito gli effetti del tempo: conservano ancora integro l’aspetto originario con statue, arazzi, mobili d’epoca e pitture. Le testimonianze storiche più importanti sono offerte dagli affreschi seicenteschi che esaltano la gloria e le vittorie degli spagnoli.

Il Teatrino di Corte del Palazzo Reale di Napoli

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Dato che, per questioni di decoro, i viceré non potevano recarsi a teatro, nel 1768 Ferdinando Fuga allestì un teatrino di corte nella Gran Sala. Nonostante i danni subiti dopo la guerra, il Teatro conserva ancora la struttura architettonica originaria e le dodici statue in gesso e cartapesta, raffiguranti le nove Muse, Minerva, Apollo e Mercurio. Furono messe in scena rappresentazioni di opere buffe che destavano negli spettatori ammirazione ed entusiasmo. Due porte di legno, opera di un decoratore anonimo, intarsiate con motivi vegetali, animali e fantastici, accompagnano i visitatori nella sala successiva.

Sala Diplomatica del Palazzo Reale di Napoli

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Caratteristica della Sala Diplomatica è la volta: una serie di telai di legno uno accanto all’altro a formare un solaio, decorata da un affresco di Francesco De Mura raffigurante l’Allegoria delle virtù di Maria Amalia di Sassonia e Carlo di Borbone. Questa sala, detta anche Anticamera di Sua Maestà, era destinata ad accogliere il Corpo delle delegazioni diplomatiche. Le pareti, rivestite di lampasso rosso, sono arricchite da due arazzi che raffigurano le allegorie del Fuoco e dell’Aria e ancora mobili neo-barocchi ad arricchire la Sala.

Sala del Trono del Palazzo Reale di Napoli

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Nella Sala del Trono il re accoglieva i suoi ospiti. Essa è riconoscibile, oltre che dalla presenza del trono stesso, dai ritratti, alle pareti, di personaggi realmente esistiti tra il Seicento e l’Ottocento. Il baldacchino di velluto rosso risale al Settecento, mentre il trono, con i leoni in stile impero sotto i braccioli, è databile intorno al 1850. Sul soffitto figure femminili avvolgono il simbolo dell’autorità regale: sono le personificazioni di tutte le province del Regno delle Due Sicilie, mentre, al centro, gli stemmi del cavallo e della Trinacria a simboleggiare Napoli e la Sicilia. Di fronte al trono, un ritratto di Ferdinando I: il re che è stato più a lungo sul trono di Napoli.

Sala dei Fiamminghi del Palazzo Reale di Napoli

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Un soffitto con il dipinto di Tancredi che rimanda Costanza all’Imperatore Arrigo VI accerchiato dagli stemmi delle province meridionali, sovrasta la Sala dei Fiamminghi. Chiamata così perché custodisce una serie di dipinti del Seicento olandese che furono acquistati dalla Galleria Reale del Palazzo di Francavilla a Chiaia per il re Ferdinando IV di Borbone. Una fioriera con le vedute delle Ville Imperiali Russe fa da sostegno all’uccelliera di bronzo e porcellana posta al centro della Sala, in più, sulla console, l’orologio musicale di Charles Clay risalente ai primi anni del Settecento.

Sala del Seicento Napoletano del Palazzo Reale di Napoli

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Un’esposizione di dipinti del Seicento Napoletano impreziosiscono questa Sala che, insieme ad un’altra serie di stanze, forma l’appartamento di Maria Amalia di Sassonia. Tra i vari dipinti spicca San Gennaro invoca la fine della peste a Napoli di Luca Giordano ma anche L’incontro di Rachele e Giacobbe e Orfeo che incanta gli animali, entrambi di Andrea Vaccaro. Impressionanti sono le decorazioni del soffitto: una composizione a “ramages” di oro e stucchi bianchi che risale al Settecento. Al centro della Sala è posto un tavolino proveniente dell’Opificio di Pietre Dure di Firenze che fu donato al Re Ferdinando I dal Granduca di Toscana Leopoldo II

Salone d'Ercole del Palazzo Reale di Napoli

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Anche se il Salone d’Ercole venne costruito nel Seicento, solo nel secolo scorso, quando venne adibito a salone da ballo, ha acquisito l’assetto attuale. In quanto Sala dei vicerè, il Salone era arricchito da molti loro ritratti; oggi accoglie la serie di arazzi di Amore e Psiche tessuti da Pietro Duranti, tra il 1783 e il 1789, e provenienti dalla Reale Fabbrica di Napoli. Da non tralasciare, l’orologio di Thuret, raffigurante Atlante che regge il mondo.

La Cappella del Palazzo Reale di Napoli

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La Cappella è stata il centro della scena musicale napoletana, fu costruita nel XVII secolo su disegno di Cosimo Fanzago e dedicata all’Assunta. Mentre l’impianto barocco è rimasto invariato, le decorazioni iniziali sono state totalmente modificate. Tra i vari dipinti e cimeli che la Chiesa conserva, ciò che spicca è l’altare barocco di Dionisio Lazzari: un’esplosione di lapislazzuli, agate, ametiste e diaspri. L’altare venne costruito per la Chiesa di Santa Teresa degli Scalzi e trasportato, poi, qui da Gioacchino Murat. Oggi la Cappella viene utilizzata come Museo e custodisce opere quali un Cristo di bronzo dorato attribuito al Vinaccia.

Giardini del Palazzo Reale di Napoli

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I Giardini Reali sono l’area verde del Palazzo sin dal XIII secolo. Nell’Ottocento il botanico Federico Corrado impiantandovi lecci, magnolie, piante rare ed altri tipi di vegetali, conferì al giardino uno stile “all’inglese” che lo rese meta ambita dai visitatori. Sempre all’Ottocento risale la cancellata in ferro dorato che introduce nel viale contornato dalla statue dei Palafrenieri. In fondo ai Giardini,le Scuderie ottocentesche sono attualmente adibite ad uso espositivo. Nelle trasformazioni ottocentesche si inserisce anche un piccolo giardino, Giardino Italia, decorato con le palme di San Pietro e con al centro una statua marmorea raffigurante l’Italia.