Il Teatro San Carlo di Napoli

Dal 1737 qui suona la grande musica classica

Il Teatro San Carlo di Napoli
Il Teatro San Carlo di Napoli

Il Real Teatro San Carlo è uno dei più grandi teatri italiani e tra i più antichi d’Europa, riconosciuto dall’UNESCO come patrimonio dell’umanità. Il Re Carlo di Borbone ne ordina la costruzione nel 1737 per dare alla città di Napoli un nuovo teatro, simbolo del potere regio. Il progetto viene affidato all’architetto Giovanni Antonio Medrano e dopo otto mesi dall’inizio dei lavori, il teatro è completato: 184 palchi più un palco reale, per ospitare 1379 persone.

 Una porta dietro il Palco Reale mette in comunicazione il Palazzo Reale con il teatro, in modo che il Re non dovesse scendere in strada per assistere agli spettacoli. Secondo le numerose testimonianze dei viaggiatori, l’acustica e le decorazioni soccombevano di fronte alla vastità di sala. Nel corso del Settecento il San Carlo è stato sottoposto a diversi ritocchi sia per migliorarne l’acustica sia per adattarsi ai diversi cambiamenti di gusto, non dimenticando le strutture o decorazioni provvisorie installate in occasione di eventi particolari. I primi ritocchi risalgono al 1767 quando Ferdinando Fuga rinnova la decorazione dell’uditorio e inserisce sui palchi degli specchi muniti di torciere con candele per incrementare l’illuminazione e creare quell’effetto decantato da Stendhal:“Gli occhi sono abbagliati, l’anima rapita”.

Al San Carlo hanno suonato tutti

Il San Carlo vanta tre complessi artistici di tutto rispetto: l’Orchestra, il Coro e il Corpo di Ballo. L’Orchestra esordisce il 4 Novembre 1737 con Achille in Sciro di Domenico Sarro, e da allora non ha mai smesso di suonare. E’ stata destinataria di opere scritte da Bellini, Rossini e Verdi ed ha visto susseguirsi alla direzione maestri come Martucci, Toscanini e, in epoca più recente, Riccardo Muti.

L’impianto corale, invece, diventa stabile negli anni Venti del Novecento con il maestro Giuseppe Papa e, a partire dagli anni Cinquanta, due sono i nomi che caratterizzano la sua storia: Giacomo Maggiore e Roberto Benaglio. E’ stato, inoltre, determinante l’apporto dato alla Danza tanto che il Teatro ne è diventato la “scuola napoletana”.

Anche il corpo di ballo debutta all’inaugurazione del 1737 con tre balli del celebre coreografo Gaetano Grossatesta: I Credenzieri, Quattro Stagioni, Marinai e Zingari. Al napoletano Salvatore Viganò, invece, si deve l’ideazione del “coreodramma”, in cui la coralità prevale sugli assoli.

Il teatro è in Via San Carlo, 98. Si trova nei pressi di Piazza del Plebiscito, al centro di Napoli.

A piedi nel centro
Dall’aeroporto di Capodichino, Alibus fermata Piazza Municipio poi a piedi.
Dalla Stazione Centrale: Metro linea 1 fermata Toledo o Municipio.
Autobus R2

Il Teatro si visita solo con visite guidate.

Orari

Dal lunedì al sabato
Turni
Mattina: 10:30; 11.30; 12:30
Pomeriggio: 14,30; 15:30; 16:30
Domenica
Turni
Mattina: 10:30, 11:30, 12:30

€ 5.00.