La Sirenetta di Copenaghen

La piccola statua in bronzo ispirata ad una delle fiabe più note dello scrittore danese Andersen, si trova all'imbocco del porto, sul molo di Langeline, quasi a voler accogliere i naviganti.

La Sirenetta di Copenaghen
La Sirenetta di Copenaghen. Foto Peter o' Toole/Shutterstock.com

Statua simbolo di Copenaghen, la Sirenetta è una delle attrazioni più visitate dai turisti. La piccola statua in bronzo è ispirata ad una delle fiabe più note dello scrittore danese Andersen, nella quale si narra dell’amore impossibile tra la giovane figlia del re del mare ed il bel principe terrestre. La celeberrima Lille Havfrue (sirenetta in danese), fu scolpita nel 1913 da E. Erksen il quale, dopo il rifiuto della ballerina scelta per posare per l’opera, chiese a sua moglie di fargli da modella. La scultura venne commissionata da Carl Jacobs, mecenate e proprietario della fabbrica di birra Carlsberg, profondamente colpito ed emozionato da un adattamento della fiaba come balletto, e da questi donata alla sua città per abbellirla. 

Come la Sirenetta di Copenaghen è diventata famosa in tutto il mondo

La Sirenetta di Copenaghen, quasi ignorata all’inizo, conquistò una certa popolarità nel tempo grazie ad alcune foto pubblicate su un giornale americano, fino a diventare il simbolo più famoso e conosciuto di Copenaghen ed il più amato della Nazione. La dolce creatura del mare si trova all’imbocco del porto, sul molo di Langeline, quasi a voler accogliere i naviganti, vicino al Kastellet, una cittadella con bastioni e fortificazioni oggi trasformata in parco.

Adagiata su una sorta di scoglio con lo sguardo pieno di nostalgia rivolto verso il mare, sua dimora naturale, la sirenetta è immortalata nel momento della sua metamorfosi, mentre la lunga coda di sirena lascia il posto a due gambe umane. Malgrado le piccole dimensioni (la statua è alta appena 1,25 metri), che spesso lasciano delusi i turisti, la Sirenetta è uno dei più poetici simboli di Copenaghen, espressione dell’anima gentile della città, tanto cara ai suoi abitanti.

Amata o odiata, in molti hanno provato a distruggerla

Certo non si può dire che la Sirenetta di Copenaghe abbia avuto un’esistenza felice. Oltre ad amare senza speranza un principe per la cui felicità sacrificherà la propria vita, l’esile figura bronzea ha subito negli anni orribili sfregi: mutilazioni, imbrattamenti con vernice e catrame, a causa dei quali negli anni Novanta fu necessario sostituirla con una copia identica all’originale ma ricavata da un unico blocco di bronzo.
Nel 1961  le furono disegnati addosso un reggiseno e un paio di mutandine; nello stesso anno qualcuno la dipinse di rosso; nel 1964, alcuni artisti del Movimento Situazionista le segarono e le sottrassero la testa che non fu più ritrovata e che, pertanto, fu sostituita con una copia.

A metà degli anni Settanta, fu nuovamente imbrattata con vernice rossa, mentre nel 1984 le fu amputato il braccio destro che però venne restituito dagli stessi autori del misfatto. Nel 1990, la povera sirena subì un tentativo di decapitazione che le procurò un taglio nel collo di 18 cm, nel 1998 invece, i vandali riuscirono nell’impresa portandosi via la testa che fu restituita in forma anonima.
Nel 2003, è stata addirittura staccata dalla roccia con l’aiuto di una piccola carica esplosiva. Nel 2004, come segno di protesta al via libera a Bruxelles dei negoziati per l’ingresso della Turchia nell’Unione Europea, la Sirenetta fu avvolta in un burqa. Piuttosto forte anche una delle ultime (in ordine di tempo) provocazioni: in occasione della Giornata internazionale della Donna, l’8 marzo 2006 un dildo è stato attaccato alla mano dell’innocente Sirenetta.

Nonostante tutto, però, la Sirenetta rimane ancora lì, sul suo scoglio a specchiarsi nelle acque del Baltico e a riflettere sul suo destino. Bella e malinconica attende i turisti, dalla terra e dal mare, che ammaliati dalla sua figura le rendono omaggio.

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