10 cose da fare e vedere in Andalusia

Una guida completa e dettagliata alle 10 cose da fare e vedere in Andalusia

L'Alcazar di Siviglia

L’Andalusia è una terra estrema, la regione più calda e passionale della penisola Iberica. Da molti definita come “il ponte tra due continenti”, Europa ed Africa, è anche il punto di incontro tra due mari, l’Oceano Atlantico ed il Mediterraneo. Grazie a questa particolare posizione geografica, l’Andalusia ha vissuto l’incessante susseguirsi di culture diverse, che da qui sono entrate in Europa nel corso dei secoli: questo che le è valso anche il titolo di “Porta dell’Europa“. E’ una regione profondamente meridionale, la patria delle case bianche, dei fiori variopinti che coprono i cortili, dei paesini arroccati come in un presepe vivente, ma anche del profumo di agrumi e di olio, del suono del flamenco. La caratteristica principale dell’Andalusia è la contraddizione. Ogni angolo del suo territorio è segnato dalla diversità: le calde valli del Guadalquivir, si affiancano ai paesaggi vulcanici del deserto di Tabernas e alle bianche cime della Sierra Nevada. Dalle neve al mare in pochi chilometri. Dall’abbondanza di acqua delle città più famose (Cordoba, Siviglia e Granada) al deserto in cui girava i film Western Sergio Leone.

In questa pagina vi invitiamo a scoprire la regine spagnola partendo dalle 10 cose da fare e vedere assolutamente in Andalusia durante una vacanza. 

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Siviglia in Andalusia

1Non c’è nulla nell’Europa occidentale di più esotico di Siviglia. L’elegante capitale dell’Andalusia rappresenta bene tutti gli stereotipi della Spagna: i tori, le tapas, il vino, la birra, la gente allegra che ama le feste. Solo che a Siviglia queste non sono invenzioni fatte apposta per attirare turisti ma l’anima stessa di un popolo che ama vivere così.

La Cattedrale di Siviglia

Ovvio che questi non sono i soli motivi per cui è giusto visitare la capitale andalusa. Tra le viuzze strette e i quartieri aristocratici dai cortili silenziosi, Siviglia disvela un patrimonio monumentale di grande valore, fatto di edifici maestosi, chiese imponenti, palazzi in stile arabo. L’unione (e la lotta) tra le diverse culture che hanno abitato la città andalusa sono oggi la sua maggior ricchezza e le cose principali da vedere e scoprire: le cattedrali cristiane, i palazzi arabi, i quartieri in cui vivevano gli ebrei.

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Granada

2C’è un detto spagnolo che dice: chi non ha visto Granada, non ha visto nulla. La bellezza di questa città è stata decantata fino a farne un mito. Ma è davvero così bella?

Il Generalife a Granada

Noi pensiamo di si, e non solo perché è possibile ammirare intatte molte testimonianze della sua storia millenaria; Granada è bella per come è oggi, per la vivacità e per il fatto che non si limita a conservare il suo “museo a cielo aperto” ma lo vive, intensamente.  Quando si parla di Granada è banale, ma obbligatorio, parlare della sua posizione geografica che l’ha resa luogo di incontro e di convivenza pacifica della cultura iberica, romana, islamica. Di questo splendore restano testimonianze conosciute anche da chi non ha mai messo piede in Andalusia, autentici gioielli dell’architettura. Chi non ha sentito parlare dell’Alhambra, la residenza dei sovrani musulmani e monumento più rappresentativo della città?

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Cordoba in Andalusia

3Cordoba è stata per lungo tempo la capitale dell’Impero Musulmano in Spagna. I Mori ne fecero il centro culturale del loro dominio. In quei secoli Cordoba arrivò ad avere 900.000 abitanti ed essere la città più popolosa d’Europa. Nonostante la distruzione di molte delle testimonianze artistiche del tempo, Cordoba resta la città andalusa in cui è più visibile il passato musulmano. Tra l’8° e l’11° secolo, Cordoba era importante per i musulmani quanto lo è La Mecca oggi.

La Mezquita di Cordoba

Il pellegrinaggio alla Mezquita era una tappa obbligata per ogni fedele di Maometto.La città di Cordoba era la vera capitale della Spagna, un luogo dove vivevano filosofi, scienziati e studenti che frequentavano la prima Università creata in Europa. Ma Cordoba non era solo un luogo di cultura: era famosa anche per i suoi palazzi dedicati al piacere, con Bagni Arabi e Harem. Oggi Cordoba non ha più quell’antico splendore. E’ una città moderna, con centri congressi, palazzi in cemento, strade larghe e nuove.  Ma basta entrare nel centro storico, visitare la Mezquita o girare per le strade acciottolate della Juderia per ritrovare tutta l’atmosfera della Cordoba musulmana e lo spirito più vero dell’Andalusia di un tempo.

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La Costa del Sol

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La Costa del Sol è, nel bene e nel male, il simbolo di come sia cambiato il nostro modo di viaggiare. Quasi sconosciuta fino agli anni ’60, per una serie di coincidenze è diventata una meta prima del turismo ricco e poi di quello di massa. In pochi decenni i piccoli villaggi di pescatori sono stati accerchiati da hotel di 20 piani, ristoranti, bar e discoteche. Questo ha attirato ancora più persone e così via, fino a trasformare questo tratto di Spagna nel ritrovo estivo preferito dai giovani di tutta Europa. Torremolinos, Estepona e Fuengirola sono i simboli della cementificazione selvaggia a vantaggio delle vacanze a basso costo mentre altri paesi, come Nerja e Benalmadena, hanno cercato di resistere ed in parte ci sono riuscite. Al di fuori delle rotte più turistiche ci sono molte cose belle da scoprire in Costa del Sol: ad esempio i pueblos biancos, i paesi con le case tutte bianche dalla tipica architettura andalusa. Tra questi consigliamo Ronda con il suo fantastico strapiombo e Mijas, perfettamente conservata e per questo ritrovo di artisti.

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Malaga in Andalusia

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Pablo Picasso portò per sempre negli occhi i colori di Malaga, la città in cui nacque prima di iniziare a girare il mondo. Certamente la Malaga in cui visse l’artista era meno cementificata di quella odierna ma resta comunque una delle località più belle di tutta la Costa del Sol.

Il Museo Picasso a Malaga

La sagoma del Castello di Gibralfaro e le mura che portano all’Alcazaba offrono bellissimi scorci sul Mediterraneo.

Un po’ più in basso c’è Teatro Romano, l’arena La Malagueta e il centro storico della città. Di sera turisti e cittadini si riversano sul lungomare di La Farola, costeggiato da bar, ristoranti e chiringuitos. Un buon periodo per visitare la città è Pasqua, quando tutta la popolazione partecipa ai riti della Semana Santa, una festa straordinaria a metà tra religione e passione, famosa ed apprezzata in tutto il mondo.

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Ronda in Andalusia

6Vale davvero la pena rinunciare a qualche ora di mare per arrampicarsi fino al paesino di Ronda. Costruito interamente su un costone di roccia con uno strapiombo di 160 metri sul fiume Guadalevín. Questa frattura nella roccia divide la città in due parti unite dallo spettacolare Puente Nuevo costruito nel 1784-88. Ronda ha una tipica struttura araba, con case bianche, stradine e balconi fioriti ed offre quindi piacevoli passeggiate con panorami straordinaria sul territorio circostante. Non mancano alcuni monumenti molto interessanti, come la Plaza de Toros (Corrida) più antica di Spagna e la Casa del Re Moro, un’abitazione da cui si accede, attraverso 200 scalini scolpiti nella roccia, al burrone che gli arabi usavano per tirare su l’acqua dal fiume Guadalevín.

Jerez de la Frontera

7Non la si trova negli itinerari classici dell’Andalusia, ma Jerez de la Frontera merita una visita per almeno 3 buoni motivi. E’ la patria dello Sherry, un vino liquoroso che si produce rigorosamente qui anche se nessuno lo sa! E’ la patria del Flamenco, quindi è doveroso prenotare una cena-spettacolo in qualche bar/ristorante e godersi lo spettacolo di un chitarrista e della sua ballerina. E’ la patria dei cavalli andalusi, fieri, eleganti e agili, usati dal Medioevo a oggi per sfilate ed esibizioni. Jerez è un piccolo gioiellino di case bianche, scale, balconi fioriti e qualche interessante monumento. Da non perdere: la Cattedrale di San Salvador, costruita sulle rovine di una moschea e la Certosa, l’Alcazr, le viuzze del Casco Antiguo (centro storico) e il tradizionale quartiere gitano di Santiago dove tutto gira intorno al Flamenco.

Cadice in Andalusia

8Cadice è da sempre terra di confine: siamo oltre Gibilterra, al di là delle Colonne d’Ercole in quello che prima di Cristoforo Colombo era considerato il confine dove finiva il mondo. Siamo sull’Atlantico, il Portogallo è vicino, l’Africa è a poche miglia di mare. Ma la chiamano anche Habanita, “Piccola Avana” perché per l’architettura, la luce, i colori e il clima ricorda la capitale di Cuba. Le architetture arabe di Siviglia, Cordoba e Granada sono ormai lontane e compaiono i colori bianchi e azzurri e le cupole dorate tipiche del nord Africa. Il monumento più importante è la Cattedrale Nuova di Cadice con la tradizionale cupola dorata. La città era costellata di torri di avvistamento che i commercianti si fecero costruire per avvistare le loro navi di ritorno dalle Americhe: la più alta è importante è quella di Tavira da cui si gode un bel panorama sulla città. Da non perdere anche la camera oscura interna che proietta l’immagine panoramica e dal vivo dell’intera città. (dalle 10 alle 18. Costo 6 €). Il quartiere da non perdere è quello del Populo, il più antico della città.

Cosa mangiare in Andalusia

9L’Andalusia è da sempre stata terra di confine e luogo di incontro tra culture diverse; questa storia, unita alla diversità degli ambienti geografici, ha fortemente influenzato anche la sua cucina. La campagna, le coste e la montagna hanno reso questa zona della Spagna una regione con una variegata produzione di prodotti. Dalla campagna arrivano i cereali, dalle colline le olive, dalle coste, atlantica e mediterranea, un’incredibile varietà di pesci. Il piatto tipico della tradizione andalusa è il gazpacho, zuppa di verdure fredda, fatta di cetrioli, pomodori e peperoni, condita con olio, aceto e aglio e servita con ghiaccio. E’ difficile incontrare nel mondo un prodotto tanto ricco di aromi, pieno di sapore e nello stesso tempo tanto leggero e nutriente. Il gazpacho e gli altri tanti tipi di gazpachos che si preparano in Andalusia, come ajoblanco, salmorejo, porra antequerana, pipirrana, sono specialmente adatti per combattere la sete e il caldo torrido di questa regione, grazie alle vitamine, l’acqua e i minerali contenuti al loro interno. Altri piatti tipici della tradizione sono i minestroni di legumi e verdure, gli stufati e il pesce soprattutto nella sua variante di “pescado frito“, una classica frittura mista di pesce. Non si possono gustare un pranzo o una cena Andalusa senza accompagnarli con un ottimo vino locale. I vini di Jerez, Malaga, Montilla-Moriles e Huelva sono conosciuti in tutto il mondo. Jerez de la Frontera è la capitale vinicola dell’Andalusia; nelle “albarizas”, terre spugnose e molto profonde con una grande capacità di trattenere l’acqua, si coltiva la vite del Palomino Fino, che occupa il 95% della produzione. Ovviamente non si può finire un pranzo o una cena andalusa senza un dolce che si rispetti. E’ infatti proprio nella deliziosa pasticceria della regione spagnola che si risente molto l’influsso arabo: molti di questi sono sorti dalle antiche ricette che si preparavano nei conventi e tra le congregazioni religiose e proprio per questo hanno spesso nomi con riferimenti religiosi, come capello di angelo, il famosissimo tocino de cielo, o le ossa di santo. Altri dolci tipici andalusi sono le ciambelle di Jaen, le frittelle e le torrijas, ma anche le frittelle al miele di Cordova, i polvorones di Estepa (biscotti con lo zucchero), gli alfajores (biscotti farciti al cioccolato) e gli amaretti di Utrera, fino ai yemas di San Leandro a Siviglia, le ciambelle di Loja, le melojas di Jerez, il pandispagna malagueno, il sufflè di patate dolci, i soffietti di mandorle o le brioche di panna di Almeria.

Hotel in Andalusia

10Con più di 20.000 posti letto divisi tra montagne, città d’arte, costa e isole, l’Andalusia ha un’offerta di posti letto davvero straordinaria.
Appartamenti, campeggi e ostelli partono da 20 euro per notte in camera doppia. Negli hotel si sale ma non tanto. Ovviamente le città più turistiche come Siviglia, Cordoba, Granada, Malaga e Cadice hanno prezzi più elevati ma comunque accessibili. Per un hotel 3 stelle si parte da 35 euro in camera doppia. In Costa del Sol e Costa della Luz l’offerta di posti letto (spesso in palazzoni orribili) è davvero tanta e a basso costo. Fate attenzione a dove prenotate: in Andalusia nel giro di pochi chilometri si passa dalla montagna innevata alla costa piena di sole, quindi se la vostra meta è il mare meglio tenere conto di questo elemento.

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