Basilica di San Francesco di Paola a Napoli

Tutte le informazioni per visitare la Basilica di San Francesco di Paola in Piazza del Plebiscito a Napoli

Piazza del Plebiscito Napoli

La Basilica di San Francesco di Paola, a Napoli, ha una storia molto curiosa: è il compimento di una profezia fatta da San Francesco di Paola mentre era ancora in vita. Il santo calabrese quando era ospite del convento di San Giovanni a Lampades, che occupava gran parte dello spazio dove oggi si trova la basilica, avrebbe preannunciato a

Ferrante d’Aragona, con ben 4 secoli di anticipo, che in quel posto un giorno sarebbe stata edificata una chiesa e che quello spiazzo, sul quale si affacciavano molti conventi e monasteri, sarebbe diventato il più ampio e importante della città: oggi, infatti, qui si trova Piazza del Plebiscito.

E proprio 4 secoli dopo, nel 1816, il re Ferdinando I, per propiziare la riconquista del trono precipitosamente abbandonato, commissionò la costruzione dell’imponente basilica come scioglimento del voto fatto a San Francesco di Paola.

Anche Napoli ha il suo Pantheon

Lo spazio dedicato alla costruzione della Basilica fu quello dietro il colonnato a emiciclo fatto innalzare da Gioacchino Murat nel 1809, una struttura molto evidente, costituita da quarantotto colonne di pietra puteolana, che doveva portare il nome del re francese. Al vincitore del concorso, l’architetto Pietro Bianchi, furono posti dei limiti: la chiesa doveva essere eretta tra il palazzo della Foresteria della vicina reggia e quello del principe di Salerno, inoltre non doveva essere più alta del Palazzo Reale, che si trova proprio di fronte. L’edificazione di questa struttura cominciò nel 1816 e si concluse nel 1846; era in stile neoclassico e ispirata visibilmente al Pantheon di Roma. La basilica ha una pianta circolare con piccole cappelle laterali. Al centro vi è una rotonda del diametro di 34 metri in corrispondenza della cupola, alta 53, sostenuta da 34 colonne e altrettanti pilastri di marmo.

Anche i confessionali e l’altare maggiore, ideato da Francesco Fuga nel 1751, sono di marmo con intarsi di lapislazzuli e pietre dure. Sopra il colonnato si dischiude la tribuna destinata alla famiglia reale, coperta da un baldacchino sostenuto da quattro angeli in legno dorato. Il pavimento di marmo, progettato dal Bianchi, segue un articolato disegno geometrico.

La chiesa è ornata da statue di santi collocate lungo le pareti e da dipinti di autori per la maggior parte ottocenteschi. Sulla parete dell’abside è situata la grande tela di Vincenzo Camuccini che ritrae S. Francesco di Paola che resuscita il giovane Alessandro. La facciata è imponente e sobria, vi è un pronao molto vistoso dotato di sei colonne sovrastato da un timpano triangolare, dove a lato vi sono le statue di San Ferdinando e San Francesco e al centro quella che rappresenta la Religione. Il Papa Gregorio XVI rese indipendente questa chiesa dalla Curia di Napoli consentendole il privilegio di poter eseguire le messe con l’altare rivolto verso i fedeli.

Un teatro all'aperto

Tra il 1808 e il 1815, per rendere ancora più apprezzabile questo palcoscenico all’aperto, il re Gioacchino Murat fece abolire i vari conventi, ordinando invece che fosse costruito palazzo Salerno e il palazzo della Foresteria, attuale prefettura. Ma gli intenti di Murat non si fermavano qui: progettò di trasformare la piazza in un grande anfiteatro le cui gradinate dovevano essere scavate nella collina di Pizzofalcone. La sua prima mossa quindi fu quella di far costruire un colonnato semicircolare che doveva circoscrivere l’anfiteatro, già battezzato da lui Foro Murat. Ma quando il regime francese venne meno e ritornò sul trono Ferdinando di Borbone, di Foro Murat non si parlò più.

Il Gambrinus e il Turco, storici cafè di Piazza del Plebiscito a Napoli

A sentir parlare i napoletani pare che il periodo di maggiore splendore questa piazza lo visse tra il 1890 e i tardi anni Trenta, quando tutta Napoli vi si riversava per trascorrere piacevoli serate all’insegna della musica delle orchestrine all’aperto di due caffè dirimpettai, il Gambrinus e il Turco. Seduti ai tavolini all’aperto, tra una chiacchiera e un’altra, vi era la concreta possibilità di incontrare i più illustri esponenti della culturae perfino qualche membro di casa Savoia. Le storie di questi due celebri caffè sono tipici di una Belle époque che in questa città è durata più a lungo che altrove. Il Caffè Turco, che nel 1911 cambiò il nome in Caffè Tripoli, animava il pian terreno di palazzo Salerno, mentre il Gambrinus aveva le sue vetrine al piano terreno del palazzo della Prefettura. Il Gambrinus fu edificato nel 1890 e prese sin da subito le sembianze di un “caffè letterario”, ma nel 1938 fu molto limitato anche nello spazio da un prefetto che non tollerava la musica dell’orchestrina. Soltanto recentemente ha recuperato parte dei suoi ambienti. Il Caffè Tripoli chiuse i battenti nel 1932 e fu trasformato in un circolo per gli ufficiali dell’Esercito. In pratica con il ridimensionamento del Gambrinus e la chiusura del Tripoli, piazza del Plebiscito sembrò invasa da un’atmosfera rigorosa e severa che proprio non le si addiceva. Questa piazza che fino al 1817 fu denominata largo di Palazzo e fino al 1860 largo San Francesco di Paola, è stata resa accessibile unicamente ai pedoni solo di recente diventando negli anni ’90 il simbolo del Nuovo Rinascimento Napoletano.

Curiosità su Piazza del Plebiscito a Napoli

E’ piuttosto risaputo il “gioco” che i napoletani fanno fare ai turisti che visitano la piazza. Il turista dovrà essere bendato e riuscire ad attraversare la piazza, secondo una linea retta, partendo da Palazzo Reale fino al percorrimento dello spazio tra le due grandi statue poste non molto distanti dal Palazzo. La leggera inclinazione della superficie della piazza farà virare la persona bendata non permettendole di proseguire diritto e di attraversare le due statue. Quando la persona aprirà gli occhi resterà molto stupita di aver cambiato così tanto la sua traiettoria iniziale. Provateci anche voi!

Come arrivare a Piazza del Plebiscito a Napoli

Piazza del Plebiscito e Palazzo Reale si trovano al centro di Napoli quindi sono un passaggio obbligato lungo tutti i percorsi di visita della città. Chi arriva dalla Stazione Centrale deve prendere il Bus R2 (fermata San Carlo). Chi arriva da Capodichino deve prendere l’Alibus e scendere a Piazza Municipio. Palazzo Reale è distante poche centinaia di metri.

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