Chiesa di Sant’Angelo e Piazzetta Nilo a Napoli

Tutte le informazioni per visitare la Chiesa di Sant'Angelo e Piazzetta Nilo a Napoli

Una visita alla piccola ma bellissima chiesa di Sant’Angelo al Nilo permette di leggere i segni di ben tre secoli di storia dell’arte che vanno dal Rinascimento al tardo Barocco e scoprire come Napoli e l’Egitto siano stati, un tempo, molto vicini. La Chiesa di Sant’Angelo al Nilo occupa lo spazio dove i mercanti di Alessandria d’Egitto si stanziarono con abitazioni e botteghe, e decisero di far erigere un monumento che ricordasse la loro patria.

La chiesa fu edificata nel cuore della Napoli greco-romana tra la fine del Trecento e il primo Quattrocento, per volere di Rinaldo Brancaccio, nobile elevato alla dignità di cardinale nel 1384, con una prima cappella dedicata ai Santi Angelo e Marco, in prossimità di un ospedale per i poveri e il Palazzo di famiglia. Del fondatore resta il meraviglioso monumento funerario, scolpito a Pisa nel 1427-28 dai grandi artisti toscani, tra cui Donatello e Michelozzo, mandato da Firenze a Napoli. Il sepolcro del cardinale Rinaldo Brancaccio, inizialmente posto lungo una delle pareti del cuore originario della chiesa, è ritenuto a giusta ragione una delle prime e più significative testimonianze dello stile formale del Rinascimento.

Chiesa di Sant'Angelo al Nilo

La Chiesa di Sant’Angelo al Nilo si contraddistingue per il suo impianto a baldacchino in evidente stile tardo-gotico che, allo stesso tempo, è impreziosito da rilievi e sculture che risalgono a tempi più moderni, come il pannello che rappresenta l’Assunzione della Vergine, attribuito dalla critica a Donatello. L’unica testimonianza dell’antico abbellimento pittorico della cappella è rappresentato dall’affresco posto nella lunetta del portale che ritrae la Madonna in trono con i santi Michele e Andrea e il donatore, ad opera di Perinetto da Benevento, attualmente custodito nella sagrestia dove si possono apprezzare anche i notevoli armadi rinascimentali decorati a tarsie. Degli ornamenti scultorei quattrocenteschi restano altri straordinari esempi come il portale d’ingresso, la statua di San Michele Arcangelo e il monumento funerario dedicato a Pietro Brancaccio eseguito da Jacopo della Pila nel 1483. In particolare la statua di San Michele Arcangelo è stata sottoposta di recente ad un meticoloso restauro che ne ha valorizzato le linee eleganti occultate da un pessimo intervento del 1845 e dai successivi depositi di scorie dovuti all’inquinamento ambientale.
Particolare attenzione merita l’altare maggioredominato da un capolavoro dell’intaglio napoletano del tardo Seicento: il busto che ritrae l’Addolorata in legno policromo, e impreziosito dalla tavola con San Michele Arcangelo, un capolavoro del 1573 attribuito a Marco Pino da Siena. Dalla chiesa si può facilmente accedere al chiostro-cortile che immette all’antico Palazzo Brancaccio, dove nel 1690 fu inaugurata la prima biblioteca pubblica napoletana, grazie alla donazione dell’importante raccolta di volumi di Francesco Brancaccio.

Statua del Nilo: mistero e fascino

La statua del Dio Nilo situata nell’omonima piazzetta di fronte la chiesa, ha l’aspetto di un vecchio barbuto e seminudo disteso su un sasso, con a destra una cornucopia e con i piedi appoggiati sulla testa di un coccodrillo. La statua è stata fatta costruire nel cuore della Napoli dei Decumani dai mercanti egiziani, ai tempi dell’impero romano, per omaggiare il fiume Nilo, ritenuto da loro un Dio. Si dice che la scultura rappresenti il “Corpo di Napoli”, che indichi il centro esatto della città e che custodisca gelosamente tutti i suoi segreti. Nel medioevo per un motivo sconosciuto il Dio Nilo rimase senza testa fino al XVII secolo, quando l’amministrazione cittadina si occupò di predisporne un’altra. Successivamente la statua scomparve misteriosamente dalla sua classica posizione, senza che nessuno sapesse dare notizie certe sulla sua nuova collocazione, per ricomparire nel 1476, quando le monache del monastero di Donnaromita cedettero la loro vecchia dimora per lasciare spazio al Sedile del Nido. La statua non ha più subito spostamenti misteriosi da allora, giace sempre lì, in piazzetta Nilo, ma è sempre avvolta da un intrigante fascino perché, secondo un’antica leggenda, sotto il Dio Nilo giace un presunto tesoro e lo sguardo del Dio sarebbe puntato sull’eventuale nascondiglio.

Come arrivare alla Chiesa di Sant'Angelo in Piazzetta Nilo

La chiesa e la Piazzetta Nilo si trovano nel cuore dei Decumani, lungo il percorso che da Piazza del Gesù porta a Piazza San Domenico Maggiore e alla Via dei Presepi di San Gregorio Armeno. La fermata della metro Linea 1 più vicina è Dante.

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