La Torre dell’Orologio a Venezia

Storia, leggende e curiosità sull'orologio che dal 1499 segna l'ora di Venezia.

La Torre dell'Orologio a Venezia
La Torre dell'Orologio a Venezia

La Torre dei Mori con l’Orologio Astronomico è uno dei simboli di Venezia e uno degli elementi che partecipa all’armonia e alle bellezza di Piazza San Marco. La costruzione fu decisa da delibera del Senato di Venezia del 1493 per sostituire l’obsoleto orologio di Sant’Alipio. Quando si commissionò la costruzione della complessa macchina a Zuan Carlo Rainieri da Reggio non era ancora stato deciso dove collocare il nuovo orologio. Solo due anni più tardi si deciderà di costruire la torre sulla bocca dell’antica Merceria, la via commerciale della città. L’imponente costruzione con l’orologio viene aperta al pubblico il primo febbraio del 1499. La particolare conformazione della Torre dell’Orologio offre un duplice spettacolo, a seconda che la si osservi dalla Piazza, divenendo così una sorta di cannocchiale verso l’ingresso del porto, o dalle Mercerie, prendendo il ruolo di arco trionfale e punto d’incontro tra il forum degli spazi dell’area marciana e la via dei commerci, per l’appunto le Mercerie.

Un capolavoro di meccanica e bellezza

L’orologio di Piazza San Marco iniziò il suo inesorabile calcolo del tempo nel 1499 ed era un vero prodigio di ingegneria meccanica. Di straordinaria bellezza e complessità è il sistema delle indicazioni astronomiche, basato sul sistema geocentrico.I movimenti dei pianeti allora conosciuti (Saturno, Giove, Marte, Venere e Mercurio) si succedono sul grande quadrante centrale – 4,5 metri di diametro – mediante cerchi concentrici. Sullo stesso quadrante sono visibili anche le fasi lunari e la posizione del Sole nello Zodiaco. L’inserimento di una scena animata nella complessa struttura ne fa apprezzare ancora di più la complessità e la bellezza. I tre Re Magi, preceduti da un Angelo Annunciatore che soffia in una tromba, si dirigono in processione verso la statua dorata della Madonna e, una volta giunti davanti ad essa, si inchinano. Il tempo viene scandito da una campana colpita da due statue poste ai lati di essa, e chiamati Mori. Le due sculture rappresentano due pescatori ma, essendo molto scure a causa del materiale utilizzato, sono da sempre soprannominate “Mori”.

L'orologio che non doveva essere ripetuto

La leggenda vuole che dopo la costruzione di questa opera monumentale in cui la meccanica, la matematica e la fisica fondono nell’arte, la Serenissima fece strappare gli occhi ai fratelli Ranieri, per impedirgli di ripetere una simile meraviglia. In realtà Gian Carlo Ranieri sarà incaricato dalla stessa Repubblica di occuparsi della manutenzione dell’orologio. Gli sarà corrisposto uno stipendio e potrà vivere con la sua famiglia all’interno della torre. Nasce così la figura del “temperatore”, che vive nella torre e che si occupa dell’orologio. Questa figura sarà presente nella storia della Torre dell’Orologio fino al 1998, quando la tecnologia renderà inutile la presenza di una persona all’interno della torre. La cura e la perfezione della costruzione è tale che non sarà necessario intervenire in modo drastico alla macchina per ben 260 anni.

Le modifiche e l'orologio di oggi

Nel 1759 Bartolomeo Ferracina termina i lavori di restauro e l’orologio appare profondamente modificato. Oltre all’applicazione del pendolo, gli interventi semplificano notevolmente il quadrante astronomico. Un meccanismo a tre settori concentrici sostituisce quello dei pianeti, indicando soltanto il movimento della Luna con le relative fasi, la posizione del Sole nello Zodiaco con i mesi e i giorni, e l’ora. Un’altra significativa modifica che Ferraccina apporta riguarda il numero dei colpi inferti dai Mori alla campana, ridotta in modo da battere le ore in cicli di 12, invece di 24. Viene inoltre aggiunta una coppia di martelli azionati automaticamente che scandiscono, a mezzogiorno e a mezzanotte, 132 colpi, somma dei rintocchi battuti dai Mori. Anche il sistema di uscita dei Magi viene restaurato e inaugurato nel 1759, durante la festa dell’Ascensione. Passerà ancora un altro secolo prima che ci sia la necessità di modernizzare nuovamente l’orologio. L’opera di restauro sarà affidata a Luigi De Lucia che apporterà delle modifiche per permettere la visione dei numeri delle ore e dei minuti in grandi dimensioni. Due grandi “tàmbure” (tamburi), collocati sulle aperture che in origine consentivano la processione dei Maggi ripristinata solo per le feste dell’Ascensione e dell’Epifania, assolveranno il compito. Altri lavori di restauro saranno svolti sull’orologio, ma il cuore dell’opera resterà intatto. Nel 2006 la Torre dell’Orologio viene riconsegnata alla città dopo un restauro portato a termine tra dibattiti e polemiche infinite.

Piazza San Marco

Linea 1 fermata Vallaresso o San Zaccaria
Linea 2 fermata Giardinetti
Linea 5.1 / 5.2 / 4.1 fermata San Zaccaria

Tutti i giorni 12.00 e 16.00
Chiuso il 25 Dicembre e il 1° Gennaio.
La visita alla Torre dell’Orologio è consentita solo con prenotazione.
L’ingresso è consentito a partire dai 6 anni. Per informazione e prenotazioni chiamare lo 041 5209070 dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 18.
Il costo del biglietto è comprensivo di prenotazione e accompagnatore specializzato.

Il punto di incontro per la partenza della visita è la biglietteria del Museo Correr, dove è necessario recarsi
5 minuti prima dell’orario di visita prenotato. L’ingresso è consentito a partire dai 6 anni.

12 €
L’acquisto del biglietto per la Torre dell’Orologio da diritto all’ingresso gratuito al Museo Correr, Museo Archeologico Nazionale e Sale Monumentali della Biblioteca Marciana.