L’Isola di Murano a Venezia

L'Isola di Murano è conosciuta in tutto il mondo per la lavorazione del vetro soffiato. Da visitare il Museo del Vetro e le fornaci della lavorazione.

L'Isola di Murano a Venezia
L'Isola di Murano a Venezia

Murano è una delle principali isole della laguna ed è famosa per la tradizione del vetro soffiato. Da secoli la vita di questa piccola isola ruota intorno alle fornaci in cui si realizzano oggetti in vetro venduti in tutto il mondo. Murano ha la forma di una piccola Venezia: è formata da 9 piccole isole unite da ponti con in mezzo il Canal Grande. Murano si gira a piedi, in poche ore, passeggiando tra case basse e colorate, ponticelli sui canali, botteghe che vendono vetro soffiato. Imperdibile una visita al Museo del Vetro, alla chiesa di San Donato e una delle fornaci per vedere da vicino come nasce il vetro soffiato.

Come sono arrivati i vetrai a Murano?

La straordinaria capacità di creare il vetro è, in realtà, un’attività molto difficile e molto pericolosa. Per questo nel 1295 la Serenissima Repubblica di Venezia decise il trasferimento di tutte le fornace per la lavorazione del vetro sull’isola di Murano. Le costruzioni dell’epoca erano interamente in legno, ed è facile immaginare i danni che gli incendi di edifici così grandi potessero causare. Ma l’idea di trasferire sull’isola tutte le attività vetrarie fu anche il tentativo, da parte della Repubblica, di controllare ed evitare la diffusioni di informazioni relative alle principali tecniche di manipolazione del vetro. I vetrai erano costretti a vivere sull’isola e potevano lasciare Venezia solo in seguito ad uno speciale permesso. L’intera attività era sotto il controllo diretto della Serenissima. Nonostante il controllo censorio della Repubblica molti Maestri riuscirono a scappare, portando la loro arte in tutto il mondo. Ci si arriva con circa 40 minuti in vaporetto da Venezia (Linea 4.1 o 4.2).

Il Museo del Vetro di Murano

Il Museo Vetraio di di Murano, ospitato nell’antico Palazzo dei Vescovi di Torcello, fu fondato al superamento della più grande crisi del settore che Venezia abbia mai conosciuto. L’inizio della produzione di cristalli Swarovski, la caduta della Repubblica e gli anni di dominazioni straniera costituirono un freno per l’arte e il mercato del vetro. Superato il periodo di crisi, l’allora sindaco di Murano Antonio Colleoni e il cultore di arte vetraria, l’abate Zanetti riuscirono a far approvare la fondazione di un archivio riguardante tutti i documenti reperibili sulla storia dell’isola. In poco tempo l’archivio si trasformò in Museo grazie alla grande quantità di donazioni da parte dei titolari delle fornaci che dalla seconda metà dell’Ottocento ripresero a lavorare ad altissimi livelli. In seguito all’annessione dell’isola a Venezia, avvenuta nel 1923, il Museo entrò a far parte dei Musei Civici Veneziani e, successivamente, fu aggiunta anche una sezione archeologica, i cui esemplari più belli provengono dalla necropoli di Enona (Zara). L’arricchimento del Museo procede anche oggi, attraverso l’acquisto di opere e la donazione da parte dei Maestri che va ad ingrandire sempre più la raccolta contemporanea. La visita al museo permette di ammirare degli straordinari capolavori di arte vetraria dal 300 al 900 e apprendere di più su come si realizza il vetro.

Orari, biglietti e altre informazioni per la visita al Museo del Vetro di Murano

Indirizzo: Sul Canal Grande di Murano

Come arrivare:

Vaporetti
Da Piazzale Roma: Linea 4.1 o Linea 4.2, fermata Museo Murano
Dalla Stazione Ferroviaria di Venezia Santa Lucia: Linea 4.1 o Linea 4.2, fermata Museo Murano
Da Lido di Venezia: Linea 5.1 fino a fermata Fondamenta Nuove, quindi cambio con  Linea 4.1, fermata Museo Murano
Da Lido di Venezia: Linea 5.1, fino a Fondamenta Nuove, cambio con Linea 12, fermata Burano

Orari di apertura:
Dal 1 aprile al 31 ottobre 10.00 – 18.00 (biglietteria 10.00 – 17.00)
Dal 1 novembre al 31 marzo 10.00 – 17.00 (biglietteria 10.00 – 16.00)
Chiuso il 25 dicembre, 1 gennaio

Costo del Biglietto:

Biglietto intero: 10 euro.
Fa parte del Circuito Museum Pass

Le chiese di Murano

Murano contava ben 18 tra Chiese, conventi e monasteri prima dell’avvento di Napoleone Bonaparte sull’isola. Dopo il passaggio dell’Imperatore ne restarono soltanto tre, le altre furono distrutte e saccheggiate ed oggi è possibile vederne ancora i resti. La prima chiesa da visitare è la Basilica dei Santi Maria e Donato. Originariamente dedicata alla vergine, fu affiancato il nome di san Donato quando, nel 1125 vi furono portate le spoglie mortali del santo, in seguito alla conquista di Cefalonia. I restauri ne hanno alterato sensibilmente il disegno iniziale ma hanno dato origine ad un abside molto particolare, rivolto verso le fondamenta. Molto importante è il pavimento a mosaico, con la stessa trama di quello della Basilica di San Marco e, probabilmente contemporaneo.

La Chiesa di San Donato
La Chiesa di San Donato

La seconda Chiesa da visitare è Santa Maria Degli Angeli, sul Canale Grande, costruita in seguito alla donazione della patrizia Ginevra Gradenigo, di un terreno alla badessa Boncio per costruire un Chiesa dedicata alla Madonna. Affiancata da un Campanile della metà del Cinquecento alto circa trenta metri, la struttura fu abbandonata per un lungo periodo, dopodiché una parte di essa fu adibita a lazzaretto per ospitare le famiglie più povere.

La Terza Chiesa risparmiata dalla distruzione quella dedicata a San Pietro Martire. Già distrutta da un incendio che la rase quasi al suolo, fu interamente ricostruita nel 1551 e dedicata all’apostolo fondatore della Chiesa di Roma. Qui sono conservate molte delle opere sottratte dalle altre Chiese per sottrarle alla razzia di Napoleone.

I lampadari in vetro con le famose “mandole” sono tra gli oggetti più rilevanti della Chiesa, così come come i quadri “Il doge Barbarigo presentato alla Vergine e al Putto” e l'”Assunzione della Vergine e Santi” Da vedere anche il monumento funebre dedicato al Cancellier Grande della Repubblica di Venezia Giovan Battista Ballarin.

Il Faro di Murano

Nonostante la sua posizione interna rispetto al mare, la bella costruzione in marmo d’Istria, grazie ad un sontuoso gioco di specchi, riesce a proiettare la sua luce proprio al centro della Bocca di Porto del Lido ed è un aiuto importante per le imbarcazioni che rientrano la notte. Sin dal medioevo il faro ha avuto il compito di illuminare la laguna, utilizzando sempre un complesso gioco di specchi per potenziare al meglio il fascio di luce che, allora, era generato da fuochi accesi in cima al faro, che non era in marmo, bensì di legno.

Il faro di Murano
Il faro di Murano