Piazza Navona a Roma

Storia, leggende e curiosità di uno dei monumenti più fotografati dai turisti di Roma.

Piazza Navona a Roma
Piazza Navona a Roma

In qualsiasi giorno dell’anno, a qualsiasi ora, a Piazza Navona c’è gente. Non sono solo turisti, ma anche molti romani, che qui vengono a sedersi sulle panchine, a prendere un gelato nei bar lungo la piazza, o, semplicemente, a guardare la folla dei turisti passeggiare tra le fontane ed i palazzi di questo capolavoro del Barocco romano Piazza Navona è una delle piazze più amate dai romani, da secoli luogo deputato al divertimento di poveri e aristocratici. Forse è per questo che qui il business del turismo non è riuscito a svuotarla del tutto dei romani. A Piazza Navona i ragazzini continuano a giocare a pallone e le famiglie romane a darsi appuntamento. Nelle sere d’estate, quando il tramonto colora di rosso i tetti di Roma, Piazza Navona è uno dei luoghi più belli dove trovarsi. Il rettangolo di cielo sopra la piazza imbrunisce lentamente, mentre nelle case e nei locali si accendono le luci gialle. Spuntando da una qualsiasi delle stradine laterali, si resta estasiati da tanta bellezza. Succede sempre, per questo che ci è stato almeno una volta, sogna per tutta la vita di ritornare a Piazza Navona.

Un po' di storia di Piazza Navona

Piazza Navona è da sempre il luogo dei giochi dei romani. L’originale forma della piazza attuale, infatti, imita fedelmente il perimetro dell’antico stadio che Domiziano fece costruire nell’86 d. C. per la pratica di gare di atletica e corse di cavalli. I resti di questa antica struttura si trovano a 5-6 metri al di sotto dell’odierno piano stradale ed è possibile vederli ancora sotto un palazzo moderno in Piazza di Tor Sanguigna e nei sotterranei della chiesa di Sant’Agnese in Agone. Il nome moderno della piazza deriva dal termine Agones che in latino vuol dire appunto “giochi”.

Sant'Agnese in Agone.

Il luogo in cui si trova la chiesa di Sant’Agnese progettata da Borromini è, secondo la tradizione, il posto in cui alla fine del III secolo fu martirizzata la dodicenne Agnese durante le furiose persecuzioni dell’imperatore Diocleziano. Il corpo nudo della santa fu esposto alla derisione dei pagani, ma miracolosamente i capelli le si allungarono all’improvviso e riuscirono a coprirla. Uno degli spettacoli più spassosi che si teneva in questa piazza era il cosiddetto “lago” che si teneva durante i mesi più caldi: l’unico punto di scarico delle acque della Fontana dei Fiumi veniva chiuso causando così l’allagamento della piazza. Le carrozze che andavano verso Palazzo Pamphilj assumevano le fisionomie più particolari in rapporto con l’acqua e il popolo le ammirava avvalendosi del lago per rinfrescarsi un po’. Quest’usanza venne sospesa alla fine dell’Ottocento per motivi igienici. Per molto tempo Piazza Navona è stata il luogo di Roma preferito da cantastorie, teatranti e ciarlatani che vendevano di tutto: dal cibo ai libri usati, passando per gli oggetti di rame. Ancora oggi è il luogo degli artisti di strada, dei burattinai e dei ritrattisti che per pochi euro ti offrono una caricatura.

I monumenti di Piazza Navona

L’attuale aspetto di Piazza Navona venne fissato nel XVII secolo quando la nobile famiglia dei Pamphili, che risiedeva in questa zona, assegnò ai più importanti architetti dell’epoca la monumentalizzazione dell’area per farla diventare uno degli spazi più appariscenti della città. Al centro della piazza c’è la Fontana dei Fiumi assegnata a Gian Lorenzo Bernini da papa Innocenzo X Pamphilj per il Giubileo del 1650. La fontana è composta da una scogliera di pietra che rappresenta la terra, scavata da grotte dalle quali fuoriescono a dissetarsi un leone e animali fantastici, un obelisco che pungola il cielo, recuperato dal Circo di Massenzio sull’Appia antica. Attorno si trovano le statue dei quattro fiumi: Gange, Nilo, Rio de la Plata e Danubio che simbolizzano i quattro continenti.