Il Vicolo d’Oro di Praga

La strada del Castello dove vivevano gli alchimisti che volevano trasformare il metallo in oro

Il Vicolo d'Oro di Praga
Il Vicolo d'Oro di Praga

Anche se il Vicolo d’Oro (Zlata ulicka) è ormai preda di turisti in posa e negozi di souvenir, questo angolo del Castello dalle case basse e colorate non perde il suo fascino, soprattutto se si legge con attenzione la sua storia secolare e leggendaria. Secondo la leggenda, l’imperatore Rodolfo autorizzò la costruzione di case in questa parte del castello a 24 arcieri con le rispettive famiglie.

Era il modo ideale per difendere le mura del Castello, ma c’erano troppe persone per pochissimo spazio, quindi le case vennero costruite sfruttando ogni centimetro disponibile. Basse, con finestre minuscole e porte da nanetti, sono addossate l’una all’altra senza lasciare nessuno spazio inutilizzato. È per questo che oggi il Vicolo d’Oro sembra più una costruzione per bambole che per uomini. L’interesse di Rodolfo per il Vicolo d’Oro andava però oltre le ragioni di stato. Nelle stesse case Rodolfo autorizzò i laboratori degli alchimisti che per lui cercavano l’elisir della vita eterna e la formula per trasformare i metalli in oro.

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La passione di Rodolfo per l'alchimia

Rodolfo II era un appassionato di alchimia ed invitava nel Castello i massimi esperti europei dell’epoca anche se il nome del vicolo è dovuto più agli orafi che vi si insediarono nel 600 che non agli alchimisti.

Nel corso dei secoli la promiscuità del Vicolo d’Oro non è mai andata a genio alle suore del vicino convento di San Giorgio, tanto che nel XVIII secolo convinsero la regina Maria Teresa a intervenire per sfoltire un po’ la presenza umana nel Vicolo. Gli abitanti rimasti furono obbligati a ristrutturare le case e renderle più gradevoli, anche esteticamente, dando inizio alla tradizione di colorarle con toni accessi e brillanti.

Nel 1800 il Vicolo d’Oro divenne la via degli artisti e anche Franz Kafka visse al N.22 per un po’ di anni durante la Prima Guerra Mondiale. Negli anni intorno al 1950 le case vennero nazionalizzate e completamente ristrutturate, dando al Vicolo d’Oro l’aspetto che ha ora.

La Torre bianca

La Torre bianca del Vicolo d'oro
La Torre bianca del Vicolo d'oro

La visita del vicolo inizia proprio dalla Torre Bianca a cui si accede subito dopo l’ingresso al Vicolo d’oro. La torre che svolgeva funzioni difensive oggi ospita un’armeria con armi medievali originali e alcune riproduzioni in vendita presso un negozio di souvenir. Interessante il corridoio che passa sopra le case con le feritoie da cui gli arcieri avevano la vista sulla strapiombo del castello. Proprio sotto alla Torre bianca c’è la casa di un alchimista-orafo-chimico perfettamente conservata.

La casa dell'alchimista nel Vicolo d'Oro di Praga
La casa dell'alchimista nel Vicolo d'Oro di Praga

La casa di Franz Kafka

Tra il 1916 e il 1917, in piena guerra mondiale, Franz Kafka visse insieme all’amata sorella in questa minuscola casa al numero 22. Emoziona sempre entrare in questa casupola dal colore azzurro pallido che oggi ospita un negozio con la vendite dei libri dello scrittore.

La casa di Franz Kafka al numero 22
La casa di Franz Kafka al numero 22

La casa della cartomante

Al numero 14 c’è una delle case più belle ed emozionanti del Vicolo d’oro: qui ha vissuto prima della Seconda Guerra Mondiale “Madame de Thebes“, una cartomante famosa in tutta Praga. Vedova di un farmacista, aspettò per 30 anni il ritornò del figlio dalla Prima guerra mondiale. Ogni giorno gli preparava del cibo e il letto, sperando di vederlo comparire da un momento all’altro. “Madame de Thebes” riceveva lettere da tutto il mondo da persone desiderose di scoprire il proprio futuro. Quando predisse la fine della Seconda Guerra Mondiale con la sconfitta dei nazisti fu arrestata dalla Gestapo e torturata fino alla morte.

La casa del regista

La casa dell'amante del cinema nel Vicolo d'Oro
La casa dell'amante del cinema nel Vicolo d'Oro

Alla fine del Vicolo d’oro c’è la casa di Joseph Kazda, un meraviglioso archivio di film d’epoca nonché sala di proiezione con pochi posti e annessa cucina. Kazda amava molto il cinema ceco e quello americano di cui collezionava pellicole e locandine. Grazie a questo suo amore molti film cecoslovacchi furono salvati dalla distruzione voluta dai nazisti. Fondò una sua casa di distribuzione e quando finì il lavoro affittò diversi locali per la conservazione delle pellicole: uno di questi era la casetta del Vicolo d’oro dove aveva preparato una piccola sala di proiezione con una cucina in cui pare preparasse una meravigliosa zuppa per i suoi ospiti.

La Torre di Dalibor

Usciti dal vicolo d’oro, alla fine delle scale c’è l’accesso all’altra torre. La Torre di Dalibor è famosa per la triste storia di Dalibor, difensore dei contadini imprigionato e condannato a morte che nei lunghi anni di attesa dell’esecuzione imparò a suonare il violino, le cui note si diffondevano ogni giorno per tutto il castello. I praghesi si affezionarono così tanto a Dalibor che le autorità non osarono annunciare il giorno dell’esecuzione: i praghesi se ne accorsero solo quando non lo sentirono più suonare. Oggi la torre ospita alcuni strumenti di tortura ed è ancora visibile la botola in cui venivano segregati i prigionieri.

La torre di Dalibor con la botola
La torre di Dalibor con la botola

Orari e prezzi per il Vicolo d'Oro

Il Vicolo d’Oro si trova nel Castello di Praga, il più grande del mondo che copre un’area di 70 km². Per accedere al Vicolo, alle case e alle due torri è obbligatorio il biglietto con cui si accede al Castello. Prezzi a partire da 250 corone (10 euro) e orari della 10 alle 18. Ulteriori informazioni nella pagina Castello di Praga.