Il borgo fantasma di Oradour-sur-Glane

Il borgo fantasma di Oradour-sur-Glane: il villaggio martire distrutto dai nazisti il 10 giugno 1944. Storia e informazioni per la visita.

Oradour-sur-Glane, borgo fantasma e villaggio martire di Francia
Oradour-sur-Glane, borgo fantasma e villaggio martire di Francia
“Ricorda” e “Silenzio” sono le due parole che accolgono il visitatore nel villaggio martire di Oradour-sur-Glane, vicino Limoges (Francia). “Ricorda“, affinché quello che è successo in quel borgo non sia dimenticato e non accada mai più. “Silenzio“, perché è una forma di rispetto che si deve a quei morti e perché, se si fa silenzio, si possono ancora ascoltare i passi e le voci dei 204 bambini che i tedeschi avrebbero spento per sempre in quel giorno d’estate del 1944.

La mattina del 10 giugno 1944 a Oradour-sur-Glane, passa come tutti gli altri giorni d’estate. La scuola è finita, i bambini passeggiano nel piccolo e incantevole borgo, gli uomini sono nei campi e le donne a fare le faccende di casa. Nessuno sa che pochi giorni prima, a 90 km dal borgo, il comandate di una divisione nazista in movimento verso il nord, era stato rapito e ucciso dai partigiani francesi. I 600 abitanti del borgo hanno sentito, come tutti, le conseguenze della guerra: ai bambini dispiace soprattutto che non arriva più la tramvia da Limoges che ogni fine settimana portava i borghesi in cerca di tranquillità, aria pulita e cibo buono. Ma la guerra finirà e tornerà anche il treno elettrico che ogni sabato fa felice i piccoli che lo vedono arrivare. La mattina passa come tante altre e nessuno si aspetta nulla: né i 205 bambini, né le 240 donne, né i 197 uomini. Nessuno si aspetta nulla, perché nulla avevano fatto di male. Ma i nazisti avevano insegnato già al mondo dove può arrivare la barbarie umana, anche se quello che avrebbero fatto a Oradour non aveva precedenti nella storia e che avrebbero ripetuto anche in Italia, a Sant’Anna di Stazzema, Marzabotto e in molti altri luoghi. I tedeschi furiosi per l’uccisione del comandante Helmut Kämpfe decidono per “un’azione esemplare” e “la necessità di un’azione brutale nella zona”.

Morire per caso

Il primo villaggio che la furia nazista incontra lungo il proprio cammino è Oradour-sur-Glane. Non c’è nessuna motivazione politica, religiosa o etnica a giustificare l’assalto al borgo: semplicemente, fu il primo che in tedeschi trovarono lungo il loro percorso. Alle 14:00 arrivano a Oradour e lo circondano: si scambiano gli ordini in modo silenzioso per non scatenare il panico tra la popolazione. Cominciano a rastrellare e radunare uomini, donne e bambini nella piazza. Dicono che vogliono solo controllare la presenza di armi nelle case e verificare se si nascondono partigiani. Hanno l’ordine di fucilare sul posto i malati o chi si rifiuta di lasciare la propria casa. Inizia il terrore.

Il pozzo dove furono gettati degli uomini

Il massacro dei martiri

Gli uomini vengono raggruppati nei granai o nei fienili sparsi per il borgo. 400 tra donne e bambini sono spinti nella bella chiesa del paese, dedicata alla Madonna di Lourdes e a Bernadette. Un colpo di mitraglietta dà il segnale a tutti i soldati: gli uomini vengono prima mitragliati in massa e poi finiti, uno per uno. Ai bambini e alle donne tocca una sorte terribile: due soldati fanno prima esplodere una bomba sull’altare della chiesa, poi iniziano a uccidere donne e bambini uno per volta.

La chiesa del massacro

L'incendio del borgo di Oradour

Nella  notte dopo il massacro i tedeschi radono al suolo il borgo di Oradour: incendiano tutto, dalla stazione fino al più piccolo edificio. Le fiamme avvolgono Oradour distruggendo quel che resta di 600 persone e della vita secolare di questo borgo. Le fiamme divampano nella notte e sono visibili a chilometri di distanza. Solo 6 persone si salvano da quel massacro e saranno loro i testimoni di questa barbarie. Tra le vittime ci sarà una mamma italiana, Lucia Zoccarato e con sette dei suoi nove figli.

L'officina del meccanico

Il vilipendio dei corpi dei martiri

Nei 5 giorni successivi l’orrore raggiunge l’apice: i nazisti vogliono far sparire ogni prova, rendendo irriconoscibili i corpi. Con un orrore scientifico scavano fosse comuni e seppelliscono i corpi in ogni luogo possibile. Il loro “lavoro” riesce bene, perché solo il 10% dei corpi sarà riconosciuto alla fine della guerra.

Il processo per il massacro di Oradour

Una lapide con una macchina da cucire

Non è bastata la brutalità di quel massacro per dare giustizia ai martiri di Oradour-sur-Glane. Il processo che si terrà a Bordeaux solo nel 1953. Gli imputati furono 21: 7 tedeschi e 14 collaborazionisti francesi. Solo due figure minori furono condannate a morte, gli altri ai lavori forzati. Pochi giorni dopo il parlamento francese voterà un’amnistia che libererà i condannati francesi.

Una casa distrutta con ancora il letto

Oradour come esempio di tutti i massacri

Subito dopo la fine della guerra (5 marzo 1945), il Generale francese De Gaulle arriva a Oradour. Davanti ai suoi occhi e a quelli di tutti i francesi, lo scempio è così insopportabile che decide di lasciare Oradour così come l’hanno distrutta i tedeschi. Il piccolo, meraviglioso e tranquillo borgo sarà ricostruito a poche decine di metri. Quello antico sarà lasciato decadere lentamente, affinché chiunque lo visiti ricordi cosa è stato e cosa potrebbe accadere di nuovo.

Tutto è come nel giorno del massacro.

L'altare della chiesa con un passeggino
L'altare della chiesa con un passeggino

Si visita Oradour passeggiando come facevano i suoi abitanti: si può passare vicino alla stazione, seguire i binari che tagliano il borgo, scoprire dove prendevano il caffè, compravano la carne o il pane. C’è la facciata dell’officina del meccanico e il distributore ancora in piedi. Ci sono le auto ancora parcheggiate nei garage, distrutte, bruciate, come tutte le case e le tre scuole del borgo. Ci si affaccia tra le rovine e si vedono qua e là ricordi di vita quotidiana: macchine per cucire, letti, pentole, passeggini per bambini. Straziante quello che si trova ancora sull’altare della chiesa del massacro, completamente bruciato, eppure così resistente al tempo e al suo ruolo di testimone.

Il cimitero e il memoriale

La visita passa attraverso il piccolo cimitero del borgo dove si trovano i corpi delle poche persone riconosciute alla fine della guerra e gli ossari con i resti di quelli che non hanno ancora un nome. Nel cimitero c’è un piccolo memoriale con gli oggetti ritrovati tra le macerie. Le foto dei bimbi sulle tombe di famiglia, gli occhiali, gli strumenti della banda del paese, le penne e i calamai trovati nella scuola. Tutto è straziante.

Informazioni per la visita: biglietto, orari e percorso di visita

Il villaggio martire di Oradour-sur-Glane si visita passando dal centro per la memoria di Oradour. Si può scegliere di fare il percorso completo, visitando la mostra multimediale (francese, inglese e tedesco) o accedere direttamente al borgo. Consigliamo la visita completa perché permette di inquadrare, anche se sommariamente, il contesto in cui si svolse il massacro. La parte più emozionante sono le immagini e i filmati della vita quotidiana di Oradour prima della completa distruzione.

Orari di apertura e costo del biglietto

Il villaggio è aperto tutti i giorni dell’anno, escluso il periodo dal 16 dicembre al 31 gennaio. Il costo del biglietto è di 7,80 euro e include esposizione e visita al villaggio.