Uffizi a Firenze: opere, orari di apertura, costo del biglietto

Una selezione delle sale e delle opere principali di questa straordinaria galleria d'arte. Orari di apertura, costo del biglietto e altre informazioni utili.

La Galleria degli Uffizi a Firenze

Gli Uffizi di Firenze sono un’immensa raccolta di capolavori. Per dedicare a tutti la giusta attenzione ci vorrebbero diversi giorni, quindi vi proponiamo una selezione di capolavori che riteniamo imperdibili. Ovviamente è una selezione arbitraria: per quanto possano essere famose, importanti e belle le opere proposte, non sono che una piccola parte della ricchezza che questo museo famoso in tutto il mondo ha accumulato nei secoli. 

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La Sala delle Maestà

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In questa sala sono presenti le opere principali che hanno segnato

Maestà di Giotto
Maestà di Giotto

l’orientamento della pittura toscana fra ‘200 e ‘300, ovvero le tre pale di Cimabue, Duccio di Buoninsegna e Giotto, dipinte con lo stesso soggetto e chiamate “Maestà“, proprio perché raffigurano tutte la “Madonna in trono col Bambino“. In quella di Cimabue, del 1280, spiccano il volume e il rilievo plastico della figura, conservando comunque molti caratteri della pittura bizantina. Nella pala di Duccio, detta la “Madonna Rucellai” del 1285, risalta una figura più aggraziata e maggiormente influenzata sia dalla pittura gotica che dalla tradizione orientale; La Maestà di Giotto, chiamata anche “Maestà di Ognissanti” del 1310, si trova al centro della sala ed è caratterizzata da un forte chiaroscuro e dalla volumetria dei corpi, che hanno costituito i punti di partenza per lo sviluppo dell’arte italiana.

Le Sala del Trecento

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In queste due sale sono esposti i preziosi capolavori senesi e fiorentini del

L'Annunciazione" di Simone Martini nella Sala del Trecento
L’Annunciazione” di Simone Martini nella Sala del Trecento

Trecento, tra cui spiccano le due celebri pale provenienti dal Duomo di Siena, che costituiscono i primi esempi di soggetti da altare con episodi evangelici, invece di un’icona da venerare. Esse sono “l’Annunciazione” di Simone Martini e Lippo Memmi, dall’eleganza lineare e mistica tipica della scuola gotica senese e la “Presentazione al Tempio” di Ambrogio Lorenzetti, che combina elementi giotteschi e della tradizione senese, con il gusto per il colore.  La sala dedicata alla pittura fiorentina del Trecento influenzata da Giotto e dalla sua bottega, è ricca di polittici spesso incompleti o privi delle cornici e di altri dipinti più piccoli. Come la “tavola con Santa Cecilia“, dell’anonimo collaboratore di Giotto, che proprio da quest’opera prese il nome, Maestro della Santa Cecilia. Oppure le altre opere di ispirazione giottesca, come quelle di Pacino di Buonaguida, Jacopo del Casentino, Bernardo Daddi, Taddeo Gaddi con la sua “Madonna col Bambino e sante” e Andrea Orcagna con il “Trittico con San Matteo e storie della sua vita“.

Le Sale del Botticelli

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E’ una delle sale più grandi e famose della Galleria poiché ospita alcuni tra i capolavori del Rinascimento e la migliore collezione al mondo di opere di Sandro Botticelli, eseguite nella seconda metà del Quattrocento. Tra i suoi capolavori troviamo la “Primavera” e la “La nascita di Venere”, opere emblematiche della cultura neoplatonica sviluppatasi a Firenze e le prime di grandi dimensioni a soggetto profano del Rinascimento italiano, dipinte per Lorenzo de’ Medici, (non Lorenzo il Magnifico).

Le Sale del Botticelli
Le Sale del Botticelli

Qui sono conservati anche gli altri dipinti straordinari del maestro, come quelli giovanili della “Madonna col Bambino” e “Madonna del roseto”, oppure il “Ritratto d’uomo con medaglia di Cosimo il Vecchio“, dove già è presente uno stile più maturo e realistico. Non mancano le opere mitologiche, come la commovente “Pallade e il Centauro”, allegoria degli istinti umani. Di straordinaria intensità sono anche i dipinti di soggetto sacro come la “Pala di San Barnaba”, o il fastoso tondo della “Madonna del Magnificat”, nei quali si inizia a intravedere uno stile più severo e talvolta arcaico, come nell'”Incoronazione della Vergine” dallo sfondo oro. Ma l’influenza del Savonarola anche sul Botticelli continua a farsi sentire e ad essere espresso, nel suo periodo più pessimista, con “La Calunnia” del 1495, opera che simboleggia il fallimento dello spirito ottimistico umanista e la constatazione della bassezza umana.

La Sala di Leonardo da Vinci

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Questa sala della Galleria degli Uffizi raccoglie le prime opere di Leonardo da Vinci, a partire dalla prima del 1475 “Il Battesimo di Cristo”, opera in realtà, del suo maestro Verrocchio, ma in cui il giovane Leonardo dipinse la testa dell’angelo, il paesaggio e forse il modellato del corpo di Cristo. Si dice che Verrocchio sentendosi superato dall’allievo, abbandonò la pittura dedicandosi soltanto alla scultura. L’altra opera dipinta da un Leonardo appena ventenne è “l’Annunciazione”, dove già si notano le prime sfumature e la sua attenzione alle vibrazioni atmosferiche. Infine, “l’Adorazione dei Magi” opera rimasta incompiuta, ma in cui già compare il genio innovatore del maestro. Accanto ai dipinti di Leonardo, troviamo esposte anche importanti pale d’altare di famosi maestri: il “Cristo nell’orto” e “la Pietà”, di Pietro Perugino, il “Crocifisso con la Maddalena” di Luca Signorelli, “l’Incarnazione” di Piero di Cosimo e “l’Adorazione dei Pastori” di Lorenzo di Credi.

La Sala di Michelangelo

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La sala 25 è la prima del corridoio ovest del Museo ed è dedicata al Cinquecento

Il Tondo Doni nella Sala di Michelangelo
Il Tondo Doni nella Sala di Michelangelo

fiorentino. Tra le opere che colpiscono maggiormente c’è il famosissimo “Tondo Doni” dipinto su incarico di Agnolo Doni dal giovane Michelangelo Buonarroti, con un insieme variopinto di colori e imponenti figure. Ma anche una sua innovativa “Sacra famiglia” dipinta su tavola e conservata ancora nella cornice originale, archetipo di tutto il manierismo, poiché ritraeva il bambino in braccio a San Giuseppe piuttosto che alla Madonna. Sono presenti anche altri dipinti, come “Salomè” del pittore spagnolo Alonso Berruguete, “l’Apparizione della Vergine a San Bernardo” di Fra Bartolomeo e la “Visitazione” di Mariotto Albertinelli, questi ultimi densi di religiosità e tradizione. 

La Sala di Raffaello

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Qui si possono ammirare le opere di Raffaello Sanzio a cui la sala è dedicata, sia

La Madonna del Cardellino di Raffaello
La Madonna del Cardellino di Raffaello

quelle del periodo giovane dell’artista che quelle più mature. Al primo momento appartengono i “Ritratti dei duchi di Urbino Elisabetta Gonzaga e Guidobaldo da Montefeltro“, quello di “Francesco Maria Della Rovere” e la famosa “Madonna del cardellino” del 1505, ispirata ai contemporanei Perugino e Leonardo da Vinci, in cui i soggetti appaiono estremamente dolci e armonici. Al successivo periodo, invece, quello cosiddetto romano quando Raffaello divenne pittore principale della corte vaticana, fanno parte il “Ritratto di Leone X” con i cardinali Giulio de’ Medici e Luigi de’ Rossi, opere maggiormente monumentali e attente ai dettagli.

Le Sale del Dosso e del Parmigianino

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In queste sali si possono ammirare gli artisti emiliani e dell’Italia centrale della

La Madonna dal collo lungo del Parmigianino
La Madonna dal collo lungo del Parmigianino

prima metà del ‘500. Una delle opere più famose è la “Madonna dal collo lungo” di Parmigianino, elegante e sinuosa nelle sue forme, ma anche misteriosa, poiché si tratta di un’opera rimasta incompiuta nella parte destra. Sempre dell’artista emiliano sono la “Madonna col bambino e santi” e la “Madonna di San Zaccaria”, caratterizzata da uno sfondo di monumenti romani. Altri lavori significativi sono quelli del pittore di corte ferrarese Dosso Dossi, con la sua “Apparizione della Vergine ai santi Giovanni Battista e Giovanni Evangelista”, il “Riposo della Sacra Famiglia in Egitto” di evocazione giorgionesca e uno strano dipinto chiamato la “Stregoneria” o “Allegoria di Ercole” di iconografia ancora incerta.

La Sala di Tiziano

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In questa sala la pittura veneta dei primi del Cinquecento si manifesta nei

La Venere d'Urbino nella Sala di Tiziano
La Venere d’Urbino nella Sala di Tiziano

capolavori del grande maestro veneto Tiziano. Tra le opere giovanili spiccano i ritratti del “Cavaliere di Malta”, quelli dei “duchi di Urbino Francesco Maria della Rovere e Eleonora Gonzaga”, fino al “Ritratto di Ludovico Beccardelli”, nei quali è ancora presente la forte influenza di Giorgione. Ma il dipinto sicuramente più amato della Galleria è la celebre “Venere d’Urbino”, una splendida tela in cui emerge tutta la sensualità della dea e la plasticità del colore e delle sue forme.

Le Sale di Rosso Fiorentino e di Pontormo

8In queste sale sono raccolte le opere di due grandi esponenti del primo

Il Putto Musicante di Rosso Fiorentino
Il Putto Musicante di Rosso Fiorentino

manierismo fiorentino, Jacopo Pontormo e Rosso Fiorentino. Il primo fu un pittore eclettico, ispirato soprattutto da Michelangelo e dall’arte tedesca, di Durer, che qui è rappresentato nella sua celebre “Cena in Emmaus” del 1525. Mentre l’anticonformista Rosso Fiorentino spicca con la piccola pala della “Madonna e Santi” detta “dello Spedalingo” e con la tela raffigurante “Mosè con le figlie di Ietro“, tipico esempio di rottura con gli schemi tradizionali e ricerca di uno stile voluttuoso e dinamico delle figure. Il più ammirato resta sempre il “Putto Musicante”.

La Sala di Caravaggio

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Questa sala ospita le opere giovanili del geniale Caravaggio, alcune tra le più

Il Bacco di Caravaggio
Il Bacco di Caravaggio

famose e suggestive, con la possibilità anche di poterle confrontare con i lavori degli artisti a lui successivi ed impegnati nella riproduzione di temi simili. Sulla parete di fondo spiccano “il Bacco”, molto attento ai particolari come si evince dalla raffigurazione dei frutti e il “Sacrificio di Isacco” realistico e cruento nella rappresentazione delle figure.

Ma il dipinto che certamente testimonia più sentimento e violenza è la celebre “Medusa”, in cui la testa della medusa, dall’espressione terrorizzata, viene mozzata dall’eroe Perseo ed esibita su uno scudo rotondo. Nella sala dedicata al Caravaggio, sono inoltre conservati altri artisti che riprendono la drammaticità dei temi tipici del maestro, come Artemisia Gentileschi, con la sua “Giuditta decapita Oloferne” o Battistello Caracciolo qui presente con “Salomè con la testa del Battista”. Invece di impronta più classica sono le opere di Annibale Carracci, qui rappresentato con la ” Venere” (o Baccante) del 1588 e del napoletano Salvator Rosa con il suo “Paesaggio con figure”.

Il Corridoio Vasariano

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Questa non è un’opera d’arte ne senso stretto ma comunque un capolavoro

Il Corridoio Vasariano di Firenze
Il Corridoio Vasariano di Firenze

architettonico.Nel 1565, in occasione del matrimonio del figlio Francesco con Giovanna d’Austria, Cosimo I chiese al Vasari di realizzare un tratto soprelevato che mettesse in comunicazione Palazzo Vecchio con la nuova residenza da poco acquistata dalla famiglia, Palazzo Pitti. Si trattava di uno straordinario collegamento pensato soprattutto per consentirgli di muoversi in sicurezza, dalla residenza privata al palazzo del governo. Vasari in soli sei mesi costruì quello che oggi è noto come Corridoio Vasariano: un percorso che comincia da Palazzo Vecchio, supera con un ponte coperto Via della Ninna, percorre parte della galleria degli Uffizi, discende e fiancheggia sopra un portico, il fiume Arno e, dopo aver superato il Ponte Vecchio, prosegue nel quartiere d’Oltrarno e arriva nel giardino di Boboli fino nel Palazzo Pitti.

Orari, biglietti e altre informazioni per la visita al Museo degli Uffizi

Indirizzo: centro storico
Come arrivare: a piedi
Orari di apertura: da martedì a domenica, ore 8,15-18,50
Chiusura: tutti i lunedì, Capodanno, 1° maggio, Natale
La biglietteria chiude alle 18.05. Le operazioni di chiusura iniziano alle 18.35
Costo del biglietto: intero € 12,50