La Pinacoteca Vaticana di Roma

In 19 sale uno straordinario percorso nella storia dell'arte: da Giotto a Bernini, tutta l'arte accumulata dalla Chiesa nel corso dei secoli.

Il Trittico Stefaneschi di Giotto
Il Trittico Stefaneschi di Giotto

La collezione della Pinacoteca Vaticana raccoglie 460 dipinti, organizzati nelle diciotto sale in base a criteri di cronologia e di scuola, dai cosiddetti Primitivi al XIX secolo. La raccolta comprende alcuno meravigliosi capolavori degli artisti più importanti della pittura italiana come Beato Angelico, Giotto, il Perugino, Raffaello, Leonardo, Caravaggio e Crespi.

Sala I Sec. XII-XV (Nicolo e Giovanni)

Appartengono a questa sala diversi dipinti tra cui ne spiccano in particolar modo due: il Martirio di S. Stefano e rinvenimento delle sue reliquie, di Bernardo Daddi, e il Giudizio Finale, di Nicolò e Giovanni. Il Martirio di S. Stefano e rinvenimento delle sue reliquie è costituito da otto tavolette che configuravano la base di un polittico non ancora identificato. I piccoli dipinti raffigurano il martirio di Santo Stefano e la storia del ritrovamento delle sue reliquie secondo il racconto medievale della Legenda Aurea di Jacopo da Varagine.

Sala II: Giotto

Tre sono i dipinti di questa sala su cui ci vale la pena soffermarsi: le Storie di S. Nicola di Bari di Gentile da Fabriano, il Trittico Stefaneschi di Giotto di Bondone e il Redentore benedicente di Simone Martini. La tavola di Simone Martini raffigura, con eleganza e raffinatezza, Cristo a mezzo busto con la mano destra alzata nel gesto della benedizione e la sinistra posata su un libro.

Il Trittico Stefaneschi di Giotto
Il Trittico Stefaneschi di Giotto

Sala III: Beato Angelico e Benozzo Gozzoli

In questa sala evidenziamo due importanti opere di Beato Angelico, Storie di S. Nicola di Bari e Madonna col Bambino e i SS. Domenico e Caterina, e una di Benozzo Gozzoli, Madonna della Cintola. Nelle Storie di S. Nicola di Bari sono illustrati episodi della vita del santo. Nell’altro dipinto di Angelico è raffigurata la Vergine che gioca col Bambino, che ha tra le mani una rosa, simbolo di saggezza. Il dipinto di Gozzoli, allievo prediletto del Beato Angelico, ritrae la Madonna circondata da angeli che offre, come prova della sua salita in cielo, la cintura a S. Tommaso che non voleva credere a ciò che gli altri gli dicevano in merito alla morte, alla sepoltura e all’assunzione di Maria, non avendo assistito di persona.

Storie di S. Nicola di Bari
Storie di S. Nicola di Bari

Sala IV: Melozzo da Forlì

Due i dipinti di Melozzo da Forlì particolarmente rilevanti in questa sala: Sisto IV nomina Bartolomeo Platina prefetto della Biblioteca Vaticana e l’ Angelo che suona il liuto. Il primo consiste in un affresco staccato da una della sale dell’antica Biblioteca Vaticana e successivamente trasportato su tela. I protagonisti, i cui tratti somatici sono molto definiti, possono ritenersi dei veri e proprio ritratti, sono posti dentro una imponente architettura che conferisce una dimensione grandiosa alla scena

Sala V: Ercole De' Roberti

Segnaliamo in questa sala il dipinto I miracoli di S. Vincenzo Ferrer di Ercole de’ Roberti in cui sono raffigurati diversi episodi: la Guarigione della donna storpia, la Resurrezione di una ricca ebrea, il Salvataggio di un bambino in una casa colpita da un incendio, la Resurrezione di un bambino ucciso dalla madre gravida e impazzita e la Guarigione di un ferito.

Sala VI: Carlo Crivelli

Due le opere importanti all’interno di questa sala: l’Incoronazione della Vergine e Santi dell’Alunno e la Pietà di Carlo Crivelli.

La Pietà di Carlo Crivelli
La Pietà di Carlo Crivelli

Sala VII: i Perugino e Pinturicchio

Tra le opere di questa sala non possiamo non dare particolare risalto alla Madonna col Bambino e i SS. Lorenzo, Ludovico di Tolosa, Ercolano e Costanzo e a S. Benedetto; S. Flavia; S. Placido e l’altra tela di S. Benedetto; S. Flavia; S. Placido; entrambe del Perugino. Da non dimenticare anche Incoronazione della Vergine, del Pinturicchio e G. B. Caporali. La prima pala presenta una composizione molto equilibrata ed armonica, in cui tutti gli elementi si accordano in modo sorprendente, proprio come quelli della seconda tavola in cui le figure sono rese con raffinatezza di colori e precisione di particolari, proprio come usava dipingere il Perugino. La terza tavola, del Pinturicchio, ritrae nella parte superiore l’Incoronazione della Vergine con due angeli musicanti, mentre in quella inferiore compaiono inginocchiati in primo piano i SS. Francesco d’Assisi, Bernardino, Antonio da Padova, Ludovico di Tolosa e Bonaventura tra i dodici apostoli divisi in due gruppi.

Sala VIII: Raffaello

n questa sala molti gli arazzi e i dipinti di Raffaello tra cui l’Incoronazione della Vergine, L’annunciazione, L’adorazione dei Magi, La presentazione al Tempio; Fede, Carità, Speranza; Madonna di Foligno; Trasfigurazione.

Sala IX: Leonardo

Due i dipinti da non perdere in questa sala: il Compianto sul Cristo morto di Giovanni Bellini e S. Girolamo di Leonardo da Vinci. Il famoso dipinto di Bellini ha una composizione così maestosa che si contraddistingue per l’impronta assorta e dolente della rappresentazione e per il profondo rapporto emozionale che lega i protagonisti.

Sala X e XI: Scuola di Raffaello, Pittura veneta e Barocci

Le Clarisse del convento di Monteluce presso Perugia incaricarono il giovane Raffaello di realizzare una pala d’altare con l’Assunzione della Vergine nel 1503. Successivamente gli furono sottoscritti altri due contratti per una tavola che ritraesse invece l’Incoronazione della Vergine. Alla morte di Raffaello l’opera però era incompiuta e così venne stipulato un altro contratto con i suoi allievi Giulio Romano e Giovan Francesco Penni, che consegnarono la pala nel 1525. La Madonna di S. Niccolò dei Frari, originariamente cestinata, raffigura la Vergine con il Bambino e angeli sulle nubi e in basso i Santi Caterina, Nicola, Pietro, Antonio, Francesco e Sebastiano in raccoglimento. La Visione di S. Elena ritrae la madre dell’imperatore romano Costantino addormentata, seduta con la testa posata su una mano; la storia sacra vuole che questa donna abbia avuto la visione che la portò al ritrovamento della vera Croce. Nella Sala XI non possiamo non citare in questa sala la tela dell’Annunciazione di Barocci e la Resurrezione di Lazzaro di Girolamo Muziano. La prima tela è dominata dal motivo religioso e lascia intravedere sul fondo uno scorcio del Palazzo Ducale di Urbino.

Sala XII: Caravaggio

Bellissimo il dipinto di Caravaggio presente in questa sala: la Deposizione dalla Croce. In questa tela il Caravaggio in realtà non ritrae il Seppellimento, né la Deposizione in modo usuale, poiché il Cristo non è raffigurato nel momento in cui viene calato nella tomba, ma quando, al cospetto delle pie donne, viene posato da Nicodemo e Giovanni sulla Pietra dell’Unzione, ovvero la pietra tombale con cui verrà chiuso il sepolcro.

Sale da XIII a XV: Pietro da Cortona e Crespi

In queste sale da non perdere la Visione di S. Francesco di Pietro da Cortona che è un duplicato, di grandezza lievemente inferiore, della pala d’altare che Pietro da Cortona dipinse nel 1640 – 1641 per la Cappella Montauto nella chiesa dell’Annunziata ad Arezzo. Sono 4 i dipinti di particolare interesse situati nella sala XIV: Ritratto di Clemente IX di Carlo Maratta, Visione di S. Francesco Saverio di Baciccia, la Madonna col Bambino di Sassoferrato e la Ghirlanda di fiori con “Ecce Homo” di Daniel Seghers e Erasmus II Quellin. Il piccolo dipinto del Baciccia ritrae in primo piano S. Francesco Saverio con il crocefisso stretto al petto, circondato da angeli e cherubini che assistono alla sua agonia. Nella Sala XV è di sorprendente bellezza in questa sala il dipinto di Giuseppe Maria Crespi, Ritratto di Benedetto XIV. Il Crespi in questo ritratto aumentò volontariamente le dimensioni della figura del protagonista, ne modificò l’abbigliamento e gli aggiunse attributi per evidenziare la carica papale appena assunta.

Sale XVI: Wenzel

La tela presente in questa sala è il simbolo del momento culminante della carriera di Wenzel Peter, pittore animalista, che ha saputo ritrarre con eccezionale naturalismo animali delle specie più diverse, immortalati nei loro atteggiamenti di stasi o di lotta. Il Paradiso Terrestre rappresenta il momento di più alto virtuosismo dell’artista che ritrae intorno alle figure di Adamo ed Eva più di duecento animali di tutto il mondo.

Orari di apertura e prezzi dei biglietti per la Pinacoteca Vaticana

Indirizzo: Città del Vaticano
Come arrivare:

Metro
Linea A fermate: Ottaviano-S.Pietro-Musei Vaticani; Cipro (per entrambe 10 minuti a piedi).

Bus (fermate)
49, di fronte all’ingresso dei Musei
32, 81, 982, Piazza del Risorgimento (capolinea) (5 minuti a piedi)
492, 990, Via Leone IV / Via degli Scipioni (5 minuti a piedi).

Tram
19, Piazza del Risorgimento (5 minuti a piedi).

Orari di apertura: Tutti i giorni 9:00 – 16:00.

Chiusure
Domenica, ad eccezione dell’ultima di ogni mese (con ingresso gratuito 9:00 – 12:30 Chiusura 14:00), purché non coincida con la Santa Pasqua, 29 giugno (SS. Pietro e Paolo), 25 o 26 dicembre (Santo Natale o Santo Stefano)
gennaio 1, 6
febbraio, 11
febbraio, 22
marzo 19, 28
giugno 29 (SS. Pietro e Paolo)
agosto 15
novembre 1
dicembre 8, 26

Prezzi dei biglietti: 16 €
Il biglietto d’ingresso ai Musei Vaticani dà diritto alla visita dei Musei Vaticani e Cappella Sistina per il solo giorno di emissione.