Napoli
Napoli-Il lungomare con Vesuvio sullo sfondo-Foto di MorBcn
Il Tesoro di San Gennaro
Il legame dei napoletani con San Gennaro va ben oltre la semplice devozione per il Santo Patrono. E' un sentimento viscerale e condiviso, che nel corso dei secoli ha superato divieti e restrizioni, rafforzandosi sempre più. Nonostante San Gennaro sia considerato dalla chiesa un santo di "Serie B", non lo è per i napoletani. Il tesoro è la più immediata e importante prova di questo amore per "Faccia Gialla", il nome con cui i partenopei chiamano il Santo dovuto alla sua statua più famosa in argento dorato. Il Tesoro di San Gennaro si trova nel Museo dedicato al Santo, all'interno del Duomo di Napoli, e raccoglie reliquie e oggetti preziosi, diventati oracoli di fede. Il Tesoro comprende anche statue, candelabri e argenti vari, che i devoti hanno gelosamente protetto durante i numerosi saccheggi della città. Testimonianza di quanto i napoletani ritengano San Gennaro una presenza vicina e confortante, come fosse un caro vicino di casa, a cui ricorrere nei momenti di bisogno ma anche quando si ha solo voglia di parlare un po'.Quando: tutti i giorni 9:00 - 14:00. Aperto anche il 1° gennaio, a Pasqua, il lunedì in albis, il 15 agosto e il 25 dicembre.
Quanto: intero € 6, ridotto € 4.50. Gruppi minimo 15 persone €4.50 a persona con prenotazione e guida obbligatoria. Scolaresche € 3.50. Tutti i biglietti del Museo comprendono l'audioguida multilingua fino ad esaurimento scorte.
Come: metropolitana linea 1 fermata "Cavour" o linea 2 fermata "Museo".
Napoli-Grazie chieste a San Gennaro-Foto di Cyron
Le grazie chieste a San Gennaro
I napoletani sono un popolo molto fantasioso ed esigente e non è insolito che si rivolgano all' "aldilà" per ricevere le grazie più disparate e stravaganti. San Gennaro è uno dei santi più amati della città e spesso i napoletani si intrattengono con lui in discorsi privatissimi e molto intimi per chiedergli qualsiasi tipo di grazia: dall'aiuto per un goal che può risollevare la precaria posizione del Napoli in classifica, alla richiesta dei numeri vincenti, rigorosamente da ricevere tramite sogno, per il lotto o il superenalotto, fino a veri e propri miracoli per la guarigione da gravi malattie. La grazia più significativa che è stata chiesta a San Gennaro, è stata la protezione dall'impetuosa eruzione del Vesuvio: da quel momento in poi il santo è divenuto parte integrante della città e della vita dei napoletani.Napoli-San Sossio
La storia di San Gennaro
La storia di San Gennaro è piuttosto tormentata: tutto cominciò con una semplice visita di cortesia al diacono Sossio a Miseno, che in realtà si trasformò in un viaggio di terrore. Sossio venne arrestato e dopo poco anche Gennaro, a causa della persecuzione avviata dall'imperatore Diocleziano. Il santo fu condannato a morte e doveva essere sbranato dagli orsi insieme ad altri condannati ma, a causa di un evento inaspettato, i programmi cambiarono e fu stabilita la decapitazione dei prigionieri alla Solfatara. Le notizie storiche sulla vita del santo si concludono qui per lasciare spazio invece a quelle delle tradizioni e delle leggende.Napoli-Le leggende su San Gennaro-Foto di messerbesser
Le leggende su San Gennaro
La tradizione narra che, alla morte del martire, il suo sangue sia stato raccolto da una donna molto devota che lo sistemò in varie ampolline: una storia, tra leggenda e realtà, che incrementa il fascino e il mistero che da sempre avvolgono il santo e la sua vita. Si racconta inoltre che il martire fu decapitato a Pozzuoli su una pietra e che il 19 settembre di ogni anno, giorno della sua morte, questo masso diventi di un rosso molto accesso a causa del sangue del martire che si scioglie. La grande devozione e venerazione che la gente nutre per San Gennaro, sono strettamente legate al suo sangue che attualmente è gelosamente conservato all'interno del Duomo di Napoli, insieme con il suo busto, in cui sono situate le ossa che sembra appartengano al suo cranio.Napoli-Catacombe di Capodimonte
Le ossa di San Gennaro
Il corpo del santo, dall'altissimo valore mistico, dopo essere stato custodito per più di un secolo nell'Agro Marciano, fu sepolto nelle catacombe di Capodimonte. I fedeli non persero tempo e subito cominciarono la devozione del corpo del santo con frequenti visite e preghiere pronunciate in sua memoria. Ma è il caso di dire che neanche da morti si può stare tranquilli: le ossa di San Gennaro furono trafugate dal duca Sicone, che portò il corpo del martire a Benevento. Soltanto 17 anni dopo, le reliquie furono rintracciate e finalmente trovarono nuovamente pace all'interno del Duomo.Napoli-il culto di San Gennaro
Il ridimensionamento del culto di San Gennaro
La venerazione del santo, così sincera, viva e fortemente sentita dai napoletani, subì un grande ridimensionamento in seguito al Concilio Vaticano del 1964. Ma, come è noto, ai napoletani non manca mai la forza di reagire e subito, per vichi e vicarielli, si sviluppò una forte risposta a questa sentenza: tra le tante, famosa è la scritta "San Gennà, futtetenne", ovvero "San Gennaro, fottitene", che spiccava fiera sui muri di un vicolo, come a dire che il santo non doveva preoccuparsi di quello che decideva il Concilio perché il popolo napoletano celebrava la sua santità come e più di prima.Napoli-ampolla del sangue di San Gennaro
Il miracolo di San Gennaro
Il miracolo di San Gennaro si svolge due volte l'anno, il 19 settembre e il sabato che precede la prima domenica di maggio, e si verifica quando il sangue del santo si liquefa. Napoletani e credenti sparsi in tutto il mondo attendono con ansia che il miracolo abbia luogo e valutano le sorti della città di Napoli in base al tempo che il sangue impiega a liquefarsi, più è lungo, più il destino appare nefasto. Il primo miracolo del sangue di San Gennaro, storicamente accertato, avvenne il 17 agosto 1389, durante le numerose dominazioni straniere a Napoli. Originariamente nei giorni del miracolo sedevano sulle prime panche della chiesa le cosiddette parenti di San Gennaro, ovvero donne di estrazione popolare, native dei quartieri del Molo Piccolo, che imploravano e sollecitavano il busto del santo affinché il miracolo avvenisse nel minor tempo possibile.Napoli-Tesoro di San Gennaro
Il tesoro di San Gennaro
I napoletani sono molto devoti al loro santo patrono e il Museo del Tesoro, dove è possibile ripercorrere la storia di San Gennaro e cogliere la sua essenza più profonda, è un omaggio che questo popolo porge al proprio santo protettore. Il Museo, tra libri, oggetti e statue che gli appartenevano, è una minuziosa esibizione di tutto quello che riguarda la vita del santo. Tutti i preziosi pezzi, dal grande valore affettivo e sentimentale, sono esposti sopra delle pedane o contenuti in teche molto modeste per creare un suggestivo contrasto tra la pregevolezza delle opere esibite e l'umiltà dei sostegni. Per concludere il percorso in bellezza troverete una rampa di scale che vi condurrà alle Sacrestie dove troverete stupende volte affrescate e meravigliosi marmi.Napoli-Cappella del Tesoro di San Gennaro
Le origini del Museo del Tesoro
La costruzione del Museo di San Gennaro non è stata casuale o accidentale, ma è stata programmata in ogni minimo dettaglio, perché era troppo forte la volontà di onorare il santo patrono. Il 13 gennaio del 1527 gli eletti della città di Napoli già stavano pianificando l'edificazione di un luogo che fosse in grado di accogliere in modo adeguato il reliquario di San Gennaro, che in seguito si sarebbe arricchito con opere che avrebbero identificato la personalità multiforme del martire. Ci vollero molti secoli ma finalmente il progetto del Museo trovò un riscontro nella realtà e così venne eretto quello che oggi è conosciuto come il Museo del Tesoro, dove arte e fede diventano una sola cosa.Napoli-Ostensorio in argento dorato©2001-2003 del portale dei Beni culturali della Regione Campania
Gli argenti del Museo del Tesoro
Esempi di grande artigianato e di un'antica manifattura che si è tramandata nel corso del tempo, gli oggetti esibiti nella sezione degli argenti del Museo del Tesoro di San Gennaro, sono la testimonianza di una lunga tradizione che dura da 7 secoli. Cestelli, pissidi, candelabri, calici e statue dei Santi Patroni, documentano la magistrale esperienza e la straordinaria capacità di argentieri e scultori napoletani che hanno saputo coniugare sapienza tecnica e creatività. Questi splendidi oggetti, attualmente custoditi e preservati da furti e saccheggi, un tempo erano utilizzati quotidianamente in chiesa durante la celebrazione della messa.Napoli-festeggiamenti a New York per San gennaro-Foto di Ben+Sam
