Altre 10 cose da non perdere Napoli

10 cose da non perdere a Napoli dopo aver visto l'indispensabile

10 cose da non perdere a Napoli

Se avete letto tutte le 10 cose da vedere assolutamente a Napoli e vi resta ancora un po’ di tempo da dedicare alla città, ecco altre 10 cose che non dovreste perdere durante una visita a Napoli. Una lista completa delle cose da fare in città la trovate nella pagina Napoli. Ci sono solo luoghi tanto amati dai turisti (San Gregorio Armeno, Maschio Angioino) e altri fuori dai percorsi abituali (Pignasecca, Belvedere di San Martino), dove non ci si arriva mai per caso ed è sempre una sorpresa, nel bene e nel male. 

Per aiutarvi in questo percorso e nella comprensione dello spirito dei napoletani, vi consigliamo di leggere il nostro vocabolario minimo napoletano-italiano ed alcune espressioni tipiche.

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Certosa e Belvedere di San Martino a Napoli

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La certosa di San Martino si trova su uno dei punti più alti della città. Dal belvedere, si può osservare l’intero golfo di Napoli: uno spettacolo mozzafiato. Da qui, specialmente dopo una giornata di pioggia, Napoli si mostra in tutta la sua stupenda esplosione di colori, vicoli, cielo, terra e mare. All’interno della certosa si trova il Museo di San Martino, in cui sono raccolte sculture e quadri napoletani del XV e XVI secolo. Per chi ama il presepe napoletano, la collezione di San Martino è la tappa obbligata dopo San Gregorio Armeno: da non perdere il Presepe Cuciniello, allestito dentro una grotta artificiale ricavata da un antico ambiente delle cucine della Certosa: uomini, animali, oggetti, il corteo dei Magi, parlano della Palestina ma raffigurano la Napoli del 700, nelle realistiche facce dei pastori, nelle botteghe e nei vestiti. Questo presepe è la più completa ed importante collezione presepiale italiana. Durante la visita troverete altri punti panoramici da dove osservare Napoli distesa in riva al mare. Come canta Pino Daniele: “Da San Martino vedi tutta quanta la città col mondo in tasca e senza dirsi una parola“.

Metropolitana Linea 1 fermata piazza Cavour, poi cambio con la Metropolitana Collinare linea 2 fermata Piazza Vanvitelli. Funicolari per il Vomero, poi a piedi o con l’autobus.

tutti i giorni dalle 8.30 alle 19.30. La biglietteria chiude un’ora prima.
Mai Mercoledì.

Costo del biglietto 6 €

Castel dell'Ovo a Napoli

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Fiero e malinconico, coccolato dalle onde del mare, il Castel dell’Ovo sorge sull’antico isolotto di Megaride. Le leggende fanno a gara per impossessarsi di un po’ di storia del castello: c’è chi dice che il suo destino e quello di tutta Napoli fosse legato all’integrità di un uovo gelosamente custodito nei sotterranei e chi sostiene che il nome della città sia ispirato a Partenope, sirena approdata sull’isolotto di Megaride priva di vita. Ma non dimentichiamoci di Niccolò, l’uomo – pesce che portava al re le gemme preziose situate nei cunicoli sotto l’isolotto. La salita verso la parte alta del castello regala degli scorsi molto suggestivi, ma il punto più bello è certamente la Terrazza dei cannoni, che si trova nella parte più alta del castello e da cui si gode di una vista meravigliosa sul Golfo. Come contorno a Castel dell’Ovo, non poteva che esserci un borgo dalla struttura caratteristica e dall’atmosfera suggestiva: il Borgo Marinari di Napoli, costruito per dare una casa ai pescatori e poi nel corso dei secoli diventato luogo di caffè, ristorantini particolari e circoli nautici. Questo microcosmo è di una bellezza sorprendente, ma attenti ai prezzi, anche solo un caffè potrebbe costarvi molto caro.

Dal centro storico si raggiunge il lungomare di Via Caracciolo.

Lun-ven 8:00-19:00; festivi 8:00-14:00

San Gregorio Armeno a Napoli

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Vogliamo subito specificare che San Gregorio Armeno non è una strada che esiste solo nel mese di dicembre e che nel resto dell’anno scompare quasi magicamente. San Gregorio Armeno, con i suoi pastori, i suoi appassionati artigiani e la sua atmosfera antica, è sempre lì, anche quando non è Natale, anche quando non è necessario stabilire i sensi di marcia per regolare la densità del traffico, ma non di automobili, di persone! Tutti si accalcano per vedere San Gregorio a Natale, per cercare disperatamente il senso perduto di questa festa tra i presepi in sughero e i pastori in terracotta. La bellezza e il fascino dell’arte del presepe napoletano sta nel semplice fatto che la natività trova il suo scenario nella città di Napoli. Nascono così dei personaggi nuovi, non conosciuti dalla tradizione cattolica, ma amati come se lo fossero: divertitevi a cercare tra i personaggi che rappresentano i mestieri della città così come era nel ‘600, Benino, il pastore che dorme beato, o Cicci Bacco, l’ubriaco, tradizionalmente raffigurato in bilico su di una botte. Unico consiglio: cercate di visitare San Gregorio in periodi più calmi per vedere tutto con tranquillità, ma se proprio decidete di passarci a Natale sappiate che dovete esser pronti a dare spintoni e gomitate pur di scorgere qualcosa.

I Parchi di Napoli

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Non ci prendiamo in giro: Napoli non è una città famosa per i suoi spazi verdi, eppure qui ci sono dei parchi veramente stupendi. Il Parco di Capodimonte, con i suoi ampi prati verdi e i suoi sentieri caratteristici, che fa da cornice alla bellissima pinacoteca; l’irriverente Floridiana, un tempo protagonista delle tresche amorose del re Ferdinando IV e oggi luogo preferito da bambini e ragazzi che marinano la scuola, piccolo rifugio verde nel trafficatissimo quartiere del Vomero; il Parco Virigiliano, detto anche della “rimembranza”, che si trova nella zona di Posillipo, e dal quale è possibile ammirare uno stupendo panorama della città; E per ultima, non di certo per importanza, la Villa Comunale, che si trova proprio nei pressi del lungomare. Questo enorme giardino ha al suo interno il più antico acquario d’Italia (nella stazione zoologica Anton Dohrn) . La villa è stata restaurata nel 1999 perdendo, purtroppo, parte del suo impianto neoclassico soprattutto i cancelli che la delimitavano ed i lampioni, rimane però, al centro, la cassa armonica in ferro e ghisa, splendido esempio di art nouveau. Insomma con un po’ di sole, il vento fra i capelli e la macchina fotografica, passerete in questi parchi delle ore indimenticabili, lontani dal caos cittadino e dallo smog.

Il MADRE a Napoli

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Nel centro storico, nella Napoli più antica e popolare, sorge il Madre, Museo d’Arte Contemporanea, una costruzione nata in soli tre anni di lavoro e inaugurata nel 2005. La struttura testimonia la capacità di Napoli di aprirsi al nuovo, donandole maggiore vivacità attraverso un’atmosfera del tutto nuova. L’arte, in questo caso, è uno strumento per vivere e per abbattere la convinzione che Napoli e i napoletani abbiano orizzonti mentali limitati. Unico legame con il passato, la Chiesa di Donnaregina Vecchia, adiacente al Museo, che custodisce importanti affreschi medievali: uno scorcio di storia, in una realtà assolutamente moderna. I percorsi che si possono effettuare in questo museo sono vari, il museo dispone di una mostra permanente, dove è possibile ammirare opere di grandi artisti contemporanei, come Andy Wharol, Jeff Koons, Alberto Burri, Lucio Fontana e di fotografi altrettanto conosciuti come Mapplethorpe. Il museo organizza inoltre mostre temporanee, quindi il percorso espositivo è in continua evoluzione. La presenza di una biblioteca, di una caffetteria e di percorsi dedicati ai giovani ed ai giovanissimi rendono palese la filosofia alla quale si ispira questo spazio che si vuole inserire nella sfera dei più celebri musei di arte contemporanea europea, concependo lo spazio museale come una qualcosa che vada non solo ammirato ma anche vissuto.

con la linea 2 della metropolitana, fermata Cavour. Oppure il bus CS e scendere alla fermata successiva quella di Via Duomo.

lunedì, mercoledì, giovedì e venerdì dalle ore 10.00 alle ore 21.00. Sabato e domenica dalle ore 10.00 alle ore 24.00
Mai il martedì

intero 7 euro, ridotto 3,50 euro. Il lunedì gratuito

Il quartiere della Pignasecca a Napoli

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La strada non ha un senso: o meglio, ce l’ha ma nessuno lo rispetta. I motorini scendono dai quartieri spagnoli con 2,3,4 persone in sella. I marciapiedi sono preda di ambulanti di ogni tipo, razza e religione. Le auto (soprattutto i loro clacson) si mischiano con le persone che si affannano per arrivare vive e intatte alla fine di questo caos. Qui hanno la loro stazione di arrivo il treno della Cumana, la funicolare che porta al Vomero e un’importante fermata della Metropolitana. Quando arrivano tutti i mezzi in pochi minuti, un fiume di persone si riversa in questo vicolo stretto e lungo. Benvenuti nella Pignasecca di Napoli, una strada lunga poco meno di un chilometro dove si può trovare tutto e tutti. Il miglior pesce e i migliori arancini di Napoli. Coperte, vestiti, pane e frutta a poco prezzo. Scenografici balconi fioriti con appesi pomodori, peperoncini e piantine di menta e salvia. Ma anche strade sporche, muri scrostati, auto parcheggiate sui marciapiedi e vigili che fanno finta di non vedere (ammesso che ci siano). Se avete solo pochi minuti da dedicare a Napoli e volete scoprirne tutto il bene e tutto il male, fatevi portare nella Pignasecca.

Maschio Angioino a Napoli

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Il Maschio Angioino, con un occhio al porto e un altro alla sede del sindaco, controlla con il suo sguardo tutta piazza Municipio e volge le sue attenzioni fino al lungomare di via Caracciolo. Sotto gli Angioini fu un bellissimo castello e centro di cultura frequentato da artisti come Giotto e letterati come Petrarca, mentre successivamente, con gli Aragonesi, divenne una fortezza inespugnabile. Interessante la storia delle prigioni poste nei sotterranei, dalle quali inspiegabilmente sparivano i detenuti. Solo più tardi si scoprì che un coccodrillo penetrava nei sotterranei tramite un’apertura e che trasportava in mare i prigionieri, facendoli sparire nel nulla. Attualmente il Maschio Angioino è sede del Museo Civico e, soprattutto d’estate, luogo di spettacoli ed eventi culturali. Il percorso museale si snoda tra la Sala dell’Armeria, la Cappella Palatina o di Santa Barbara, il primo ed il secondo piano della cortina meridionale insieme con la Sala Carlo V e la Sala della Loggia che ospitano le manifestazioni e le attività artistiche. Da non perdere la visita alla Cappella Palatina trecentesca che venne affrescata da Giotto e dai suoi allievi con le storie del Vecchio e del Nuovo Testamento. All’ingresso del Maschio Angioino, non dimenticate di alzare gli occhi verso l’arco trionfale, voluto da Alfonso d’Aragona per celebrare la sua conquista del Regno di Napoli avvenuta nel 1443.