12 borghi sospesi da visitare a Settembre

Da Civita a Pitigliano, da Orvieto a Sant'Agata dei Goti, 12 suggestivi borghi sospesi da visitare a settembre.

Orvieto
Orvieto

Che li si visiti nel tepore del sole autunnale o nelle dolci giornate di primavera,  nei caldi pomeriggi estivi o nelle giornate uggiose invernali, i borghi sono il luogo perfetto per trovare un po’ di pace e godersi la natura, senza folla e senza stress. In questo itinerario che va dal Lago di Garda al Lazio, dalla Campania alle Marche, 12 suggestivi borghi sospesi da visitare a settembre.

Tremosine sul Garda

Tremosine sul Garda

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C’è un borgo in Lombardia che si affaccia da un terrazzo come stesse parlando giù con il Lago di Garda: è Tremosine sul Garda e racchiude diciotto caratteristiche frazioni dislocate tra i 400 e i 600 metri di altezza rispetto all’acqua. In questa zona vivono 2.150 anime, solo 264 nel piccolo borgo di Pieve, capoluogo di Tremosine.

Tremosine sul Garda dà davvero l’impressione di sporgersi dalla sua roccia per guardare verso il basso da un’altezza che è a metà strada tra il lago e la montagna.
Nel cuore del Parco Alto Garda Bresciano, l’intera zona di Tremosine con i suoi piccoli villaggi ricopre un territorio di circa 70 chilometri, un paesaggio completamente incontaminato, un panorama dalla straordinaria bellezza.

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Pitigliano

Pitigliano

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Poco prima dell’ultima curva, Pitigliano appare come una visione tra le colline toscane. Di notte l’effetto è quello di un paese sospeso a metà tra cielo e terra. Di giorno stupisce la continuità tra i muri delle case e la rupe di tufo. Il tufo, proprio lui, è il protagonista di questo borgo toscano, amato in tutto il mondo. Con questa pietra  gialla sono costruite le case del centro storico, piccolo gioiello che dovrebbe essere esempio per tutti di come si ama il proprio paese. Balconi fioriti, archi, scale, stemmi nobiliari e silenzio sono protagonisti dei 60 vicoli in cui è divisa Pitigliano.

Al di sotto delle case c’è un’altra Pitigliano, scavata, da cui si è estratto il tufo per costruire quella di sopra e rifugiarsi, conservare il vino.Nel tufo è scavata anche parte della Sinagoga del Ghetto Ebraico che racconta la storia degli ebrei di Pitigliano, una storia di tolleranza e fratellanza che dura da 500 anni, tanto lunga da far rinominare questo borgo come “La piccola Gerusalemme“. Pitigliano è un borgo antico, su cui hanno governato prima gli Orsini, poi i Medici e poi i Lorena, lasciando tutti una traccia: primi fra tutti, il Palazzo-Fortezza, l’acquedotto, la Fontana dei Sette Cannelli, il Duomo, la Sinagoga. C’è tanto da vedere nel borgo di Pitigliano e nei dintorni: con lentezza, ascoltando i propri passi. A partire dalle 10 cose che vi suggeriamo in questa pagina.

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Civita di Bagnoregio

Civita di Bagnoregio

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Sospeso su un fragile lembo di tufo, il suggestivo borgo di Civita di Bagnoregio, nel viterbese, è purtroppo segnato da un destino inesorabile. Il lento sgretolarsi della rupe su cui sorge e la continua erosione della valle che lo circonda ad opera degli agenti atmosferici, dei terremoti e di due torrentelli, minano l’esistenza del minuscolo borgo dove, come ha scritto il saggista Bonaventura Tecchi, “tutto quel che è rimasto – un ciuffo di case e di mura in rovina, nere sul tufo, erette come sul vuoto – respira ormai l’atmosfera della fine”.

Civita di Bagnoregio, anche nota come “ la città che muore”,  è un luogo di struggente bellezza, unico nel suo genere. Unita alla terra ferma solo da uno stretto viadotto pedonale di 300 metri, la cittadina si erge come un isolotto di tufo  in mezzo al mare dei calanchi, offrendo ai visitatori uno scenario di insolito incanto, quasi surreale. Per cercare di conservarla è stato introdotto un biglietto di ingresso al paese, i cui ricavati serviranno per i lavori di conservazione (3 € in settimana, 5 nel fine settimana). Testimonianze etrusche, vestigia romane, portali medioevali e fregi rinascimentali segnano l’antico volto di Balneum Regis (Bagno del Re) – dalla leggenda secondo cui la stazione termale presente nell’area fu utilizzata dal re longobardo Desiderio per curare una grave malattia – divenuto poi Bagnorea, ed infine Bagnoregio.  All’interno del borgo semi disabitato, si respira un’atmosfera tranquilla e rilassata. Passeggiando per le sue stradine superstiti  ci si ritrova circondati dalle tipiche case medioevali con le scalette esterne (profferli) e i balconcini fioriti, non di rado occupate da botteghe artigiane, e da alcuni bei palazzi nobiliari, che emergono da un passato prestigioso, quando Civita era un libero comune, oltre che un’importante sede vescovile.  Ad imporsi su quel che resta dell’antico abitato, il campanile romanico della chiesa di San Donato sull’omonima piazza, che si staglia, snello e slanciato, nel paesaggio modellato dalle forze della natura.

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Calcata

Panorama del Borgo di Calcata

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Il borgo di Calcata è uno dei borghi abbandonati più belli d’Italia. Intorno agli anni ’30 del 1900 gran parte della popolazione lasciò il paese che si stava sgretolando lentamente. Calcata, infatti, condivide con la vicina Civita di Bagnoregio la definizione di “Paese che muore” proprio per il lento ma inevitabile cedimento del tufo su cui è costruito. Il paese doveva essere abbattuto ma per fortuna una legge del 1990 lo salvò. Ad aiutarne la rinascita anche l’intervento di molti artisti: negli anni qui hanno girato film Sergio Leone, Monicelli scelse il borgo per una celebre scena di “Amici miei“, Pasolini il suo Decameron e De Andrè giro un videoclip della canzone “Una storia sbagliata“.

Oggi nel borgo vivono circa 70 residenti, italiani e stranieri che hanno scelto Calcata per una vita più tranquilla. L’abbandono ha permesso al borgo di mantenersi intatto: a partire dagli anni ’60 molti artisti si sono innamorati di Calcata scegliendola come luogo di vita e di lavoro. La maggioranza della popolazione, comunque, ha 4 zampe: e sono i gatti di Calcata, tanti, amichevoli e super-fotografati! Il borgo ha ripreso vita ed oggi è meta di un turismo che ama la tranquillità, la natura e l’arte.

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Orvieto

Orvieto

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Con una definizione molto suggestiva Orvieto è stata definita “la città alta e strana“.  È facile capire perché, osservando dal basso la cittadina umbra in piedi sopra la rupe di tufo sottostante. Da lontano, soprattutto di notte, sembra sospesa nel cielo mentre di giorno, appare appena appoggiata alle nuvole. Piccolo scrigno di arte, è famosa nel mondo soprattutto per il Duomo, meraviglia dell’architettura gotica europea e il Pozzo di San Patrizio, capolavoro di ingegneria idraulica.

Piccola, ordinata, accogliente, Orvieto è una meta imperdibile durante un tour in Umbria ma merita anche un intero fine settimana per godersi in tranquillità anche la Cappella di San Brizio, il Museo del Duomo, la millenaria Città sotterranea e l’eccellente gastronomia. In questa pagina vi consigliamo le 10 cose da vedere a Orvieto.

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Ronciglione

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Il borgo di Ronciglione è un piccolo ma meraviglioso borgo a pochi chilometri da Roma e Viterbo. Basterebbe citare il lungo elenco di film e spot pubblicitari che sono stati girati tra le mura del paese per capire da subito la bellezza scenografica di questo borgo arrampicato su uno sperone di tufo con vista panoramica sul vicino Lago di Vico. Nei dintorni c’è una natura straordinaria che offre a questo luogo prodotti tipici di eccellenza (castagne, nocciole, vino, funghi) che lo hanno reso meta di un turismo gastronomico che ama le cose buone di una volta, in un borgo che ancora si conserva “come una volta”. E poi a Ronciglione ci sono diverse cose da fare e vedere, come il famoso Carnevale o il Presepe vivente e altre che vi indichiamo in questa pagina.

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Sperlonga

Il borgo di Sperlonga

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Questa incantevole località è un borgo marinaro arroccato su uno sperone roccioso che protende verso il mare, quasi a volerlo dominare. Un gioiellino incastonato tra mura bianche, scalinate ripide, viuzze segrete. Uno scenario affascinante quello che si presenta agli occhi del visitatore.

Passeggiando tra i vicoli del centro storico di Sperlonga si assiste ad un continuo svelarsi di panorami e scorci caratteristici, arricchiti dal contrasto dei colori del mare, dalla vegetazione, dalla luce.

Sebbene è meta ambita di molti turisti durante tutti i periodi dell’anno,  il borgo di Sperlonga sembra essere rimasto fermo nel tempo, lontano da contaminazioni esterne, conservando tutta la sua autenticità.

Una passeggiata per le vie di questo grazioso borgo vi farà innamorare delle sue stradine strette, delle casette deliziose, dei fiori, dei tanti fiori che  impreziosiscono balconi e gli atri delle porte d’ingresso quasi a voler  invitare il passate ad entrare per sorseggiare un caffè col padrone di casa, scambiandosi una chiacchiera.

Sulla destra di un vicoletto, poi, improvvisa e nascosta scorge una piazzetta con un pozzo antico abbellita da un pergolato; la storia dell’invasione dei turchi dipinta sulle mura, frasi non lette per via del tempo, il tempo che sbiadisce, che consuma.

Poi uno sguardo in quell’angolo, sì proprio lì dove da lontano si scorge il mare e senza esitazione ti lasci guidare fino a raggiungere un punto, quello da cui poter ammirare l’arenile proprio sotto di te: un’immensa distesa di spiaggia dorata dal fascino unico e selvaggio.

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Fiorenzuola di Focara

Il borgo di Fiorenzuola di Focara

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A pochissimi chilometri dalla meravigliosa Gradara, incontriamo il piccolo borgo di Fiorenzuola di Focara. Siamo nelle belle Marche, all’interno del Parco Naturale del Monte San Bartolo, conosciuto per la sua meravigliosa spiaggia non attrezzata, ritrovo per tutti coloro che cercano pace e tranquillità. Il caratteristico borgo di Fiorenzuola di Focara sorge in una posizione molto suggestiva, su un promontorio a picco sul mare, a circa 200 metri di altezza, da cui si godono splendidi panorami e da cui partono numerosi itinerari e sentieri avventurosi. Il borgo di Fiorenzuola di Focara non è molto conosciuto e non ha molte preteste, ma è un luogo in cui ci si può ristorare, trovare pace e rilassarsi stando lontani dal caos. Fiorenzuola di Focara, come dicevamo, dista solo 6 chilometri da Gradara, e circa 10 chilometri da Pesaro. Il suo promontorio segna il confine geografico tra le Marche e l’Emilia Romagna, pertanto se si è da quelle parti, questo piccolo borgo è l’ideale per ritirarsi dai luoghi affollati della riviera romagnola come Cattolica, o dai borghi delle Marche presi d’assalto in ogni stagione. Per raggiungere Fiorenzuola venendo da nord, bisogna percorrere la A14 direzione Cattolica, per poi imboccare la statale SS 16 nella direzione di Pesaro e da qui seguire le indicazioni. Scopriamo insieme che cosa vedere a Fiorenzuola di Focara.

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Sant'Agata dei Goti

Vista su Sant'Agata de' Goti

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In provincia di Benevento, nelle antiche terre del Sannio, sorge uno dei borghi più belli della Campania: Sant’Agata de’ Goti. A circa 159 metri sul livello del mare, Sant’Agata de’ Goti è definita la “perla del Sannio”: un borgo millenario che conserva arte, cultura e tradizione. La terra delle mele annurche, del vino pregiato e dei tartufi neri. Da scoprire nei suoi vicoli, tra le sue case, ma soprattutto nelle sue chiese, che qui sono davvero tante e una dopo l’altra ci guidano passo dopo passo alla scoperta del paese, come dei fari che sono lì ad indicare la strada.

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Roscigno Vecchia

Roscigno Vecchia

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Roscigno Vecchia è uno dei tanti borghi italiani vittima della forza della natura, che, durante i secoli, ha deciso di tormentarlo. Ricostruito più volte, perché più volte colpito da frane, è stato abbandonato su ordinanza, a partire dal 1902. Poco per volta Roscigno ha cominciato a svuotarsi dei suoi abitanti. Non tutti, però, hanno accettato di lasciare immediatamente le loro case, i loro ricordi. Pertanto è iniziata una migrazione lenta, che ha portato all’abbandono quasi totale del paese sul finire degli anni ‘50 e ‘60 del ‘900, tra Roscigno Nuova, e i paesi confinanti. Siamo sulle montagne del Parco Nazionale del Cilento, in Campania, e raggiungere Roscigno non è sempre facile a causa di alcune strade dissestate. Ma questo fa parte del fascino della scoperta di questo straordinario luogo, simbolo di un’Italia che non c’è più. Il comune di Roscigno è diviso tra Roscigno Vecchia e Roscigno Nuova, più a valle. La sua storia risale circa all’anno 1000, quando nacque come borgo dedito all’agricoltura. Il centro storico di Roscigno Vecchia è posto su una collina, per difendersi, all’epoca, da eventuali attacchi dal mare. Oggi, di questo centro storico, non rimangono che case abbandonate.

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Calascio

La Chiesa di Santa Maria della Pietà

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Un borgo prima abbandonato e poi trasformato in hotel diffuso, un paese più grande (Calascio), una rocca, un castello in rovina in una posizione spettacolare, una chiesa poggiata come un’isola nel cuore dell’Abruzzo. Ecco le cinque ragioni che spiegano il fascino e anche il successo turistico del Borgo di Rocca Calascio in provincia dell’Aquila. Ovviamente hanno contribuito anche i numerosi film che sono stati girati qui: Amici Miei atto II°, La Piovra, Padre Pio ma soprattutto Il Nome della Rosa e LadyHawke hanno reso famoso questo luogo in tutto il mondo.

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Santo Stefano di Sessanio

12Minuscolo borgo fortificato all’interno del Parco Nazionale del Gran Sasso, Santo Stefano di Sessanio è un gioiello architettonico di epoca medievale interamente conservato e perfettamente inserito nel paesaggio circostante. Il borgo è diventato famoso per l’iniziativa di Daniel Kihkgren, giovane imprenditore svedese che dopo aver acquistato parte delle abitazioni abbandonate del centro storico, le ha ristrutturate nel rispetto delle caratteristiche architettoniche.

Tutti gli interventi hanno preservato l’integrità estetica del borgo e del territorio circostante rispettando la storia e la cultura locale. Oggi queste abitazioni fanno parte di un progetto di “albergo diffuso” che ha reso Santo Stefano meta di un turismo non convenzionale.

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