Il Colosseo di Roma

Il Colosseo di Roma: storia, architettura, curiosità, orari e biglietti per visitare una delle 7 meraviglie del mondo.

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Il Colosseo di Roma
Il Colosseo di Roma

Se c’è un simbolo universale per identificare Roma nel mondo, questo è certamente l’Anfiteatro Flavio, o come viene più comunemente chiamato, il “Colosseo“, il più grande anfiteatro non solo della città di Roma, ma anche del mondo. Dal 72 d.C spicca maestoso nel cuore archeologico di Roma voluto dalla dinastia Flavia che lo fece costruire nell’area occupata dal lago artificiale annesso alla Domus Aurea.

Il nome “Colosseo” è dovuto ad un’ imponente statua in bronzo, il “Colosso di Nerone”, che era posizionata nelle vicinanze. La sua ubicazione centrale fu resa possibile in seguito al disastroso incendio nel 64 d. C. durante il regno di Nerone, che liberò spazio su cui costruire. Era un luogo facile da raggiungere, visto che allora non esistevano mezzi di trasporto di massa.

Ascesa e declino di un simbolo di Roma antica

Nel 79 d.C il Colosseo fu dedicato a Vespasiano e nel 80 fu inaugurato da Tito con giochi che sembra siano durati 100 giorni in cui furono massacrate ben 5.000 bestie, sacrificate per ingraziarsi la cittadinanza . Il Colosseo è stato successivamente completato da Domiziano e restaurato da Severo Alessandro.Nel corso del tardo Impero il Colosseo ha accolto al suo interno spettacoli di grande attrattiva popolare come le cacce e i combattimenti dei gladiatori. Nel 217 il portico superiore del Colosseo e le strutture ipogee bruciarono completamente a causa di un incendio provocato da un fulmine e gli spettacoli per i cinque anni successivi dovettero avere luogo nel Circo Massimo. Questo spiega la caratteristica forma che lo ha reso famoso in tutto il mondo. Tra il 250 e 252 e nel 320 altri incendi lo devastarono. Successivamente vi fu anche un disastroso terremoto nel settembre del 1349 che fece crollare una notevole parte dei muri e degli archi esterni di sostegno dell’anfiteatro.

Grandi quantità di blocchi di travertino che componevano l’ossatura primaria dell’edificio furono portati via e impiegati per la ricostruzione degli edifici abbattuti.Gradualmente il Colosseo, abbandonato a se stesso, fu prima trasformato in fortezza contro le invasioni barbariche e in seguito in cava quasi inesauribile di materiali. Essendo ormai molto rovinato e degradato, il Papa Sisto V pensò di abbatterlo completamente ma poi invece preferì introdurlo nell’itinerario delle Basiliche. I continui saccheggi ebbero fine nel XVIII secolo quando Benedetto XIV dedicò l’anfiteatro alla passione di Cristo e vi fece innalzare il crocifisso nella parte centrale dell’edificio, a lato dell’arena.

L'architettura del Colosseo

Il Colosseo è costruito in travertino all’esterno e nelle strutture portanti, mentre nelle altre zone in tufo, laterizio e calcestruzzo. E’ lungo 188 metri e largo 156. Tre ordini di archi alleviano la maestosità della facciata alta circa 50 metri, mentre l’arena ellittica interna misura 86x54m ed era divisa dalla cavea tramite un podio, decorato da nicchie e impreziosito con marmi, riservato esclusivamente ai componenti della famiglia imperiale e ad altre personalità. La cavea era suddivisa a seconda della classe sociale degli spettatori: le gradinate inferiori riservate ai patrizi erano in marmo e suddivise in settori, mentre le ultime, in cui c’era la plebe, erano in legno e separate da un alto muro. L’anfiteatro era in grado di accogliere circa 150.000 spettatori che potevano accedere ai loro settori attraverso corridoi a volta percorsi da scale in direzione dei vari piani; un velario garantiva protezione dal sole. Nei sotterranei dell’arena c’erano le gallerie per le bestie, le attrezzature sceniche e gli ascensori. Tra i servizi per il pubblico, oltre alle fontanelle sparse a intervalli regolari lungo alcuni corridoi interni, ce n’erano anche di stravaganti per essere spruzzati con liquidi profumati di rosa, zafferano o altre essenze.

Quali giochi si svolgevano nel Colosseo?

L’anfiteatro è stato lo scenario di diversi tipi di giochi: lotte tra animali (venationes),condannati uccisi da bestie feroci (noxii) e combattimenti tra gladiatori (munera). I periodi in cui si tenevanopiù spettacoli erano primavera, estate (tranne agosto) e autunno. I gladiatori erano quelli che più attiravano l’attenzione del popolo. La tradizione dei combattimenti sembra che sia stata tramandata dagli Etruschi che credevano fosse giusto sacrificare i prigionieri di guerra o gli schiavi nel corso dei giochi. I Romani apprezzavano molto anche le battaglie navali o naumachie, frequenti durante i regni di Domiziano e Vespasiano; questo fa pensare che la pavimentazione originaria del Colosseo era di una portata tale da contenere in sé grandi quantità d’acqua. Le ultime testimonianze dei combattimenti dei gladiatori risalgono massimo fino al 437, ma l’anfiteatro continuò comunque ad essere usato per le uccisioni degli animali intorno al 523, sotto Teodorico.

Le belve usate nei combattimenti del Colosseo

Solo in seguito alla conquista delle nuove lontane province dell’Asia e dell’Africa, il mondo latino ha avuto la possibilità di conoscere l’aspetto stravagante, inconsueto e spaventoso delle fiere. La loro efferatezza e le loro dimensioni incuriosivano ed attraevano il pubblico che sempre di più amava questo svago emozionante, soprattutto quando uomini valorosi si confrontavano con loro. Le lotte con le belve erano molto sanguinose e coinvolgenti perché includevano molti animali di razze diverse che, eccitati e terrorizzati dal rumore della folla, aggredivano con ferocia emettendo dei suoni sconvolgenti. A volte si vedevano cacciatori che con archi e frecce ammazzavano cervi o gazzelle, altre volte a soccombere erano animali esotici come gli struzzi. Si poteva anche assistere a combattimenti tra animali, ad esempio venivano legati tra loro con delle catene un toro e un elefante, o altri grandi animali, mentre degli uomini li stuzzicavano con delle lunghe aste stimolandoli alla lotta. Lo sfruttamento di animali esotici, come le tigri, in tutti i più importanti anfiteatri dell’Impero causò un vero e proprio impoverimento della fauna selvatica in Europa, Nordafrica e Medio Oriente.

I gladiatori del Colosseo tra mito e realtà

Prendono il loro nome dal gladio, una spada corta che usavano nei combattimenti. La caserma in cui vivevano si chiamava “Ludus gladiatorius”, erano raggruppati in scuole chiamate “Familiae” dove imparavano le tecniche di lotta e curavano la loro preparazione atletica grazie a dei maestri: i “lanistae”, veterani sopravvissuti a dure battaglie con molta esperienza; gli addestramenti erano durissimi. Gran parte dei combattenti erano tra schiavi e detenuti di reati comuni ma non mancavano gli uomini liberi che rischiavano la loro vita per ottenere un po’ di celebrità e popolarità. La notorietà dei campioni era veramente notevole, il pubblico li acclamava e li seguiva con grande passione. I gladiatori sapevano destreggiare diverse armi che presupponevano differenti tecniche di assalto o di difesa. In base al loro tipo di armamento erano chiamati con nomi distinti: Cetervari, Secutores, Reziari, Mirmillones, Traces.

Centro storico, lungo i Fori Imperiali

Metro Linea B fermata Colosseo
Bus 60 – 75 – 85 – 87 – 117 – 271 – 571 – 175 – 186 – 810 – 850 – C3
Tram 3

Orario di apertura: 8.30
Orario di Chiusura:
Autunno/inverno
dall’ultima domenica di ottobre al 15 febbraio: ultimo ingresso 15.30 con uscita 16.30;
dal 16 febbraio al 15 marzo: ultimo ingresso 16.00 con uscita 17.00;
dal 16 marzo all’ultimo sabato di marzo: ultimo ingresso 16.30 con uscita 17.30
Primavera/ Estate
dall’ultima domenica di marzo al 31 agosto: ultimo ingresso 18.15 con uscita 19.15;
dal 1 settembre al 30 settembre: ultimo ingresso 18.00 con uscita 19.00;
dal 1 ottobre all’ultimo sabato di ottobre: ultimo ingresso 17.30 con uscita 18.30
Chiuso il 1 gennaio, 1 maggio e 25 dicembre

12,00 euroRidotto- 7,50 euro, per i cittadini della Unione Europea tra i 18 e i 24 anni e per i docenti della Unione Europea.

Il biglietto si compra presso le biglietterie del Palatino in Via di San Gregorio n. 30 oppure in Piazza Santa Maria Nova n.53 (200 metri dal Colosseo) e comprende anche l’ingresso al Palatino e Foro Romano.

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