Parigi
Parigi-La Torre Eiffel vista dal Muro della Pace-Foto di Pedro J Pacheco
10 opere da vedere al Museo D'Orsay di Parigi
Quando: ogni martedi, mercoledi, venerdi, sabato e domenica, dalle 9,30 alle 18; il giovedi dalle 9.30 alle 21.45.
Mai: ogni lunedi, il 1 gennaio e il 25 dicembre.
Quanto costa: gratis la prima domenica di ogni mese. 7,5 euro gli altri giorni.
Colazione sul prato di Manet-© Museo D'Orsay
Colazione sul prato di Manet
Che ci fa una bella donna nuda dall'aria disinvolta che siede su un prato insieme a due giovanotti borghesi, ovviamente vestiti di tutto punto? Non ci crederete, ma sta semplicemente facendo colazione. Quando questo quadro di Manet fu esposto al Salon des Refusés nel 1863, destò molto scandalo, non solo perché fu considerato volgare e di cattivo gusto, ma anche per la modernità dello stile, dei colori e della composizione. Eppure mentre tutti restavano sbigottiti di fronte a tanta audacia, questa donna senza vesti dall'aria quasi sorniona, sfidava l'opinione pubblica con un semplice cesto di frutta poggiato sull'erba.Bal au moulin de la Galette di Renoir-© Museo D'Orsay
Bal au moulin de la Galette di Renoir
In questo quadro Renoir trasforma la semplice realtà quotidiana in un momento prezioso e di felice abbandono. Il Moulin de la Galette era un locale molto frequentato di Montmartre dove si andava a ballare all'aperto e Renoir ritrae questo momento di grande convivialità con la massima naturalezza. Il disegno, quasi del tutto assente, lascia spazio ai colori che animano le figure e le rende vive. Pare che il pittore si sia ispirato ai suoi amici per la realizzazione dei personaggi, tutti impegnati a fare qualcosa: c'è chi balla, chi parla e chi semplicemente osserva. Un'orchestra di vite, di luci e di colori, diretta in modo magistrale da uno dei maggiori esponenti dell'Impressionismo.Notte stellata di Van Gogh-© Museo D'Orsay
Notte stellata di Van Gogh
Lasciatevi risucchiare dai vortici tormentati e avvolgenti della "Notte Stellata" di Van Gogh, dove l'oscurità della notte si poggia sul paesaggio sottostante, come a volerne nascondere gelosamente i segreti. Il mondo ammaliante e fiabesco che Van Gogh vuole rappresentare in questo quadro, è interrotto dalla presenza cupa e inquietante del cipresso, sagoma prepotente che preannuncia il destino incerto dell'essere umano. Tutto parla d'incanto nella tela ma, mentre il villaggio riposa, il tratto del pittore si fa irrequieto e irregolare per catturare gli altrimenti inafferrabili tormenti dell'anima.Autoritratto di Van Gogh-© Museo D'Orsay
Autoritratto di Van Gogh
L'incessante ricerca di se stesso portò Van Gogh a realizzare molti autoritratti, fonti di dolore e di domande allo specchio, di cui questo è probabilmente il più significativo. Il pittore portò a termine questo quadro nel settembre del 1889 nel manicomio di Saint Remy, non appena si ristabilì da un'intensa crisi di follia durata due mesi, nel corso della quale cercò di suicidarsi ingerendo i colori. L'espressione del viso appare calma, ma negli occhi sembra essere vivida la scintilla della pazzia che sembra perforare e invadere l'animo di chi li scruta. Sembra quasi che voglia convincere se stesso della ritrovata sanità mentale, ma noi sappiamo che non durerà molto.Due donne tahitiane di Paul Gauguin -© Museo D'Orsay
Due donne tahitiane di Paul Gauguin
La permanenza di Gauguin a Tahiti per un lungo periodo di tempo, lo influenzò fortemente nella scelta dei suoi soggetti. Le donne tahitiane ritratte nei suoi dipinti, hanno un'aria distesa e rilassata e riflettono il mondo paradisiaco e flemmatico della Polinesia. Gaugain scelse Tahiti come luogo per evadere dalle sue difficoltà finanziarie e da tutte le costrizioni, e decise di dedicarsi alla ricerca del bello, immortalato nelle movenze quotidiane e all'apparenza banali di queste donne. Il pittore riesce a scavare nell'animo di queste donne dall'aria assorta e quasi assente e a rendere assolutamente prepotente il loro innegabile fascino.La stanza di Van Gogh ad Arles -©Museo D'Orsay
La stanza di Van Gogh ad Arles
Una prospettiva instabile quella di Van Gogh nel ritratto della sua stanza ad Arles, un cantuccio d'artista che il pittore ha voluto rendere il più semplice e accogliente possibile con colori tenui e un arredamento minimale. Chi non vorrebbe ritrovarsi lì ora, in quella camera da letto semivuota, con un letto di legno e due sedie, dove però si sono consumati genio e follia, talento e malinconia. Tutte le tonalità utilizzate dall'artista, il lilla delle pareti, il giallo cromo delle sedie e del letto, il rosso appena accennato e pallido del pavimento, rendono questo quadro unico nel suo genere e simbolo di una tranquillità cercata a lungo e probabilmente mai trovata del tutto.I papaveri di Monet -©Museo D'orsay
I papaveri di Monet
Questa famosissima tela ritrae una giovane donna con un ombrellino, Camille Monet, moglie del pittore, e suo figlio Jean, mentre passeggiano tra i campi in una bella giornata estiva. Monet ripete le figure come un'eco per creare l'illusione di una profondità, ultimo residuo di una prospettiva classica. L'occhio dell'osservatore resterà colpito dallo sfavillio rosso del prato in fiore, dal movimento flessuoso dell'erba accarezzata dal vento e dalla luce estiva che sfuma nell'aria anche gli oggetti più concreti, che sembrano perdersi nel verde degli alberi e nel bianco delle nuvole.I piallatori di parquet di Gustave Caillebotte -©Museo D'Orsay
I piallatori di parquet di Gustave Caillebotte
Un quadro che diede scandalo, considerato addirittura volgare per il crudo realismo dei soggetti, quello di Gustave Caillebotte. Senza dubbio I piallatori di Parquet è una tela molto particolare, dove le luci e le ombre si mescolano in modo eccellente per esaltare la fatica di questi uomini, molto evidente nei muscoli tesi e rigidi dei loro torsi nudi, simili a quelli degli eroi antichi. Nonostante le apparenze questo quadro non ha alcuna connotazione politica, Caillebotte era un agiato borghese che non aveva nulla da denunciare conto il sistema capitalista.La Meridiana di Van Gogh -© Museo D'Orsay
La Meridiana di Van Gogh
Un'immagine di siesta, di apparente tranquillità, quella ritratta da Van Gogh nel suo quadro " La Meridiana", eppure un tormento sembra celarsi nel tratto evidentemente e abitualmente irrequieto dell'artista. Questo ritratto trae ispirazione da un disegno che Millet aveva realizzato per la serie "Le quattro ore del Giorno" e Van Gogh volle tradurre le impressioni del chiaroscuro in bianco e nero, in altre sensazioni regalate da colori più chiari e tenui. Se consideriamo che il pittore realizzò questo quadro nel manicomio di Saint – Remy, potremmo dire che per un attimo si liberò della penombra per accogliere una luce dorata.Ombre proiettate di Emile Friant-© Museo D'Orsay
