10 cose da fare e vedere a Mantova

Una guida completa e dettagliata alle 10 cose da fare e vedere a Mantova in 1, 2 o 3 giorni.

Mantova

Forse lo sanno in pochi ma Mantova è una città costruita intorno a tre laghi alimentati dal fiume Mincio. Questo la rende una vera città d’acqua al centro della Pianura Padana, con un panorama urbano straordinario, soprattutto se visto dal Ponte di San Giorgio. Forse questo è il modo migliore per iniziare la visita della città lombarda, per poi avvicinarsi lentamente alla bellezze di questo gioiello d’arte e architettura italiana.

Vi consigliamo di farlo a luglio o agosto, quando sul Lago Superiore fioriscono migliaia di fiori di loto. Non si sa se per una leggenda legata a una ragazza orientale o un investimento in “farina di loto” non riuscito, sta di fatto che in questi due mesi il già meraviglioso panorama di Mantova si trasforma in un incanto orientaleggiante. Superato lo stupore, siete pronti per essere nuovamente colpiti dalla maestosità di Palazzo Ducale e dalla raffinatezza di Palazzo Te. Nei giri per Mantova (bastano due giorni) sarà per voi inevitabile incrociare più volte Piazza Sordello con il Duomo e Piazza Erbe con la Rotonda di San Lorenzo, la bella Casa del Mercante, la Torre dell’Orologio astronomico e il Palazzo della Ragione. Dopo il terremoto del maggio 2012 la Camera degli Sposi di Mantegna in Castel San Giorgio è tornata visitabile. Un motivo in più per fare un giro in questa splendida città partendo dalle 10 cose da fare e vedere assolutamente a Mantova.

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Palazzo Ducale a Mantova

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Nelle oltre 500 stanze che il formano Palazzo Ducale di Mantova, la famiglia Gonzaga visse e governò dal 1328 al 1707, cioè fino a quando il duca Ferdinando Carlo fu costretto all’esilio.

Palazzo Ducale a Mantova
Palazzo Ducale a Mantova

Quella che per molti è una Reggia, di pari dignità di quelle di Parigi, Vienna o Caserta, è il risultato della fusione cinquecentesca di più edifici disposti tra il Lago Inferiore e Piazza Sordello. Il nucleo originario sono il Palazzo del Capitano e la Magna Domus edificati dalla famiglia Bonacolsi. Con l’arrivo dei Gonzaga questi edifici si integrarono con nuove costruzioni, fino a formare la Corte Vecchia. Qui, tra cortili, giardini, stanze, è da non perdere il ciclo di affreschi che il Pisanello dipinse per volere di Gianfrancesco Gonzaga. Nel 500 si aggiunge alla Corte Vecchia il Castello di San Giorgio dove si trova la celebre Camera degli Sposi di Mantegna (vedi punto 4). Dal 1480, addossata alla Corte Vecchia viene edificata la Domus Nova e il Palazzo Ducale prende l’aspetto definitivo che ha oggi. Purtroppo della sontuosità degli interni resta ben poco: con la fine delle fortune familiari, i Gonzaga furono costretti a vendere opere e arredi. Il resto lo fecero le armate napoleoniche in Italia. Ancora visibile, per fortuna, la Famiglia Gonzaga in adorazione della Trinità di Rubens.

centro storico

a piedi dal centro storico

da martedì a domenica: 8.15 – 19.15
Mai lunedì, 1 gennaio, 25 dicembre

6,50 euro. Aderisce alla Mantova Musei Card (8 musei € 16)

Palazzo Te a Mantova

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Contrariamente a quello che alcuni pensano, il nome di Palazzo Te non deriva dalla famosa bevanda ma più probabilmente dal nome di un’isola, chiamata Teieto, poco distante da quella più grande e su cui sorse poi Mantova.

Palazzo Te a Mantova
Palazzo Te a Mantova

Agli inizi del 1500 Francesco Gonzaga fece costruire una piccola casa padronale e delle stalle per godersi la tranquillità dell’isola. Fu solo nel 1524, quando Federico II Gonzaga si entusiasmò per un progetto di Giulio Romano, che iniziò la costruzione del Palazzo Te così come lo vediamo oggi. Romano era stato il migliore allievo di Raffaello e come scrisse poi il Vasari, era un artista che progettava “non abitazioni di uomini, ma case degli Dei“. Se volete sapere che faccia aveva questo artista, c’è un suo ritratto dipinto da Tiziano accanto alla biglietteria! Il Palazzo è ovviamente splendido: dalle facciate, all’esedra, alle infinite sale che si susseguono in una stupefacente sequenza di simboli e riferimenti alla vita dei Gonzaga e alla politica del tempo. Il culmine artistico si raggiunge nella Camera dei Giganti, un ciclo pittorico che per bravura tecnica e capacità innovativa è stato per molto tempo ineguagliato. L’affresco riprende il momento in cui Giove punisce i giganti per il loro tentativo di sostituirsi agli dei. Giulio Romano riesce a catapultare chi osserva nel centro della battaglia, grazie a una tecnica prospettica ottenuta dipingendo l’intera parete, dal pavimento al soffitto. Da non perdere.

da Piazza Erbe, Via Rome poi Via Principe Amedeo

lunedì: 13.00 – 18.00 martedì-domenica: 9.00 – 18.00 (ultimo ingresso ore 17.30)
Mai 25 dicembre

10 euro. Aderisce alla Mantova Musei Card (8 musei € 16)

Castello di San Giorgio a Mantova

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Nel Castello di San Giorgio si trova la più importante opera d’arte di Mantova: è la camera picta o Camera degli Sposi dipinta dal Mantegna dal 1465 al 1474. Grazie ad un’abile divisione degli spazi e all’uso eccezionale della prospettiva, Mantegna riesce a trasformare le pareti in uno spazio in cui entrano in scena i personaggi della Famiglia Gonzaga.

La Camera degli Sposi nel Palazzo Ducale di Mantova
La Camera degli Sposi nel Palazzo Ducale di Mantova

Nella prima parete (“della corte”), sono ritratti tutti i componenti della famiglia Gonzaga: il marchese Ludovico II e la moglie Barbara di Brandeburgo sono circondati dai figli e dai familiari. Ludovico, girato verso il segretario Raimondo dei Lupi, riceve una lettera mentre la piccola Paola porge una mela alla madre. Da notare il cane Rubino e la nana che guarda verso lo spettatore. La seconda scena (detta “dell’incontro”) è la celebrazione della linea dinastica: qui Ludovico II Gonzaga si trova al cospetto del figlio Francesco, nominato cardinale, che tiene per mano il fratello Ludovico che, a sua volta, dà la mano al nipote Sigismondo. Sullo sfondo c’è Roma Una curiosità: sono presenti tre firme di Mantegna. La prima sopra la porta, in una targa tenuta da putti alati, la seconda proprio accanto, sul pilastro, dove l’artista si raffigura come una sorta di fiore. La terza, nelle nuvole a sinistra nella volta.

centro storico

a piedi dal centro storico

da martedì a domenica: 8.15 – 19.15
Mai lunedì, 1 gennaio, 25 dicembre

12,00 euro.

Chiesa di Sant'Andrea a Mantova

4

Secondo la tradizione nella Chiesa di Sant’Andrea è custodito la terra con il sangue di Cristo che Longino, il centurione romano che gli trafisse il costato, raccolse ai piedi della Croce.

Chiesa di Sant'Andrea a Mantova
Chiesa di Sant’Andrea a Mantova

È il Sacro Graal, quindi, che Longino alla sua morte (37 d.C) sotterrò per evitare che andasse disperso. Per circa 800 anni se ne persero le tracce e fu Sant’Andrea a indicare dove ritrovare la prima urna. Con questa scoperta, Mantova diventa sede vescovile e viene costruita una piccola chiesa in onore dell’Apostolo Andrea. Nel 1048 avviene il secondo ritrovamento della reliquia e delle ossa di S. Longino, a cui è dedicata una cappella. La chiesa venne infine ristrutturata definitivamente a partire dal 1472, su progetto di Leon Battista Alberti, anche se la morte dell’artista e i successivi stravolgimenti ne hanno alterato l’impianto rinascimentale. La cripta conserva, con un sofisticato meccanismo a 12 chiavi, le reliquie che vengono tirate fuori solo il venerdì santo.

Piazza Mantegna, a pochi passi da piazza Sordello e piazza Delle Erbe.

a piedi nel centro storico

8-12/15-19

gratis

Rotonda di San Lorenzo a Mantova

5

La Rotonda di San Lorenzo è la chiesa più antica di Mantova. Costruita ad immagine della Chiesa del Santo Sepolcro di Gerusalemme è a pianta centrale con un matroneo in alto.

Rotonda di San Lorenzo a Mantova
Rotonda di San Lorenzo a Mantova

L’interno è a navata unica, con la parte centrale preceduta da un deambulatorio con otto colonne. La chiesa era completamente affrescata ma le vicissitudini che ha attraversato durante i secoli hanno lasciato solo resti di affreschi, tra cui un “San Lorenzo sulla graticola“. Usata come magazzino e poi cortile, fu riconsacrata nel 1926 e riportata all’antico splendore demolendo le case che ne ostruivano la vista.

Piazza Erbe

a piedi nel centro storico

Da lunedì a venerdì:
Estate: 10.00-13.00 e 15.00-19.00
Inverno: 10.00-13.00 e 14.00-18.00

Sabato e domenica: 10.00-18.00

Ingresso gratuito a offerta libera

Piazza Sordello e Duomo di Mantova

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La piazza più grande ed importante di Mantova è dedicata al poeta trovatore Sordello ma per secoli si è chiamata Piazza San Pietro. Piccolo gioiello di armonia, Piazza Sordello è il luogo dove Mantova è stata fondata e in cui la bellezza della città lombarda trova la sua sintesi migliore.

Piazza Sordello e Duomo di Mantova
Piazza Sordello e Duomo di Mantova

Il Duomo è la chiesa più importante della città, anche se non bella quanto la vicina Sant’Andrea. All’interno sono seppelliti i più importanti membri della famiglia Gonzaga. Accanto al Duomo c’è la Torre che si trova in fondo alla piazza, mentre da sinistra si susseguono il Palazzo Vescovile, Palazzo degli Uberti col suggestivo vicolo Bonacolsi, Palazzo Castiglioni e il Palazzo Acerbi con la Torre della Gabbia. Dall’altro lato della piazza si stagliano le suggestive sagome del Palazzo del Capitano e della Magna Domus, nucleo originari del Palazzo Ducale (vedi punto 1).

Piazza Canonica S. Pietro

a piedi nel centro storico

Da lunedì a venerdì:
Estate: 10.00-13.00 e 15.00-19.00
Inverno: 10.00-13.00 e 14.00-18.00

Sabato e domenica: 10.00-18.00

Ingresso gratuito a offerta libera

Piazza delle Erbe a Mantova

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Come accade per molte città venete e lombarde, anche a Mantova il nome di Piazza delle Erbe indica la secolare funzione di luogo commerciale della città, in particolare di mercato di frutta e verdura.

Piazza delle Erbe a Mantova
Piazza delle Erbe a Mantova

Oggi sono le botteghe sotto ai portici, i tavolini dei bar e quelli dei ristoranti a caratterizzare il cuore commerciale e turistico di Mantova. Partendo dalla Rotonda di San Lorenzo (Vedi punto 5), nell’estremo angolo a destra c’è la Casa del Mercante mentre a sinistra della Rotonda si eleva la Torre dell’Orologio astronomico (1473) e accanto il Palazzo della Ragione. La piazza si chiude con il Palazzo del Podestà, detto anche “Palazzo del Broletto” (1227). Sul lato posteriore c’è una statua duecentesca di Virgilio in cattedra, che i mantovani chiamano più semplicemente, la vècia, la vecchia in dialetto.

Sabbioneta nei dintorni di Mantova

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Nel 2008 l’Unesco decise di dichiarare Mantova Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Al gioiello lombardo, però, aggiunse la vicina cittadina di Sabbioneta come esempio della città ideale rinascimentale. Costruita in poco più di 30 anni per volontà di Vespasiano Gonzaga, Sabbioneta è uno straordinario esempio di città fortificata pianificata e costruita da zero, allo stesso tempo città militare e residenziale, corte cittadina e rurale.

Sabbioneta nei dintorni di Mantova
Sabbioneta nei dintorni di Mantova

Diverse opere rendono Sabbionetà un luogo unico: il Teatro all’Antica, il primo costruito in Europa per svolgere questa funzione, quindi non ricavato da edifici preesistenti; la Galleria degli Antichi, la più lunga d’Italia dopo quella delle Carte geografiche in Vaticano e quella degli Uffizi a Firenze. Tra gli altri edifici rappresentativi, Palazzo Ducale dimora del Duca quando era al governo e Palazzo Giardino, luogo di ozio e di riposo. Oltre ad uno straordinario luogo urbano, Sabbioneta è anche inserita in una splendida cornice naturale al centro della Pianura Padana, a pochi chilometri dalla confluenza del Po con l’Oglio.

a 33 km da Mantova

in auto SS420 direzione Casalmaggiore, Parma.
In treno Mantova-Casalmaggiore.
In autobus Mantova-Viadana.

Cosa mangiare a Mantova

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“Consistente” è l’aggettivo che più facilmente ci sentiamo di abbinare alla cucina mantovana, in cui prevalgono gli ingredienti di terra e le carni. Come potrebbe essere altrimenti?

Cosa mangiare a Mantova. La Sbrisolona.
Cosa mangiare a Mantova. La Sbrisolona.

Siamo al centro della Pianura Padana, la cui fertilità è stata usata dai mantovani soprattutto per coltivare zucche che poi ritroviamo in molti piatti, dai famosi tortelli ai dolci. Da Mantova al Veneto si stendono chilometri di risaie in cui si coltiva il celebre “Vialone Nano”, che trova la sua espressione più elevata nel “Risotto alla pilota“, condito con salamella di maiale. “Cucina di popolo e di principi“, così si definisce la tavola mantovana, e non è un caso che in molte ricette, note della spesa e inventari lasciati dai Gonzaga, il maiale comparisse sempre come re della tavola. Avevano a corte un masalin (norcino) considerato “perfecto maestro de tal mestero“. Il mestiere era quello di far salami, coppa e pancetta, tradizione che vive ancora oggi a Mantova e dintorni. Tra i primi da non perdere anche i bigoli, tutte le paste fresche con l’uovo, gli agnolini (specie di tortellini). Siamo inoltre in terra di Lambrusco, Parmigiano, Grana  e mostarde, che non mancano mai dalla tavola. Tra i secondi regnano il brasato, lo stracotto, il bollito misto e il cotechino. Il dolce per eccellenza è la sbrisolona, torta delicata (nel senso che si spappola sulla forchetta) a base di mandorle.

Dove dormire a Mantova

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Città d’arte ma anche centro economico nel cuore della Pianura Padana, Mantova ha una buona capacità ricettiva. Più facile trovare posto a buon prezzo durante l’inverno e l’autunno, bisogna prenotare in anticipo se si vuole visitare la città in primavera o estate.

Dove dormire a Mantova
Dove dormire a Mantova

I prezzi sono medi, a partire da 70 € a notte per un buon hotel 3 stelle nel centro storico. Con la formula residence o negli hotel più distanti dal centro si possono trovare anche camere a partire da 40 euro per notte in doppia colazione inclusa.

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