10 opere da vedere al Museo Thyssen di Madrid

Una guida alle 10 opere imperdibili da vedere durante una visita al Museo Thyssen di Madrid

Museo Thyssen Madrid

I quadri del Museo del Thyssen di Madrid sono della collezione privata del magnate tedesco dell’acciaio, Thyssen-Bornemisza, diventato ricchissimo durante la seconda guerra mondiale. Il Barone Hans Thyssen-Bornemisza rimise insieme l’immensa collezione del padre Heinrich, divisa tra gli eredi alla sua morte. Il Barone riacquistò le opere dai suoi parenti, prima puntando sulle opere dell’impressionismo tedesco, poi sui dipinti degli avanguardisti russi, fino a ricostruirla quasi interamente, arricchendola con le prime opere astratte. Dal 1992 il museo Thyssen-Bornemisza, che annovera tra gli altri Van Eyck, Caravaggio, Van Gogh, Gauguin e Hopper, è pronto a deliziare gli occhi dei turisti.

metropolitana linea 1 fermata Atocha o linea 2 fermata Banco de Espana.
Bus: 1,2,5, 9, 10, 14, 15, 20, 27, 34, 37, 45

mar – dom ore 10:00 – 19:00
Mai: il lunedì, il 25 dicembre, il 1 gennaio e il 1 maggio

intero 6 €, ridotto 4 €

Stanza d'albergo di Hopper

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Hopper è uno degli artisti americani di inizio Novecento, che meglio ha ritratto le emozioni della società a lui contemporanea.

Stanza d'albergo di Hopper
Stanza d’albergo di Hopper

Negli anni ’30 Hopper raggiunge la sua maturità artistica e realizza i quadri che lo renderanno celebre. Il pittore riesce ad imprimere sulla tela il senso di solitudine che pervade la società americana all’inizio del XX secolo. La donna del quadro legge un libro in una spoglia camera d’albergo, dopo essersi tolta gli abiti. La scena, di per sé, rappresenta un momento tranquillo, in cui non accade niente. Ma la scelta del bianco utilizzato per disegnare la parete contro la quale è appoggiato il letto, in netto contrasto cromatico con l’ombra che scurisce il volto della protagonista, danno immediatamente un senso di angoscia e solitudine a tutta la scena.

Paesaggio al tramonto di Van Gogh

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Il dipinto risale al 1885, periodo in cui Van Gogh, per ritrovare un po’ di pace, ritorna a vivere dai genitori nel piccolo villaggio di Nuenen.

Paesaggio al tramonto di Van Gogh
Paesaggio al tramonto di Van Gogh

“Il grande folle” del mondo pittorico, si rifà alla tradizione paesaggistica olandese e, come ogni artista che si rispetti, trasferisce sulla natura le tensioni del suo mondo interiore. Il soggetto appare quasi casuale e l’assenza di colore si ispira alla pittura tenebre che, come lo stesso Van Gogh afferma, è anch’essa colore. Tutta la composizione è molto semplice, ma a volte dalle cose più semplici derivano le più grandi suggestioni.

Ritratto di un giovane di Raffaello Sanzio

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E’ l’allievo che supera il maestro, o il maestro che diventa allievo? “Ritratto di un giovane” è stato per lungo tempo accreditato a Giulio Romano, uno dei migliori allievi di Raffaello Sanzio.

Ritratto di un giovane di Raffaello Sanzio
Ritratto di un giovane di Raffaello Sanzio

Soltanto in un secondo momento si è potuto accertare che il ritratto del giovane Alessandro De Medici, è stato realizzato dal maestro e non dall’allievo. L’espressione del ragazzino ritratto nel quadro sottolinea la bravura di Raffaello che disegna con pennellate delicate anche il vestito del soggetto, facendolo sembrare soffice come lo si può sentire al tatto.

Ballerina inchinata di Degas

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Degas è uno di quei pittori che sfugge alle etichette artistiche. Se bene sia stato uno dei capostipiti dell’impressionismo, il pittore francese realizza quadri che vanno ben al di là di tutte le ideologie che possono essere ricondotte ad una sola corrente.

Ballerina inchinata di Degas
Ballerina inchinata di Degas

Nella “ballerina inchinata” il tripudio di colori è sicuramente figlio dell’impressionismo, ma l’inquadratura dall’alto, di stampo quasi cinematografico, e la scelta di riprendere il soggetto in una posizione quasi innaturale, rendono il dipinto molto più particolare di ciò che potrebbe sembrare ad un primo sguardo. L’ossessione di Degas per le ballerine è tale che molti dei suoi dipinti le avranno come soggetto. Una scelta abbastanza particolare, se si considera che i suoi contemporanei erano più vicini alla riproduzione dei paesaggi.

Donna in giardino con ombrello di Renoir

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Questo è l’impressionismo: il soggetto di questo quadro non è la donna con l’ombrello che si vede sullo sfondo, né la persona che raccoglie i fiori.

Donna in giardino con ombrello di Renoir
Donna in giardino con ombrello di Renoir

Il vero soggetto di questo quadro è il colore, il suo calore che mette il resto in secondo piano. Pierre August Renoir (padre di Jean) ha dipinto il quadro con la tecnica della pennellata frammentata, per sfumare i contorni degli oggetti, e dare ai colori una visibilità incontrastata. Rendere la natura che circonda la donna con l’ombrello così viva, era proprio l’intento del pittore che, grazie a questa tecnica, permette alla luce dei colori di esplodere, e sistemarsi meravigliosamente sulla tela.

Sogno causato dal volo di un'ape un secondo prima del risveglio di Dalì

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Chi l’avrebbe mai detto che il ronzio di un’ape durante una pennichella potesse essere fonte d’ispirazione?

Sogno causato dal volo di un'ape un secondo prima del risveglio di Dalì
Sogno causato dal volo di un’ape un secondo prima del risveglio di Dalì

Dalì, influenzato dalle teorie freudiane, rende fiero il padre della psicoanalisi con un’arte che dà libero sfogo all’inconscio. Un elemento esterno al sonno si inserisce coerentemente nel sogno: la puntura dell’ape è rappresentata dalla baionetta che punge la donna, e il dolore derivante dalle tigri che fuoriescono da un pesce che, a sua volta, trae origine da una melagrana. Se vi capita di sentir ronzare mentre dormite, quindi, approfittatene per dar sfogo alla vostra creatività, magari ne verrà fuori un altro capolavoro.

Santa Caterina di Caravaggio

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Alla base di questo bellissimo quadro, ci sono due storie molto interessanti. La prima riguarda l’identità del soggetto.

Santa Caterina di Caravaggio
Santa Caterina di Caravaggio

Pare che Santa Caterina abbia il volto di una prostituta, di cui l’artista s’innamorò perdutamente. La seconda riguarda la realizzazione del dipinto che pare sia stato eseguito in occasione della condanna di Beatrice Cenci, per l’omicidio del padre. Il processo scatenò un grande interesse, e nonostante l’opera gli sia stata commissionata per celebrare il trionfo della giustizia, è molto probabile che Caravaggio parteggiasse più per la salvezza della patricida che per la sua condanna.

Mata Mua di Gauguin

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L’artista dipinge questo quadro durante il suo primo viaggio a Tahiti, impressionato dalla natura selvaggia e dalle abitudini degli indigeni. Mata mua significa “C’era una volta” ed in questo dipinto Gauguin inserisce una serie di elementi risalenti a diverse civiltà, e collocati tutti quanti in una precisa zona di Tahiti. La grande statua che vede sullo sfondo è Hina, dea della luna, ritratta sullo stile delle statue dell’isola di Pasqua, e posizionata come una divinità egizia. Un mix estremo di simbolismo, colori e caratteri così innovativi per il suo tempo, che crearono scompiglio anche tra gli estimatori del pittore.

Combattimento di tori di Picasso

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Simbolo nazionale spagnolo per antonomasia, il toro è raffigurato in molti lavori che Picasso realizzò tra gli anni ’30 e ’40.

Combattimento di tori di Picasso
Combattimento di tori di Picasso

Legato fortemente alle sue origini, l’artista fu anche instancabile appassionato della corrida dagli anni dell’adolescenza a quelli della vecchiaia. E a proposito di corrida…in questo dipinto, realizzato nel 1934, è raffigurato un combattimento tra un toro ed un cavallo. Le figure sono rimarcate da diverse linee colorate e traspare un forte senso di tensione che culminerà, pochi anni dopo, nella produzione del Guernica.

Conversazione sotto gli ulivi di Matisse

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Se le opere precedenti di Matisse erano state caratterizzate da una tendenza ad un uso violento di colori, spesso dissonanti, per esprimere emozioni, qui la gamma cromatica è limitata.

Conversazione sotto l'ulivo di Matisse
Conversazione sotto l’ulivo di Matisse

Il dipinto, realizzato nel 1921, appartiene alla fase artistica di “ritorno all’ordine” in cui il suo approccio diventa più morbido e rilassato. Dietro quest’aspetto delicato, si cela un complesso dibattito tra il soggetto e lo stile che mira ad esprimere le aspirazioni dell’artista inquieto. Adattandosi alle tendenze del presente, in cui predomina il tradizionalismo di Derain, Matisse non rinuncia alle sue convinzioni.