10 cose da fare e vedere a Madrid

Una guida completa e dettagliata alle 10 cose da fare e vedere a Madrid in 1, 2 o 3 giorni.

Madrid

Ad di là dei luoghi comuni, Madrid è realmente la città della Movida, un modo di vivere in cui il giorno e la notte si sostituiscono senza annullarsi. Ma la Movida madrilena non ha solo un valore di puro divertimento: i madrileni amano fare tardi, stare per strada, bere e mangiare insieme agli altri. Escono dall’ufficio e si danno appuntamento da qualche parte. Alcuni finiscono la movida e se ne tornano direttamente in ufficio. Non a caso con la movida sono nate anche alcune espressioni come Madrid me mata (Madrid mi uccide) e Madrid nunca duerme (Madrid non dorme mai). Qui la vita continua come se lo scorrere del tempo avesse un valore completamente diverso dal resto del mondo. Ma non è solo una capitale bar, chiacchiere e ore piccole. C’è una Madrid che mette d’accordo tutti: gli amanti dell’arte che qui trovano tre grandi musei, Prado, Reina Sofia e Thyssen, e chi i musei non sa neanche a cosa servono e passa le giornate nel quartiere di Chueca. Per chi crede che non si debba per forza rinunciare a una di queste anime di Madrid, ecco le 10 cose da vedere e fare assolutamente durante una visita a Madrid.

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Museo del Prado di Madrid

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Il Prado è uno dei musei più importanti del mondo, e vale la pena dedicare un buon numero di ore per visitarlo. Da Caravaggio a Goya, da Raffaello a Velasquez, il Prado raccoglie la storia dell’arte europea degli ultimi cinque secoli.

Davide e Golia di Caravaggio
Davide e Golia di Caravaggio

Per poterlo visitare con comodo, è meglio andare al Prado nei giorni feriali, troverete meno gente. Se avete con voi molte borse, rischiate di attendere un bel po’ prima di poter entrare: le cassette per il deposito non sono moltissime. Il Prado ha un efficiente ambulatorio nell’edificio de los Jerónimos: garanzia per chi rischia la “Sindrome di Stendhal”. Vi consigliamo anche 10 opere da non perdere assolutamente al Prado.

metropolitana linea 2 fermata Banco de Espana o linea 1 fermata Atocha. Bus: 9, 10, 14, 19, 27, 34, 37, 45.

mar – dom e festivi ore 9:00 – 20:00. Il 24 e il 31 dicembre, il 6 gennaio ore 9:00 – 14:00.
Mai il lunedì, il 25 dicembre, il 1 gennaio, venerdì santo e il 1 maggio.

intero 6 €, ridotto 3 €, gratis mar – sab ore 18:00 – 20:00 e ogni domenica ore 17:00 – 20:00.

Museo Reina Sofia di Madrid

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Il Reina Sofia è il museo di Madrid che raccoglie le opere d’arte dal novecento ai giorni nostri.

Ragazza alla finestra di Dalì
Ragazza alla finestra di Dalì

La costruzione che lo ospita, nacque come ospedale e come tale è stato utilizzato fino al 1986 quando fu aperto il Centro d’Arte Reina Sofia. Nel museo viene dato particolare risalto ai pittori spagnoli come Dalì, Mirò e Picasso. Non siate superficiali: non limitatevi a cercare di vedere Guernica sulle teste dei cento turisti che sono arrivati prima di voi. Fate un giro per il museo, che di opere bellissime ne ha davvero tante, e ripassate davanti al Guernica verso l’ora di chiusura. Solo allora potrete veramente gustarvi il capolavoro del Maestro. Comunque, ecco secondo noi, le 10 opere da non perdere al Reina Sofia di Madrid.

metropolitana linea 1 fermata Atocha

lun – sab ore 10:00 – 21:00, domenica ore 10:00 – 14:30.
Mai: il martedì, il 24, il 25 e il 31 dicembre, il 1 e il 6 gennaio, il 1 maggio e il 9 novmbre.

intero 6 €, ridotto 3 €, gratis il sabato ore 14:30 – 21:00 e domenica ore 10:00 – 14:30.

Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid

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I quadri del Museo sono della collezione privata del magnate tedesco dell’acciaio, Thyssen-Bornemisza, diventato ricchissimo durante la seconda guerra mondiale. Il

Stanza d'albergo di Hopper
Stanza d’albergo di Hopper

Barone Hans Thyssen-Bornemisza rimise insieme l’immensa collezione del padre Heinrich, divisa tra gli eredi alla sua morte. Il Barone riacquistò le opere dai suoi parenti, prima puntando sulle opere dell’impressionismo tedesco, poi sui dipinti degli avanguardisti russi, fino a ricostruirla quasi interamente, arricchendola con le prime opere astratte. Dal 1992 il museo Thyssen-Bornemisza, che annovera tra gli altri Van Eyck, Caravaggio, Van Gogh, Gauguin e Hopper, è pronto a deliziare gli occhi dei turisti. Ecco le 10 opere da vedere assolutamente al Thyssen di Madrid.

metropolitana linea 1 fermata Atocha o linea 2 fermata Banco de Espana. Bus: 1,2,5, 9, 10, 14, 15, 20, 27, 34, 37, 45

mar – dom ore 10:00 – 19:00
Mai: il lunedì, il 25 dicembre, il 1 gennaio e il 1 maggio

intero 6 €, ridotto 4 €

Il Palazzo Reale di Madrid

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L’attuale Palazzo Reale di Madrid risale al 1764 e sorge sulle rovine dell’antica residenza della famiglia reale distrutta da un terribile incendio la notte di Natale del 1734: l’Alcázar, che ospitava i reali di Spagna fin dal XVI secolo.

Il Palazzo Reale di Madrid
Il Palazzo Reale di Madrid

La facciata dell’imponente edificio si ispira chiaramente a quella del palazzo del Louvre di Parigi e rappresenta una magnifica testimonianza del tardo barocco italiano, mentre tutto il complesso monumentale si estende su una superficie di 135.000 mq e vanta più di 3000 stanze, aggiudicandosi, così, il primato di palazzo reale più grande d’Europa. Al suo interno sono custodite alcune invidiabili collezioni dal valore inestimabile, come ad esempio gli strumenti a corda che portano la firma di Antonio Stradivari conservati nella Capilla Real, oppure gli antichi vasi di ceramica e gli armadi per conservare le piante medicinali della Real Farmacia, incluse le prescrizioni mediche della famiglia reale. Nella Real Armería, invece, è custodita la collezione di armi e armature che sono appartenute ai re e alla famiglia reale a partire dal XIII secolo.

Tuttavia, nonostante la magnificenza dell’edificio e dei suoi tesori, i sovrani di Spagna non alloggiano in questi appartamenti, ma la loro residenza privata è il Palazzo della Zarzuela, nella zona boscosa di Monte de El Prado, a nord del centro di Madrid e il Palazzo Reale resta, comunque, la sede delle manifestazioni ufficiali e delle cerimonie di Stato.

Calle de Bailén

Autobus: 3, 25, 39 e 148

Metro: linea 5 e 2 fermata Ópera

Dal 1 aprile al 30 settembre: tutti i giorni dalle 10:00 alle 20:00

Dal 1 ottobre al 31 marzo: tutti i giorni dalle 10:00 alle 18:00

Mai: 24, 25, 31 dicembre; 1 e 6 gennaio; 1 maggio

Intero: 11 €

Ridotto: 6 €

La Cattedrale dell'Almudena di Madrid

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A due passi dal Palazzo Reale, incontriamo un’altra storia di rovine e successive ricostruzioni: è quella della Cattedrale dell’Almudena, una storia ben più travagliata di quella del vicino Palazzo, che porta il segno di ben 5 secoli di scontri, di trattative burrascose tra i Re cattolici e i vescovi di Toledo, di problemi economici e politici.

La Cattedrale dell'Almudena di Madrid
La Cattedrale dell’Almudena di Madrid

Nel 1624, il re Filippo IV e sua moglie Isabella di Borbone decisero che la cattedrale di Madrid sarebbe sorta nello stesso luogo in cui si ergeva la Chiesa di Santa Maria dell’Almudena, in onore alla Madonna e al bambino che portava in grembo. Ma dalla realizzazione del progetto all’edificazione vera e propria trascorsero oltre 200 anni, animati da rivolte politiche e problemi economici. Di questo passo, la prima pietra della Cattedrale dell’Almudena è stata posta nel 1883, ma ecco che passa un altro secolo fino al 1993, quando finalmente apre le porte ai suoi fedeli e viene consacrata da Papa Giovanni Paolo II.

Per questo motivo l’aspetto della Cattedrale è un vero e proprio mix di stili diversi, testimoni delle varie fasi di costruzione e interruzione che anno animato la storia di questo monumento: dal neoromanico della cripta al neogotico dell’interno, passando per il neoclassico dell’esterno e il barocco dell’esterno della cupola cui fa da contraltare il gotico della parte interna.

Al suo interno è custodita l’omonima statua della Madonna dell’Almudena e si trova una rappresentazione della Via Crucis in 14 immagini realizzate in stile neogotico fiammeggiante, mentre il portale in bronzo è decorato con immagini che raffigurano la monarchia cattolica spagnola e la vetrata lunga 10 metri è impreziosita dalla raffigurazione della Vergine di Lis.

Calle de Bailén

Metropolitana: linea 2 o 5 fermata Ópera

Bus: 3, 25, 39 e 148

La cattedrale non può essere visitata durante le celebrazioni liturgiche.

Dal 1 settembre al 1 giugno: tutti i giorni dalle 09:00 alle 20:00

Dal 1 luglio al 31 agosto: tutti i giorni dalle 10:00 alle 21:00.

Plaza Mayor a Madrid

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A vederla oggi riuscireste a immaginare che fino al 1580 Plaza Mayor è stata la piazza del mercato cittadino, teatro di esecuzioni capitali, feste popolari, corride e che tra il ‘600 e il ‘700 è stata colpita da 3 grandi incendi? Anche in questo caso, l’aspetto attuale di questa elegante piazza lunga 129 metri e larga quasi 100, circondata da edifici che hanno tutti tre piani, è il risultato dell’opera di ristrutturazione dell’antica Plaza del Arrabal voluta da Filippo II d’Asburgo quando nel 1561 trasferì la corte a Madrid.

Plaza Mayor a Madrid
Plaza Mayor a Madrid

I lavori vennero affidati prima a Juan de Herrera, ma nel ‘600 Filippo III incaricò l’architetto Juan Gòmez de Mora di proseguire la riorganizzazione della piazza, donandole il suo caratteristico ed elegante porticato animato da bar e botteghe, mentre al centro domina fiera e imponente la statua di Filippo III a cavallo. Plaza Mayor ha ben 9 porte di accesso, ma la più famosa è senza dubbio l’Arco de Cuchilleros che conduce all’omonima strada ed entrambe prendono il nome dalla corporazione dei coltellinai che insediarono qui le loro botteghe.

Ma il vero sovrano della piazza è la Casa de la Panaderia, un bellissimo edificio adornato da due torri decorate con degli affreschi che rappresento un’allegoria dello zodiaco.

Metropolitana: linea 1, 2, 3, 5 fermata Puerta del Sol o Linea 2 e 5, fermata Opera.

Puerta del Sol a Madrid

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In perenne contesa con Plaza Mayor per il titolo di piazza principale di Madrid, Plaza de la Puerta del Sol è la piazza del capodanno madrileno:

Puerta del Sol a Madrid
Puerta del Sol a Madrid

in cima alla Real Casa de Correo, l’edificio più antico della piazza oggi sede della presidenza della comunità di Madrid e vecchio ufficio postale, un grande orologio ha il compito di scandire le famose “campanadas”, i 12 rintocchi che segnano gli ultimi secondi dell’anno che volge al termine e l’inizio dell’anno nuovo. Come da tradizione, la fine dell’anno va celebrata con il rito dei 12 chicchi d’uva al ritmo di ogni campanada e chi riesce a finirli in tempo avrà un anno ricco di fortuna e prosperità.

Ma Plaza de la Puerta del Sol custodisce anche altri simboli iconici della capitale, come la statua del celebre orso che addenta una pianta di corbezzolo (madroño) e il “chilometro zero”, denominato Origen de la calles radiales perché proprio a partire da questo punto si calcolano le distanze in chilometri in tutto il paese.

Metropolitana: linea 1, 2, 3, 5 fermata Puerta del Sol

Parco del Buen Retiro a Madrid

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Costruito nel 1640, il Parco del Buen Retiro è aperto al pubblico solo dopo la rivoluzione del 1868, quando i giardini divennero di proprietà municipale. Infatti, il Parco nasce come luogo di evasione e svago della monarchia, dopo che il Duca di Olivares donò al re Filippo IV 145 ettari da adibire a tale scopo.

Parco del Buen Retiro a Madrid
Parco del Buen Retiro a Madrid

Furono costruiti, quindi, il “Teatro del Buen Retiro”, frequentato dagli attori più in voga del “secolo d’oro” spagnolo (1500-1600), per le eleganti feste organizzate per la nobiltà venne edificata la bellissima sala da ballo “Cason del Buen Retiro”, per gli eventi e gli spettacoli all’aperto, invece, furono installate due grandi gabbie nei bellissimi giardini: una per accogliere alcune specie di volatili esotici, l’altra adibita a palcoscenico di spettacoli con animali feroci.

Col passare degli anni, il Parco del Buen Retiro ha subito diversi rifacimenti e trasformazioni e piano piano ha iniziato ad accogliere anche i cittadini comuni: sotto concessione del re Carlo III i madrileni potevano passeggiare per il parco a condizione che indossassero abiti eleganti, che mantenessero un comportamento decoroso e fossero puliti.

Oggi, il simbolo del Parco è sicuramente il meraviglioso Palazzo di Cristallo, costruito nel 1887 per ospitare un’immensa esposizione di specie botaniche provenienti dalle Isole Filippine e per l’occasione fu allestito anche un villaggio indigeno, una minuziosa ricostruzione per rendere ancora più interessante e realistica la scoperta delle piante e degli animali del mondo esotico.

Sul Parco, comunque, aleggia ancora un’eco regale: una parte del lago  è protetta dall’imponente monumento del re Alfonso XII, inaugurato nel 1922 e tuttora punto di ritrovo di molti madrileni e non solo.

Plaza de la Independencia

Metropolitana: linea 2 fermata Retiro
Autobus:
1, 2, 9, 15, 19, 20, 28, 51, 52, 74 e 146

Estate: dalle 06:00 alle 23:00
Da novembre a marzo: dalle 07:00 alle 23:00

Cosa mangiare a Madrid

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La cucina madrilena è un miscuglio ben riuscito di piatti popolari e aristocratici: fanno parte della prima tradizione il cocido madrileño (patate, verdure, carne, lardo di maiale e ceci) e la famosissima tortilla (patate, uova, olio e sale).

Cosa mangiare a Madrid
Cosa mangiare a Madrid

Quest’ultimo è un piatto a metà strada perché alcuni dicono che sia stata preparata la prima volta per dar da mangiare ai soldati di Carlo V, mentre altri indicano una provenienza più aristocratica, dalla corte dei sovrani Filippo III e IV. Uova, farina, zucchero e mandorle sono gli ingredienti di quasi tutti i dolci madrileni: huesos de santo (patate, mandorle e crema), Le rosquillas de San Isidro (ciambelle con bianco d’uovo),  churros, dolci di pastella fritta che si accompagnano al cioccolato caldo. Tenete presente che a Madrid si mangia più tardi rispetto ad altri paesi europei: colazione alle 9, pranzo tra le 14 e le 15, cena tra le 21 e le 22. Un consiglio: se proprio non potete fare a meno del caffè, chiedetelo rigorosamente “espresso” per non trovarvi di fronte ad una brodaglia nera dal sapore indefinito.

Dove dormire a Madrid

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Trovare un posto in cui dormire a Madrid è abbastanza facile, considerata la grande quantità di alberghi, pensioni, ostelli e fitta-camere che ci sono in città.

Dove dormire a Madrid
Dove dormire a Madrid

Ce n’è davvero per tutti i gusti, dall’albergo extra lusso, al B&B che vi farà sentire a casa per la gentilezza dei titolari. Una precisazione: ricordate che in spagnolo, con il termine “hostal” non si indicano gli “ostelli”, ma strutture paragonabili alle pensioni italiane, in cui si può dormire e fare colazione.

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