Antro della Sibilla e Acropoli di Cuma a Pozzuoli
Un glorioso passato tra mito e storia
L’Acropoli di Cuma raccoglie i resti della città antica che i greci costruirono sulle sponde flegree intorno al 740 A.C. Il parco archeologico espone diversi secoli di storia perfettamente conservati, ed è una preziosa testimonianza dell’organizzazione della città che si sviluppava fino alle sponde dell’Averno. La storia di Cuma racconta di una città dal grande potere, che ha saputo unire al commercio marittimo una florida attività legata alla terra. Cuma è riuscita a resistere ai continui attacchi delle popolazioni vicine molto più a lungo di Pozzuoli, perché posta più in alto e fortificata, come mostrano ancora oggi i resti. All’interno dell’Acropoli di Cuma si trova il suggestivo Antro della Sibilla, il mistico luogo in cui Enea incontrò la profetessa. La Sibilla Cumana era una sacerdotessa di Apollo che scriveva le sue profezie su foglie trascinate dal vento nella lunga galleria che collega la stanza della Sacerdotessa con l’ingresso. Il dio Apollo offrì alla Sibilla la possibilità di avverare un suo desiderio in cambio della sua devozione come Sacerdotessa. La Sibilla chiese di vivere tanti anni quanti granelli di sabbia riuscisse a contenere la sua mano, ma non chiedendo l’eterna giovinezza, il suo corpo fu costretto ad invecchiare inesorabilmente, fino a consumarsi completamente e a far rimanere nell’Antro soltanto la sua voce. Secondo Virgilio la Sibilla Cumana predisse il futuro ad Enea e lo accompagnò nell’Averno per farlo entrare nell’Ade alla ricerca del padre.
Quando: tutti i giorni dalle 9 ad un’ora prima del tramonto.
Quanto: € 4. Il biglietto consente l’ingresso anche all’Anfiteatro Flavio, alle Terme e al Castello di Baia.