La Prigione di Kilmainham a Dublino.

Da antica prigione a monumento nazionale, le sue celle sono state testimoni di alcuni degli avvenimenti più importanti della storia irlandese.

La Prigione di Kilmainham a Dublino.
La Prigione di Kilmainham a Dublino. Foto di Rodrigo Garrido Shutterstock.com

Per conoscere e capire la storia più recente d’Irlanda, la lotta degli irlandesi contro il dominio britannico per l’indipendenza, gli eventi drammatici che hanno dato forma all’attuale Paese, una visita all’ex prigione Kilmainham, oggi museo sulla storia del Nazionalismo irlandese, è una tappa obbligatoria di qualsiasi soggiorno a Dublino.

Le celle anguste e fredde, i corridoi bui, l’agghiacciante cortile esterno in cui venivano eseguite le sentenze capitali, sono i testimoni di alcuni degli episodi più tristi della gloriosa storia irlandese ma anche della fierezza e dello spirito di resistenza del suo popolo. Un percorso emozionante negli orrori di una delle carceri dismesse più grandi d’Europa divenuta il simbolo della lotta per l’indipendenza nazionale.

Una delle carceri più terribili d'Irlanda fino al 1924

La New Gaol (nuova prigione) così chiamata per lungo tempo per distinguerla dalla vecchia prigione, fu costruita fra il 1792 e il 1795. La stretta porta d’entrata con lo spioncino sulla facciata grigia, cupa e minacciosa all’angolo tra South Circular Road e Inchicore Road, conduce il visitatore in quella che, fino al 1924, è stata una delle carceri più terribili d’Irlanda. Questo è infatti, il luogo in cui per 120 anni sono stati rinchiusi, in condizioni impietose, uomini, donne  e persino bambini, colpevoli (o presunti tali) di ogni tipo di crimine, dal piccolo furto fino all’omicidio più atroce.

Ma Kilmainham Gaol è nota soprattutto come luogo di detenzione (e tortura) dei prigionieri politici condannati per reati alla Corona, ovvero di coloro che avevano guidato le insurrezioni del 1798, 1803, 1848, 1867, 1916 e che, come avvenne per i 15 leader della Ribellione di Pasqua del 1916 , furono giustiziati tra le sue mura. Prima che il nuovo Stato Libero d’Irlanda decidesse di non utilizzare più la prigione, le sue celle furono occupate dai prigionieri della Guerra Civile (1922-23), tra cui anche Eamon de Valera, futuro Presidente d’Irlanda. Alla chiusura seguì l’abbandono fino al 1960, quando dopo una lunga ristrutturazione, il complesso è stato aperto al pubblico.

Un percorso pieno di emozioni

La visita guidata, preceduta da una breve presentazione sulle condizioni socio-politiche di Dublino dal XVIII al XX secolo e sugli episodi di lotta che ne segnarono l’esistenza, comincia con il grande padiglione centrale (Central Hall), una struttura a ferro di cavallo caratterizzata dalla presenza di 100 celle disposte su quattro livelli che si affacciano su un dedalo di passaggi e scale in ferro (ricordate il film “In nome del padre“?). Successivamente si visita la cappella dove un video ripercorre la storia della prigione, poi le celle dei detenuti, piccole e senza finestra, nelle quali si possono ancora leggere le scritte sui muri.

Dopo aver attraversato corridoi e scale delle due ali della prigione, si giunge ai cortili. Uno è l’Invincibles Yard (Corte degli Invincibili), dal nome dei membri di un’organizzazione segreta che vi furono impiccati nel 1883, accanto al quale si trova una corte esterna dove è conservata la prua dell’Asgard, l’imbarcazione che nel 1914 riuscì, eludendo il blocco britannico, a portare armi e munizioni ai nazionalisti. L’altro, è il cortile della prigione in cui vennero giustiziati i capi dell’Insurrezione di Pasqua, come ricordano le due croci nere poste nei luoghi in cui avvennero le fucilazioni.

Inchicore Rd

Autobus: 69, 79, 13, 40

Da aprile a settembre: tutti i giorni dalle 9.30 alle 18.00
Da ottobre a marzo: tutti i giorni dalle 9.30 alle 17.30; domenica dalle 10.00 alle 18.00

Adulti: 6 €
Bambini e studenti: 2 €