La Mezquita di Cordoba

Tutte le informazioni sulla Mezquita di Cordoba. Storia, cosa vedere, costo del biglietto, orari, come arrivare.

La Mezquita di Cordoba è l’espressione più alta dell’architettura islamica in occidente. La straordinarietà di questa moschea-cattedrale deriva dal fatto che alla bellissima costruzione musulmana si sono aggiunti stili rinascimentali, gotici e barocchi.L’edificio attuale è il prodotto di una moschea iniziale costruita dal califfo Abderramán I sulla basilica visigota di San Vicente, che è stata ampliata poi da Abderramán II, Alhaken II ed Almanzor

La Mezquita di Abderraman I

L’originaria moschea di Abderraman I (785) era formata da 11 navate ornate con capitelli romani e visigoti che si aprivano sul Cortile degli Aranci. Una caratteristica particolare di questa prima costruzione era l’uso degli archi ogivali, modello di arco proveniente dall’arte visigota e che l’Islam poi adotterà come simbolo della propria architettura. Ad Abderraman I succedette suo figlio Hixen I che farà innalzare il primo minareto della Mezquita con una pianta quadrangolare.

La Mezquita di Abderraman II e il primo ampliamento (821-852)

Fu Abderraman II a realizzare la prima modifica della Moschea che riguardò l’ampliazione della sala dell’orazione fino a Mohamed I che diede la forma definitiva alla Puerta de San Esteban a metà tra l’arte visigota ed lo stile cordobano. A questo successero Al-Mundir ed Abd-Allah: il primo edificò la Sala del Tesoro, mentre il secondo costruì un corridoio segreto che unirebbe l’Alcàzar con con l’ultimo tratto del facciata ovest della Mezquita.

La Mezquita di Abderraman III e il secondo ampliamento (X secolo)

Abderraman III proclamatosi califfo, costruì un nuovo minareto ed ampliò la Mezquita arricchendo il suo interno e rinforzando gli archi. Alhaken II aggiunse alla moschea 12 elementi, avvicinandola ancora di più al fiume Guadalquivir. Vennero anche utilizzati nuovi materiali in marmo rosa ed azzurro ed impiegate una serie di volte che permettevano una maggiore luminosità dell’interno.

Il terzo ampliamento di Almanzor

Si tratta dell’ultima grande ampliazione realizzata nel 987. Essa in realtà non apporto nessuna originalità nella costruzione, eccetto l’aggiunta di 8 navate in più.

La torre

Il minareto dell’antica Mezquita si conserva all’interno dell’attuale torre. Fu alzato da Abderramán III in sostituzione di quello di Hixem I. Dopo un temporale che la deteriorò, il progetto venne affidato ad Hernán Ruiz II che demolì in parte l’antico minareto. Le sue opere di completamento continuano nel XVII secolo quando Juan Sequero di Matilla costruì il corpo dell’orologio. Il campanile è opera di Gaspar de la Peña, mentre la scultura di San Rafael sulla torre di Bernabé Gómez del Rìo e Pedro de la Paz.

Il Patio de los Naranjos (Patio degli Aranci)

Attraversando la Puerta del Perdòn si entra nel Patio degli Aranci: un enorme spazio ricco di arcate e alberi, in mezzo ai quali si alternano fontane. Questo era il posto in cui i fedeli si recavano per pregare in solitudine ed anticamente era anche il luogo perfetto per insegnare, come faceva Averroè che qui teneva le sue lezioni di filosofia, o come erano soliti fare i medici della città che qui davano consigli.Il Patio degli Aranci era anche utilizzato come punto di incontro per alcune attività pubbliche, amministrative e religiose. In realtà in passato il patio era ornato di ulivi, cipressi e piante di alloro, mentre gli aranci che danno il nome al cortile vennero piantati dai cristiani solo nel XV secolo al posto delle palme. Dell’antico splendore dei tempi passati, oggi sono rimasti solo i resti del tetto di legno della moschea.

L'interno della Mezquita

La peculiarità principale della Moschea si percepisce immediatamente appena si varca la soglia del suo ingresso principale: una spettacolare infinità di colonne, circa 850, di marmo e granito che formano una serie di archi di pietra bianca e rossa. Le colonne e i suoi archi sembrano degli alberi di palme che si aprono a ventaglio nella sala. Elemento di grande rilievo all’interno della moschea è la qibla, il muro che sarebbe orientato verso la Mecca, indicando in questo modo il luogo in cui pregano i fedeli. Di suggestiva bellezza è anche il mihrab, la nicchia che custodisce il corano. Nel XIII secolo il cristianesimo trasformò in parte l’edificio: furono soppresse alcune colonne al posto delle quali sorse la pianta della prima cattedrale e le cappelle. Tra queste le principali sono la Capilla de Villaviciosa detta anche Lucernario che rappresenta il sontuoso ingresso all’oratorio di alHakana II e la Capilla Real decorata con stucchi mudejar. L’ingresso principale della Mezquita si apre nel posto in cui prima c’era il minareto tramite una splendida porta: la Puerta del Perdòn, il cui suo nome risale all’epoca cristiana. Essa venne da Enrico II di Trastamara costruita in perfetto stile mudejar ricoperta di placche di bronzo lavorate con diverse iscrizioni.

La Cattedrale

Nel cuore della Moschea si erge questa Cattedrale, realizzata nel XVI secolo su decisione del Vescovo del Duomo che desiderava un santuario più sontuoso all’interno della Mezquita. Come accadde per altri edifici, anche la costruzione di questa sala ha significato una dimostrazione artistica del trionfo del Cristianesimo sull’Islam. Hernàn Ruiz il Vecchio progettò la sua pianta a croce latina e le opere di modifiche furono proseguite dopo la sua morte dal figlio Hernàn Ruiz il Giovane. I lavori dei due maestri, sebbene di grande pregio, non vennero apprezzati affatto da Carlo V, che al suo ritorno esclamò adirato che era stato distrutto un capolavoro dell’arte per costruire qualcosa di molto comune. Le volte comprendono tutti gli stili, da quello fiammingo, al rinascimentale, fino al barocco, mentre meravigliosa risulta la Sillerìa del Coro del XVIII secolo, di stile barocco in legno di mogano opera di Pedro Duque Cornejo. Il Tesoro della Cattedrale si trova nella Capilla del Cardenal ed è formato da opere risalenti ai secoli XV fino al XX, tra cui spicca la spettacolare opera riguardante la custodia del Corpus Christi di Enrique de Arfe. E’ in oro ed argento, pesante circa 200 chili; viene trasportato per le vie della città il giorno del Corpus Domini.

Orari di apertura e prezzo del biglietto

Orari di apertura: da Aprile a Giugno dalle 10:00 alle 19:30 con messa alle 10:30 e 12:00.
Costo del biglietto: 8 € per gli adulti e 4 € per i bambini.